In breve
- Dal 1° gennaio 2025 l’imposta di successione non arriva più con un avviso di liquidazione dell’Agenzia delle Entrate: è l’erede stesso, di regola con l’aiuto di un professionista, a doverla calcolare e versare (“autoliquidazione”).
- Dal 15 luglio 2025 esiste anche una dichiarazione di successione precompilata web, con molti dati già inseriti dall’Agenzia.
- Il Consiglio Nazionale del Notariato ne ha parlato in una intervista radiofonica: la procedura è più moderna, ma richiede più attenzione da parte di chi la presenta, non meno.
“Successioni: iter semplificato, ma è davvero tutto così semplice?” È la domanda con cui il notaio Pietro Ciarletta, Consigliere Nazionale del Notariato, ha aperto un’intervista a Due di denari su Radio 24, segnalata in CNN Notizie del 1° agosto 2025. Una domanda che vale la pena riprendere, perché la riforma dell’imposta di successione entrata in vigore a inizio 2025 cambia davvero alcune cose, ma non toglie la necessità di sapere cosa si sta facendo — anzi, per certi versi la aumenta.
Cosa cambia con l’autoliquidazione dell’imposta di successione?
Fino al 2024, dopo aver presentato la dichiarazione di successione, gli eredi aspettavano che fosse l’Agenzia delle Entrate a calcolare l’imposta dovuta e a notificarla con un avviso di liquidazione: un processo che, nella pratica, poteva richiedere mesi se non anni. Il decreto legislativo n. 139 del 2024, in vigore dal 1° gennaio 2025, ha ribaltato il meccanismo: ora è chi presenta la dichiarazione a dover calcolare da sé l’imposta di successione (oltre a quelle ipotecaria, catastale e di bollo, già in autoliquidazione da tempo) e a versarla, seguendo lo stesso schema già utilizzato per altri tributi “a saldo e stralcio”. È lo stesso principio dell’autoliquidazione applicato, per esempio, all’IVA o all’imposta di registro su molti contratti.
Cos’è la dichiarazione di successione precompilata web?
Dal 15 luglio 2025 l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione, accanto alla vecchia modalità, una dichiarazione di successione precompilata web, accessibile con SPID, CIE, CNS o credenziali Fisconline/Entratel: una parte dei dati anagrafici e catastali arriva già inserita, organizzata per argomenti invece che per i tradizionali “quadri” della vecchia modulistica. Chi la usa — l’erede stesso o il professionista che lo assiste — deve comunque controllare, correggere e integrare le informazioni proposte, oltre a occuparsi degli aspetti che il sistema non può conoscere da solo: la voltura catastale, l’eventuale rinuncia di qualche erede, i beni che non emergono dalle banche dati pubbliche.
Quanto tempo c’è per dichiarare e per pagare?
Il termine per presentare la dichiarazione di successione resta quello di sempre: 12 mesi dalla data del decesso. Cambia invece il calendario dei pagamenti: l’imposta di successione autoliquidata va versata entro 90 giorni dalla scadenza del termine di presentazione della dichiarazione. Se l’imposta dovuta supera i 1.000 euro, è possibile rateizzarla: si versa un acconto minimo del 20% (subito o comunque entro i 90 giorni), e il resto in rate trimestrali — fino a 8 rate per importi fino a 20.000 euro, fino a 12 rate per importi superiori.
Serve ancora il notaio o un professionista, se ora c’è la precompilata?
È il punto centrale toccato nell’intervista a Radio 24: la precompilazione riguarda alcuni dati, non il ragionamento giuridico e fiscale dietro il calcolo. Bisogna individuare correttamente gli eredi e le quote di ciascuno, verificare quali beni rientrano nell’asse ereditario e quali ne restano fuori (per esempio i titoli di Stato, o i beni sottoposti a vincolo culturale), applicare le franchigie corrette per ciascun erede, e infine calcolare l’imposta da autoliquidare — un compito che, proprio perché ora ricade sul contribuente e non più sull’ufficio, richiede più attenzione, non meno. Un errore nel calcolo dell’imposta autoliquidata comporta il rischio di sanzioni, cosa che con il vecchio sistema, gestito dall’Agenzia, non poteva accadere allo stesso modo.
Un caso a Napoli: due fratelli e la casa dei genitori
Marco e Giulia ereditano dal padre, scomparso a Napoli, un appartamento e un piccolo portafoglio titoli. Con la dichiarazione di successione precompilata web trovano già inseriti i dati catastali dell’immobile e le informazioni anagrafiche, ma devono comunque far verificare da un professionista quali titoli sono esenti (i titoli di Stato non concorrono all’asse ereditario) e come si applica la franchigia di un milione di euro a testa, prevista per il coniuge e i figli. L’imposta che risulta dovuta, superiore a 1.000 euro, viene rateizzata in otto rate trimestrali dopo il versamento dell’acconto del 20%, evitando così un esborso unico in un momento già delicato per la famiglia.
Cosa fa il notaio
- Ricostruisce la platea degli eredi e verifica testamenti, rinunce e sostituzioni, prima ancora di parlare di imposte.
- Predispone e controlla la dichiarazione di successione, anche nella versione precompilata web, integrando i dati mancanti.
- Calcola correttamente l’imposta da autoliquidare, applicando franchigie e aliquote in base al grado di parentela e alla natura dei beni.
- Segue la parte immobiliare della successione: voltura catastale, agevolazione prima casa se spettante, trascrizioni necessarie.
Devi presentare una dichiarazione di successione e vuoi essere sicuro di calcolare bene l’imposta? Chiedi un preventivo Prenota una consulenza online
Studio Notarile Marco Fiorentino, Viale Antonio Gramsci 19, Napoli · segreteria@notaiofiorentinomarco.com
Domande frequenti
Cos’è cambiato dal 2025 nell’imposta di successione?
Dal 1° gennaio 2025, con il D.Lgs. 139/2024, l’imposta di successione non viene più liquidata dall’Agenzia delle Entrate con un avviso, ma va autoliquidata da chi presenta la dichiarazione.
Quanto tempo c’è per presentare la dichiarazione di successione?
Il termine resta di 12 mesi dalla data del decesso, invariato rispetto al passato.
Entro quando va pagata l’imposta autoliquidata?
Entro 90 giorni dalla scadenza del termine per la presentazione della dichiarazione, con possibilità di rateizzazione se l’importo supera 1.000 euro.
La dichiarazione precompilata sostituisce il professionista?
No: precompila solo alcuni dati anagrafici e catastali. Il calcolo dell’imposta, l’individuazione degli eredi e delle franchigie restano compiti che richiedono competenza specifica.
Fonti per verificare
- Decreto legislativo 8 settembre 2024, n. 139 (riforma della riscossione e autoliquidazione) — normattiva.it
- Decreto legislativo 31 ottobre 1990, n. 346 (Testo unico imposta di successione e donazione) — normattiva.it
- Agenzia delle Entrate, dichiarazione di successione precompilata web — agenziaentrate.gov.it
- Consiglio Nazionale del Notariato — notariato.it
- CNN Notizie del 1° agosto 2025, intervista Pietro Ciarletta a “Due di denari”, Radio 24 (Consiglio Nazionale del Notariato) — fonte riservata agli iscritti, citata senza link
Approfondimenti sul sito: Franchigie e agevolazioni su successioni e donazioni · Dividere l’eredità in mediazione · Strumenti notarili.
© Studio Notarile Marco Fiorentino — Contenuto elaborato con il supporto dell’intelligenza artificiale e verificato dal notaio, che ha migliorato, aggiunto o modificato delle parti. Salvo diversa indicazione tutti i contenuti sono protetti da copyright. Powered by M.F.
Scopri di più da Notaio Marco Fiorentino | Napoli
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.