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Successione ereditaria: la guida completa

Chi eredita e in che quote, che cosa può fare un testamento e che cosa no, come si accetta (o si rinuncia), la dichiarazione entro dodici mesi con l’autoliquidazione, le imposte con le franchigie del 2026 e la divisione fra eredi. Con un calcolatore dentro la pagina e l’esempio di una casa napoletana con rendita 600 euro.

Pubblicato l’11 marzo 2026 · Aggiornato il 15 settembre 2026 · Tempo di lettura: circa 16 minuti · Tutte le guide lunghe

Marco Fiorentino, notaio in Napoli

Marco Fiorentino, notaio in Napoli (Collegio Notarile di Napoli) dal 2011

Verificato dal notaio il 15 settembre 2026 · Viale Antonio Gramsci 19, 80122 Napoli

Chi sono · Pubblicazioni

Che cosa succede, in ordine, quando muore una persona?

Nei giorni del lutto nessuno ha voglia di pensare a moduli e scadenze, ed è giusto così. Ma qualche passaggio ha un termine, e saperlo in anticipo evita sanzioni e litigi. Questa è la sequenza reale, quella che in Studio ripetiamo ogni settimana.

QuandoChe cosaChi lo fa
Entro 24 oreCertificato di morte e dichiarazione all’ufficiale di stato civileFamiliari e impresa funebre
Subito dopoRicerca del testamento: Registro generale dei testamenti, Archivio notarile, cassetta di sicurezzaEredi, con il notaio
Se c’è un testamento olografoPubblicazione per atto notarileIl notaio
Nelle prime settimaneRicostruzione dell’asse: immobili, conti, titoli, quote societarie, debitiEredi e notaio
Entro 12 mesi dalla morteDichiarazione di successione e domanda di volture catastaliEredi, di solito tramite notaio
ContestualeAutoliquidazione e versamento delle imposteEredi
Entro 10 anniAccettazione dell’eredità (espressa o tacita) e sua trascrizioneEredi, con il notaio
Quando si vuoleDivisione fra gli erediNotaio (o giudice, se non c’è accordo)

Se preferisci partire da un modulo guidato, la procedura in sette passaggi che ricalca il modello dell’Agenzia delle Entrate è in Successione online: tu inserisci i dati, il notaio li verifica e li trasmette. La versione breve, in pagina di servizio, è Notaio a Napoli per la successione.

Chi eredita se non c’è testamento?

Senza testamento si applica la successione legittima (artt. 565 e seguenti del codice civile). Non eredita lo Stato, come si sente dire: lo Stato arriva solo quando non esiste nessun parente entro il sesto grado (art. 586). Ecco le combinazioni più frequenti.

Chi restaQuoteNorma
Coniuge e un figlioMetà al coniuge, metà al figlioart. 581
Coniuge e due o più figliUn terzo al coniuge, due terzi ai figli in parti ugualiart. 581
Solo figliParti uguali fra loroart. 566
Coniuge e genitori o fratelliDue terzi al coniuge, un terzo agli altri (ai genitori almeno metà di quel terzo)art. 582
Solo coniugeTuttoart. 583
Genitori e fratelliParti uguali, ma ai genitori non meno della metàart. 571
Fratelli germani e unilateraliAgli unilaterali metà della quota dei germaniart. 570
Nipoti di un figlio premortoSubentrano nella quota del genitore, per rappresentazioneartt. 467-469

Al coniuge superstite spetta comunque, oltre alla quota, il diritto di abitazione sulla casa familiare e di uso dei mobili che la arredano (art. 540, comma 2). È un diritto che pesa sul valore, e che va calcolato: lo si fa con i coefficienti dell’usufrutto. Per fare i conti sul tuo caso ci sono lo strumento Chi eredita e quanto e quello sull’usufrutto e nuda proprietà.

Che cos’è la legittima e perché limita il testamento?

La legittima (o «riserva») è la quota di patrimonio che la legge riserva ad alcuni familiari strettissimi: coniuge, figli e, in mancanza di figli, i genitori. Su quella quota il testamento non può incidere. Quello che resta si chiama quota disponibile e di quella puoi fare ciò che vuoi: lasciarla a un amico, a un ente, a un solo figlio.

SituazioneRiservatoDisponibileNorma
Un figlio, senza coniuge1/2 al figlio1/2art. 537
Due o più figli, senza coniuge2/3 ai figli1/3art. 537
Coniuge e un figlio1/3 + 1/31/3art. 542, c. 1
Coniuge e due o più figli1/4 al coniuge, 1/2 ai figli1/4art. 542, c. 2
Solo coniuge1/21/2art. 540
Coniuge e ascendenti1/2 + 1/41/4art. 544
Solo ascendenti1/32/3art. 538

La quota si calcola su una massa fittizia: quello che c’è alla morte, meno i debiti, più tutte le donazioni fatte in vita (art. 556, riunione fittizia). È il punto che sorprende quasi tutti: una casa donata a un figlio vent’anni fa rientra nel conto. Se la legittima è lesa, il legittimario può agire in riduzione, e il legittimario non può rinunciare finché il donante è in vita (art. 557). Lo strumento per vedere i numeri è Legittima e quota disponibile.

Testamento olografo o testamento pubblico: quale conviene?

Sono entrambi validi, hanno costi e rischi molto diversi.

Olografo (art. 602)Pubblico (art. 603)
Come si faScritto a mano, datato e firmato dal testatoreDettato al notaio davanti a due testimoni
Costo inizialeZeroOnorario del notaio e imposte
Dove finisceDove lo metti tu: può sparire o essere distruttoNegli atti del notaio, iscritto al Registro generale dei testamenti
Rischio di nullitàAlto: manca la data, è scritto al computer, lo scrive un altroMolto basso: la forma la controlla il notaio
Dopo la morteVa pubblicato per atto notarileVa pubblicato dal notaio che lo conserva
ContestazioniPiù frequenti (autenticità della grafia, capacità)Rare

Il consiglio pratico: l’olografo va benissimo per situazioni semplici e patrimoni lineari, purché sia scritto tutto a mano, datato e firmato, e purché qualcuno sappia dov’è. Il pubblico conviene quando ci sono figli di matrimoni diversi, aziende, immobili all’estero, un erede fragile, un lascito solidale o quando temi contestazioni. Il quadro completo è in Testamento dal notaio a Napoli e nella guida su successioni e testamenti.

Accettare o rinunciare: che cosa stai scegliendo davvero?

L’eredità non entra nel tuo patrimonio da sola: ci vuole l’accettazione, che si può fare entro dieci anni dall’apertura della successione (art. 480). Accettare significa prendersi anche i debiti, che si confondono con i tuoi.

  • Accettazione espressa. Una dichiarazione in atto pubblico o scrittura privata autenticata.
  • Accettazione tacita. Un comportamento che presuppone la volontà di accettare: vendere un bene ereditario, incassare un credito, pagare un debito con denaro dell’eredità, fare la voltura catastale in certi casi.
  • Rinuncia. Si fa solo con dichiarazione davanti al notaio o al cancelliere del tribunale, ricevuta e inserita nel registro delle successioni (art. 519). Non si può rinunciare «in parte», né a termine.

La rinuncia è revocabile finché il diritto non è prescritto e nessun altro ha accettato (art. 525). Attenzione a due cose: chi rinuncia non è più erede ma resta obbligato per la dichiarazione di successione se già presentata, e la quota di chi rinuncia va agli altri chiamati, non ai suoi figli, salvo il caso della rappresentazione.

Che cos’è il beneficio d’inventario e quando serve?

È il modo di accettare tenendo separato il patrimonio del defunto dal tuo: dei debiti ereditari rispondi solo entro il valore di quello che hai ricevuto (art. 490). Serve quando i debiti sono incerti, quando il defunto era imprenditore, quando ci sono garanzie prestate a terzi o cause in corso.

È obbligatorio, e senza alternative, per i minori, gli interdetti e gli inabilitati (artt. 471-472), e per le persone giuridiche e gli enti. I termini sono stretti e vanno rispettati alla lettera: se sei nel possesso dei beni, tre mesi per l’inventario e quaranta giorni per decidere; se non lo sei, dieci anni per accettare ma tre mesi dalla dichiarazione per l’inventario. Un errore sui termini fa perdere il beneficio e ti rende erede puro e semplice.

La dichiarazione di successione: chi la fa, quando, come

È un adempimento fiscale, non un atto di accettazione. Va presentata entro dodici mesi dalla data di apertura della successione, in via telematica, con il modello «Dichiarazione di successione e domanda di volture catastali». La presenta uno qualsiasi dei chiamati: la dichiarazione presentata da uno vale per tutti.

Non è dovuta in un solo caso, e conviene conoscerlo: quando l’eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta, l’attivo non supera 100.000 euro e non comprende immobili o diritti reali immobiliari (art. 28, comma 7, d.lgs. 346/1990). Basta un box auto a far scattare l’obbligo.

La novità grossa riguarda le successioni aperte dal 1º gennaio 2025: con il d.lgs. 139/2024 l’imposta di successione è passata all’autoliquidazione. Prima il conto lo faceva l’ufficio e mandava l’avviso; ora lo fa il contribuente, calcola e versa. È più rapido ma sposta la responsabilità del calcolo su chi dichiara: sbagliare aliquota o franchigia oggi significa sanzione. Imposte ipotecaria, catastale, bollo e tributi speciali si versavano già in autoliquidazione prima della presentazione.

Documenti che servono: certificato di morte, stato di famiglia storico, codici fiscali di tutti, visure catastali, atti di provenienza di ogni immobile, saldi bancari alla data del decesso, eventuale testamento pubblicato, dichiarazioni sui debiti deducibili e sulle spese funerarie. La lista ordinata è in Documenti da portare in Studio; molti si scaricano da soli con SPID o CIE, come spieghiamo in Tutto quello che puoi chiedere online.

Quanto si paga su questa successione

Inserisci il valore della quota di un erede e il rapporto di parentela: il calcolo applica franchigia, aliquota e imposte sugli immobili. Stesse formule dello strumento completo, tutto dentro il tuo browser.

Totale imposte per questo erede

Stima indicativa aggiornata a settembre 2026, calcolata dentro il tuo browser: nessun dato viene inviato a nessuno. Non sostituisce il preventivo scritto dello Studio, che è gratuito e senza impegno. L’onorario del notaio è libero (tariffe abrogate dal d.l. 223/2006, conv. L. 248/2006); i parametri del D.M. 140/2012 servono solo come riferimento per la stima; resta ferma la disciplina dell’equo compenso (L. 49/2023) nei rapporti con banche, assicurazioni e grandi imprese. Le imposte sono calcolate sulle norme. Tutti i 51 strumenti notarili.

Quanto si paga di imposta di successione? Franchigie e aliquote

L’imposta si calcola sul valore netto della quota di ciascun erede, e ogni erede ha la sua franchigia. Le aliquote e le franchigie sono quelle dell’art. 2, commi 47-49, del d.l. 262/2006, convertito nella legge 286/2006, su cui si innesta il d.lgs. 346/1990.

Chi ereditaFranchigiaAliquota sull’eccedenza
Coniuge e parenti in linea retta (figli, genitori, nipoti in linea retta)1.000.000 € a testa4%
Fratelli e sorelle100.000 € a testa6%
Altri parenti fino al 4º grado, affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al 3ºnessuna6%
Tutti gli altrinessuna8%
Erede con disabilità grave (legge 104/1992, art. 3, comma 3)1.500.000 €aliquota del suo grado

L’esempio napoletano. Il signor R. muore lasciando la moglie e due figli. Nell’asse: l’appartamento a Napoli con rendita catastale 600 euro (valore catastale 600 × 1,05 × 120 = 75.600 euro) e 40.000 euro sul conto. Attivo: 115.600 euro. Debiti e spese funerarie deducibili: 3.000 euro. Asse netto: 112.600 euro.

EredeQuotaValoreFranchigiaImposta di successione
Moglie1/337.533,33 €1.000.000 €0,00 €
Primo figlio1/337.533,33 €1.000.000 €0,00 €
Secondo figlio1/337.533,33 €1.000.000 €0,00 €
Totale imposta di successione0,00 €

Zero. È il risultato più comune in Italia, e spiega perché la frase «bisogna pagare le tasse di successione» quasi sempre non descrive la realtà delle famiglie. Quello che si paga, e che vediamo subito, sono le imposte legate all’immobile.

Cambiamo i protagonisti: se lo stesso patrimonio da 112.600 euro andasse a un fratello, la franchigia sarebbe 100.000 euro e l’imposta 6% su 12.600 = 756 euro. Se andasse a un nipote ex fratello (parente di terzo grado), niente franchigia: 6% su 112.600 = 6.756 euro. A un estraneo: 8% su 112.600 = 9.008 euro. La differenza fra le tre righe è la ragione per cui vale la pena pensare al testamento per tempo.

E gli immobili? Ipotecaria, catastale e prima casa

Le imposte ipotecaria e catastale si pagano sempre quando nell’asse ci sono immobili, anche quando l’imposta di successione è zero. Si calcolano sul valore catastale: 2% l’ipotecaria, 1% la catastale, con un minimo di 200 euro ciascuna (d.lgs. 347/1990).

VoceSenza prima casaCon prima casa di un erede
Valore catastale dell’appartamento (rendita 600 €)75.600,00 €69.300,00 €
Imposta ipotecaria1.512,00 €200,00 €
Imposta catastale756,00 €200,00 €
Imposta di bollo (85 € per conservatoria)85,00 €85,00 €
Tassa ipotecaria (90 € per conservatoria)90,00 €90,00 €
Totale2.443,00 €575,00 €

L’agevolazione prima casa in successione (art. 69, comma 3, legge 342/2000) basta che sia chiesta da uno solo degli eredi con i requisiti, e vale per l’intero immobile. È uno degli sconti più pesanti e più spesso dimenticati: in questo esempio fa risparmiare 1.868 euro. Va però valutata bene, perché «consuma» il beneficio per quell’erede. Tutte le agevolazioni, con la norma e i documenti, sono in Le agevolazioni fiscali negli atti notarili.

Fai i conti sul tuo caso. Gli stessi calcoli, con più variabili, negli strumenti dello Studio:

Imposta di successione · Chi eredita e quanto · Legittima e disponibile · Divisione fra eredi · Valore catastale · Scadenze della successione

L’onorario del notaio è libero: le tariffe sono state abrogate dal d.l. 223/2006, convertito nella legge 248/2006; i parametri del D.M. 140/2012 servono solo come riferimento per la stima; resta ferma la disciplina dell’equo compenso (legge 49/2023) nei rapporti con banche, assicurazioni e grandi imprese. Le imposte sono calcolate sulle norme. Le stime qui pubblicate sono indicative e aggiornate a settembre 2026: il preventivo scritto, gratuito e senza impegno, lo dà lo Studio.

Scarica la checklist della successione

Una pagina sola con i documenti da raccogliere, chi li rilascia e in che ordine chiederli: certificati, visure, saldi bancari alla data del decesso, atti di provenienza. È la stessa che usiamo in Studio. Gratuita, senza lasciare nessun dato.

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Perché dopo la dichiarazione non puoi ancora vendere

È il fraintendimento più costoso di tutta la materia. La dichiarazione di successione è un adempimento fiscale: serve a pagare le imposte e a fare le volture catastali. Non trasferisce la proprietà nei registri immobiliari e non prova che tu sia erede.

Per vendere, ipotecare o donare un immobile ereditato serve che l’acquisto a causa di morte risulti trascritto nei registri immobiliari (art. 2648 del codice civile). Se non c’è un’accettazione espressa, si fa constatare l’accettazione tacita con un atto notarile che si trascrive. Senza questo passaggio, la continuità delle trascrizioni si interrompe e nessuna banca finanzia l’acquirente.

Capita spessissimo di scoprirlo vent’anni dopo, quando si vuole vendere la casa dei nonni e si scopre che nessuno ha mai accettato. Si risolve, ma servono tempo e documenti: meglio farlo subito, insieme alla dichiarazione. Ne parliamo in Notaio a Napoli per la successione e nei casi concreti.

Dividere l’eredità: la divisione e i conguagli

Finché non si divide, gli eredi sono comproprietari di tutto: nessuno può vendere la propria stanza, e per vendere la casa servono tutte le firme. La divisione scioglie la comunione e assegna a ciascuno beni determinati. Si può fare con un atto notarile se c’è accordo, oppure davanti al giudice se non c’è.

Fiscalmente la divisione è trattata con favore: si sconta l’imposta di registro dell’1% quando a ciascuno tocca esattamente la sua quota. Ma se un condividente prende più della sua quota e paga la differenza in denaro, su quell’eccedenza (il conguaglio) si applica la tassazione dei trasferimenti: come una vendita. È il punto su cui si fanno più errori, e lo spieghiamo per esteso in Dividere una casa ereditata. Per i conti c’è il calcolatore della divisione ereditaria.

Un’alternativa che in Studio proponiamo spesso quando la casa è una sola e gli eredi sono tre: l’assegnazione a uno con conguaglio agli altri, oppure la vendita congiunta con riparto del ricavato. Il calcolo di chi prende cosa si fa prima, non dopo, e si mette per iscritto.

Conti correnti, titoli, auto e polizze: che cosa si sblocca e come

Alla notizia del decesso la banca blocca i conti intestati al defunto e le cassette di sicurezza. Per sbloccarli servono la dichiarazione di successione (o la prova che non era dovuta), i documenti degli eredi e, spesso, un atto notorio o una dichiarazione sostitutiva. I conti cointestati con firma disgiunta restano operativi per la quota del cointestatario, ma le banche applicano prassi diverse: conviene chiedere per iscritto.

BeneEntra nella successione?Che cosa serve
Conto corrente e titoliSì, per la quota del defuntoDichiarazione, documenti degli eredi, a volte atto notorio
Cassetta di sicurezzaSì, contenuto da inventariareApertura con funzionario dell’Agenzia o notaio
Polizza vita (capitale ai beneficiari)No (art. 1920 c.c.)Richiesta diretta alla compagnia
TFR e ratei di pensioneNo: seguono regole proprieDomanda a datore di lavoro o INPS
Auto e motoPassaggio al PRA entro 60 giorni dall’accettazione
Quote di srl e aziendeValutazione, eventuale clausola statutaria, deposito al Registro imprese
Debiti del defuntoSì, si trasmettono agli erediValutare il beneficio d’inventario

Se nell’eredità ci sono quote societarie o un’azienda, la partita si complica e si intreccia con il passaggio generazionale: il quadro sta nell’approfondimento su società e impresa e nella guida per chi fa impresa.

Se un erede è all’estero, è minorenne o non si trova

Tre situazioni frequentissime, tutte risolvibili.

  • Erede all’estero. Può firmare per procura speciale, autenticata da un notaio locale con apostille (Convenzione dell’Aja del 1961) oppure dal consolato italiano. I tempi sono la vera variabile: da due settimane a due mesi. Tutto spiegato in Firmare dall’estero.
  • Erede minorenne o sotto amministrazione di sostegno. L’accettazione deve essere con beneficio d’inventario e serve l’autorizzazione. Dalla riforma Cartabia, in vigore dal 28 febbraio 2023, molte autorizzazioni di volontaria giurisdizione può rilasciarle il notaio che roga l’atto: settimane invece di mesi.
  • Erede irreperibile. Si può chiedere al tribunale la nomina di un curatore dell’eredità giacente, oppure fissare un termine per accettare (actio interrogatoria, art. 481 del codice civile).

Se l’eredità ha elementi internazionali — defunto residente all’estero, beni in più Paesi, eredi stranieri — entra in gioco il regolamento UE 650/2012 e il certificato successorio europeo. È una materia dove conviene chiedere prima: una scelta di legge fatta per tempo può semplificare moltissimo.

Vuoi sapere quanto costa la tua successione?

Dicci chi sono gli eredi, che cosa c’è nell’asse e se qualcuno può chiedere la prima casa. Ti rimandiamo la stima delle imposte e la lista dei documenti nel tuo caso, con un preventivo scritto voce per voce. Gratuito e senza impegno, risposta entro un giorno lavorativo, nessuna telefonata commerciale.

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Quando NON puoi (e che cosa si fa invece)

Le domande che ci arrivano più spesso cominciano quasi tutte allo stesso modo. Ecco che cosa è davvero impossibile, e che cosa invece si può fare a certe condizioni.

SituazioneSi può fare?Che cosa si fa invece
Diseredare completamente un figlioNoSi può disporre solo della quota disponibile; il resto è riservato per legge
Fare un patto sulla propria futura ereditàNo: nullo (art. 458 c.c.)Patto di famiglia per l’azienda, donazioni, testamento
Rinunciare alla legittima mentre il genitore è vivoNo (art. 557 c.c.)Se ne riparla dopo l’apertura della successione
Testamento scritto al computer e firmatoNo: nulloOlografo tutto a mano, datato e firmato, oppure testamento pubblico
Testamento fatto da due coniugi insiemeNo: nullo (art. 589 c.c.)Due testamenti separati
Vendere la casa ereditata con la sola dichiarazioneNoAccettazione (anche tacita) trascritta nei registri immobiliari
Rinunciare solo a una parte dell’ereditàNoSi accetta tutto o si rinuncia a tutto; poi si può dividere
Accettare senza pagare i debiti del defuntoNo, non con l’accettazione puraAccettazione con beneficio d’inventario, nei termini
Presentare la dichiarazione oltre i dodici mesi, ma con sanzioneRavvedimento operoso: la sanzione si riduce molto se si fa presto
Fare la successione se c’è un erede che non collaboraLa dichiarazione presentata da uno vale per tutti
Chiedere la prima casa in successione se un erede ce l’ha già, se almeno un altro erede ha i requisitiBasta un solo erede con i requisiti, e vale per tutto l’immobile
Saltare l’imposta donando tutto poco prima di morireNoLe donazioni rientrano nella riunione fittizia e nel coacervo

Sui luoghi comuni più duri a morire («senza testamento eredita lo Stato», «il testamento si può fare in videochiamata») c’è Vero o falso? 20 luoghi comuni sul notaio. Per ricalcolare una sanzione da ritardo, lo strumento sul ravvedimento.

Domande frequenti

Entro quanto tempo va fatta la dichiarazione di successione?

Entro dodici mesi dalla data di apertura della successione, cioè dalla morte. La presenta uno qualsiasi dei chiamati e vale per tutti. Non è dovuta solo quando l’eredità va al coniuge e ai parenti in linea retta, l’attivo non supera 100.000 euro e non comprende immobili. Oltre il termine si può comunque presentare con ravvedimento operoso: la sanzione si riduce molto se si agisce presto.

Quanto si paga di imposta di successione fra genitori e figli?

Nella grande maggioranza dei casi niente: la franchigia è di 1.000.000 di euro per ciascun erede e l’aliquota sull’eccedenza è del 4%. Restano però dovute, quando ci sono immobili, l’imposta ipotecaria (2%) e quella catastale (1%) sul valore catastale, con un minimo di 200 euro ciascuna, più bollo e tassa ipotecaria. Se un erede chiede la prima casa, ipotecaria e catastale scendono a 200 euro fisse ciascuna.

Ho fatto la dichiarazione di successione: posso vendere la casa?

Non ancora. La dichiarazione è un adempimento fiscale e non trasferisce la proprietà nei registri immobiliari. Per vendere o ipotecare serve che l’acquisto a causa di morte sia trascritto (art. 2648 del codice civile): se non c’è un’accettazione espressa, si fa constatare l’accettazione tacita con un atto notarile che poi si trascrive. È il passaggio più spesso dimenticato e blocca le vendite anche vent’anni dopo.

Posso rinunciare all’eredità se ci sono solo debiti?

Sì. La rinuncia si fa con dichiarazione davanti al notaio o al cancelliere del tribunale e va inserita nel registro delle successioni. Non si può rinunciare in parte né a termine. In alternativa, se i debiti sono incerti, si può accettare con beneficio d’inventario: si risponde solo entro il valore di quello che si riceve. Per i minori e per le persone sotto tutela il beneficio d’inventario è obbligatorio.

Che cosa è cambiato con l’autoliquidazione dal 2025?

Per le successioni aperte dal 1º gennaio 2025, con il d.lgs. 139/2024, l’imposta di successione non viene più liquidata dall’ufficio: la calcola e la versa il contribuente al momento della dichiarazione. È più rapido, ma la responsabilità del calcolo è di chi dichiara: un errore su franchigia o aliquota produce una sanzione. Le imposte ipotecaria, catastale, di bollo e i tributi speciali erano già in autoliquidazione.

Un testamento può escludere del tutto un figlio?

No. Al coniuge, ai figli e, in mancanza di figli, ai genitori la legge riserva una quota che il testamento non può toccare. Si può disporre liberamente solo della quota disponibile: un quarto con coniuge e due o più figli, un terzo con due o più figli senza coniuge, e così via. Se la legittima viene lesa, il legittimario può agire in riduzione; e non può rinunciarvi finché il donante o testatore è in vita.

Fonti per verificare

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