Pubblicato il 6 ottobre 2026Aggiornato il 23 ottobre 20264 minuti di lettura

In breve. Il prezzo della casa si paga con mezzi che lasciano traccia: bonifico o assegni circolari non trasferibili. Il contante non si può usare per somme di 5.000 euro o più. Nell’atto si scrive come è stato pagato ogni euro, comprese caparra e acconti. Se una delle parti lo chiede, il prezzo può restare sul conto dedicato del notaio. Arriva al venditore solo dopo la trascrizione, quando il notaio ha controllato che non ci sono ipoteche o pignoramenti nuovi.

Perché se ne parla tanto

Nei forum dedicati alla casa la domanda torna di continuo: «il venditore vuole il bonifico prima del rogito, è sicuro?», «posso pagare una parte in contanti?», «cosa succede se l’assegno è intestato male?». Sono dubbi giusti: il giorno della firma è il momento in cui passano di mano la casa e i soldi, e un errore sul pagamento può bloccare tutto.

I modi per pagare

Che cosa si scrive nell’atto

Le parti dichiarano nell’atto, con una dichiarazione sostitutiva, le modalità di pagamento di tutto il prezzo, una per una: caparra, acconti, saldo. Va dichiarato anche se c’è stato un agente immobiliare, con i suoi dati e la provvigione pagata (art. 35, comma 22, D.L. 223/2006). Per questo il notaio chiede prima le copie degli assegni e dei bonifici già fatti al preliminare.

Rischio da segnalare subito: acconti dati in contanti al compromesso, o pagamenti non documentati, creano un problema da risolvere prima della firma, non davanti al notaio.

Il deposito del prezzo sul conto del notaio

Il notaio ha un conto corrente dedicato. Se almeno una delle parti lo chiede, il prezzo viene versato lì e non al venditore. Lo prevede l’art. 1, comma 63, lettera c, della L. 147/2013, modificato dalla L. 124/2017.

«Il venditore vuole il bonifico prima della firma»

La risposta più semplice è no: il saldo si paga alla firma. Se il venditore vuole una garanzia, cioè la prova che i soldi ci siano, si usa il deposito sul conto del notaio. Protegge tutti e due.

Cosa portare all’appuntamento

  1. Copie di assegni e bonifici già dati (caparra, acconti).
  2. Gli assegni circolari del saldo, o la ricevuta del bonifico.
  3. Dati e fattura dell’agenzia, se c’è.
  4. Se il venditore ha un mutuo: il conteggio di estinzione della banca.

Link utili

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Fonti

Informazione generale, non un parere: per la sua compravendita servono i documenti.

Pagina dello Studio Notarile Marco Fiorentino, notaio a Napoli: notaio dal 2011, dal 2026 a Napoli; avvocato dal 2003.


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Marco Fiorentino, notaio in Napoli, iscritto nel Ruolo dei Distretti Notarili Riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola. Partita IVA 00362508889. Scheda del Consiglio Nazionale del Notariato. Gli atti si firmano nello Studio a Napoli.

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