Pubblicato il 13 ottobre 2026Aggiornato il 23 ottobre 20262 minuti di lettura
In breve
- L’unione civile si scioglie senza separazione.
- Dopo la dichiarazione in Comune devono passare almeno tre mesi.
- Gli accordi sulla casa richiedono l’atto pubblico dal notaio.
L’unione civile può finire. La legge 76/2016 ha scelto una strada più breve di quella del matrimonio: non c’è la separazione. Resta da sistemare la parte più delicata, cioè casa e beni.
Le tre strade
- L’accordo davanti all’ufficiale di stato civile, se non ci sono figli minori o altre condizioni particolari.
- La negoziazione assistita, con gli avvocati di entrambi.
- Il ricorso al tribunale, se non c’è accordo.
In ogni caso una parte, anche da sola, manifesta la volontà di sciogliere l’unione davanti all’ufficiale di stato civile. Poi devono passare almeno tre mesi prima di chiedere lo scioglimento.
La casa
Se la casa è in comunione, ognuno ne ha una metà. Le parti possono venderla, oppure una compra la quota dell’altra. Quest’ultimo passaggio si fa con un atto notarile e può comprendere il mutuo e il conguaglio in denaro. Se la casa era di uno solo, l’altro non ha diritto di restarvi dopo lo scioglimento, salvo accordi diversi.
Quando serve il notaio
Gli accordi fra le parti che trasferiscono immobili devono avere la forma dell’atto pubblico. Lo stesso vale per lo scioglimento della comunione legale o del fondo patrimoniale. Ne parli con il notaio prima di firmare qualsiasi accordo sulla casa. Un passaggio sbagliato può costare in imposte o lasciare il mutuo intestato a chi non abita più lì. Per i trasferimenti dentro una negoziazione assistita veda quando serve il notaio.
Fonti ufficiali: legge 20 maggio 2016, n. 76, commi 24-26; relazione Calvigioni, Cassazione, 20 maggio 2026.
Pagina dello Studio Notarile Marco Fiorentino, notaio a Napoli: notaio dal 2011, dal 2026 a Napoli; avvocato dal 2003.
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