Pubblicato il 18 ottobre 2026Aggiornato il 24 ottobre 20264 minuti di lettura

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Guida rapida su Lettera dell’Agenzia per abuso del diritto: che cosa fare nei 60 giorni: In questa pagina trova i riferimenti di legge, i documenti necessari e le tutele operative per «Capire prima di firmare». Per ricevere senza impegno un preventivo di massima scritto suddiviso nelle 3 voci ex art. 147 L. Notarile, può utilizzare il calcolatore rapido dello Studio.

In breve: se l’Agenzia delle Entrate ritiene che un’operazione sia un abuso del diritto, prima di chiedere le imposte deve mandare una richiesta di chiarimenti. Lei ha sessanta giorni per rispondere. È il momento più importante: una risposta precisa, con i documenti giusti, può chiudere la questione prima che arrivi l’avviso.

La lettera arriva di solito a distanza di anni da un atto: una donazione, una divisione, una riorganizzazione della società di famiglia. Fa paura, ma non è ancora una condanna. È una domanda, e la legge le dà il tempo per rispondere.

Che cos’è la richiesta di chiarimenti

La regola sta nell’art. 10-bis dello Statuto dei diritti del contribuente (legge 27 luglio 2000, n. 212). Prima dell’avviso, l’Agenzia deve notificarle una richiesta di chiarimenti. Nella richiesta deve spiegare perché ritiene che ci sia un abuso.

Se l’Agenzia salta questo passaggio, l’avviso è nullo. Lo dice il comma 6.

Che cosa fare nei sessanta giorni

  1. Legga la lettera con attenzione. Segni la data di notifica e il giorno in cui scadono i sessanta giorni.
  2. Raccolga gli atti. L’atto contestato, quelli collegati, le visure, le dichiarazioni dei redditi degli anni interessati.
  3. Ricostruisca le ragioni vere dell’operazione. Perché l’avete fatta? Per organizzare la famiglia, per proteggere chi resta in casa, per far continuare l’impresa? Servono documenti: lettere, verbali, piani, contratti.
  4. Si faccia assistere. Il commercialista o l’avvocato tributarista scrivono la risposta. Il notaio che ha ricevuto l’atto può spiegare il contesto e fornire le copie.
  5. Risponda per iscritto, entro il termine. Conservi la prova dell’invio.

Chi deve dimostrare che cosa

Il comma 9 divide le prove in due parti:

Per questo i documenti contano più delle spiegazioni. Una ragione vera, ma senza carte, pesa poco.

Se arriva comunque l’avviso

Che cosa si rischia

Se l’abuso viene confermato, si pagano le imposte risparmiate, con interessi e sanzioni amministrative. Non è un reato: lo dice il comma 13. Diverso è il caso di dichiarazioni false nell’atto, che hanno conseguenze più gravi.

Come evitarlo prima

Il modo migliore per non ricevere la lettera è pensarci prima della firma:

Ne parliamo nella guida su le scelte lecite per pagare meno imposte.

Un esempio

Marco ha conferito le quote della società di famiglia in una holding. Poi ha donato ai figli Luca e Lucia la nuda proprietà delle quote della holding. Anni dopo arriva una richiesta di chiarimenti. Marco porta lo statuto con le regole per decidere insieme, i verbali delle riunioni e il piano per il futuro dell’impresa. Sono le prove che l’operazione aveva uno scopo vero, oltre al risparmio.

Un caso simile è stato esaminato dall’Agenzia nella risposta n. 42 del 2026, che ha escluso l’abuso.

Nomi e dati sono inventati.

Domande frequenti

Se non rispondo alla richiesta di chiarimenti, che cosa succede?

L’Agenzia può emettere l’avviso senza conoscere le sue ragioni. Perde l’occasione migliore per chiudere la questione presto.

Il notaio può rispondere per me?

No. La risposta la scrive lei, con il suo commercialista o avvocato. Il notaio può fornire le copie degli atti e spiegare come sono stati costruiti.

Posso pagare subito per chiudere?

Prima di pagare conviene capire se la contestazione è fondata. Il commercialista le dice quali strade di definizione esistono e quanto costano.

Per commercialisti e avvocati c’è l’approfondimento sulle risposte dell’Agenzia del 2026 in materia di abuso.

Fonti: art. 10-bis della legge 27 luglio 2000, n. 212 (normattiva.it) · art. 10-quater della stessa legge (normattiva.it) · art. 6 del decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218 (normattiva.it) · Agenzia delle Entrate, risposta n. 42/2026 (agenziaentrate.gov.it).

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Il contenuto ha finalità informativa: non è un parere e non sostituisce l’esame del caso concreto.


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Marco Fiorentino, notaio in Napoli, iscritto nel Ruolo dei Distretti Notarili Riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola. Partita IVA 00362508889. Scheda del Consiglio Nazionale del Notariato. Gli atti si firmano nello Studio a Napoli.

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