Pubblicato il 18 ottobre 2026Aggiornato il 24 ottobre 20263 minuti di lettura
Guida rapida su Mutuo prima casa: si detraggono anche le spese del notaio?: In questa pagina trova i riferimenti di legge, i documenti necessari e le tutele operative per «Capire prima di firmare». Per ricevere senza impegno un preventivo di massima scritto suddiviso nelle 3 voci ex art. 147 L. Notarile, può utilizzare il calcolatore rapido dello Studio.
In breve
- Per il mutuo sulla prima casa si detrae il 19% degli interessi e degli oneri accessori, entro un limite di 4.000 euro l’anno.
- Fra gli oneri accessori c’è l’onorario del notaio per l’atto di mutuo, non quello per la compravendita.
- Sopra i 75.000 euro di reddito, per i mutui stipulati dal 2025 queste spese contano nel tetto complessivo delle detrazioni.
Due atti, due conti diversi
Quando si compra casa con un mutuo, dal notaio si firmano spesso due atti: la compravendita e il mutuo. Per le tasse sono due cose diverse.
Le spese della compravendita non si detraggono. Quelle del mutuo, invece, possono rientrare fra gli oneri accessori del mutuo per l’abitazione principale.
Che cosa dice la legge
La regola sta nell’art. 15 del testo unico delle imposte sui redditi. Si detrae il 19% degli interessi e degli oneri accessori dei mutui per comprare l’abitazione principale. Il limite è di 4.000 euro l’anno.
Fra gli oneri accessori l’Agenzia delle Entrate comprende di regola l’onorario del notaio per l’atto di mutuo. Rientrano anche le spese di istruttoria e di perizia della banca e l’imposta sostitutiva.
Le condizioni principali
- La casa deve diventare abitazione principale entro un anno dall’acquisto.
- Il mutuo deve essere stipulato entro un anno, prima o dopo, dall’acquisto.
- Conta la somma degli interessi e degli oneri accessori: insieme non possono superare i 4.000 euro l’anno.
La novità per i redditi più alti
Dal 2025 c’è un tetto complessivo alle detrazioni per chi ha un reddito sopra i 75.000 euro (art. 16-ter del testo unico). Gli interessi e gli oneri dei mutui stipulati fino al 31 dicembre 2024 restano fuori dal tetto. Quelli dei mutui stipulati dopo, invece, entrano nel calcolo.
Che cosa conservare
- La fattura del notaio, con la parte relativa al mutuo indicata in modo distinto.
- Il contratto di mutuo e la quietanza degli interessi pagati, che la banca invia ogni anno.
- L’atto di acquisto, per dimostrare la destinazione ad abitazione principale.
Un esempio
Francesca compra un appartamento a Pozzuoli e firma il mutuo lo stesso giorno. La fattura del notaio distingue le spese della compravendita da quelle del mutuo. Nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo, Francesca detrae il 19% degli interessi pagati e delle spese del mutuo, entro il limite di 4.000 euro.
Un consiglio pratico
Chieda al notaio una fattura che separi le voci dei due atti. È il modo più semplice per non perdere la detrazione e per rispondere a un eventuale controllo.
Domande frequenti
Posso detrarre la parcella del notaio per l’acquisto della casa?
No. Si detrae solo la parte relativa all’atto di mutuo, come onere accessorio del mutuo per l’abitazione principale.
Quanto si detrae?
Il 19% degli interessi e degli oneri accessori, calcolato su un massimo di 4.000 euro l’anno, per il mutuo sull’abitazione principale.
Ho un reddito alto: cambia qualcosa?
Sopra i 75.000 euro di reddito, per i mutui stipulati dal 2025 queste spese contano nel tetto complessivo delle detrazioni. Lo prevede l’art. 16-ter del testo unico.
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Fonti per verificare
- D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 15 (Normattiva)
- D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 16-ter (Normattiva)
- Agenzia delle Entrate, agevolazioni per l'acquisto della casa
Nomi e dati degli esempi sono inventati. Informazione di carattere generale: non è un parere sul caso concreto.
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