Pubblicato il 27 ottobre 20266 minuti di lettura
In breve: dopo la morte del titolare, o di uno dei titolari, la cassetta di sicurezza si può aprire solo alla presenza di un notaio o di un funzionario dell’Agenzia delle Entrate, che fa l’inventario di quello che c’è dentro (art. 48 D.Lgs. 346/1990). Servono anche l’accordo di tutti gli aventi diritto e una comunicazione della banca al fisco con il giorno e l’ora dell’apertura.
Perché la cassetta resta chiusa
Finché il titolare è in vita, la cassetta la apre lui, o ciascuno dei cointestatari da solo, salvo patti diversi. Quando uno di loro muore e la banca ne riceve notizia, le cose cambiano: la banca non può più consentire l’apertura se non con l’accordo di tutti gli aventi diritto oppure secondo le modalità stabilite dal giudice (art. 1840 c.c.). La regola protegge gli eredi: nessuno può svuotare la cassetta all’insaputa degli altri.
C’è poi una ragione fiscale. Il contenuto della cassetta (gioielli, denaro contante, titoli, monete, documenti) può far parte dell’eredità e va quindi considerato nella dichiarazione di successione. Per questo la legge sull’imposta di successione prevede che, dopo la morte del concessionario o di uno dei concessionari, la cassetta si apra «solo alla presenza di un funzionario dell’Amministrazione finanziaria o di un notaio, che redige l’inventario del contenuto». La stessa regola vale per armadi, casseforti, plichi e pacchi chiusi depositati in banca.
Che cosa fa il notaio
Il notaio non è un semplice testimone. Redige un verbale di apertura e inventario, un atto pubblico che descrive con precisione il contenuto della cassetta: ogni gioiello, ogni busta, ogni somma di denaro, ogni documento. Il verbale fa fede di quello che è stato trovato e protegge tutti: gli eredi fra loro, la banca e chi ha aperto la cassetta.
Se nella cassetta c’è un testamento, il notaio lo descrive nel verbale; se è un testamento olografo, poi andrà pubblicato secondo le regole previste per i testamenti. Se ci sono documenti importanti, per esempio atti di proprietà o polizze, se ne dà conto per non perderne traccia.
Chi deve essere presente
- Gli aventi diritto: di regola tutti gli eredi, o chi li rappresenta con procura. Se uno di loro non vuole o non può partecipare e non si trova un accordo, occorre rivolgersi al giudice.
- Il notaio (oppure un funzionario dell’Agenzia delle Entrate), che redige l’inventario.
- Un addetto della banca, che consente l’accesso al caveau e annota l’apertura.
Prima dell’apertura la banca deve comunicare all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate il giorno e l’ora. Per questo la data va fissata con qualche giorno di anticipo, d’accordo tra eredi, banca e notaio.
E se il contratto è scaduto?
Può capitare che, dopo la morte del titolare, nessuno paghi più il canone e il contratto scada. In questo caso la banca, dopo un’intimazione e trascorsi sei mesi, può chiedere al tribunale di aprire la cassetta: l’apertura avviene con l’assistenza di un notaio designato e con le cautele stabilite dal tribunale (art. 1841 c.c.). Meglio non arrivarci: conviene muoversi presto e tenere aggiornata la banca su chi sono gli eredi.
Resta fermo che la banca risponde verso il cliente per l’idoneità e la custodia dei locali e per l’integrità della cassetta, salvo il caso fortuito (art. 1839 c.c.): se al momento dell’apertura qualcosa non torna, il verbale del notaio è la prima prova.
Un esempio (nomi e numeri inventati)
Anna, Bruno e Carla sono fratelli. La madre, morta a febbraio, aveva una cassetta di sicurezza in una banca di via Toledo. Bruno vive a Napoli, Anna a Torino, Carla a Monaco di Baviera.
- Bruno porta alla banca il certificato di morte e l’elenco degli eredi; la banca blocca la cassetta.
- I fratelli si accordano su una data. Anna viene a Napoli; Carla rilascia a Bruno una procura davanti a un notaio (o al consolato) in Germania.
- La banca comunica all’Agenzia delle Entrate giorno e ora dell’apertura.
- Nel giorno fissato, davanti al notaio, la cassetta viene aperta: ci sono alcuni gioielli, che i fratelli fanno poi stimare circa 12.000 euro, due buste con documenti e una lettera della madre.
- Il notaio descrive tutto nel verbale. Il verbale serve per la dichiarazione di successione e per dividere il contenuto tra gli eredi.
Il contenuto della cassetta si aggiunge agli altri beni ereditari: conti, titoli, immobili. Per i conti vedi Conto del defunto o cointestato: quali documenti chiede la banca; per la dichiarazione, Successione: l’iter semplificato è davvero così semplice?; per il denaro, i gioielli e la mobilia che il fisco considera anche quando non sono dichiarati, Successione: il 10% di denaro e gioielli si paga sempre?.
Tre errori da evitare
- Aspettare troppo. Il canone continua a maturare e, se il contratto scade, si rischia l’apertura forzata su richiesta della banca.
- Dividere il contenuto senza verbale. Senza inventario è difficile, dopo, dimostrare che cosa c’era e a chi è andato: le liti tra fratelli nascono spesso così.
- Dimenticare la cassetta nella dichiarazione di successione. Il verbale di inventario va letto insieme a chi prepara la dichiarazione, per decidere come indicare ogni bene.
Chi vive in un’altra città
La cassetta può trovarsi in una filiale di Napoli anche se gli eredi vivono altrove, in Italia o all’estero. Chi non può essere presente il giorno dell’apertura si fa rappresentare con una procura, rilasciata davanti a un notaio della propria città o, all’estero, secondo le regole del Paese in cui si trova. Documenti e date si organizzano a distanza, anche con una Consulenza online; l’apertura e il verbale si fanno a Napoli, alla presenza del notaio.
Cosa fare in pratica
- Comunica alla banca la morte del titolare e chiedi quali documenti servono per gli eredi.
- Verifica chi sono gli eredi: testamento, oppure eredi per legge.
- Mettiti d’accordo con gli altri eredi sulla data; chi non può venire prepari una procura.
- Contatta lo Studio: concordiamo con la banca giorno e ora, così la banca può avvisare l’Agenzia delle Entrate.
- Il giorno dell’apertura porta un documento d’identità e il codice fiscale; il notaio redige il verbale di inventario.
- Usa il verbale per la dichiarazione di successione e per la divisione del contenuto.
Domande frequenti
Un erede può aprire da solo la cassetta del genitore morto?
No. Dopo che la banca ha ricevuto la notizia della morte, serve l’accordo di tutti gli aventi diritto o un provvedimento del giudice, e l’apertura deve avvenire davanti a un notaio o a un funzionario dell’Agenzia delle Entrate.
E se la cassetta era cointestata?
La regola vale anche quando muore uno solo dei cointestatari: il superstite non può più aprirla liberamente, ma serve la procedura con il notaio o il funzionario e l’inventario.
Il contenuto della cassetta va dichiarato in successione?
Il contenuto che appartiene al defunto fa parte dell’eredità e va considerato nella dichiarazione di successione. Il verbale di inventario è il documento che lo descrive.
Chi non vive a Napoli deve venire di persona?
No: può farsi rappresentare con una procura. L’apertura e il verbale si fanno comunque a Napoli, dove si trova la cassetta, alla presenza del notaio.
Fonti
- Art. 48 D.Lgs. 346/1990, Testo unico imposta successioni e donazioni (Normattiva)
- Art. 1839 c.c. (Normattiva)
- Art. 1840 c.c. (Normattiva)
- Art. 1841 c.c. (Normattiva)
Parliamone
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Questo articolo ha finalità informativa e descrive le regole in generale. Non è un parere e non sostituisce l’esame del caso concreto.
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