Caso frequente: Il condono presentato nel 1994 e mai concluso

A Ponticelli, una palazzina di famiglia. Il signor Russo (nome di fantasia) ha ereditato dal padre un appartamento con una domanda di condono depositata al Comune trent’anni fa: mai un provvedimento, mai un diniego. Arriva un compratore con le idee chiare e la fretta tipica di chi ha già dato la disdetta all’affitto.
Caso frequente: Il garage diventato cameretta quando è nato il terzo figlio

Fuorigrotta, zona stadio. La famiglia Cimmino (nomi di fantasia) vent’anni fa ha chiuso il box al piano terra, ci ha messo una finestra e ne ha fatto una stanza. In catasto risulta ancora C/6, autorimessa; nell’annuncio è «bilocale con doppio ingresso».
Caso frequente: «L’abuso l’ha fatto papà»: tre fratelli che vogliono vendere

A Materdei, tre fratelli (li chiamiamo Anna, Gennaro e Lucia, nomi di fantasia) ereditano la casa dei genitori. Scoprono che il padre, nel 1988, aveva ricavato un soppalco abitabile senza dire niente a nessuno. Nessuno dei tre ci ha mai messo mano, ma la casa è loro e vogliono venderla.
Caso frequente: Sistemare i figli in vita, senza litigi dopo

Il signor De Rosa (nome di fantasia), vedovo, tre figli. Vuole dare l’appartamento di Santa Lucia alla figlia che vive con lui, il box e i risparmi agli altri due, e dormire tranquillo. «Notaio, facciamo una donazione e non se ne parli più.»
Caso frequente: La casa arrivata per donazione e la banca che diceva no

All’Arenella, una giovane coppia (li chiamiamo Marta e Salvatore, nomi di fantasia) trova finalmente la casa giusta. Il venditore l’ha ricevuta in donazione dalla madre, ancora vivente, sei anni fa. La banca, sentita la parola «donazione», frena.
Caso frequente: Il foglio trovato nel cassetto della credenza

Alla Sanità, dopo il funerale della zia, i nipoti trovano un foglio a quadretti: «lascio tutto a…», scritto a mano, firmato, con la data messa solo come mese e anno. Uno dei nipoti l’ha già fotografato e mandato in chat.
Caso frequente: «Quanto pago di successione?»: la zia e i due nipoti

A Santa Lucia muore la signora Carrano (nome di fantasia), senza figli né coniuge. Erede per testamento è la sorella; ci sono anche due nipoti, figli di un fratello premorto. Il patrimonio: un appartamento, un box, un conto e qualche titolo.
Caso frequente: «Mettiamo la casa in un trust, così i creditori non la toccano»

A Posillipo, un imprenditore (lo chiamiamo il signor Improta, nome di fantasia) ha un’azienda in difficoltà, due fidejussioni firmate in banca e un figlio con disabilità. Arriva in Studio chiedendo un trust «per mettere al sicuro la casa».
Caso frequente: la casa della nonna a Soccavo senza atto, la provenienza ricostruita dalla Conservatoria

Immacolata e Gennaro vendono la casa della mamma a Soccavo: hanno solo la dichiarazione di successione del 2015, nessuno ricorda il notaio del 1971 e la successione non è mai stata trascritta. Come abbiamo ritrovato l’atto dalla nota di trascrizione, chiesto la copia all’Archivio notarile e chiuso la catena con l’accettazione tacita.
Caso frequente: La surroga promessa in tre settimane e arrivata dopo tre mesi

A Soccavo, la signora Coppola (nome di fantasia) ha un mutuo a tasso variabile e trova una banca che le offre il fisso. Le dicono: «tre settimane e ha finito». Passano due mesi e non succede niente. Chiama lo Studio arrabbiata, convinta che il ritardo sia del notaio.