5 ottobre 2026 — versione 1. Informazione generale: non sostituisce un parere sul caso concreto.
Quindici vignette per chi vive all’estero e ha bisogno di un notaio in Italia. Ogni vignetta ha una battuta in napoletano, la traduzione e la regola in due righe. Le risposte complete sono nelle 15 domande di chi vive all’estero.
1. Uno straniero può comprare casa?
Chi parla: Andrea, cittadino di un Paese fuori dall'Unione, nello Studio.
«Ma 'o pozzo accattà 'o quartino, io?»
In italiano: «Ma posso comprarlo, io, l'appartamento?»
Come stanno le cose. Quasi sempre sì. I cittadini dell'Unione e chi vive in Italia con un permesso di soggiorno valido comprano come gli italiani. Per gli altri il notaio controlla la reciprocità prima di fissare la firma. Per saperne di più: Uno straniero può comprare casa in Italia? La reciprocità.
2. Il codice fiscale
Chi parla: Lucia, al telefono da Lisbona.
«Senza 'stu nummero nun se move niente?»
In italiano: «Senza questo numero non si muove nulla?»
Come stanno le cose. Il codice fiscale serve a chi compra, vende o eredita. Si chiede al consolato italiano o all'Agenzia delle Entrate. Conviene chiederlo per primo. Per saperne di più: Come arriva il denaro dall'estero al rogito.
3. Devo venire in Italia?
Chi parla: Domenico, in videochiamata da Toronto.
«Aggia piglià l'aereo pe' 'na firma?»
In italiano: «Devo prendere l'aereo per una firma?»
Come stanno le cose. No, se non può. Firma una procura nel Paese dove vive. Un'altra persona firma l'atto per lei, nello Studio. Il notaio fa gli stessi controlli. Per saperne di più: Firmare da lontano: la procura fatta all'estero.
4. La procura dall'estero
Chi parla: Maria Luisa, davanti al consolato.
«'O consolato o 'o notaio 'e ccà?»
In italiano: «Il consolato o il notaio di qui?»
Come stanno le cose. Le strade sono due. Al consolato italiano la procura nasce in italiano. Con un notaio del posto servono l'apostille e la traduzione. In tutti e due i casi le mandiamo prima il testo. Per saperne di più: Firmare da lontano: la procura fatta all'estero.
5. L'apostille
Chi parla: Renato, con la procura in mano.
«'Stu timbro adda essere bello gruosso!»
In italiano: «Questo timbro deve essere bello grosso!»
Come stanno le cose. Non conta la misura. L'apostille conferma la firma del notaio straniero, fra i Paesi della Convenzione dell'Aja del 5 ottobre 1961. Negli altri Paesi serve la legalizzazione del consolato. Per saperne di più: Firmare da lontano: la procura fatta all'estero.
6. Non parlo italiano
Chi parla: Alessandro, il giorno della firma.
«Io nun capisco 'na parola, e firmo?»
In italiano: «Non capisco una parola, e firmo?»
Come stanno le cose. Si firma con un interprete scelto dalle parti. L'interprete traduce l'atto e lo firma. In questi casi la legge richiede anche i testimoni. Per saperne di più: Se non parlo italiano posso firmare lo stesso?.
7. La Consulenza online con la traduzione
Chi parla: Annamaria, davanti al computer.
«'O computer me traduce pure 'o notaio?»
In italiano: «Il computer mi traduce anche il notaio?»
Come stanno le cose. Sì, per capire. Meet traduce a voce fra l'inglese e italiano, spagnolo, francese, tedesco o portoghese, e mostra i sottotitoli tradotti. Il giorno della firma serve comunque l'interprete. Per saperne di più: Parlare con il notaio da un altro Paese.
8. Che cosa controlla il notaio
Chi parla: Luca, davanti alla casa che vuole comprare.
«'A casa è bella: che ce sta 'a cuntrullà?»
In italiano: «La casa è bella: che c'è da controllare?»
Come stanno le cose. Il notaio controlla chi è il proprietario, le ipoteche, i dati del catasto, chi firma e da dove arriva il denaro. La regolarità edilizia la verifica un tecnico. Per saperne di più: Comprare casa in Italia se vivi all'estero: le otto cose da fare prima.
9. Chi sceglie il notaio
Chi parla: Andrea, con la proposta di acquisto.
«Chi 'o sceglie 'o notaio, e chi 'o paga?»
In italiano: «Chi lo sceglie il notaio, e chi lo paga?»
Come stanno le cose. Di solito lo sceglie chi compra, che paga anche l'onorario. Prima le mandiamo un preventivo di massima scritto, con imposte, onorario e spese separati. Per saperne di più: Comprare casa in Italia vivendo all'estero: la guida.
10. Prima casa per chi vive all'estero
Chi parla: Andrea, in videochiamata da Monaco.
«Stongo a Monaco, ma 'a casa mia è Pozzuoli!»
In italiano: «Sto a Monaco, ma casa mia è Pozzuoli!»
Come stanno le cose. Chi si è trasferito all'estero per lavoro può chiedere le agevolazioni, a precise condizioni. La casa deve stare nel comune di nascita o dove viveva o lavorava prima. Dal 1° gennaio 2027 la norma cambia. Per saperne di più: Vivo all'estero: posso avere le agevolazioni prima casa?.
11. Eredito, ma vivo lontano
Chi parla: Maria Luisa, al telefono da Buenos Aires.
«Mammà m'ha lassato 'a casa, e io stongo a Buenos Aires.»
In italiano: «Mamma mi ha lasciato la casa, e io sto a Buenos Aires.»
Come stanno le cose. Si chiude tutto senza viaggiare: codice fiscale, dichiarazione di successione e, se serve, una procura. L'imposta dipende da dove viveva chi è morto. Per saperne di più: Ho ereditato una casa in Italia ma vivo all'estero.
12. Quale legge per l'eredità
Chi parla: Renato, che vive a Lione.
«So' napulitano, ma campo a Lione: quale legge vale?»
In italiano: «Sono napoletano, ma vivo a Lione: quale legge vale?»
Come stanno le cose. Per chi è morto dal 17 agosto 2015 conta di solito il Paese dove viveva. Con il testamento si può scegliere la legge del Paese di cui si è cittadini. Per saperne di più: Eredità fra due Paesi: quale legge si applica.
13. Il certificato successorio europeo
Chi parla: Annamaria, con la lettera della banca.
«'A banca tedesca vo' 'na carta ca dice ca so' erede.»
In italiano: «La banca tedesca vuole un documento che dica che sono erede.»
Come stanno le cose. Il certificato successorio europeo prova chi sono gli eredi negli altri Paesi dell'Unione. In Italia lo rilascia il notaio. Le copie valgono sei mesi. Per saperne di più: Il certificato successorio europeo.
14. Rinunciare dall'estero
Chi parla: Luca, in videochiamata da Toronto.
«Papà ha lassato sulo diebbete: nun 'e voglio!»
In italiano: «Papà ha lasciato solo debiti: non li voglio!»
Come stanno le cose. Si può rinunciare dall'estero: al consolato, se è cittadino italiano, o con una procura. La rinuncia si fa davanti al notaio o al cancelliere e si iscrive nel registro delle successioni. Per saperne di più: Rinunciare all'eredità vivendo all'estero.
15. Sposati all'estero
Chi parla: Ludovica e Alessandro, prima del rogito.
«Ce simmo spusate a Madrid: 'a casa è d''e duje?»
In italiano: «Ci siamo sposati a Madrid: la casa è di tutti e due?»
Come stanno le cose. Dipende dalla legge che regola i beni della coppia. Per chi si è sposato dal 29 gennaio 2019 conta di solito il Paese della prima casa comune dopo le nozze. Nell'atto si dichiara il regime. Per saperne di più: Sposati all'estero: la casa è di tutti e due?.
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