Pubblicato il 20 ottobre 2026Aggiornato il 24 ottobre 20263 minuti di lettura
In 30 secondi
- Dalla casa ereditata con i fratelli si esce in tre modi: divisione, vendita della quota o vendita di tutta la casa.
- Chi vende la quota a un estraneo deve prima offrirla ai coeredi (art. 732 c.c.).
- Se non c’è accordo, prima del giudice serve la mediazione.
Come si esce dalla comproprietà di una casa ereditata?
Quando una casa passa a più eredi, ognuno ne ha una quota. Nessuno può decidere da solo come usarla o venderla. Per uscire da questa situazione le strade sono tre: la divisione, la vendita della propria quota, la vendita di tutta la casa. La scelta dipende dai rapporti tra i fratelli e da chi vuole tenere l’immobile.
Lo Studio si trova in Via Cuma 6, a Santa Lucia (Napoli), e il Notaio è iscritto al Collegio dei Distretti Notarili Riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola.
La divisione: uno tiene la casa, gli altri ricevono denaro
Con la divisione la casa va a uno dei coeredi. Gli altri ricevono la loro parte in denaro, il conguaglio, o altri beni dell’eredità. La divisione si fa con un atto del notaio, che poi si trascrive.
Sul piano fiscale la divisione sconta di regola l’imposta di registro dell’1%, più le imposte ipotecaria e catastale. Se il conguaglio supera il valore della quota, per la parte in più si applicano le regole delle vendite. I conti esatti si fanno con il notaio prima dell’atto. Approfondisce la guida Divisione ereditaria: chi può chiederla.
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La vendita della propria quota
Ogni coerede può vendere la sua quota. Se la vende a un estraneo, però, deve prima offrirla agli altri coeredi alle stesse condizioni. È il retratto successorio (art. 732 c.c.). Se non lo fa, i coeredi possono riprendersi la quota dall’acquirente.
Nella pratica è difficile trovare un estraneo che compri solo una quota. Più spesso la quota la compra un fratello. Esiste anche la rinuncia alla propria quota, con effetti e imposte diverse: ne parla l’articolo Rinuncia alla quota di comproprietà.
La vendita di tutta la casa
Se nessuno vuole tenere l’immobile, i coeredi possono venderlo insieme a un terzo e dividersi il prezzo. Serve la firma di tutti. Prima della vendita bisogna avere in ordine la successione e l’accettazione dell’eredità trascritta.
Che cosa succede se un fratello non è d’accordo?
Ognuno può chiedere la divisione in ogni momento. Se non c’è accordo, prima di andare dal giudice serve un tentativo di mediazione, che per le divisioni è obbligatorio. Se la casa non si può dividere comodamente, il giudice può assegnarla a chi la chiede, con conguaglio agli altri, oppure disporne la vendita.
Un caso frequente è il fratello che abita nella casa e non vuole venderla. Ne parla questo caso tipico.
| Strada | Chi tiene la casa | Accordo di tutti |
|---|---|---|
| Divisione | Uno dei coeredi | Sì, oppure il giudice |
| Vendita della quota | Restano gli altri coeredi o l’acquirente | No, ma prima va offerta ai coeredi |
| Vendita di tutta la casa | Un terzo | Sì |
Vuole capire quale strada conviene alla Sua famiglia? Ci racconti la situazione: Le mandiamo un preventivo di massima scritto per l’atto.
Legga anche: Rinuncia all’eredità a Napoli: come funziona dal Notaio.
Domande frequenti
Posso vendere la mia quota senza chiedere ai fratelli?
A un estraneo no: prima va offerta ai coeredi alle stesse condizioni (art. 732 c.c.). A un fratello sì.
Chi abita nella casa deve pagare qualcosa agli altri?
Se gli altri non possono usarla, possono chiedere un’indennità per l’uso esclusivo. Ogni caso va valutato.
La divisione si può fare anche se un erede vive all’estero?
Sì, con una procura fatta all’estero o una consulenza online prima della firma in Studio.
Per il quadro completo: Successioni e testamenti: la guida del notaio.
Contenuto verificato dal Notaio Marco Fiorentino — Ultimo aggiornamento: Ottobre 2026.
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