Per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025 l’imposta si autoliquida: la dichiarazione va presentata entro dodici mesi dal decesso e il pagamento si fa da sé, senza attendere l’avviso dell’Agenzia delle Entrate. Per la plusvalenza i cinque anni si contano fino al rogito, non fino al compromesso.
Qui stanno le domande su imposte, termini, scadenze, successioni e donazioni. Le dieci domande più frequenti restano sulla pagina Domande frequenti.
Imposte, termini e scadenze
Ho ereditato: devo aspettare che l’Agenzia delle Entrate mi dica quanto pagare?
No, non più. Per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025 l’imposta si autoliquida: la dichiarazione si presenta per via telematica entro dodici mesi dal decesso e l’imposta, calcolata dagli eredi sulla base di quella dichiarazione, si versa entro novanta giorni dalla scadenza del termine di presentazione, con possibilità di rateizzare sopra i mille euro. L’avviso di liquidazione che si aspettava una volta non arriva più (D.Lgs. 139/2024). Aliquote e franchigie, invece, non sono cambiate.
Vendo casa prima dei cinque anni: se firmo il compromesso entro la scadenza, la plusvalenza è salva?
No: i cinque anni si contano fino al rogito, non fino al compromesso. L’Agenzia delle Entrate l’ha ribadito nell’agosto 2026 (risposta n. 157 del 10 agosto 2026), precisando anche che il conteggio va fatto bene per bene: il box o il terreno comprati dopo la casa possono restare tassabili anche quando per la casa il quinquennio è ormai passato. Se la vendita è imponibile si può chiedere in atto l’imposta sostitutiva del 26%.
Le domande che ci fanno in tutta Italia su imposte e successioni
Le spese del notaio si possono detrarre nella dichiarazione dei redditi?
Quelle dell’atto di mutuo per l’abitazione principale sì: onorario notarile, spese di istruttoria e di perizia si detraggono al 19% insieme agli interessi passivi, entro il limite complessivo di 4.000 euro l’anno (art. 15, comma 1, lettera b, del TUIR). Le spese notarili dell’atto di compravendita invece non sono detraibili. Conserva la fattura dello Studio, che arriva nel tuo cassetto fiscale.
Cos’è il credito d’imposta per chi ricompra la prima casa?
Se vendi la casa comprata con l’agevolazione prima casa e ne compri un’altra entro un anno, sempre come prima casa, hai diritto a un credito pari all’imposta di registro (o all’IVA) pagata sul primo acquisto, fino a concorrenza dell’imposta dovuta sul nuovo (art. 7 della legge 448/1998). Lo facciamo valere direttamente nell’atto, così paghi subito di meno. Puoi stimarlo con l’utilità dedicata.
Ho ereditato una casa: la dichiarazione di successione basta per venderla?
No. La dichiarazione di successione è un adempimento fiscale; per vendere serve che l’accettazione dell’eredità risulti trascritta nei registri immobiliari, altrimenti manca la continuità delle trascrizioni e chi compra non è pienamente protetto. Si può fare con un atto di accettazione espressa oppure, il giorno del rogito, con l’accettazione tacita trascritta insieme alla vendita. Lo raccontiamo nel caso risolto della casa ereditata.
Meglio donare adesso o lasciare per testamento?
Dipende da cosa vuoi ottenere. La donazione trasferisce subito e costa le stesse imposte della successione (franchigia di un milione per coniuge e figli), ma è un anticipo di eredità di cui si tiene conto alla morte del donante; il testamento si cambia quando vuoi e non ti spoglia di nulla finché sei in vita. In mezzo ci sono il patto di famiglia per l’azienda e la donazione con riserva di usufrutto. Ne parliamo in Successione o donazione? e, meglio ancora, in un colloquio.
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Testo redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dal Notaio Marco Fiorentino. Aggiornata il 28 settembre 2026.