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Donazioni, testamento, patti e famiglia: la guida completa
Passare la casa ai figli, proteggere il coniuge o il convivente, mettere al sicuro un familiare fragile, evitare che il patrimonio diventi una lite. Donazione, testamento, patto di famiglia, convenzioni matrimoniali, trust e amministrazione di sostegno: che cosa fa ciascuno strumento, quanto costa e quando non si può usare. Con un calcolatore dentro la pagina.
Marco Fiorentino, notaio in Napoli (Collegio Notarile di Napoli) dal 2011
Verificato dal notaio il 15 settembre 2026 · Viale Antonio Gramsci 19, 80122 Napoli
Donazione, vendita o testamento: quale strada per la casa ai figli?
È la domanda che apre metà dei colloqui in Studio. Non c’è una risposta buona per tutti, ma c’è un modo corretto di impostarla: guardare insieme tre cose, cioè quando si paga, quanto si paga e quanto margine di manovra ti resta dopo.
| Donazione | Vendita | Testamento | |
|---|---|---|---|
| Quando ha effetto | Subito | Subito | Alla morte |
| Si può cambiare idea? | No, salvo casi eccezionali | No | Sì, sempre: il testamento è revocabile fino all’ultimo |
| Imposta principale | Donazione: 4% oltre 1.000.000 € fra genitori e figli | Registro 2% o 9% sul valore catastale | Successione: 4% oltre 1.000.000 € |
| Ipotecaria e catastale | 2% + 1% (o 200 + 200 con la prima casa) | 50 € + 50 € | 2% + 1% (o 200 + 200 con la prima casa) |
| Il denaro passa davvero? | No | Sì, e va tracciato | No |
| Rileva per la legittima? | Sì: rientra nella riunione fittizia | No, se il prezzo è reale e pagato | Sì |
| Chi vende dopo ha problemi? | Non più dal 18 dicembre 2025 | No | Serve l’accettazione trascritta |
Il confronto a tre, con i numeri del tuo caso, si fa in due clic con lo strumento Casa ai figli: donazione, vendita o testamento. La regola pratica: se vuoi mantenere il controllo, il testamento; se vuoi sistemare le cose adesso ed evitare discussioni dopo, la donazione o il patto di famiglia; se serve davvero che il denaro passi, la vendita — ma il prezzo deve essere vero e pagato, altrimenti è una donazione mascherata e come tale verrà trattata.
Che cos’è una donazione e perché servono due testimoni
La donazione è il contratto con cui una parte arricchisce l’altra per spirito di liberalità (art. 769 del codice civile). Richiede l’atto pubblico davanti al notaio e la presenza di due testimoni, a pena di nullità (art. 782 e art. 48 della legge notarile). Non è un formalismo ottocentesco: è una pausa forzata prima di un atto che impoverisce chi lo compie e che, quasi sempre, non si può tornare indietro a rifare.
Serve anche l’accettazione del donatario: la donazione è un contratto, non un gesto unilaterale. Se il donatario è minorenne o sotto amministrazione di sostegno, l’accettazione richiede l’autorizzazione, che oggi può rilasciare il notaio rogante.
Fanno eccezione le donazioni di modico valore di beni mobili (art. 783), che si perfezionano con la consegna: il regalo di compleanno non ha bisogno del notaio. «Modico» però si misura sul patrimonio di chi dona: diecimila euro regalati da chi ne ha centomila non sono modici. La revoca è possibile solo per ingratitudine o per sopravvenienza di figli (artt. 800-803), non perché ci si è pentiti. Approfondimenti: Donazione di un immobile e la guida del notaio sulle donazioni.
Quanto costa donare? Franchigie, aliquote e l’esempio napoletano
Le aliquote e le franchigie della donazione sono le stesse della successione (art. 2, commi 47-49, del d.l. 262/2006, conv. legge 286/2006; d.lgs. 346/1990). La differenza è che sulla donazione si paga oggi, sulla successione si paga dopo.
| Chi riceve | Franchigia | Aliquota sull’eccedenza |
|---|---|---|
| Coniuge e parenti in linea retta (figli, genitori, nipoti in linea retta) | 1.000.000 € | 4% |
| Fratelli e sorelle | 100.000 € | 6% |
| Altri parenti fino al 4º grado e affini entro i limiti di legge | nessuna | 6% |
| Tutti gli altri | nessuna | 8% |
| Donatario con disabilità grave (legge 104/1992, art. 3, comma 3) | 1.500.000 € | aliquota del suo grado |
Attenzione a un punto che sfugge spesso: la franchigia si consuma. Se hai già donato 300.000 euro a tuo figlio, quando gli donerai ancora la franchigia residua sarà di 700.000 euro, non di un milione. Le donazioni precedenti si sommano.
L’esempio napoletano. Donazione di un appartamento a Napoli del valore di mercato di 200.000 euro, rendita catastale 600 euro, al figlio. Il valore catastale su cui si calcolano ipotecaria e catastale è 600 × 1,05 × 120 = 75.600 euro (oppure × 110 = 69.300 euro se il donatario chiede la prima casa).
| Voce | Senza prima casa | Con prima casa del donatario |
|---|---|---|
| Imposta di donazione (franchigia 1.000.000 € non superata) | 0,00 € | 0,00 € |
| Imposta ipotecaria (2% sul valore catastale / fissa) | 1.512,00 € | 200,00 € |
| Imposta catastale (1% sul valore catastale / fissa) | 756,00 € | 200,00 € |
| Imposta di bollo | 230,00 € | 230,00 € |
| Tassa ipotecaria e tributi catastali | 90,00 € | 90,00 € |
| Totale imposte | 2.588,00 € | 720,00 € |
Se lo stesso appartamento fosse donato a un nipote ex fratello (parente di terzo grado, nessuna franchigia), all’imposta di donazione del 6% sul valore dichiarato si aggiungerebbero le stesse ipotecaria e catastale. A un estraneo, l’aliquota sarebbe dell’8%. Fonti: d.lgs. 346/1990; d.lgs. 347/1990; art. 69 legge 342/2000 per la prima casa.
Quanto costa questa donazione
Franchigia, aliquota e imposte sull’immobile, con le donazioni precedenti che erodono la franchigia. Stesse formule dello strumento completo, tutto dentro il tuo browser.
Totale imposte sulla donazione
—
Stima indicativa aggiornata a settembre 2026, calcolata dentro il tuo browser: nessun dato viene inviato a nessuno. Non sostituisce il preventivo scritto dello Studio, che è gratuito e senza impegno. L’onorario del notaio è libero (tariffe abrogate dal d.l. 223/2006, conv. L. 248/2006); i parametri del D.M. 140/2012 servono solo come riferimento per la stima; resta ferma la disciplina dell’equo compenso (L. 49/2023) nei rapporti con banche, assicurazioni e grandi imprese. Le imposte sono calcolate sulle norme. Tutti i 51 strumenti notarili.
Fai i conti sul tuo caso. Gli stessi calcoli, con più variabili, negli strumenti dello Studio:
Imposte sulla donazione · Legittima e quota disponibile · Usufrutto e nuda proprietà · Imposta di successione · Chi eredita e quanto · Patto di famiglia
La donazione indiretta: pagare la casa al figlio
È la situazione più comune d’Italia e quasi nessuno sa che ha un nome. Il figlio compra casa, il genitore paga (in tutto o in parte) il prezzo. Non c’è un atto di donazione: c’è una compravendita in cui il denaro arriva da qualcun altro. La legge chiama questa fattispecie donazione indiretta (art. 809 del codice civile).
Due conseguenze pratiche, opposte fra loro.
- Buona notizia fiscale. Quando la liberalità risulta collegata a un atto di trasferimento immobiliare già assoggettato a imposta di registro o a IVA, non si applica l’imposta di donazione (art. 1, comma 4-bis, d.lgs. 346/1990). Serve però che la provenienza del denaro sia dichiarata in atto.
- Nota di cautela civilistica. Ai fini della legittima quella somma conta lo stesso: rientra nella riunione fittizia e in collazione fra i figli. Se non lo dichiari oggi, fra vent’anni i fratelli discuteranno su chi ha ricevuto cosa, senza una carta in mano.
La regola dello Studio è sempre la stessa: dichiarare in atto chi paga e perché. Costa zero, mette al riparo dal fisco e mette pace in famiglia. La stessa attenzione vale per i bonifici fra conti: causale chiara, sempre.
Provenienza donativa: che cosa è cambiato dal 18 dicembre 2025
Per vent’anni comprare una casa che il venditore aveva ricevuto in donazione è stato un problema serio: le banche non concedevano il mutuo, gli acquirenti chiedevano sconti, in certi casi l’immobile restava invendibile. La causa era l’azione di restituzione degli artt. 561-563 del codice civile, che consentiva al legittimario leso di aggredire il bene anche nelle mani del terzo acquirente.
L’art. 44 della legge 182/2025, in vigore dal 18 dicembre 2025, ha riformato quella disciplina. Il terzo che ha acquistato dal donatario e la banca che ha iscritto ipoteca non sono più esposti alla restituzione. Il legittimario leso conserva l’azione di riduzione, ma la esercita verso il donatario e per il valore: chi ha comprato in buona fede tiene la casa.
Che cosa resta da fare, allora? Verificare bene la catena delle provenienze, dichiarare correttamente, e nei casi dubbi valutare gli strumenti di sempre — rinuncia all’opposizione alla donazione, polizza, prezzo che tiene conto del rischio residuo. Non è più un muro, ma resta una cosa da guardare. Approfondimenti: Comprare un immobile di provenienza donativa e, dal lato di chi compra, la guida lunga Comprare casa a Napoli.
La legittima: quanto puoi davvero decidere
La legittima è la quota che la legge riserva a coniuge, figli e, in mancanza di figli, ai genitori. È il limite di ogni progetto di famiglia: donazioni comprese.
| Situazione | Riservato per legge | Puoi disporre di | Norma |
|---|---|---|---|
| Un figlio, senza coniuge | 1/2 | 1/2 | art. 537 |
| Due o più figli, senza coniuge | 2/3 | 1/3 | art. 537 |
| Coniuge e un figlio | 1/3 + 1/3 | 1/3 | art. 542, c. 1 |
| Coniuge e due o più figli | 1/4 coniuge + 1/2 figli | 1/4 | art. 542, c. 2 |
| Solo coniuge | 1/2 | 1/2 | art. 540 |
| Coniuge e genitori | 1/2 + 1/4 | 1/4 | art. 544 |
| Solo genitori | 1/3 | 2/3 | art. 538 |
La quota non si calcola su quello che resta alla morte, ma su una massa fittizia: relictum meno debiti più tutte le donazioni fatte in vita (art. 556). È il meccanismo che sorprende di più: una casa donata a un figlio nel 2005 rientra oggi nel conto. Al coniuge spettano inoltre il diritto di abitazione sulla casa familiare e di uso dei mobili, che gravano sulla disponibile (art. 540, comma 2).
Due divieti da tenere a mente: non si può rinunciare alla legittima finché il donante è in vita (art. 557) e ogni patto sulla futura successione è nullo (art. 458). Quindi no alle scritture private fra fratelli che «sistemano tutto in anticipo»: non valgono niente. Per vedere i numeri c’è il calcolatore della quota di legittima; la guida lunga dedicata è Successione ereditaria.
Il testamento: forme, revoca e gli errori che lo annullano
Il testamento è l’unico atto che puoi cambiare fino all’ultimo giorno. Ogni testamento nuovo revoca il precedente per quanto è incompatibile, e la revoca espressa si fa con un altro testamento o con un atto notarile.
- Olografo (art. 602): scritto per intero a mano dal testatore, datato e firmato. Costa zero. I tre modi più comuni di annullarlo: scriverlo al computer, farselo scrivere da un altro, dimenticare la data.
- Pubblico (art. 603): dettato al notaio davanti a due testimoni. Nessun rischio di forma, nessun rischio che sparisca, iscritto al Registro generale dei testamenti.
- Segreto (art. 604): scritto da te, consegnato chiuso al notaio. Poco usato, ma utile in casi particolari.
Quando conviene il pubblico: figli di matrimoni diversi, aziende o quote societarie, immobili all’estero, un erede fragile, un lascito solidale a una onlus, oppure semplicemente quando temi che qualcuno contesti. Il dettaglio sta in Testamento dal notaio a Napoli e nella guida su successioni e testamenti.
Il patto di famiglia: l’azienda ai figli senza litigi futuri
È l’unica deroga ammessa al divieto dei patti successori. Con il patto di famiglia (artt. 768-bis e seguenti, introdotti dalla legge 55/2006) l’imprenditore trasferisce l’azienda o le partecipazioni societarie a uno o più discendenti, con la partecipazione del coniuge e di tutti i legittimari, che vengono liquidati subito con denaro o beni.
Il punto forte: quello che viene assegnato con il patto non è soggetto a collazione né a riduzione. Alla morte dell’imprenditore non si riapre nulla. Serve l’atto pubblico a pena di nullità, e serve il consenso di tutti: è uno strumento che funziona finché c’è dialogo in famiglia, ed è esattamente per questo che va usato per tempo.
Sul piano fiscale, il trasferimento di aziende e di partecipazioni di controllo a discendenti e coniuge è esente da imposta di successione e donazione (art. 3, comma 4-ter, d.lgs. 346/1990), a condizione che i beneficiari proseguano l’attività o mantengano il controllo per almeno cinque anni. Approfondimenti: Il patto di famiglia e la guida lunga Costituire e gestire una società.
Usufrutto e nuda proprietà: la via di mezzo
Donare la nuda proprietà e tenere l’usufrutto è la soluzione intermedia più usata: il figlio diventa proprietario, tu continui ad abitare o ad affittare la casa finché vivi. Alla tua morte l’usufrutto si estingue e la proprietà si riunisce, senza altre imposte.
Il valore dell’usufrutto dipende dall’età di chi lo tiene: più giovane è, più vale l’usufrutto e meno vale la nuda proprietà. I coefficienti sono fissati con decreto ministeriale e si aggiornano al variare del saggio legale degli interessi. Il calcolo si fa in un istante con lo strumento sull’usufrutto, e la spiegazione discorsiva è in Nuda proprietà e usufrutto.
Attenzione a due cose: l’usufruttuario paga le spese ordinarie e le imposte sul reddito del bene, il nudo proprietario le spese straordinarie; e la casa gravata da usufrutto si vende male, perché il compratore deve aspettare. Va bene come strumento di famiglia, meno come investimento.
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Una pagina sola con le domande da porsi prima di decidere: chi sono i legittimari, che cosa è già stato donato, chi abita la casa, che cosa serve al genitore per vivere, quanto pesano le imposte in ciascuna delle tre strade. È la stessa che usiamo in Studio. Gratuita, senza lasciare nessun dato.
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Convenzioni matrimoniali e fondo patrimoniale
Chi si sposa senza dire nulla è in comunione legale: quello che si acquista durante il matrimonio è di entrambi, salvo le eccezioni dell’art. 179 (beni personali, donazioni, successioni, risarcimenti, beni acquistati con il ricavato della vendita di beni personali — ma la dichiarazione va fatta in atto, con l’intervento dell’altro coniuge).
- Separazione dei beni. Si sceglie al momento del matrimonio o dopo, con convenzione notarile annotata a margine dell’atto di matrimonio. Consigliata quando uno dei due fa impresa.
- Fondo patrimoniale (artt. 167-171). Destina determinati beni ai bisogni della famiglia: i creditori che sapevano che il debito era estraneo a quei bisogni non possono aggredirli. Non è uno scudo universale e non funziona contro debiti anteriori: va costituito per tempo e per uno scopo reale.
- Vincolo di destinazione (art. 2645-ter). Consente di destinare immobili o mobili registrati alla realizzazione di interessi meritevoli, per un massimo di novant’anni o per la vita del beneficiario.
Il quadro completo è nella guida del notaio su famiglia e patrimonio. Anche separazione e divorzio passano spesso dal notaio, per gli accordi che trasferiscono immobili.
Convivenza e unione civile: come si protegge il partner
La legge 76/2016 ha riconosciuto due situazioni diverse, e continuano a essere confuse fra loro.
| Unione civile | Convivenza di fatto | |
|---|---|---|
| Chi | Due persone maggiorenni dello stesso sesso | Due persone maggiorenni unite stabilmente, anche di sesso diverso |
| Come si costituisce | Dichiarazione davanti all’ufficiale di stato civile | Dichiarazione anagrafica al Comune |
| Diritti successori | Sì, come il coniuge | No |
| Contratto di convivenza | Non previsto | Sì: atto pubblico o scrittura privata autenticata |
| Casa familiare alla morte | Diritto di abitazione | Diritto di continuare ad abitare per un periodo limitato |
| Imposte su donazioni e successioni | Franchigia 1.000.000 €, aliquota 4% | Nessuna franchigia, aliquota 8% |
La riga che pesa è l’ultima: per il convivente di fatto il fisco è quello di un estraneo. Chi convive e vuole proteggere il partner deve agire con gli strumenti a disposizione — testamento nei limiti della disponibile, contratto di convivenza, polizza vita, usufrutto — perché la legge, da sola, non lo fa. Il dettaglio è nella guida su convivenza e unioni civili.
Trust, vincolo di destinazione e «Dopo di noi»
Quando in famiglia c’è una persona con disabilità grave, la domanda non è «quanto le lascio» ma «chi se ne occuperà quando non ci sarò più». La legge 112/2016, chiamata «Dopo di noi», mette a disposizione tre strumenti con un trattamento fiscale di favore: il trust, il vincolo di destinazione dell’art. 2645-ter e i fondi speciali affidati a enti del terzo settore.
Quando ricorrono i requisiti di legge (finalità di inclusione sociale, cura e assistenza, individuazione del gestore e del guardiano, rendiconto, destinazione finale dei beni) i trasferimenti sono esenti da imposta di successione e donazione, e ipotecaria e catastale si applicano in misura fissa. La disabilità grave si accerta ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge 104/1992.
Sono atti da costruire su misura, non da scaricare da internet: il gestore va scelto, i poteri vanno scritti, la fiscalità va verificata. Ne parliamo in «Dopo di noi»: proteggere il futuro di un familiare con disabilità grave.
Procure, amministrazione di sostegno e DAT
Sono gli strumenti che servono quando una persona non è più in condizione di decidere da sola, e vanno preparati prima che serva.
- Procura generale o speciale. Consente a una persona di fiducia di compiere atti in tuo nome. Per gli atti su immobili serve la forma notarile. Dall’estero si fa con apostille o tramite il consolato: vedi Firmare dall’estero.
- Amministrazione di sostegno (legge 6/2004). La misura più duttile: il giudice tutelare individua solo gli atti per i quali serve l’assistenza, lasciando alla persona tutta l’autonomia che le resta. Si può designare in anticipo il proprio amministratore di sostegno con atto notarile (art. 408 del codice civile): pochi lo sanno, ed è una delle cose più utili che si possano fare.
- Disposizioni anticipate di trattamento (DAT), legge 219/2017. Esprimono in anticipo le proprie volontà sui trattamenti sanitari e indicano un fiduciario. Si possono ricevere per atto pubblico o scrittura privata autenticata.
Dal 28 febbraio 2023, con la riforma Cartabia (d.lgs. 149/2022), molte autorizzazioni di volontaria giurisdizione che prima richiedevano mesi di tribunale possono essere rilasciate dal notaio che roga l’atto: vendite di beni di minori, accettazioni con beneficio d’inventario, divisioni. Stesse garanzie, tempi molto più umani.
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Quando NON puoi (e che cosa si fa invece)
| Situazione | Si può fare? | Che cosa si fa invece |
|---|---|---|
| Donare con scrittura privata, senza notaio | No: nulla | Atto pubblico con due testimoni |
| Donare senza l’accettazione del donatario | No | La donazione è un contratto: serve l’accettazione |
| Donare beni futuri o altrui | No (artt. 771 e 771-bis) | Si dona quello che si ha, quando lo si ha |
| Diseredare un figlio | No | Si dispone della sola quota disponibile |
| Accordarsi fra fratelli sulla futura eredità | No: nullo (art. 458 c.c.) | Patto di famiglia per l’azienda, donazioni, testamento |
| Rinunciare alla legittima mentre il genitore è vivo | No (art. 557 c.c.) | Se ne discute dopo l’apertura della successione |
| Revocare una donazione perché ci si è pentiti | No | Solo per ingratitudine o sopravvenienza di figli |
| Testamento congiuntivo di due coniugi | No: nullo (art. 589 c.c.) | Due testamenti separati |
| Testamento olografo scritto al computer | No: nullo | Tutto a mano, datato e firmato, oppure testamento pubblico |
| Vendere a un figlio a prezzo simbolico | Sconsigliato | È una donazione dissimulata: meglio donare e dirlo |
| Fondo patrimoniale per sottrarsi ai creditori | No | È revocabile; il fondo serve ai bisogni della famiglia, non a fare scudo |
| Lasciare tutto al convivente di fatto | No se ci sono legittimari | Testamento nei limiti della disponibile, polizza, usufrutto, contratto di convivenza |
Se in famiglia è circolata una di queste idee, meglio smontarla adesso che fra vent’anni davanti a un giudice: altre venti in Vero o falso? 20 luoghi comuni sul notaio. E se il dubbio nasce da un caso reale, in Casi concreti ci sono quattordici situazioni con la norma, il rimedio e lo strumento per fare i conti.
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Domande frequenti
Quanto costa donare una casa a un figlio?
Fra genitori e figli l’imposta di donazione non si paga fino a 1.000.000 di euro per ciascun figlio, e oltre quella soglia si paga il 4%. Restano dovute ipotecaria (2%) e catastale (1%) sul valore catastale, con un minimo di 200 euro ciascuna, più 230 euro di bollo e 90 euro fra tassa ipotecaria e tributi catastali. Su un appartamento con rendita 600 euro sono circa 2.588 euro; se il figlio chiede la prima casa scendono a 720 euro.
Conviene donare la casa ai figli o lasciarla per testamento?
Dipende da che cosa vuoi. La donazione sistema le cose subito ma non si può revocare, salvo casi eccezionali. Il testamento si può cambiare fino all’ultimo giorno, ma lascia la situazione aperta. Fiscalmente le aliquote e le franchigie sono le stesse; cambia il momento in cui si paga e cambiano ipotecaria e catastale rispetto a una vendita. Il confronto a tre, con i numeri del tuo caso, si fa con lo strumento dello Studio.
Se pago io la casa che compra mio figlio, è una donazione?
Sì, si chiama donazione indiretta (art. 809 del codice civile). Sul piano fiscale, quando la liberalità risulta collegata a un atto di trasferimento immobiliare già tassato con registro o IVA, non si applica l’imposta di donazione: purché la provenienza del denaro sia dichiarata in atto. Sul piano civilistico quella somma conta comunque ai fini della legittima e della collazione fra i figli, quindi conviene metterla nero su bianco.
Oggi si può comprare una casa che il venditore aveva ricevuto in donazione?
Sì, e con molta più tranquillità di prima. Dal 18 dicembre 2025 l’art. 44 della legge 182/2025 ha riformato gli articoli 561-563 del codice civile: il terzo acquirente e la banca che iscrive ipoteca non sono più esposti all’azione di restituzione. Il legittimario leso agisce solo verso il donatario e per il valore. Resta comunque un punto da esaminare in atto, caso per caso.
Si può lasciare tutto a un solo figlio?
No, se ci sono altri legittimari. La legge riserva a coniuge, figli e, in mancanza di figli, ai genitori una quota che il testamento non può toccare: con due o più figli e il coniuge, per esempio, resta disponibile solo un quarto. Chi vuole avvantaggiare un figlio può farlo entro la disponibile, oppure usare il patto di famiglia se si tratta di un’azienda o di partecipazioni societarie.
Il convivente eredita?
No. Il convivente di fatto non ha diritti successori: senza testamento non riceve nulla, e anche con il testamento riceve solo entro la quota disponibile. Sul piano fiscale è trattato come un estraneo: nessuna franchigia e aliquota dell’8%. Chi convive e vuole proteggere il partner deve usare gli strumenti disponibili: testamento, contratto di convivenza, polizza vita, usufrutto. L’unione civile, invece, equipara il partner al coniuge.
Fonti per verificare
- Consiglio Nazionale del Notariato — Guide per il cittadino: le guide su donazione, testamento e famiglia, gratuite in PDF.
- Agenzia delle Entrate — Imposta su successioni e donazioni: aliquote, franchigie, coacervo.
- Normattiva — codice civile: donazione (artt. 769-809), legittima (artt. 536-564), patto di famiglia (artt. 768-bis ss.).
- Normattiva — d.lgs. 346/1990: testo unico sulle successioni e donazioni, comprese le esenzioni per aziende e partecipazioni.
- Normattiva — legge 76/2016: unioni civili e convivenze di fatto.
- Normattiva — legge 112/2016 (Dopo di noi): trust, vincoli di destinazione e fondi speciali.
- Normattiva — legge 219/2017: consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento.
- Gazzetta Ufficiale: il testo pubblicato della legge 182/2025, che dal 18 dicembre 2025 ha riformato gli artt. 561-563 del codice civile.
- Corte di cassazione: la giurisprudenza su donazione indiretta, collazione e riduzione.
- Ministero della Giustizia — Archivi notarili: Registro generale dei testamenti.
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