In 30 secondi

  • Per la successione servono il certificato di morte, l’atto di notorietà e i documenti degli eredi.
  • Servono anche i dati degli immobili e dei conti del defunto.
  • Prima si raccolgono i documenti, poi si prepara la dichiarazione.

Aggiornato al 14 ottobre 2026.

Guida pratica

Come si prepara una successione: passo per passo, con i documenti da portare al notaio

Un genitore, un coniuge o un parente che viene a mancare lascia agli eredi due compiti da svolgere con calma ma senza perdere tempo: capire cosa c’è nell’eredità e presentare la dichiarazione di successione. Qui trova la lista dei documenti, i tempi di legge, le imposte con le franchigie in vigore e cosa fa per Lei lo Studio.

Il quadro completo — chi eredita e in che quote, entro quando si presenta la dichiarazione, quali documenti servono — è nella guida alla successione.

Pubblicato il 16 settembre 2026 · Aggiornato il 16 settembre 2026

Marco Fiorentino, notaio dal 2011 e a Napoli dal 2026 · verificato il 16 settembre 2026

In breve

  1. Ha 12 mesi dal decesso per presentare la dichiarazione di successione (art. 31 D.Lgs. 346/1990); da quel momento parte anche il conto alla rovescia per pagare le imposte in autoliquidazione.
  2. I documenti si dividono in due gruppi: quelli che procura Lei, come certificato di morte, atto di notorietà e documenti degli eredi. Quelli che raccoglie lo Studio sono le visure catastali e ipotecarie e la verifica dei codici fiscali.
  3. Le imposte dipendono dal grado di parentela: coniuge e figli hanno una franchigia di 1.000.000 € a testa, fratelli e sorelle di 100.000 €; poi ci sono ipotecaria, catastale e, per chi ha i requisiti, l’agevolazione prima casa.

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Compili la dichiarazione con l’IA dai documenti. Carichi certificato di morte, documenti di defunto ed eredi, visure catastali e certificazioni bancarie: proviamo a leggerli con l’intelligenza artificiale e a riempire da soli il modulo guidato. Resta sempre possibile compilare tutto a mano.

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Prima tappa

Quali documenti servono per preparare una successione?

La lista dipende da cosa c’era nel patrimonio del defunto (immobili, conti, un’azienda) e da chi sono gli eredi. Qui trova la checklist più completa: quello che serve quasi sempre e quello che serve solo in alcuni casi. Le voci con li procura Lei; il resto lo raccoglie lo Studio.

Documenti del defunto (de cuius)

  • Certificato di morte ed estratto per riassunto dell’atto di morte.Si chiedono al Comune dove è avvenuto il decesso, anche online tramite ANPR.
  • Codice fiscale e documento d’identità del defunto, ultima residenza effettiva
  • Stato di famiglia storico e certificato di stato civile (libero, coniugato, vedovo, separato o divorziato).Se coniugato: atto di matrimonio con il regime patrimoniale; se separato o divorziato, il relativo provvedimento.

Documenti degli eredi

  • Documento d’identità e codice fiscale di ciascun erede, anche se rinuncerà
  • Recapiti (telefono, email) e, per gli eventuali rimborsi, un IBAN
  • Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà con l’elenco degli eredi.Indica chi sono gli eredi legittimi o testamentari e il grado di parentela con il defunto: serve a calcolare aliquote e franchigie.

Testamento, accettazione o rinuncia

  • Testamento olografo in originale (va consegnato a un notaio per la pubblicazione) oppure copia del verbale se già pubblicato; se pubblico, gli estremi del notaio che lo conserva
  • Per chi rinuncia: documento e codice fiscale, per la dichiarazione di rinuncia davanti a notaio o in tribunale
  • Per chi accetta con beneficio d’inventario (obbligatorio per i minori): l’elenco dei beni e dei debiti conosciuti

Immobili e terreni

  • Atti di provenienza: il rogito, la donazione o la precedente successione con cui il defunto aveva acquistato ogni immobile
  • Visure e planimetrie catastali, se già le ha (lo Studio le ricontrolla comunque al Catasto)
  • Per i terreni: il certificato di destinazione urbanistica in corso di validità

Conti, titoli e polizze

  • Certificazione della banca o di Poste Italiane con il saldo di conti, libretti e depositi alla data del decesso (art. 48 D.Lgs. 346/1990).Su un conto cointestato al 50% cade in successione solo la quota del defunto.
  • Estratti di titoli, fondi comuni e, se presente, il verbale di apertura di un’eventuale cassetta di sicurezza
  • Polizze vita: di regola non entrano nell’attivo ereditario, ma è bene segnalarle allo Studio

Azienda, quote e autoveicoli

  • Per le partecipazioni: visura camerale e ultimo bilancio approvato, per calcolare il valore della quota
  • Per un’azienda individuale: inventario dei beni e situazione patrimoniale aggiornata
  • Gli autoveicoli non si dichiarano: auto, moto e imbarcazioni iscritte al PRA sono escluse dall’attivo ereditario (art. 12, lett. l, D.Lgs. 346/1990); il passaggio di proprietà si fa a parte, al PRA

Passività deducibili e donazioni pregresse

  • Mutui o prestiti in corso: certificazione della banca con il debito residuo alla data del decesso
  • Spese mediche e chirurgiche degli ultimi sei mesi, pagate dagli eredi, con fatture quietanzate (art. 24, comma 2, D.Lgs. 346/1990)
  • Spese funebri, deducibili fino a 1.032,91 € (art. 24, comma 1, D.Lgs. 346/1990)
  • Copia delle donazioni fatte in vita dal defunto agli eredi.Dal 2025 non riducono più la franchigia (abrogato il coacervo: art. 8, comma 4, D.Lgs. 346/1990), ma restano rilevanti per collazione e riunione fittizia, artt. 556 e 737 c.c.

Un dubbio che ricorre spesso: non tutto quello che appare in questa lista serve sempre. Se non ci sono immobili, conti sopra una soglia e gli eredi sono il coniuge e i figli, la dichiarazione può non essere dovuta. Vale l’esonero dell’art. 28, comma 7, D.Lgs. 346/1990, con attivo ereditario non superiore a 100.000 €. Lo verifichiamo insieme al primo colloquio, prima di chiederLe qualunque documento.

📋 Serve la checklist di un altro atto? Nella pagina Documenti per il notaio: la checklist per ogni atto trova gli elenchi per compravendita, mutuo, donazione, testamento, società e procura, anche in PDF. Per capire chi procura ciascun documento vada a Chi fa cosa nell’atto.

Originali informatici e originali di carta

  • I documenti nati digitali e firmati digitalmente — per esempio un atto di provenienza in copia informatica firmata dal notaio — hanno come originale il file stesso: si inviano per email o PEC e non serve portarli il giorno dell’atto.
  • Se del titolo di provenienza o del testamento si ha solo una scansione o una fotocopia, l’originale di carta va portato in Studio. È meglio farlo avere qualche giorno prima. Il testamento olografo, in particolare, si deposita sempre in originale.
  • In ogni caso, anticipare i documenti via email permette di preparare tutto con calma ed evitare sorprese all’ultimo momento.

Indirizzo per l’invio: segreteria@notaiofiorentinomarco.com.

Ruoli

Chi procura cosa: Lei, la banca, il Comune o lo Studio?

Per non arrivare al colloquio con le mani vuote, o con documenti che in realtà non servono. Ecco chi si occupa di ogni voce nella pratica.

Chi procura cosa nella pratica di successione
Documento o adempimento Chi lo procura Dove si ottiene
Certificato di morte Erede Comune del decesso, anche tramite ANPR
Codici fiscali di defunto ed eredi Erede Tessera sanitaria, Agenzia delle Entrate
Atto di notorietà con l’elenco degli eredi Erede, con lo Studio Notaio (o ufficiale di stato civile)
Pubblicazione del testamento olografo Erede consegna l’originale Un notaio a scelta
Atti di provenienza degli immobili Erede, se li ha Notaio che ha rogato o Conservatoria
Visure e planimetrie catastali Lo Studio Catasto, in via telematica
Saldo di conti e titoli alla data del decesso Erede Banca o Posta Italiane
Valore di quote o azienda Erede o commercialista Registro delle imprese, ultimo bilancio
Spese mediche e funebri deducibili Erede Fatture e ricevute quietanzate
Calcolo e invio della dichiarazione Lo Studio Software dell’Agenzia delle Entrate
Voltura catastale degli immobili Lo Studio Catasto, di regola in automatico
Termini di legge

Quanto tempo c’è per presentare la successione?

La dichiarazione di successione va presentata entro 12 mesi dalla data del decesso (art. 31 D.Lgs. 346/1990). Il termine può slittare in alcuni casi particolari. Per esempio, il chiamato all’eredità può essere nel possesso dei beni senza aver accettato, oppure eventi particolari possono aver impedito di conoscere l’apertura della successione. La regola generale resta questa: un anno, non un giorno di più senza sanzioni.

Dal 1° gennaio 2025 vale anche l’autoliquidazione: non si aspetta più l’avviso di liquidazione dell’Agenzia delle Entrate. Si calcolano e si versano da soli imposta di successione, ipotecaria e catastale. Il termine è di regola 90 giorni dalla presentazione della dichiarazione (D.Lgs. 139/2024). Per importi rilevanti è ammessa la rateazione, fino a un massimo che arriva a un anno dal decesso; sotto i 1.000 € non sono previsti differimenti. Se dai controlli successivi risulta un’imposta maggiore, l’Agenzia delle Entrate ha due anni di tempo per notificare l’avviso. La sanzione si riduce se si paga subito.


Tardi non è la fine del mondo, ma costa. Presentare la dichiarazione dopo i 12 mesi comporta una sanzione amministrativa, riducibile con il ravvedimento operoso se si rimedia spontaneamente. Meglio comunque non aspettare l’ultimo mese: raccogliere certificazioni bancarie e visure richiede tempo che non dipende da noi.

Fisco, in breve

Quanto costano le imposte di successione?

Dipende da chi eredita e da che cosa c’è nell’eredità. Le regole in tre righe:

  • Imposta di successione: 4% per coniuge e figli, solo oltre 1.000.000 € a testa; 6% per fratelli e sorelle, solo oltre 100.000 € a testa; 6% o 8%, senza franchigia, per gli altri. Per chi ha una disabilità grave la franchigia è di 1.500.000 €.
  • Se ci sono immobili: imposta ipotecaria del 2% e catastale dell’1%, con un minimo di 200 € ciascuna.
  • Prima casa: se un erede ha i requisiti, ipotecaria e catastale su quell’immobile diventano fisse, 200 € ciascuna.

Restano fuori dal calcolo titoli di Stato, TFR e somme delle assicurazioni sulla vita (art. 12 D.Lgs. 346/1990). Senza un inventario, la legge presume che denaro, gioielli e mobilia valgano il 10% dell’asse ereditario (art. 9, comma 2): un motivo in più per portare tutte le certificazioni che ha. Aliquote e franchigie: art. 2, comma 48, d.l. 262/2006.

Tutte le imposte si calcolano e si pagano da soli, in autoliquidazione. Le regole complete, con gli esempi, sono nella guida alle successioni e ai testamenti. Per fare il conto sul Suo caso usi la procedura guidata online o le Utilità del sito.

Dopo la dichiarazione

Cosa succede dopo: come funziona la voltura catastale?

La voltura è l’aggiornamento degli intestatari degli immobili al Catasto: dopo la dichiarazione di successione, gli immobili risultano finalmente a nome degli eredi. Con la dichiarazione telematica, l’Agenzia delle Entrate trasmette i dati al Catasto e la voltura avviene in automatico, senza bisogno di una domanda separata. Nei casi più complessi (comunioni particolari, frazionamenti, dati catastali non coincidenti) può servire un adempimento specifico, di cui lo Studio si occupa comunque per Lei.

La voltura è un passaggio amministrativo, distinto dalla trascrizione dell’accettazione di eredità nei registri immobiliari: quest’ultima serve a rendere l’acquisto opponibile a chi, in buona fede, avesse comprato dallo stesso erede o iscritto un’ipoteca contando su un titolo diverso.

Trasparenza

Che cosa chiediamo noi, e perché

Oltre ai documenti di base (certificato di morte, documenti degli eredi, atti di provenienza, saldi dei conti) chiediamo alcune cose in più. Ecco quali e a che cosa servono.

  • Il regime patrimoniale del defunto: per capire subito se un bene cade solo in parte in successione.
  • Copia delle donazioni fatte in vita: servono per collazione e legittima, anche se dal 2025 non incidono più sulla franchigia.
  • L’informativa privacy e quella sull’uso dell’intelligenza artificiale nello studio dei documenti, firmate prima di iniziare.
  • Un primo colloquio per capire se la dichiarazione è davvero dovuta, prima di chiederLe un solo documento.
Il ruolo del notaio

Cosa fa il notaio nella successione?

Il notaio non è obbligatorio per presentare la dichiarazione di successione (la legge consente anche il fai-da-te o l’assistenza di un CAF). Diventa però necessario in diversi passaggi tipici di una pratica con immobili o con questioni delicate tra eredi:

  • pubblica il testamento olografo, se esiste, e ne conserva l’originale;
  • riceve l’accettazione di eredità con beneficio d’inventario e la rinuncia, quando le parti preferiscono la forma notarile a quella in tribunale;
  • verifica titoli di provenienza, visure ipotecarie e catastali sugli immobili, per evitare sorprese dopo;
  • calcola aliquote, franchigie e le imposte ipotecaria e catastale, comprese le eventuali agevolazioni;
  • predispone e trasmette telematicamente la dichiarazione di successione, e cura l’autoliquidazione delle imposte;
  • si occupa della voltura catastale e, se serve per beni all’estero o per eredi che vivono fuori dall’Unione Europea, può richiedere il certificato successorio europeo.
Costi

Quanto costa la successione dal notaio?

L’onorario del notaio è libero (tariffe abrogate dal d.l. 223/2006, conv. L. 248/2006); i parametri del D.M. 140/2012 servono solo come riferimento per la stima; resta ferma la disciplina dell’equo compenso (L. 49/2023) nei rapporti con banche, assicurazioni e grandi imprese. Le imposte sono calcolate sulle norme. Stime indicative aggiornate a settembre 2026: il preventivo di massima, scritto e senza impegno, lo dà lo Studio.

Per farsi un’idea prima del colloquio può usare la procedura guidata online, che calcola in automatico imposte, franchigie e ipotecaria/catastale sul Suo caso concreto. In alternativa, ci sono gli Strumenti notarili del sito.

Domande frequenti

Quello che ci chiedono su documenti e successione

Quanto tempo ho per presentare la dichiarazione di successione? +

Dodici mesi dalla data del decesso (art. 31 D.Lgs. 346/1990). Passato questo termine si applicano sanzioni, riducibili con il ravvedimento operoso se si rimedia spontaneamente. Dal 2025 le imposte si autoliquidano, di regola entro 90 giorni dal termine di presentazione (D.Lgs. 139/2024).

Devo per forza rivolgermi a un notaio per la successione? +

Non sempre: la dichiarazione si può presentare anche da soli o con l’assistenza di un CAF. Il notaio diventa necessario per pubblicare un testamento olografo, per l’accettazione con beneficio d’inventario o la rinuncia in forma notarile. Resta comunque utile ogni volta che nell’eredità ci sono immobili, perché verifica titoli e visure prima che emergano problemi.

Cosa succede se non presento la dichiarazione entro i 12 mesi? +

Scatta una sanzione amministrativa, che si riduce sensibilmente se si presenta la dichiarazione tardiva spontaneamente, con il ravvedimento operoso. La riduzione vale prima di un controllo dell’Agenzia delle Entrate. In alcuni casi previsti dalla legge il termine può comunque slittare: ne parliamo insieme al colloquio.

Quali immobili hanno l’agevolazione prima casa in una successione? +

Quelli per cui almeno un erede ha i requisiti della nota II-bis vanno trattati diversamente. Occorre: nessun’altra casa nello stesso Comune, nessun altro utilizzo del beneficio, impegno a risiedere o lavorare nel Comune. Su quell’immobile le imposte ipotecaria e catastale diventano fisse, 200 € ciascuna, invece che proporzionali (art. 69, comma 3, legge 342/2000).

Pronto a partire?

Il preventivo per la Sua successione è scritto e senza impegno

Ci racconti la situazione in due righe: chi sono gli eredi, cosa c’è nell’eredità. Le rispondiamo in tempi brevi con imposte, onorario e spese separati.

Studio Notarile Marco Fiorentino · Via Cuma 6, 80132 Napoli · Pubblicato il 16 settembre 2026 · Aggiornato il 23 settembre 2026 · Guida alle successioni e ai testamenti · Notaio per la successione a Napoli · Chi fa cosa nell’atto: i documenti di ciascuno · Agevolazioni fiscali

Fonti per verificare

© Studio Notarile Marco Fiorentino — Contenuto elaborato con il supporto dell’intelligenza artificiale e verificato dal notaio.