Pubblicato il 21 ottobre 2026Aggiornato il 24 ottobre 20263 minuti di lettura
Caso esemplificativo a fini informativi: nomi, luoghi, date e importi sono immaginari. Ogni situazione richiede l’esame dei documenti.
Il caso in 30 secondi
- 📍 La situazione: Lucia e Andrea convivono a Bagnoli da dodici anni, senza essere sposati. La casa è intestata solo ad Andrea.
- ⚖️ L’ostacolo giuridico: Il convivente di fatto non è erede per legge. Senza testamento Lucia ha solo il diritto di restare in casa per un periodo limitato.
- ✅ La soluzione dello Studio: Si scelgono prima strumenti come testamento, diritto di abitazione o contratto di convivenza. Si valutano gli effetti sul figlio Luca e sulle imposte.
- Verifica. Si controlla la dichiarazione anagrafica di convivenza e la situazione della famiglia.
- Scelta. Si confrontano testamento, abitazione o usufrutto e contratto di convivenza.
- Atto. Si redige lo strumento scelto, nei limiti della quota del figlio legittimario.
In breve: Lucia e Andrea vivono insieme a Bagnoli da dodici anni, senza essere sposati. La casa è intestata solo ad Andrea. Se Andrea muore senza testamento, Lucia non eredita. La legge le dà solo il diritto di restare in casa per un periodo limitato. Per proteggerla servono scelte fatte prima.
La situazione
Lucia e Andrea non sono sposati e non hanno un’unione civile. Sono iscritti come conviventi all’anagrafe del Comune. Andrea ha un figlio, Luca, da una relazione precedente. La casa di Bagnoli in cui vivono è solo di Andrea.
Che cosa succede se Andrea muore
Il convivente di fatto non è erede per legge. Senza testamento, la casa va al figlio di Andrea, Luca.
La legge sulle convivenze dà però a Lucia il diritto di continuare ad abitare nella casa. Di regola dura due anni, oppure quanto la convivenza se è più lunga, ma non oltre cinque anni. Se in casa vivono figli minori o disabili di Lucia, il periodo non è inferiore a tre anni.
Che cosa si può fare prima
- Un testamento di Andrea a favore di Lucia, nei limiti della quota che spetta per legge al figlio.
- Un diritto di abitazione o di usufrutto per Lucia, lasciato per testamento.
- Una casa comprata insieme, se in futuro ne acquistano un’altra, con le quote che corrispondono a chi paga.
- Un contratto di convivenza dal notaio, per regolare spese e beni durante la vita insieme.
Ogni strada ha effetti diversi su Luca, che è legittimario, e sulle imposte. Per questo si sceglie insieme, guardando tutta la famiglia.
Non fare nulla: senza testamento la casa va al figlio Luca e Lucia ha solo un diritto di abitazione temporaneo.
Scelte fatte prima, come un testamento a favore di Lucia o un diritto di abitazione, nei limiti della quota del figlio.
Domande frequenti
La convivenza deve essere registrata in Comune?
Per provare la stabile convivenza la legge fa riferimento alla dichiarazione anagrafica. È il primo passo da fare.
Lucia paga più imposte se riceve qualcosa per testamento?
Il convivente non ha le agevolazioni di coniuge e figli. Le imposte vanno calcolate caso per caso, prima di decidere.
Per approfondire: l’eredità del convivente e il testamento e la casa dei conviventi. Altri esempi nei casi frequenti.
Fonti:
Prospetto dei costi in 3 voci
- Imposte e tasse per lo Stato: Dipendono dallo strumento scelto; per ciò che Lucia riceve per testamento si calcola l’imposta di successione, senza le agevolazioni di coniuge e figli.
- Spese vive e visure: Visure catastali e ipotecarie della casa, certificati anagrafici, copie e bolli.
- Onorario dello Studio + IVA: Si quantifica nel preventivo in base all’atto scelto (testamento o contratto di convivenza).
Prima di iniziare, lo Studio consegna un preventivo di massima scritto con queste tre voci.
Quali documenti servono se ha un caso simile
- Documenti d’identità e codici fiscali di entrambi
- Il certificato anagrafico di convivenza
- L’atto di provenienza della casa
- I dati dei figli, anche di relazioni precedenti
Elenco completo: documenti da portare in Studio.
Oppure prenoti una Consulenza online, scriva a segreteria@notaiofiorentinomarco.com o chiami il +39 352 273 7467.
Il contenuto ha finalità informativa: non è un parere e non sostituisce l’esame del caso concreto.
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