📅 Pubblicato il 3 aprile 2026🔄 Aggiornato il 28 settembre 2026

In breve

  • Il Consiglio Nazionale del Notariato ha segnalato alla categoria truffe organizzate come finte aste fra privati, pubblicizzate su portali di annunci immobiliari, in cui viene usato il nome e la qualifica di notai realmente esistenti.
  • I notai coinvolti sono parte lesa: hanno sporto denuncia per sostituzione di persona. Il fenomeno è seguito dalla Polizia postale.
  • Verificare costa due minuti: l’albo dei notai è pubblico, i Consigli notarili rispondono al telefono, e un notaio vero non chiede mai bonifici su conti esteri o intestati a terzi.

L’annuncio è fatto bene. Appartamento in buona zona, foto professionali, prezzo interessante ma non assurdo, e una formula che suona seria: «vendita giudiziaria» oppure «asta tra privati con assistenza notarile». C’è perfino il nome del notaio, con tanto di indirizzo di studio. Chi cerca casa da mesi si emoziona, chiama, e comincia una storia che finisce con un bonifico e un numero di telefono che non risponde più.

Il 31 marzo 2026 il Segretario del Consiglio Nazionale del Notariato, Roberto Vinci, ha scritto a tutti i notai italiani proprio su questo: segnalazioni di potenziali truffe nell’ambito di procedure di vendita sotto forma di aste fra privati, pubblicizzate su portali di ricerca immobiliare. I colleghi il cui nome è stato usato hanno denunciato come parte lesa, vittime di sostituzione di persona con utilizzo della propria qualifica professionale. Del fenomeno si occupa il Ministero dell’Interno, tramite il Centro operativo per la sicurezza cibernetica, e i portali sono stati invitati a verificare preventivamente i nominativi dei notai indicati negli annunci.

Siccome la verifica, dall’altra parte dello schermo, la puoi fare anche tu, ecco come.

Quali sono i segnali che smascherano l’annuncio?

Segnali di allarme in un annuncio immobiliare e verifiche da fare Due blocchi. Il primo, in terracotta, elenca sei segnali di allarme: la formula asta tra privati che non esiste, il prezzo molto sotto mercato, la fretta imposta con scadenze brevi, la richiesta di denaro prima di qualsiasi atto, un IBAN estero o intestato a terzi, recapiti generici senza numero fisso né PEC. Il secondo, in verde maiolica, elenca tre verifiche da fare in due minuti: cercare il notaio sull’albo pubblico del Consiglio Nazionale del Notariato, telefonare al Consiglio notarile del distretto indicato, chiamare lo studio al numero pubblicato sul sito ufficiale e non a quello scritto nell’annuncio. In basso la regola d’oro: nessun pagamento prima di aver verificato l’identità di chi lo chiede. Prima di versare un euro SEI SEGNALI DI ALLARME «Asta tra privati»: non esiste Prezzo molto sotto mercato Fretta: «scade domani» Soldi chiesti prima di ogni atto IBAN estero o intestato a terzi Niente fisso, niente PEC TRE VERIFICHE, DUE MINUTI Cerca il notaio nell’albo pubblico notariato.it Telefona al Consiglio notarile del distretto Chiama lo studio al numero ufficiale, non a quello dell’annuncio Regola d’oro: nessun pagamento prima di sapere con certezza chi lo chiede.
Il nome di un notaio in un annuncio non è una garanzia: è un’informazione da verificare.

Come faccio a sapere se quel notaio esiste davvero?

L’albo dei notai è pubblico, e la ricerca è gratuita. Tre passaggi, nell’ordine:

Attenzione anche ai siti che compaiono cercando la parola «notaio» su un motore di ricerca e che non sono riconducibili al Notariato: i Consigli notarili hanno più volte messo in guardia sulla loro esistenza. Il dominio del sito conta più della grafica.

Cosa non fa mai un notaio vero?

Sul fronte opposto, c’è uno strumento che protegge davvero le somme: il conto dedicato. Il denaro depositato su quel conto è impignorabile e non rientra nel patrimonio del notaio; serve proprio per far viaggiare il prezzo in sicurezza fino a quando le formalità sono a posto. Ne abbiamo scritto in il conto dedicato. Per capire in anticipo quali documenti servono e chi deve procurarli, negli Strumenti notarili trovi la checklist della pratica.

Un caso a Secondigliano: la cauzione di 8.000 euro

Una coppia giovane trova su un portale un trilocale a Secondigliano a 78.000 euro, descritto come «asta tra privati, aggiudicazione entro il 20 del mese, assistenza notarile», con il nome di un notaio di una città del Nord. Il sedicente incaricato risponde su WhatsApp, manda foto, planimetria e persino una «visura» in PDF. Chiede 8.000 euro di cauzione su un IBAN estero, «per bloccare l’immobile», promettendo la restituzione a chi non si aggiudica.

La coppia, per fortuna, si ferma e telefona in studio. Bastano quattro controlli: il notaio indicato esiste, ma esercita a 700 chilometri di distanza e non ha mai sentito parlare di quell’immobile; l’intestatario catastale non è la persona che si spaccia per venditore; «asta tra privati» non è una categoria giuridica; e un IBAN estero, per una compravendita fra soggetti italiani su un immobile italiano, non ha alcuna ragione di esistere.

Il consiglio dato quel giorno vale per tutti: se hai già pagato, vai subito alla Polizia postale e in banca, chiedendo il tentativo di richiamo del bonifico. Se non hai ancora pagato, hai appena risparmiato ottomila euro con una telefonata.

Cosa fa il notaio

Hai davanti un annuncio che ti convince poco, o ti hanno chiesto una cauzione? Chiedi un preventivo oppure prenota una consulenza online: prima di versare qualsiasi somma, facciamo insieme due verifiche. Studio Notarile Marco Fiorentino, Viale Antonio Gramsci 19, Napoli · segreteria@notaiofiorentinomarco.com

Domande frequenti

Esistono davvero le «aste immobiliari fra privati»?

No. Le aste immobiliari derivano da una procedura esecutiva o concorsuale e sono gestite dal tribunale, dal professionista delegato o da gestori autorizzati, con pubblicità sul Portale delle vendite pubbliche del Ministero della Giustizia. Fra privati si compra e si vende con proposta, preliminare e rogito: chi usa la parola «asta» per una vendita fra privati sta costruendo una cornice che non esiste.

Come verifico che un notaio sia iscritto all’albo?

L’albo è pubblico: si cerca il nominativo sul sito del Consiglio Nazionale del Notariato, nella sezione dedicata alla ricerca del notaio, e si controlla la sede. In più si può telefonare al Consiglio notarile distrettuale della città indicata. La verifica più efficace resta chiamare lo studio al numero trovato in autonomia, non a quello scritto nell’annuncio.

Un notaio può chiedermi un bonifico prima dell’atto?

Può chiedere un acconto sulle spese della pratica, su un conto italiano intestato allo studio e a fronte di un preventivo scritto. Non chiede mai bonifici su conti esteri, carte prepagate o conti intestati a terzi, e non incassa il prezzo di una casa in contanti: il limite legale al contante è di 5.000 euro per ogni pagamento e nell’atto i mezzi di pagamento vanno indicati uno per uno.

Ho già versato del denaro: cosa faccio adesso?

Tre cose, nell’ordine: contatta subito la banca chiedendo il tentativo di richiamo del bonifico, sporgi denuncia alla Polizia postale conservando tutte le conversazioni e le ricevute, e avvisa il notaio il cui nome è stato usato, perché anche lui è parte lesa e la sua denuncia aiuta le indagini. Prima si agisce, più alte sono le possibilità di bloccare le somme.

Fonti per verificare

Approfondimenti sul sito: Visure ipotecarie ventennali · Perché il notaio non sta dalla tua parte · Documenti da portare in Studio · Strumenti notarili: importi fissi 2026 · Domande frequenti · Glossario.

Contenuto elaborato con il supporto dell’intelligenza artificiale e verificato dal notaio.


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Marco Fiorentino, notaio in Napoli, iscritto nel Ruolo dei Distretti Notarili Riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola. Partita IVA 00362508889. Scheda del Consiglio Nazionale del Notariato. Gli atti si firmano nello Studio a Napoli.

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