Pubblicato il 7 giugno 2026Aggiornato il 22 ottobre 20266 minuti di lettura

In 30 secondi

  • La legge 112/2016 tutela le persone con disabilità grave quando i genitori non ci saranno più.
  • Trust e vincolo di destinazione sono gli strumenti che la legge agevola.
  • Un trust fatto quando il debito esiste già non protegge dai creditori.

📅 Pubblicato il 7 giugno 2026🔄 Versione 1.1 · aggiornato il 12 settembre 2026

È la domanda che molti genitori si portano dentro per anni senza riuscire a formularla: che cosa succederà a nostro figlio quando non ci saremo più? Lasciargli semplicemente un’eredità spesso non basta, e a volte peggiora le cose: un patrimonio intestato a una persona che non è in grado di amministrarlo può essere disperso, o finire per essere gestito da chi non ha alcun interesse alla sua qualità di vita.

La legge 112/2016, conosciuta come legge sul “Dopo di noi”, affronta proprio questo problema. Non inventa istituti nuovi: prende strumenti che il diritto già conosceva e li rende fiscalmente sostenibili, a condizione che siano usati davvero per l’assistenza della persona con disabilità grave.

A chi si applica

Notaio, mettiamo la casa in un trust: così i creditori non me la toccano.Dipende da quando lo fa. Se il debito c’è già, il creditore agisce lo stesso.Il trust protegge dai debiti futuri, non da quelli che ha in tasca oggi (Cass. SS.UU. 26471/2025).‘O Notaio · notaiofiorentinomarco.com
Il trust mette al riparo la casa?

Fa parte del percorso: Famiglia e patrimonio: la guida del notaio

Le agevolazioni riguardano le persone con disabilità grave ai sensi dell’art. 3, comma 3, della legge 104/1992, accertata dalle commissioni mediche competenti, quando la condizione non dipende dal naturale invecchiamento o da patologie legate alla senilità.

Attenzione a un punto che spesso genera equivoci: chi resta fuori da questa definizione — per esempio una persona anziana non autosufficiente — può comunque usare gli stessi strumenti giuridici. Semplicemente, non accede alle esenzioni fiscali previste dalla legge 112.

Gli strumenti: tre strade, un solo obiettivo

Il trust

Chi dispone (il disponente) separa determinati beni dal proprio patrimonio e li affida a un trustee, perché li amministri nell’interesse del beneficiario secondo un programma scritto. L’effetto più importante è la segregazione: quei beni non sono aggredibili dai creditori personali del disponente, né da quelli del trustee, né da quelli del beneficiario, non entrano nel regime patrimoniale del trustee e non cadono nella sua successione. Si può conferire qualunque cosa: immobili, denaro, investimenti finanziari, quote societarie, polizze.

È frequente la nomina di un guardiano, che vigila sull’operato del trustee: la legge, per l’accesso alle agevolazioni, chiede comunque che i ruoli siano individuati in modo chiaro e univoco.

Il vincolo di destinazione (art. 2645-ter c.c.)

È una soluzione più semplice: su beni immobili o mobili registrati si imprime, con atto pubblico, un vincolo di destinazione a uno scopo meritevole — qui l’assistenza della persona con disabilità — che viene trascritto nei registri immobiliari e diventa opponibile ai terzi. Ha limiti che il trust non ha (non serve per il denaro e per gli strumenti finanziari, e ha una durata massima), ma per una famiglia il cui patrimonio è sostanzialmente la casa può essere la risposta più proporzionata.

I fondi speciali con contratto di affidamento fiduciario

Un patrimonio vincolato è affidato a un fiduciario sulla base di un contratto che descrive il programma assistenziale. È lo schema più usato quando il ruolo di gestore viene assunto da un ente — spesso una fondazione o un’associazione del Terzo Settore che opera nella beneficenza — anziché da un familiare.

Le agevolazioni fiscali (e le condizioni per ottenerle)

I beni conferiti in trust, gravati da vincolo di destinazione o destinati ai fondi speciali in favore di persone con disabilità grave sono esenti dall’imposta sulle successioni e donazioni. È un’esenzione importante, ma non automatica: la legge la subordina a condizioni molto precise, che devono ricorrere tutte insieme.

La legge premia anche chi contribuisce dall’esterno: le erogazioni liberali, le donazioni e gli altri atti a titolo gratuito a favore di trust e fondi speciali sono deducibili entro il 20% del reddito complessivo dichiarato e comunque entro 100.000 euro annui, mentre il premio delle polizze sul rischio morte finalizzate alla tutela di persone con disabilità grave è detraibile entro un limite elevato a 750 euro.

E l’amministratore di sostegno?

È un piano diverso ma complementare. Trust e vincoli riguardano il patrimonio; l’amministrazione di sostegno riguarda la persona e la sua capacità di compiere atti giuridici. Il giudice tutelare nomina un amministratore ritagliando su misura i poteri di rappresentanza o di assistenza, lasciando al beneficiario tutto ciò che è in grado di fare da solo. Nella pratica i due strumenti convivono spesso: l’amministratore di sostegno accompagna la persona nella vita quotidiana, il trust o il vincolo assicurano che le risorse ci siano e siano usate per lei.

Il consiglio più utile: non aspettare

Questi strumenti danno il meglio quando vengono costruiti mentre i genitori ci sono ancora: consentono una presa in carico progressiva, permettono di verificare se il trustee o il gestore scelto funziona davvero, e lasciano il tempo di correggere il tiro. Un atto fatto in emergenza, o un testamento scritto di fretta, ottiene molto meno.

La progettazione richiede tempo e va cucita sulla singola famiglia: patrimonio disponibile, presenza di altri figli e quote di legittima, rapporti con enti e servizi del territorio. In Studio ne parliamo senza fretta e con un preventivo scritto prima di qualsiasi impegno.

Può scaricare gratuitamente la guida ufficiale “Dopo di noi” e amministratore di sostegno dalla nostra sezione Guide per il Cittadino. Veda anche la differenza tra successione e donazione e il ruolo degli enti del Terzo Settore.

Fonte normativa: legge 22 giugno 2016 n. 112; art. 2645-ter c.c.; legge 104/1992. Contenuti elaborati dallo Studio sulla base della guida del Consiglio Nazionale del Notariato.

Fonti per verificare

Contenuto elaborato con il supporto dell’intelligenza artificiale e verificato dal notaio.

Pagina dello Studio Notarile Marco Fiorentino, notaio a Napoli: notaio dal 2011, prima nei Distretti notarili di Lecce e di Trani, dal 2026 a Napoli; avvocato dal 2003.


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Marco Fiorentino, notaio in Napoli, iscritto nel Ruolo dei Distretti Notarili Riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola. Partita IVA 00362508889. Scheda del Consiglio Nazionale del Notariato. Gli atti si firmano nello Studio a Napoli.

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