Versione 1 del 5 ottobre 2026.
Quasi tutto si prepara a distanza. L’atto si firma nello Studio a Napoli, di persona o con una procura.
Qui trova le domande che ci fanno più spesso stranieri e italiani che vivono all’estero.
1. Uno straniero può comprare casa in Italia?
Sì, quasi sempre. I cittadini dell’Unione europea comprano come gli italiani. Lo stesso vale per chi vive in Italia con un permesso di soggiorno valido. Per gli altri si controlla la reciprocità. Lo straniero può comprare se un italiano può comprare nel suo Paese. Il notaio la verifica prima di fissare la firma.
2. Serve il codice fiscale italiano?
Sì, a chi compra, vende o eredita. Si chiede al consolato italiano del suo Paese o all’Agenzia delle Entrate. Conviene chiederlo per primo.
3. Devo venire in Italia per firmare?
No, se non può. Firma una procura nel Paese in cui vive. Un’altra persona firmerà l’atto per lei, nello Studio. La procura evita il viaggio, non i controlli. Il notaio fa le stesse verifiche.
4. Come si fa la procura dall’estero?
Le strade sono due. La prima è il consolato italiano: la procura nasce in italiano e non serve altro. La seconda è un notaio del posto. Poi servono l’apostille e la traduzione in italiano. In tutti e due i casi le mandiamo prima il testo da firmare.
5. Che cos’è l’apostille?
È un timbro che conferma la firma del notaio straniero. Vale fra i Paesi della Convenzione dell’Aja del 5 ottobre 1961. Se il Paese non aderisce, serve la legalizzazione del consolato italiano.
6. Non parlo italiano: posso firmare?
Sì. L’atto si scrive in italiano. Se una parte non conosce l’italiano, la legge chiede un interprete scelto dalle parti. L’interprete traduce l’atto e lo firma. In questi casi la legge richiede anche i testimoni. Il costo dell’interprete lo diciamo prima, per iscritto.
7. Posso parlare con il notaio in videochiamata, con la traduzione?
Sì, con la Consulenza online su Google Meet. Meet può tradurre a voce alcune coppie di lingue e mostrare i sottotitoli tradotti. È un aiuto per capire. Non prende il posto dell’interprete il giorno della firma. Prima della chiamata le chiediamo di leggere l’informativa sull’intelligenza artificiale.
8. Che cosa controlla il notaio?
Controlla chi è il proprietario e se ci sono ipoteche o pignoramenti. Controlla i dati del catasto, l’identità di chi firma e l’origine del denaro. Il notaio è imparziale e tutela tutte le parti. La regolarità edilizia la verifica un tecnico, geometra o architetto.
9. Chi sceglie il notaio e quanto costa?
Di solito lo sceglie chi compra, che paga anche l’onorario. Il costo dipende dall’atto e dal valore. Le mandiamo un preventivo di massima scritto, con imposte, onorario e spese separati.
10. Vivo all’estero: ho le agevolazioni prima casa?
Dipende. Oggi le può chiedere chi si è trasferito all’estero per lavoro e ha vissuto o lavorato in Italia per almeno cinque anni. La casa deve trovarsi nel comune di nascita o in quello dove viveva o lavorava prima di partire. Servono anche gli altri requisiti di legge. Dal 1° gennaio 2027 cambia la norma che li prevede: li controlliamo con lei prima dell’atto.
11. Ho ereditato un immobile in Italia, ma vivo all’estero. Che cosa faccio?
Se ci sono immobili in Italia, si presenta la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate. Vale anche se l’eredità segue una legge straniera. Poi si aggiornano il catasto e i registri. Tutto si può seguire con una procura, senza venire in Italia.
12. Quale legge regola l’eredità?
Per chi è morto dal 17 agosto 2015 vale un regolamento europeo. Di solito si applica la legge del Paese dove il defunto viveva. Con il testamento si può scegliere la legge del Paese di cui si è cittadini.
13. Che cos’è il certificato successorio europeo?
È un documento che prova chi sono gli eredi negli altri Paesi dell’Unione. In Italia lo rilascia il notaio. Non si usa in Danimarca e in Irlanda, né fuori dall’Unione.
14. Posso rinunciare all’eredità dall’estero?
Sì. La rinuncia si fa davanti a un notaio o al cancelliere del tribunale. Il cittadino italiano all’estero può farla anche al consolato. Oppure dà una procura a una persona in Italia. Poi la rinuncia va iscritta nel registro del tribunale.
15. Sono sposato all’estero: la casa che compro è di tutti e due?
Dipende dalla legge che regola i beni della coppia. Per chi si è sposato dal 29 gennaio 2019 vale un regolamento europeo. Di solito conta il Paese della prima casa comune dopo le nozze. Nell’atto si dichiara il regime. Ce lo dica subito e porti il certificato di matrimonio.
Le guide per approfondire
- Parlare con il notaio da un altro Paese: la Consulenza online con la traduzione
- Vivo all’estero: posso avere le agevolazioni prima casa in Italia?
- Ho ereditato una casa in Italia ma vivo all’estero: che cosa devo fare
- Eredità fra due Paesi: quale legge si applica
- Il certificato successorio europeo: che cos’è e quando serve
- Rinunciare all’eredità vivendo all’estero: le tre strade
- Sposati all’estero: la casa che compriamo in Italia è di tutti e due?
- Le 15 domande in vignetta, anche in napoletano
Che cosa fare in pratica
- Chieda il codice fiscale.
- Prenoti una Consulenza online con il notaio.
- Ci mandi i documenti che ha, dalla pagina Carica i documenti.
- Se non può venire, aspetti il nostro testo prima di firmare la procura. Approfondisce la pagina Procura dall’estero e apostille.
Le fonti, per chi vuole controllare
- Art. 16 delle disposizioni sulla legge in generale (reciprocità)
- Ministero degli Affari Esteri, elenco dei Paesi per la reciprocità
- Legge 16 febbraio 1913, n. 89, art. 54 (lingua dell’atto)
- Legge 16 febbraio 1913, n. 89, art. 55 (interprete)
- Legge 30 ottobre 2014, n. 161, art. 32 (certificato successorio europeo)
- Decreto-legge 13 giugno 2023, n. 69, art. 2 (prima casa per chi è all’estero per lavoro)
- Regolamento (UE) n. 650/2012 (successioni)
- Regolamento (UE) 2016/1103 (beni dei coniugi)
- Conferenza dell’Aja, Paesi della Convenzione apostille
Contatti
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