Prima di firmare, la domanda è sempre la stessa: quanto mi costa? Qui sotto trovi sette strumenti che fanno i conti davanti ai tuoi occhi, senza mandare niente a nessuno: i calcoli avvengono nel tuo browser.
Valore catastale
È la base su cui si calcolano quasi tutte le imposte immobiliari. Si ottiene rivalutando la rendita del 5% e moltiplicandola per il coefficiente previsto dalla legge per quel tipo di immobile.
Per i terreni agricoli la rivalutazione del reddito dominicale è del 25%, non del 5%: il calcolo qui sopra ne tiene conto.
Imposte sull’acquisto di una casa
Il conto cambia radicalmente a seconda di chi vende (un privato o un’impresa) e se ricorrono i requisiti della prima casa. Con il sistema prezzo-valore, se compri da privato le imposte si calcolano sul valore catastale invece che sul prezzo: quasi sempre conviene, e va chiesto in atto.
Non sono compresi l’onorario del notaio né le spese anticipate (visure, certificati, registrazione telematica). L’imposta di registro proporzionale non può comunque essere inferiore a 1.000 euro.
Usufrutto e nuda proprietà
Quando si vende la nuda proprietà tenendo l’usufrutto, il valore si divide in base all’età di chi mantiene l’usufrutto: più è giovane, più vale l’usufrutto. I coefficienti sono quelli in vigore dal 1° gennaio 2026.
Tabella aggiornata al saggio di interesse legale applicabile a questo calcolo per il 2026 (2,5%). I coefficienti cambiano quando cambia il saggio legale.
Imposta di successione e donazione
Cambia tutto in base al grado di parentela: coniuge e figli hanno una franchigia di un milione di euro a testa, quindi nella maggior parte delle successioni familiari l’imposta non si paga affatto.
Dal 2025 il trasferimento di aziende e partecipazioni di controllo a coniuge o discendenti può essere del tutto esente, se l’attività o il controllo proseguono per almeno cinque anni.
Imposta sostitutiva sul mutuo
Sui finanziamenti di durata superiore a diciotto mesi la banca versa un’imposta che sostituisce registro, bollo e ipotecaria. La trattiene dall’importo erogato, quindi la paghi comunque tu.
L’agevolazione non è automatica: va richiesta espressamente nel contratto di mutuo. Vale la pena controllarlo prima di firmare.
Plusvalenza: conviene rivendere adesso?
Chi rivende un immobile entro cinque anni dall’acquisto paga sul guadagno. Ma se l’immobile è stato la tua abitazione principale per la maggior parte del tempo, non si paga nulla.
L’imposta sostitutiva del 26% si chiede al notaio in atto ed è alternativa alla tassazione ordinaria IRPEF, che in molti casi costa di più.
Le scadenze della prima casa
L’agevolazione si perde per distrazione più che per scelta. Metti la data del rogito e segnati queste tre date sul calendario.
Se rivendi entro cinque anni e riacquisti un’altra prima casa entro un anno, l’agevolazione non si perde. Il credito d’imposta va chiesto espressamente nel nuovo atto.
Il numero esatto te lo diamo noi
Questi strumenti ti danno l’ordine di grandezza. Il preventivo dello Studio è scritto, dettagliato voce per voce — imposte, spese anticipate, onorario — ed è gratuito. Così sai cosa paghi e perché, prima di impegnarti.