Pubblicato il 19 ottobre 2026Aggiornato il 24 ottobre 20266 minuti di lettura

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Guida rapida su Testamento: come si fa, dove si conserva e quando si pubblica: In questa pagina trova i riferimenti di legge, i documenti necessari e le tutele operative per «Capire prima di firmare». Per ricevere senza impegno un preventivo di massima scritto suddiviso nelle 3 voci ex art. 147 L. Notarile, può utilizzare il calcolatore rapido dello Studio.

In breve: le forme di testamento sono tre. L’olografo si scrive a mano, si data e si firma: non costa nulla, ma è quello che si perde, si contesta e si trova quando è troppo tardi. Il pubblico si fa davanti al notaio con due testimoni: il notaio lo conserva, lo iscrive nel Registro generale dei testamenti e dopo la morte lo ritrova chiunque. Il segreto sta in mezzo. Un testamento fatto a Napoli vale per i beni ovunque si trovino, anche a Bologna.

Le tre forme

Tre forme, tre livelli di sicurezzaOlografoa mano, datato, firmatoPubbliconotaio e due testimoniSegretobusta sigillata dal notaio

Dove finisce il foglio

Il testamento olografo può restare in un cassetto: è esattamente il problema. Si può depositarlo dal notaio, che lo conserva e, nel deposito formale, ne cura l’iscrizione nel Registro generale dei testamenti, tenuto presso l’Ufficio centrale degli archivi notarili del Ministero della Giustizia. In quel registro finiscono i testamenti pubblici, i segreti e gli olografi depositati formalmente: dopo la morte chiunque vi abbia interesse può chiedere una ricerca e sapere se esiste un testamento e presso quale notaio.

È il motivo più pratico per non tenersi il foglio in casa: un testamento che nessuno trova è come se non esistesse.

Che cosa succede dopo la morte

Il testamento olografo o segreto va pubblicato: si porta al notaio, che redige un verbale alla presenza di due testimoni, con l’estratto dell’atto di morte (art. 620 c.c.). Da quel momento il testamento può essere eseguito: serve per la dichiarazione di successione, per la banca, per le volture. Il testamento pubblico non ha bisogno di pubblicazione: il notaio, dopo la morte, ne dà notizia agli eredi e ai legatari di cui conosce il domicilio.

Un esempio

Caso inventato, nomi e numeri di fantasia. La signora Marchetti vive a Bologna, in zona Murri. Ha due figli e un nipote, e possiede l’appartamento bolognese, una casa al mare in Campania ereditata dal marito e qualche risparmio. Vuole che la casa campana vada al figlio che ci passa le estati, l’appartamento all’altro figlio e 20.000 euro al nipote.

Sceglie il testamento pubblico. Viene in Studio a Napoli, dove segue già la pratica della casa al mare, con due testimoni. Il notaio verifica che le attribuzioni non ledano la legittima dei figli, spiega la differenza tra erede e legatario, e mette per iscritto le volontà con parole che non lasciano dubbi. Il testamento viene conservato dal notaio e iscritto nel Registro generale dei testamenti.

Il testamento riguarda beni in Emilia e in Campania: non fa differenza. Il limite della legge notarile riguarda il luogo in cui il notaio riceve l’atto, non il luogo dei beni (art. 27 legge 89/1913).

Le imposte, in breve

  • Fare testamento non costa imposte proporzionali: l’atto è soggetto a imposta di registro in misura fissa e all’imposta di bollo, oltre all’onorario notarile.
  • La pubblicazione dell’olografo o del segreto dopo la morte sconta anch’essa l’imposta di registro in misura fissa di 200 euro.
  • Le imposte vere arrivano dopo, con la successione: 4% per coniuge e parenti in linea retta oltre la franchigia di 1.000.000 di euro a testa; 6% per fratelli e sorelle oltre 100.000 euro; 6% per gli altri parenti fino al quarto grado; 8% per gli altri (Agenzia delle Entrate).
  • Sugli immobili caduti in successione: ipotecaria 2% e catastale 1%, con il minimo di 200 euro; in misura fissa con la prima casa.
  • Il lascito a un ente del Terzo settore non sconta imposta di successione.

Le imposte dipendono dal caso concreto: nel preventivo scritto le trova voce per voce.

Cosa fare in pratica

  1. Faccia l’elenco di quello che ha, ovunque si trovi, e di chi sono i Suoi legittimari: coniuge, figli, in mancanza di figli gli ascendenti.
  2. Scriva che cosa vuole che succeda, anche in modo grezzo: il notaio traduce in parole giuridiche.
  3. Se sceglie l’olografo, lo scriva tutto a mano, con data completa e firma, e non lo lasci in casa: lo depositi.
  4. Ricordi che il testamento si può sempre revocare o cambiare: vale l’ultimo, non il primo.
  5. Controlli ogni volta che cambia qualcosa di importante: una nascita, un matrimonio, una vendita, un trasferimento.
  6. Dica a qualcuno di fiducia che il testamento esiste e dove si trova.

Domande frequenti

Posso scrivere il testamento al computer?
No, se è olografo: deve essere scritto per intero a mano, datato e firmato dal testatore.

Come si sa se esiste un testamento?
Con una ricerca nel Registro generale dei testamenti, che raccoglie i testamenti pubblici, i segreti e gli olografi depositati formalmente.

Posso lasciare tutto a chi voglio?
No. Una quota è riservata per legge ai legittimari; sulla quota disponibile si è liberi.

Ho beni a Bologna: devo fare testamento a Bologna?
No. Il testamento si può ricevere a Napoli e vale per i beni ovunque si trovino.

Fonti

Veda anche: un testamento che lascia l’usufrutto al coniuge, il foglio trovato nel cassetto, il lascito solidale e il Glossario dello Studio.


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Il presente articolo ha finalità informativa. Non costituisce un parere e non sostituisce l’esame del caso concreto.


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Marco Fiorentino, notaio in Napoli, iscritto nel Ruolo dei Distretti Notarili Riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola. Partita IVA 00362508889. Scheda del Consiglio Nazionale del Notariato. Gli atti si firmano nello Studio a Napoli.

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