Guida pratica

Come si prepara una successione: passo per passo, con i documenti da portare al notaio

Un genitore, un coniuge o un parente che viene a mancare lascia agli eredi due compiti da svolgere con calma ma senza perdere tempo: capire cosa c’è nell’eredità e presentare la dichiarazione di successione. Qui trovi la lista dei documenti, i tempi di legge, le imposte con le franchigie in vigore e cosa fa per te lo Studio.

Pubblicato il 16 settembre 2026 · Aggiornato il 16 settembre 2026

Marco Fiorentino, notaio in Napoli dal 2011 · verificato il 16 settembre 2026

In breve
  1. Hai 12 mesi dal decesso per presentare la dichiarazione di successione (art. 31 d.lgs. 346/1990); da quel momento parte anche il conto alla rovescia per pagare le imposte in autoliquidazione.
  2. I documenti si dividono in due gruppi: quelli che procuri tu (certificato di morte, atto di notorietà, documenti degli eredi) e quelli che raccoglie lo Studio (visure catastali e ipotecarie, verifica dei codici fiscali).
  3. Le imposte dipendono dal grado di parentela: coniuge e figli hanno una franchigia di 1.000.000 € a testa, fratelli e sorelle di 100.000 €; poi ci sono ipotecaria, catastale e, per chi ha i requisiti, l’agevolazione prima casa.

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Prima tappa

Quali documenti servono per preparare una successione?

La lista dipende da cosa c’era nel patrimonio del defunto (immobili, conti, un’azienda) e da chi sono gli eredi. Qui trovi la checklist più completa: quello che serve quasi sempre e quello che serve solo in alcuni casi. Le voci con le procuri tu; il resto lo raccoglie lo Studio.

Documenti del defunto (de cuius)

  • Certificato di morte ed estratto per riassunto dell’atto di morteSi chiedono al Comune dove è avvenuto il decesso, anche online tramite ANPR.
  • Codice fiscale e documento d’identità del defunto, ultima residenza effettiva
  • Stato di famiglia storico e certificato di stato civile (libero, coniugato, vedovo, separato o divorziato)Se coniugato: atto di matrimonio con il regime patrimoniale; se separato o divorziato, il relativo provvedimento.

Documenti degli eredi

  • Documento d’identità e codice fiscale di ciascun erede, anche se rinuncerà
  • Recapiti (telefono, email) e, per gli eventuali rimborsi, un IBAN
  • Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà con l’elenco degli erediIndica chi sono gli eredi legittimi o testamentari e il grado di parentela con il defunto: serve a calcolare aliquote e franchigie.

Testamento, accettazione o rinuncia

  • Testamento olografo in originale (va consegnato a un notaio per la pubblicazione) oppure copia del verbale se già pubblicato; se pubblico, gli estremi del notaio che lo conserva
  • Per chi rinuncia: documento e codice fiscale, per la dichiarazione di rinuncia davanti a notaio o in tribunale
  • Per chi accetta con beneficio d’inventario (obbligatorio per i minori): l’elenco dei beni e dei debiti conosciuti

Immobili e terreni

  • Atti di provenienza: il rogito, la donazione o la precedente successione con cui il defunto aveva acquistato ogni immobile
  • Visure e planimetrie catastali, se già le hai (lo Studio le ricontrolla comunque al Catasto)
  • Per i terreni: il certificato di destinazione urbanistica in corso di validità

Conti, titoli e polizze

  • Certificazione della banca o di Poste Italiane con il saldo di conti, libretti e depositi alla data del decesso (art. 48 d.lgs. 346/1990)Su un conto cointestato al 50% cade in successione solo la quota del defunto.
  • Estratti di titoli, fondi comuni e, se presente, il verbale di apertura di un’eventuale cassetta di sicurezza
  • Polizze vita: di regola non entrano nell’attivo ereditario, ma è bene segnalarle allo Studio

Azienda, quote e autoveicoli

  • Per le partecipazioni: visura camerale e ultimo bilancio approvato, per calcolare il valore della quota
  • Per un’azienda individuale: inventario dei beni e situazione patrimoniale aggiornata
  • Gli autoveicoli non si dichiarano: auto, moto e imbarcazioni iscritte al PRA sono escluse dall’attivo ereditario (art. 12, lett. l, d.lgs. 346/1990); il passaggio di proprietà si fa a parte, al PRA

Passività deducibili e donazioni pregresse

  • Mutui o prestiti in corso: certificazione della banca con il debito residuo alla data del decesso
  • Spese mediche e chirurgiche degli ultimi sei mesi, pagate dagli eredi, con fatture quietanzate (art. 24, comma 2, d.lgs. 346/1990)
  • Spese funebri, deducibili fino a 1.032,91 € (art. 24, comma 1, d.lgs. 346/1990)
  • Copia delle donazioni fatte in vita dal defunto agli erediDal 2025 non riducono più la franchigia (abrogato il coacervo: art. 8, comma 4, d.lgs. 346/1990), ma restano rilevanti per collazione e riunione fittizia, artt. 556 e 737 c.c.
Un dubbio che ricorre spesso: non tutto quello che appare in questa lista serve sempre. Se non ci sono immobili, conti sopra una certa soglia e gli eredi sono il coniuge e i figli, la dichiarazione può non essere neppure dovuta (esonero dell’art. 28, comma 7, d.lgs. 346/1990, con attivo ereditario non superiore a 100.000 €). Lo verifichiamo insieme al primo colloquio, prima di chiederti qualunque documento.

📋 Serve la checklist di un altro atto? Nella pagina Documenti per il notaio: la checklist per ogni atto trovi gli elenchi per compravendita, mutuo, donazione, testamento, società e procura, anche in PDF. Per capire chi procura ciascun documento vai a Chi fa cosa nell’atto.

Ruoli

Chi procura cosa: tu, la banca, il Comune o lo Studio?

Per non arrivare al colloquio con le mani vuote (o con documenti che in realtà non servono), ecco chi si occupa di ogni voce nella pratica.

Chi procura cosa nella pratica di successione
Documento o adempimentoChi lo procuraDove si ottiene
Certificato di morteEredeComune del decesso, anche tramite ANPR
Codici fiscali di defunto ed erediEredeTessera sanitaria, Agenzia delle Entrate
Atto di notorietà con l’elenco degli erediErede, con lo StudioNotaio (o ufficiale di stato civile)
Pubblicazione del testamento olografoErede consegna l’originaleUn notaio a scelta
Atti di provenienza degli immobiliErede, se li haNotaio che ha rogato o Conservatoria
Visure e planimetrie catastaliLo StudioCatasto, in via telematica
Saldo di conti e titoli alla data del decessoEredeBanca o Posta Italiane
Valore di quote o aziendaErede o commercialistaRegistro delle imprese, ultimo bilancio
Spese mediche e funebri deducibiliEredeFatture e ricevute quietanzate
Calcolo e invio della dichiarazioneLo StudioSoftware dell’Agenzia delle Entrate
Voltura catastale degli immobiliLo StudioCatasto, di regola in automatico
Termini di legge

Quanto tempo c’è per presentare la successione?

La dichiarazione di successione va presentata entro 12 mesi dalla data del decesso (art. 31 d.lgs. 346/1990). Il termine può slittare in alcuni casi particolari (per esempio se un chiamato all’eredità è nel possesso dei beni ma non ha ancora accettato, o per eventi che hanno impedito di conoscere l’apertura della successione), ma la regola generale resta questa: un anno, non un giorno di più senza sanzioni.

Dal 1° gennaio 2025 vale anche l’autoliquidazione: non si aspetta più l’avviso di liquidazione dell’Agenzia delle Entrate, ma si calcolano e si versano da soli imposta di successione, ipotecaria e catastale, di regola entro 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione (d.lgs. 139/2024). Per importi rilevanti è ammessa la rateazione, fino a un massimo che arriva a un anno dal decesso; sotto i 1.000 € non sono previsti differimenti. Se dai controlli successivi risulta un’imposta maggiore, l’Agenzia delle Entrate ha due anni di tempo per notificare l’avviso, con una sanzione che si riduce se si paga subito.

Tardi non è la fine del mondo, ma costa. Presentare la dichiarazione dopo i 12 mesi comporta una sanzione amministrativa, riducibile con il ravvedimento operoso se si rimedia spontaneamente. Meglio comunque non aspettare l’ultimo mese: raccogliere certificazioni bancarie e visure richiede tempo che non dipende da noi.
Fisco

Quanto costano le imposte di successione?

L’imposta di successione si calcola sul valore netto ereditato da ciascun erede, con aliquota e franchigia che dipendono dal grado di parentela con il defunto (art. 2, comma 48, d.l. 262/2006, conv. L. 286/2006, che il d.lgs. 139/2024 ha coordinato con le nuove regole di autoliquidazione; artt. 7 e 56 d.lgs. 346/1990).

Aliquote e franchigie dell’imposta di successione
BeneficiarioAliquotaFranchigia
Coniuge (o unito civilmente) e parenti in linea retta (figli, genitori, nipoti in linea retta)4%1.000.000 € a testa
Fratelli e sorelle6%100.000 € a testa
Altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al 3° grado6%nessuna
Tutti gli altri soggetti8%nessuna
Beneficiario con disabilità grave riconosciuta (legge 104/1992)aliquota della propria categoria1.500.000 € a testa

Alcune voci restano fuori dal calcolo: titoli di Stato, TFR e indennità di fine rapporto, somme dovute dalle assicurazioni sulla vita non sono tassati ai fini della successione (art. 12 d.lgs. 346/1990). Senza un inventario, la legge presume che denaro, gioielli e mobilia valgano il 10% del valore netto dell’intero asse ereditario (art. 9, comma 2, d.lgs. 346/1990): un motivo in più per portare tutte le certificazioni che hai.

Fisco (immobili)

E le imposte ipotecaria e catastale sugli immobili?

Se nell’eredità ci sono immobili, oltre all’imposta di successione si pagano anche l’imposta ipotecaria (per la trascrizione) e l’imposta catastale (per la voltura):

  • Imposta ipotecaria: 2% del valore degli immobili, con un minimo di 200 €.
  • Imposta catastale: 1% del valore degli immobili, con un minimo di 200 €.

Sono dovute da chi eredita l’immobile, in proporzione alla propria quota, e rientrano anch’esse nell’autoliquidazione della dichiarazione.

Agevolazione

Come funziona l’agevolazione prima casa in successione?

Se almeno uno degli eredi ha i requisiti “prima casa” previsti dalla nota II-bis all’art. 1 della tariffa, parte I, allegata al d.p.r. 131/1986 (non possedere altre case nello stesso Comune, non aver già usato l’agevolazione altrove, impegnarsi a risiedere o lavorare nel Comune), le imposte ipotecaria e catastale sull’immobile agevolato diventano fisse, 200 € ciascuna, invece che proporzionali (art. 69, comma 3, legge 342/2000). Le altre imposte eventualmente dovute su altri immobili dell’asse restano invece calcolate in percentuale.

Attenzione: l’agevolazione si valuta erede per erede. Se in famiglia siete più fratelli e solo uno di voi non ha altre case nel Comune, l’imposta fissa si applica solo alla sua quota; te lo spieghiamo con un esempio concreto nel preventivo.

Dopo la dichiarazione

Cosa succede dopo: come funziona la voltura catastale?

La voltura è l’aggiornamento degli intestatari degli immobili al Catasto: dopo la dichiarazione di successione, gli immobili risultano finalmente a nome degli eredi. Con la dichiarazione telematica, l’Agenzia delle Entrate trasmette di regola i dati al Catasto e la voltura avviene in automatico, senza bisogno di una domanda separata; nei casi più complessi (comunioni particolari, frazionamenti, dati catastali non coincidenti) può servire un adempimento specifico, di cui lo Studio si occupa comunque per te.

La voltura è un passaggio amministrativo, distinto dalla trascrizione dell’accettazione di eredità nei registri immobiliari: quest’ultima serve a rendere l’acquisto opponibile a chi, in buona fede, avesse comprato dallo stesso erede o iscritto un’ipoteca contando su un titolo diverso.

Trasparenza

Cosa chiedono gli altri e cosa chiediamo noi?

Abbiamo confrontato le liste di documenti pubblicate da CAF, patronati e altri studi notarili: sui documenti di base ci si assomiglia parecchio. Le differenze stanno nei dettagli, ed è giusto dirlo con onestà.

Quello che chiedono (quasi) tutti
  • Certificato di morte e codice fiscale del defunto
  • Documenti d’identità degli eredi
  • Atto di notorietà o dichiarazione sostitutiva sugli eredi
  • Atti di provenienza degli immobili
  • Saldo di conti correnti e titoli alla data del decesso
Quello che chiediamo in più
  • Il regime patrimoniale del defunto, per capire subito se un bene cade solo in parte in successione
  • Copia delle donazioni pregresse, utili per collazione e legittima anche se dal 2025 non incidono più sulla franchigia
  • L’informativa privacy e quella sull’uso dell’intelligenza artificiale nello studio dei documenti, firmate prima di iniziare
  • Un colloquio preliminare gratuito per capire se la dichiarazione è davvero dovuta, prima di chiederti un solo documento
Il ruolo del notaio

Cosa fa il notaio nella successione?

Il notaio non è obbligatorio per presentare la dichiarazione di successione in ogni caso (la legge consente anche il fai-da-te o l’assistenza di un CAF), ma diventa necessario in diversi passaggi tipici di una pratica con immobili o con questioni delicate tra eredi:

  • pubblica il testamento olografo, se esiste, e ne conserva l’originale;
  • riceve l’accettazione di eredità con beneficio d’inventario e la rinuncia, quando le parti preferiscono la forma notarile a quella in tribunale;
  • verifica titoli di provenienza, visure ipotecarie e catastali sugli immobili, per evitare sorprese dopo;
  • calcola aliquote, franchigie e le imposte ipotecaria e catastale, comprese le eventuali agevolazioni;
  • predispone e trasmette telematicamente la dichiarazione di successione, e cura l’autoliquidazione delle imposte;
  • si occupa della voltura catastale e, se serve per beni all’estero o per eredi che vivono fuori dall’Unione Europea, può richiedere il certificato successorio europeo.
Costi

Quanto costa la successione dal notaio?

L’onorario del notaio è libero (tariffe abrogate dal d.l. 223/2006, conv. L. 248/2006); i parametri del D.M. 140/2012 servono solo come riferimento per la stima; resta ferma la disciplina dell’equo compenso (L. 49/2023) nei rapporti con banche, assicurazioni e grandi imprese. Le imposte sono calcolate sulle norme. Stime indicative aggiornate a settembre 2026: il preventivo scritto, gratuito e senza impegno, lo dà lo Studio.

Per farti un’idea prima ancora del colloquio puoi usare la procedura guidata online, che calcola in automatico imposte, franchigie e ipotecaria/catastale sul tuo caso concreto, oppure gli Strumenti notarili del sito.

Domande frequenti

Quello che ci chiedono su documenti e successione

Quanto tempo ho per presentare la dichiarazione di successione? +

Dodici mesi dalla data del decesso (art. 31 d.lgs. 346/1990). Passato questo termine si applicano sanzioni, riducibili con il ravvedimento operoso se si rimedia spontaneamente. Dal 2025 le imposte si autoliquidano, di regola entro 90 giorni dal termine di presentazione (d.lgs. 139/2024).

Devo per forza rivolgermi a un notaio per la successione? +

Non sempre: la dichiarazione si può presentare anche da soli o con l’assistenza di un CAF. Il notaio diventa necessario per pubblicare un testamento olografo, per l’accettazione con beneficio d’inventario o la rinuncia in forma notarile, e resta comunque utile ogni volta che nell’eredità ci sono immobili, perché verifica titoli e visure prima che emergano problemi.

Cosa succede se non presento la dichiarazione entro i 12 mesi? +

Scatta una sanzione amministrativa, che si riduce sensibilmente se si presenta la dichiarazione tardiva spontaneamente, con il ravvedimento operoso, prima di un controllo dell’Agenzia delle Entrate. In alcuni casi previsti dalla legge il termine può comunque slittare: ne parliamo insieme al colloquio.

Quali immobili hanno l’agevolazione prima casa in una successione? +

Quelli per cui almeno un erede ha i requisiti della nota II-bis (nessun’altra casa nello stesso Comune, nessun altro utilizzo del beneficio, impegno a risiedere o lavorare nel Comune): su quell’immobile le imposte ipotecaria e catastale diventano fisse, 200 € ciascuna, invece che proporzionali (art. 69, comma 3, legge 342/2000).

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Studio Notarile Marco Fiorentino · Viale Antonio Gramsci 19, 80122 Napoli · Pubblicato il 16 settembre 2026 · Aggiornato il 16 settembre 2026 · Chi fa cosa nell’atto: i documenti di ciascuno · Agevolazioni fiscali

Fonti per verificare

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