Pubblicato il 27 ottobre 20266 minuti di lettura

Per anni si è dato per scontato che senza inventario non si potesse ottenere l’autorizzazione a vendere un bene ereditario appartenente a un minore. Molti uffici lo chiedevano come condizione preliminare, e molte famiglie hanno aspettato mesi prima di poter solo presentare la domanda. Quella convinzione non regge più: le Sezioni Unite della Cassazione e uno studio del Notariato hanno chiarito che l’inventario, pur restando obbligatorio, non è il presupposto dell’autorizzazione.

Il caso tipico: muore un nonno, lascia un appartamento, tra gli eredi c’è un bambino di otto anni. Anni dopo arriva un compratore. E i genitori chiedono: serve l’inventario prima di vendere, o si può chiedere subito l’autorizzazione?

In breve

Due obblighi che vanno tenuti distinti

Il primo riguarda la forma dell’accettazione: le eredità devolute ai minori e agli interdetti non si possono accettare se non col beneficio d’inventario (art. 471 c.c.). Non è un’opzione: chi accetta puramente si assume i debiti del defunto con tutto il proprio patrimonio, e a un bambino questa scelta non si può imporre.

Il secondo è l’inventario: l’elenco ufficiale di beni, conti, crediti e debiti, redatto dal cancelliere o da un notaio. Sui termini il codice è generoso con i minori ma non li esonera: l’art. 489 c.c. stabilisce che non decadono dal beneficio prima di un anno dalla maggiore età o dalla cessazione dell’incapacità. È una rete di sicurezza, non un permesso di rinviare.

La domanda è se il secondo obbligo condizioni l’autorizzazione a vendere. È qui che le cose sono cambiate.

Il punto su cui si discuteva

La tesi tradizionale

Il ragionamento era questo: il minore accetta necessariamente con beneficio d’inventario, quindi finché l’inventario non è formato la sua posizione non è definita e non si può autorizzare la vendita di beni di cui non si conosce la consistenza. Una ragione pratica la rendeva diffusa: l’inventario dà a chi autorizza la fotografia del patrimonio, e chiederlo sempre era il modo più comodo di non sbagliare. Il prezzo lo pagavano le famiglie, con pratiche identiche trattate diversamente da un ufficio all’altro.

Che cosa hanno detto le Sezioni Unite e il Notariato

Le Sezioni Unite della Cassazione, con la sentenza n. 31310 del 6 dicembre 2024, hanno stabilito che la dichiarazione di accettazione con beneficio d’inventario resa dal legale rappresentante, anche se non seguita dall’inventario, comporta per il minore l’acquisto della qualità di erede. Il minore è erede da subito: non è un «chiamato» in attesa.

Da qui è partito il Consiglio Nazionale del Notariato con lo Studio n. 11-2025/PC, «Autorizzazione alla vendita di beni ereditari appartenenti ad incapaci e necessità dell’inventario», a cura di Roberto de Falco, approvato dal Gruppo di lavoro «Riforma della Volontaria Giurisdizione» il 30 ottobre 2025 e pubblicato il 7 gennaio 2026. La conclusione è netta: «l’inventario non costituisce un presupposto indispensabile per il rilascio dell’autorizzazione alla vendita ex art. 747 c.p.c.».

Che cosa resta fermo, e che cosa cambia

  • Resta fermo che l’inventario è obbligatorio. L’art. 471 c.c. impone la forma beneficiata, l’art. 489 c.c. fissa il termine per conformarsi, pena la decadenza. Lo Studio non ha abolito un obbligo: ha chiarito che non è una condizione d’ingresso per l’autorizzazione.
  • Cambia che non c’è più un automatismo. Chi autorizza — il giudice o il notaio — conserva la facoltà di chiedere la formazione dell’inventario in via istruttoria, quando la ritenga utile a valutare gli interessi dei creditori e dell’incapace. Non è un lasciapassare: è una valutazione caso per caso al posto di una regola fissa.

Che cosa significa per chi deve vendere

Si accorciano i tempi d’attesa: la richiesta di autorizzazione si può istruire in parallelo all’inventario, invece di partire solo dopo che l’inventario è chiuso. Dove l’autorizzazione la rilascia il notaio può voler dire settimane invece di mesi, e un compratore che non si stanca di aspettare.

Sul fronte dei rischi non cambia nulla. Vendere senza autorizzazione fa sempre decadere dal beneficio (art. 493 c.c.); non fare l’inventario entro il termine dell’art. 489 c.c. fa sempre perdere la protezione. E chi autorizza può sempre chiederlo: contarci per non farlo è una scommessa, non una strategia.

La sequenza corretta, passo per passo

Chi autorizza, e chi chiede che cosa

Dal 28 febbraio 2023 l’autorizzazione per gli atti su beni ereditari può essere rilasciata dal notaio rogante (art. 21 del D.Lgs. 149/2022), in alternativa al tribunale.

Un secondo chiarimento va nella stessa direzione: togliere un passaggio che la legge non richiede. La Corte d’Appello di Milano, su reclamo della Procura presso il Tribunale di Milano, ha ritenuto legittima l’autorizzazione notarile anche senza il parere preventivo del giudice tutelare quando i beni sono ereditari: la doppia valutazione degli interessi, quello dell’incapace e quello dei creditori e dei coeredi, è affidata al notaio stesso (notiziario del Notariato del 2 febbraio 2024, nota di Ernesto Fabiani e Luisa Piccolo).

Attenzione al confine: vale per i beni ereditari. Se la casa è del minore per altra via — donazione, acquisto a suo nome, divisione già fatta — si passa dal giudice tutelare.

Due cose da dire ai genitori

La decadenza dal beneficio capita quasi sempre per dimenticanza: a distanza di anni nessuno ricorda di aver accettato con beneficio, si vende senza autorizzazione e da quel momento si risponde dei debiti dell’eredità con tutto il proprio patrimonio.

E c’è l’altra faccia delle Sezioni Unite: una volta accettato nella forma beneficiata, il minore è erede, e compiuti i diciotto anni non potrà rinunciare. Chi accetta per un figlio prende una decisione che il figlio non potrà disfare.

Dove si colloca questo articolo

Questa pagina fa da raccordo tra due guide dello Studio: sul regime e il vincolo dell’art. 493 c.c. trova Accettazione con beneficio d’inventario e autorizzazioni, su documenti, firme e tempi Vendere la casa di un minore o di un genitore con amministratore di sostegno. Se nell’eredità c’è un minore e qualcuno vuole comprare, porti in Studio l’atto di morte, l’eventuale testamento e i dati catastali: il preventivo di massima è scritto e senza impegno, anche in Consulenza online.


Fonti

Contenuto divulgativo: non sostituisce l’esame del caso concreto.

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Marco Fiorentino, notaio in Napoli, iscritto nel Ruolo dei Distretti Notarili Riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola. Partita IVA 00362508889. Scheda del Consiglio Nazionale del Notariato. Gli atti si firmano nello Studio a Napoli.

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