Pubblicato il 7 gennaio 2026Aggiornato il 27 ottobre 20268 minuti di lettura

In 30 secondi

  • Oltre alle imposte (donazione, ipotecaria e catastale), sulla donazione pesa anche l’onorario del notaio: parte da un minimo di 1.000 euro e varia in base al valore del bene.
  • Fra genitori e figli la franchigia è di 1.000.000 di euro a testa: sotto questa soglia si pagano solo le imposte fisse.
  • Dal 18 dicembre 2025 il legittimario leso agisce solo verso chi ha ricevuto la donazione, per l’equivalente in denaro.

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📅 Pubblicato il 7 gennaio 2026🔄 Versione 1.4 · aggiornato il 16 ottobre 2026

Nota sulla riforma del 2025

L’art. 44 della legge 2 dicembre 2025, n. 182 è in vigore dal 18 dicembre 2025. Ha riscritto gli artt. 561 e 563 del codice civile: l’azione di restituzione contro chi compra un immobile donato e contro la banca che lo ipoteca è stata eliminata. Il legittimario leso agisce solo verso il donatario, per l’equivalente in denaro. La sezione sulla rivendibilità, in fondo a questo articolo, tiene conto della riforma; la riforma nel dettaglio è in Provenienza donativa e riforma degli artt. 561-563 c.c..

“Quanto costa donare casa a mio figlio?” è una delle domande che ci sentiamo fare più spesso. La risposta breve sorprende molti: nella grande maggioranza dei casi si pagano solo imposte fisse, per poche centinaia di euro. Ma il conto cambia sensibilmente a seconda di chi dona, a chi, e di che immobile si tratta.

Le due imposte da tenere distinte

Fa parte del percorso: Donazioni: la guida del notaio

Sulla donazione gravano due prelievi diversi, che vanno considerati separatamente.

1. L’imposta di donazione

Si applica solo sulla parte di valore che supera la franchigia prevista per quel grado di parentela:

Tradotto: una donazione di casa da un genitore a un figlio raramente supera il milione di euro di valore. Quindi l’imposta di donazione in concreto non si paga quasi mai. Attenzione però: la franchigia si “consuma”, perché le donazioni precedenti fatte dalla stessa persona allo stesso beneficiario si sommano.

2. Le imposte ipotecaria e catastale

Queste si pagano sempre, e sono la voce che fa davvero la differenza:

A queste si aggiungono: l’imposta di registro in misura fissa (200 euro); l’imposta di bollo (230 euro); la tassa ipotecaria e i diritti catastali, per importi modesti.

Quanto costa il notaio, oltre alle imposte

Le imposte viste sopra non sono l’unico costo. A queste si aggiunge l’onorario del notaio, dovuto per la redazione e la stipula dell’atto.

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Il risultato è una stima indicativa, non un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti. Gli altri calcoli sono negli strumenti notarili.

L’onorario varia in base al valore del bene donato e alla complessità dell’atto. Per una donazione standard, parte da un minimo di 1.000 euro.

Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti, come previsto dai principi di deontologia professionale dei notai.

Un esempio concreto

Un padre dona alla figlia un appartamento a Napoli con valore catastale di 90.000 euro.

Per il confronto, il conto di una compravendita è diverso: lo trova voce per voce in Comprare casa a Napoli: costi voce per voce; cosa deve contenere per legge il preventivo scritto è spiegato in Il preventivo del notaio.

Donare una casa al figlio: quanto costa in totale

La donazione più frequente è quella tra genitore e figlio. In questo caso la franchigia è di 1.000.000 di euro: sotto questa soglia non si paga l’imposta di donazione.

Restano dovute le imposte ipotecaria e catastale. Se il figlio ha i requisiti prima casa, sono fisse: 200 euro ciascuna. Altrimenti sono il 2% e l’1% del valore catastale dell’immobile.

A queste si aggiungono le imposte fisse di registro (200 euro) e di bollo (230 euro). Si aggiunge anche l’onorario del notaio, che parte da 1.000 euro.

Un esempio aiuta a capire. Una casa con valore catastale di 100.000 euro, donata a un figlio senza i requisiti prima casa. Le imposte ipotecaria e catastale valgono 3.000 euro. Con le imposte fisse e l’onorario minimo, il totale indicativo parte da circa 4.430 euro.

Valore catastaleCon requisiti prima casaSenza requisiti prima casa
50.000 euroda 1.830 euroda 2.930 euro
100.000 euroda 1.830 euroda 4.430 euro
200.000 euroda 1.830 euroda 7.430 euro
300.000 euroda 1.830 euroda 10.430 euro
500.000 euroda 1.830 euroda 16.430 euro

Importi indicativi: imposte fisse e proporzionali più l’onorario minimo del notaio (1.000 euro). L’onorario reale dipende dal caso: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti.

Donare denaro: quanto costa dal notaio

Le stesse aliquote e franchigie valgono anche per la donazione di denaro. Non sono dovute le imposte ipotecaria e catastale, che riguardano solo gli immobili. Restano dovuti l’imposta di donazione, se si supera la franchigia, e l’onorario del notaio.

Per una donazione di denaro di valore non modico, la legge richiede l’atto pubblico notarile, con due testimoni. Per valutare il caso specifico, è disponibile la Consulenza online.

Il costo che non si vede: la rivendibilità

La spesa fiscale è solo metà del ragionamento. Un immobile ricevuto in donazione resta esposto all’azione di riduzione dei legittimari lesi nella loro quota. Fino al 2025 questo significava che, per vent’anni, chi comprava la casa donata o la banca che la ipotecava rischiavano di vedersela togliere: molte banche non concedevano mutui su immobili di provenienza donativa recente. Dal 18 dicembre 2025 è cambiata la regola, con la riforma degli artt. 561 e 563 c.c. (legge 182/2025, art. 44). L’azione di restituzione contro i terzi acquirenti e le banche non esiste più: il legittimario leso agisce solo verso il donatario, in denaro. La casa donata si rivende e si ipoteca come qualsiasi altra.

Resta vero che il donatario, se un giorno vende, può essere chiamato dai fratelli a compensare in denaro l’eventuale lesione della legittima: per questo una donazione squilibrata tra i figli va pensata insieme al testamento o bilanciata con altre attribuzioni. Ne parliamo in acquisto di immobili con provenienza donativa e in differenza tra successione e donazione.

Per gli aspetti civilistici della donazione vedi donazione di un immobile; per il quadro fiscale completo, la tassazione di società, successioni e donazioni. Ricorda che per la donazione servono sempre due testimoni: l’elenco completo è nella pagina documenti da portare in Studio.

Fonti per verificare

Contenuto elaborato con il supporto dell’intelligenza artificiale e verificato dal notaio.

Domande frequenti

Chi paga le imposte sulla donazione?

Di regola le paga chi riceve la donazione. Le parti possono però accordarsi in modo diverso nell’atto.

Fra genitori e figli si paga l’imposta sulle donazioni?

Solo sulla parte che supera un milione di euro per ciascun figlio. Sotto questa soglia l’imposta sulle donazioni non si paga.

Quali imposte si pagano sempre sulla casa donata?

Le imposte ipotecaria e catastale. Se chi riceve ha i requisiti prima casa, si pagano in misura fissa.

Serve il notaio per donare una casa?

Sì. La donazione di un immobile si fa con atto pubblico davanti al notaio, con i testimoni richiesti dalla legge.

Quanto costa in totale donare una casa a un figlio?

Fra genitore e figlio, sotto la franchigia di un milione di euro, si pagano solo le imposte fisse più l’onorario del notaio. Con i requisiti prima casa, il totale indicativo parte da 1.830 euro. Senza quei requisiti, dipende dal valore catastale dell’immobile.

Il notaio ha un costo fisso per la donazione?

No. Il notaio ha un onorario minimo di 1.000 euro, che poi varia in base al valore del bene e alla complessità dell’atto. Il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti.

Pagina dello Studio Notarile Marco Fiorentino, notaio a Napoli: notaio dal 2011, prima nei Distretti notarili di Lecce e di Trani, dal 2026 a Napoli; avvocato dal 2003.


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Marco Fiorentino, notaio in Napoli, iscritto nel Ruolo dei Distretti Notarili Riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola. Partita IVA 00362508889. Scheda del Consiglio Nazionale del Notariato. Gli atti si firmano nello Studio a Napoli.

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