Pubblicato il 21 settembre 2026 · Versione 1
Per rinunciare a un’eredità davanti al notaio servono pochi documenti, e quasi tutti li hai già in casa. Qui sotto trovi l’elenco esatto: quello che serve sempre, quello che serve solo in certi casi, e tre cose da sapere prima di venire, perché cambiano la decisione.
In breve
- Sempre: documento e codice fiscale di chi rinuncia, codice fiscale del defunto, certificato di morte, ultimo domicilio del defunto.
- In certi casi: testamento pubblicato, autorizzazione per minori e persone protette, procura, verbale di inventario.
- Dove: il notaio può ricevere la rinuncia ovunque in Italia, anche se la successione si è aperta in un’altra città.
- Attenzione: se rinunci tu, l’eredità viene offerta ai tuoi figli. Portaci l’elenco della famiglia.
A. I documenti che servono sempre
Da portare in ogni caso
- Documento di identità in corso di validità e codice fiscale di ciascuna persona che rinuncia.
- Codice fiscale del defunto.
- Certificato di morte del defunto.Il certificato, non l’estratto riassuntivo. In molti casi basta l’autocertificazione: chiedicelo.
- Ultimo domicilio del defunto: comune e indirizzo.Serve a individuare il Tribunale competente per il registro delle successioni, perché la successione si apre nel luogo dell’ultimo domicilio (art. 456 del codice civile).
- Il tuo grado di parentela con il defunto: figlio, coniuge, fratello, nipote.
- Recapiti: domicilio, telefono, email o PEC.
B. I documenti che servono solo in certi casi
Solo se ricorre il caso indicato
- Copia autentica del testamento pubblicato e del verbale di pubblicazionese la successione è testamentaria.
- Autorizzazione in copia autentica e atto di nascitase chi rinuncia è minore, interdetto, inabilitato o beneficiario di amministrazione di sostegno. Per il minore sotto responsabilità genitoriale la chiede il genitore al giudice tutelare e va motivata con la necessità o l’utilità evidente per il figlio (art. 320 del codice civile); per il minore sotto tutela e per l’interdetto vale l’art. 374 n. 3.
- Decreto di nomina del tutore, del curatore, dell’amministratore di sostegno o del curatore specialequando chi rinuncia è rappresentato.
- Procura speciale notarile in originalese non puoi venire di persona.
- Verbale di inventario, con le datese ti trovi nel possesso di beni del defunto: ci abiti, ne hai le chiavi, ne riscuoti l’affitto. In quel caso i termini sono stretti, vedi più sotto.
- Copia della dichiarazione di successionese è già stata presentata.
- Elenco degli altri chiamati e dei debiti che conoscinon è un documento ufficiale, ma è quello che ci permette di dirti chi altro deve rinunciare e se la rinuncia conviene davvero.
Tre cose da sapere prima di venire
1. Se rinunci tu, tocca ai tuoi figli. La tua quota non sparisce: viene offerta ai tuoi discendenti, che subentrano al tuo posto (artt. 467 e 468 del codice civile). Se sono minori, per farli rinunciare serve l’autorizzazione, con tempi e spese in più. Per questo ricostruiamo insieme l’albero di famiglia prima di fissare l’atto.
2. Se hai già accettato, non puoi più rinunciare. L’accettazione può essere anche tacita: vendere un bene del defunto, riscuotere un affitto, pagare i suoi debiti con il denaro dell’eredità (art. 476 del codice civile). Diccelo prima, anche se ti sembra poca cosa.
3. Se abiti nella casa del defunto, il tempo è poco. Chi si trova nel possesso dei beni ha tre mesi per fare l’inventario e altri quaranta giorni per decidere; scaduti i termini diventa erede puro e semplice e non può più rinunciare (art. 485 del codice civile).
Un esempio, con nomi e cifre inventati
Alla morte del padre, Luca scopre che l’eredità è fatta quasi solo di debiti: circa 40.000 euro fra cartelle e fidi. Luca rinuncia e pensa di aver chiuso. In realtà l’eredità viene offerta ai suoi due figli, Andrea e Lucia, che hanno 12 e 15 anni: finché non rinunciano anche loro, con l’autorizzazione del giudice tutelare, il problema resta in famiglia. Fissando tutto insieme, Luca risolve in una volta sola invece che in tre.
Che cosa si fa in pratica
| Quando | Che cosa succede | Chi lo fa |
|---|---|---|
| Prima | Ci mandi i documenti del gruppo A, ricostruiamo i chiamati e ti diciamo chi deve rinunciare | tu e lo Studio |
| Il giorno dell’atto | Firmi la dichiarazione di rinuncia davanti al notaio | tu |
| Entro 30 giorni | Registrazione dell’atto | lo Studio |
| Subito dopo | Inserimento nel registro delle successioni del Tribunale dell’ultimo domicilio del defunto | lo Studio |
| Entro 12 mesi dal decesso | Comunicazione all’Agenzia delle Entrate: chi rinuncia non presenta la dichiarazione di successione | lo Studio |
Quanto costa
Oltre all’onorario, che ti indichiamo per iscritto prima di iniziare, ci sono le somme dovute allo Stato: l’imposta di registro in misura fissa di 200 euro, l’imposta di bollo secondo il numero di fogli, la tassa d’archivio e i diritti per il deposito in Tribunale. Se più persone rinunciano con lo stesso verbale, l’imposta fissa si applica una volta sola. Gli importi sono fissati per legge e possono cambiare: nel preventivo li trovi voce per voce, aggiornati al giorno in cui lo prepariamo.
Domande frequenti
Posso rinunciare solo a una parte dell’eredità?
No. La rinuncia fatta sotto condizione, a termine o soltanto per una parte è nulla (art. 520 del codice civile). O si rinuncia a tutto, o non si rinuncia.
Posso rinunciare a favore di mia sorella?
Non nel modo in cui di solito si intende. La rinuncia fatta verso un corrispettivo o a favore soltanto di alcuni dei chiamati vale come accettazione, e si pagano le imposte proporzionali (artt. 477 e 478 del codice civile). La rinuncia è sempre pura e semplice: se poi la quota arriva a tua sorella, è la legge a stabilirlo.
Ho rinunciato: posso ripensarci?
Sì, a due condizioni: che non siano passati dieci anni dall’apertura della successione e che nessun altro chiamato abbia già accettato l’eredità (artt. 480 e 525 del codice civile).
Devo pagare io il funerale se rinuncio?
Le spese funerarie sono un peso dell’eredità e chi le anticipa ha diritto al rimborso dagli eredi; chi rinuncia non le sopporta in quanto erede. Resta però obbligato verso l’impresa funebre chi ha firmato l’incarico, che è una cosa diversa.
La successione si è aperta in un’altra città: devo andare lì?
No. Il cancelliere può ricevere la rinuncia solo se è quello del tribunale dell’ultimo domicilio del defunto, ma il notaio può riceverla ovunque in Italia. Puoi firmare a Napoli anche per una successione apertasi altrove.
Vuoi sapere se nel tuo caso conviene rinunciare?
Raccontaci la situazione: ti diciamo quali documenti servono davvero, chi altro deve rinunciare e quanto costa, per iscritto e senza impegno. Rispondiamo entro un giorno lavorativo.
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Vedi anche: eredità ai minori: rinuncia, accettazione e autorizzazioni · ho rinunciato: posso ripensarci? · un caso concreto: i debiti del padre e i nipoti minorenni · la guida completa alla successione · tutti i documenti da portare in Studio.
Codice civile (Normattiva): art. 456 (apertura della successione), 467 e 468 (rappresentazione), 476 (accettazione tacita), 477 e 478 (rinuncia verso corrispettivo), 480 (prescrizione), 485 (chiamato nel possesso), 519 (forma della rinuncia), 520 (rinuncia parziale), 521 (effetti), 525 (ripensamento).
Agenzia delle Entrate: imposta di registro in misura fissa e dichiarazione di successione.
Tribunale di Napoli: registro delle successioni e documenti richiesti allo sportello.
Consiglio Nazionale del Notariato: guide per il cittadino.
Contenuto divulgativo aggiornato al 21 settembre 2026: non sostituisce l’esame del caso concreto. Gli importi dovuti allo Stato sono fissati per legge e possono cambiare.
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