Scheda del 24 settembre 2026 — versione 1.1. Informazione generale: non sostituisce un parere sul caso concreto.

Chi vive all’estero e compra casa in Italia deve risolvere tre cose prima del rogito: il codice fiscale italiano, un modo tracciato per far arrivare il denaro e la prova di dove quel denaro viene. Nessuna delle tre si improvvisa il giorno della firma.

1. Il codice fiscale: senza, non si firma

Il codice fiscale serve per l’atto, per la registrazione e per le volture. Lo rilascia l’Agenzia delle Entrate, e chi vive all’estero può chiederlo anche tramite il consolato italiano del posto dove risiede.

È gratuito e si ottiene in tempi brevi, ma va chiesto per primo: senza codice fiscale non si può nemmeno aprire un conto.

2. Il conto: utile, non obbligatorio

Non è obbligatorio avere un conto italiano per comprare. Però semplifica molto: i bonifici dall’estero verso un conto italiano arrivano con costi e tempi più prevedibili, e le utenze e le imposte si pagano più facilmente.

Chi non apre un conto in Italia deve organizzarsi per tempo con la propria banca: un bonifico internazionale di importo alto può richiedere verifiche che durano giorni.

3. I pagamenti: tracciati, sempre

Nell’atto si dichiara come è stato pagato il prezzo: assegni, bonifici, estremi di ciascun pagamento, e se c’è stato un agente immobiliare. Non è una formalità inventata dal notaio: è una dichiarazione che la legge impone, e rende trasparente l’operazione (art. 35, comma 22, del D.L. 4 luglio 2006, n. 223, convertito nella legge 248/2006).

Sul contante c’è un limite generale: dal 1° gennaio 2023 non si possono trasferire fra privati, in un’unica soluzione, 5.000 euro o più in contanti. Nella pratica, in una compravendita immobiliare il contante non si usa: si usano bonifici e assegni circolari.

4. La provenienza del denaro

Il notaio è tenuto per legge ai controlli antiriciclaggio. Chi porta denaro dall’estero deve essere pronto a spiegare, con documenti, da dove viene: la vendita di un’altra casa, i risparmi, una donazione dei genitori, un finanziamento. Non è diffidenza: è un obbligo che vale per tutti.

Chi arriva preparato non perde tempo. Chi arriva senza documenti rischia il rinvio della firma.

Un esempio (nomi e cifre inventati)

Renato vive in Germania e compra un trullo in Valle d’Itria per 145.000 euro. Chiede il codice fiscale al consolato, apre un conto in Italia e versa la caparra di 15.000 euro con bonifico dal proprio conto tedesco. Per il saldo porta l’estratto conto che mostra la vendita della sua auto e un bonifico della madre, con la relativa scrittura. Il giorno del rogito i pagamenti si elencano uno per uno nell’atto e non ci sono sorprese.

Cosa fare in pratica

  1. Chieda subito il codice fiscale, al consolato o all’Agenzia delle Entrate: è il primo passo, e senza non si procede.
  2. Valuti se aprire un conto italiano: non è obbligatorio, ma semplifica pagamenti, utenze e imposte.
  3. Faccia ogni pagamento con bonifico o assegno circolare, mai in contanti.
  4. Conservi la prova di ogni passaggio: ricevute, estratti conto, contratti da cui il denaro proviene.
  5. Mandi allo Studio le copie prima del rogito, non il giorno stesso: così gli estremi dei pagamenti entrano nella bozza dell’atto con calma.
  6. Se il denaro arriva da un familiare, lo dica: spesso serve un atto scritto, e farlo dopo costa di più.

Domande frequenti

Posso comprare senza conto italiano?

Sì. Non è obbligatorio. Ma bonifici internazionali di importo alto richiedono più tempo e più verifiche: va messo in conto nel calendario.

Quanto contante posso portare al rogito?

In pratica nessuno. Dal 1° gennaio 2023 il trasferimento di contante fra privati è vietato dai 5.000 euro in su, e in una compravendita si usano comunque bonifici e assegni circolari.

Perché devo dire come ho pagato?

Perché lo chiede la legge: nell’atto si indicano analiticamente le modalità di pagamento e l’eventuale intervento di un agente immobiliare. Serve alla trasparenza dell’operazione e tutela chi compra.

Perché il notaio chiede da dove viene il denaro?

Perché la legge antiriciclaggio glielo impone, per ogni cliente, italiano o straniero. È un controllo di legalità che tutela anche chi compra.

Il codice fiscale costa?

No, è gratuito. Si chiede all’Agenzia delle Entrate oppure, dall’estero, tramite il consolato italiano.

Le fonti, per chi vuole controllare

Che cosa cambia dal 2027. La riforma fiscale ha riscritto queste regole dentro due testi unici, che si applicano dal 1° gennaio 2027: il testo unico dell’imposta di registro e degli altri tributi indiretti (D.Lgs. 123/2025) e il testo unico adempimenti e accertamento (D.Lgs. 141/2026). Fino ad allora valgono le norme citate qui sopra. Il contenuto degli obblighi non cambia: cambia dove sono scritti.

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Marco Fiorentino, notaio in Napoli, iscritto nel Ruolo dei Distretti Notarili Riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola. Partita IVA 00362508889. Scheda del Consiglio Nazionale del Notariato.

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