Pubblicato il 17 ottobre 2026Aggiornato il 18 ottobre 20263 minuti di lettura

In breve

  • Il coniuge e la parte di un’unione civile pagano il 4% sull’eredità, ma solo sopra un milione di euro per ciascun erede.
  • Il convivente di fatto paga l’8% su tutto quello che riceve, senza franchigia.
  • Le stesse aliquote valgono anche per le donazioni.
  • Il testamento stabilisce chi riceve. Non cambia l’aliquota.

Due coppie vivono insieme da vent’anni. Una è sposata, l’altra no. Quando uno dei due muore e lascia una casa da trecentomila euro al partner, la differenza non è solo di diritti: è anche di imposte. Ecco come funziona, in modo semplice.

Quanto paga chi eredita?

L’imposta di successione dipende dal rapporto con la persona che muore. La legge prevede quattro fasce principali:

La franchigia è la parte di valore su cui non si paga nulla. Per il convivente non esiste: l’8% si applica dal primo euro.

Perché l’unito civile è trattato come un coniuge?

La legge 76/2016 ha equiparato la parte dell’unione civile al coniuge in quasi tutte le norme che parlano di coniuge. Anche in materia di successioni e donazioni vale quindi il regime del coniuge. Il convivente di fatto, invece, per il fisco è un estraneo: la legge sulle convivenze gli riconosce alcuni diritti, ma non gli dà questa equiparazione.

Un esempio con i numeri

Caso inventato. Luca e Lucia vivono insieme da vent’anni. Luca muore e lascia a Lucia, con testamento, una casa che vale trecentomila euro.

Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai). Per gli immobili si aggiungono poi le imposte ipotecaria e catastale, che si calcolano a parte.

Esiste una franchigia più alta?

Sì, in un caso. Se chi riceve ha un handicap riconosciuto grave ai sensi della legge 104/1992, la franchigia sale a un milione e mezzo di euro, qualunque sia il rapporto con chi lascia. Questo vale anche per il convivente.

E se il partner non è obbligato per legge a ricevere nulla?

Il convivente non è erede legittimo: senza testamento non riceve nulla dalla successione. Il testamento può dargli solo la quota disponibile, perché una parte del patrimonio resta ai figli e agli altri legittimari. Ne parliamo nell’articolo Eredità e convivente: perché serve il testamento.

Valgono le stesse regole per le donazioni?

Sì. Le aliquote e le franchigie delle donazioni sono quelle della successione. Se un convivente dona una somma o un immobile al partner, quest’ultimo paga l’8% sul valore ricevuto. Prima di decidere conviene leggere Donazioni tra conviventi e regali di valore.

Che cosa può fare il notaio?

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Fonti per verificare


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Marco Fiorentino, notaio in Napoli, iscritto nel Ruolo dei Distretti Notarili Riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola. Partita IVA 00362508889. Scheda del Consiglio Nazionale del Notariato. Gli atti si firmano nello Studio a Napoli.

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