Pubblicato il 27 ottobre 20265 minuti di lettura
In breve: se nella stessa eredità ci sono una casa a Bologna e una in Campania, non si fanno due pratiche. Si presenta una sola dichiarazione di successione, telematica, entro dodici mesi dal decesso, che comprende tutti i beni ovunque si trovino. Da lì partono le volture, in ogni provincia interessata. Gli atti notarili che servono dopo, accettazione, divisione o vendita, possono essere ricevuti dal Notaio a Napoli, anche per l’immobile bolognese.
Una pratica sola, due province
La dichiarazione di successione riguarda l’intero patrimonio del defunto (D.Lgs. 346/1990): immobili, conti, titoli, quote di società. Si presenta all’Agenzia delle Entrate entro dodici mesi dalla data del decesso. La competenza dipende dall’ultima residenza del defunto, non dal luogo delle case.
Dalla stessa dichiarazione partono le volture catastali: quella sull’appartamento di Santo Stefano andrà al catasto di Bologna, quella sulla casa campana al catasto competente. Non serve una domanda separata per ciascuna provincia.
Quello che spesso sorprende è un altro punto: la voltura non basta per vendere. Per vendere serve che il passaggio risulti nei registri immobiliari del luogo, con la trascrizione dell’accettazione dell’eredità, espressa o tacita (art. 2648 c.c.). Formalità da fare due volte: a Bologna e in Campania.
La prima casa quando gli immobili sono due
Nelle successioni le imposte ipotecaria e catastale scendono alla misura fissa di 200 euro ciascuna quando almeno uno degli eredi ha i requisiti della prima casa su uno degli immobili. Non si può chiedere il beneficio su due case diverse nella stessa successione. Se un erede vive a Bologna e l’altro in Campania, conviene fare i conti prima e decidere insieme su quale immobile chiederlo: la scelta si fa in dichiarazione.
Un esempio
Caso inventato, nomi e numeri di fantasia. Muore il signor Ferrari, vedovo, ultima residenza a Bologna. Lascia due figli: Irene, che vive a Bologna in zona Santo Stefano, e Paolo, che vive a Salerno. Nell’eredità: l’appartamento bolognese (valore catastale 160.000 euro), la casa dei nonni in provincia di Avellino (40.000 euro) e 50.000 euro di risparmi. Totale 250.000 euro.
Ciascun figlio eredita 125.000 euro: sotto la franchigia di un milione prevista per i figli, quindi nessuna imposta di successione. Irene ha i requisiti della prima casa sull’appartamento di Bologna, dove già abita: ipotecaria e catastale su quell’immobile si pagano in misura fissa. Sulla casa irpina restano dovute nella misura proporzionale.
Dopo qualche mese decidono di dividere: l’appartamento di Bologna a Irene, la casa irpina e i risparmi a Paolo, con un conguaglio in denaro. Firmano a Napoli, dove Paolo arriva in un’ora e dove lo Studio segue già la famiglia; Irene firma per procura speciale rilasciata a Bologna. Si può, perché la legge limita il luogo in cui il notaio riceve l’atto, non il luogo dell’immobile (art. 27 legge 89/1913).
Le imposte, in breve
- Imposta di successione: 4% per coniuge e parenti in linea retta oltre la franchigia di 1.000.000 di euro a testa; 6% per fratelli e sorelle oltre 100.000 euro; 6% per gli altri parenti fino al quarto grado; 8% per gli altri soggetti. Franchigia di 1.500.000 euro per l’erede con disabilità grave (Agenzia delle Entrate).
- Sugli immobili: ipotecaria 2% e catastale 1% sul valore catastale, minimo 200 euro ciascuna.
- Con la prima casa su uno degli immobili: 200 euro di ipotecaria e 200 di catastale su quell’immobile.
- Divisione: imposta di registro dell’1% sul valore della massa; la parte eccedente la quota di diritto si tassa come vendita.
- Termine: dodici mesi dal decesso per la dichiarazione; le imposte ipotecaria e catastale si versano prima della presentazione.
Le imposte dipendono dal caso concreto: nel preventivo scritto le trovi voce per voce.
Cosa fare in pratica
- Fai l’elenco di tutti i beni, in Emilia, in Campania e altrove: la dichiarazione è una sola e deve comprenderli tutti.
- Verifica se c’è un testamento prima di muovere qualsiasi altro passo.
- Recupera visure, planimetrie e atti di provenienza di entrambi gli immobili: quello lontano è sempre il più lento.
- Decidete insieme, prima della dichiarazione, su quale casa chiedere la prima casa.
- Se avete in mente di vendere, chiedete subito come si trascrive l’accettazione dell’eredità nei due luoghi.
- Organizzate le firme: chi viene a Napoli e chi dà procura speciale.
Domande frequenti
Devo fare due dichiarazioni di successione, una per regione?
No. La dichiarazione è una sola e comprende tutti i beni del defunto, ovunque si trovino.
Posso chiedere la prima casa su tutte e due le case?
No. Il beneficio si chiede su un solo immobile nella stessa successione.
La voltura basta per vendere la casa di Bologna?
No. Serve anche la trascrizione dell’accettazione dell’eredità nei registri immobiliari di Bologna.
Posso firmare la divisione a Napoli?
Sì. Il notaio riceve l’atto nella regione della sua sede; gli immobili possono trovarsi in altre regioni.
Fonti
- D.Lgs. 346/1990, testo unico successioni e donazioni (Normattiva)
- Imposta di successione, aliquote e franchigie (Agenzia delle Entrate)
- Art. 2648 c.c., trascrizione dell’accettazione di eredità (Normattiva)
- Art. 27 legge 89/1913, legge notarile (Normattiva)
Vedi anche: l’accettazione espressa dell’eredità, divisione con conguaglio o permuta, una successione chiusa con eredi lontani e il Glossario dello Studio.
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Il presente articolo ha finalità informativa. Non costituisce un parere e non sostituisce l’esame del caso concreto.
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