Pubblicato il 12 settembre 2026 · Aggiornato il 19 settembre 2026 (Utilità notarili: 69 strumenti)
69 strumenti gratuiti per sapere quanto costa, prima di firmare. I conti si fanno sul tuo telefono: non parte nessun dato e non resta traccia di niente.
53 strumenti per chi compra, vende o eredita — costi del rogito, prima casa, mutuo, IMU, successioni, donazioni, plusvalenza.
16 strumenti per i professionisti — cessioni, scadenze, interessi, titolare effettivo, liste dei documenti.
Dodici sono nuovi di settembre 2026, compreso il comodato ai figli.
Le imposte sono uguali in tutta Italia: questi conti valgono a Napoli come altrove. Cerca lo strumento qui sotto, oppure chiedi il preventivo scritto: arriva in tempi brevi.
Quanto costa il notaio? Per gli atti principali ogni scheda mostra anche la stima del preventivo completo: onorario, IVA, contributo Cassa, tassa Archivio, bolli, visure e imposte, con il totale. Se stai comprando casa, parti dal conto totale.
Quanto mi costa comprare casa: calcola in 1 minutoComprare casa
Calcolo del valore catastale
È la base su cui si calcolano quasi tutte le imposte immobiliari. Si ottiene rivalutando la rendita del 5% e moltiplicandola per il coefficiente previsto dalla legge per quel tipo di immobile (per i terreni: reddito dominicale rivalutato del 25% e moltiplicato per 90).
Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).
Il valore catastale serve per il prezzo-valore (acquisto da privato), per le successioni e per le donazioni. Per i terreni edificabili non si usa: le imposte si calcolano sul prezzo.
Fonte: art. 52, commi 4 e 5, D.P.R. 131/1986 (coefficienti 110/120 per le abitazioni, 60 per A/10 e D, 40,8 per C/1 ed E, 168 per B, 90 per i terreni); art. 2, comma 45, D.L. 262/2006 per la categoria B.
Calcolo imposte acquisto casa 2026: prima casa e seconda casa
Il conto cambia radicalmente a seconda di chi vende (un privato o un’impresa con IVA) e se ricorrono i requisiti della prima casa. Con il sistema prezzo-valore, se compri da privato le imposte si calcolano sul valore catastale invece che sul prezzo: quasi sempre conviene, e va chiesto in atto. Inserisci la rendita e il valore catastale si calcola da solo.
Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).
Con l’imposta di registro proporzionale non si pagano bollo, tassa ipotecaria e tributi catastali. L’imposta di registro proporzionale non può comunque essere inferiore a 1.000 euro. Se compri da impresa con IVA si aggiungono le imposte fisse e il bollo. Il prezzo-valore vale solo per gli acquisti di abitazioni (e pertinenze) da parte di persone fisiche che non agiscono come imprenditori.
Fonti: art. 1 della Tariffa, parte I, D.P.R. 131/1986 (registro 2% prima casa, 9% altri immobili, minimo 1.000 euro); art. 10, comma 3, D.Lgs. 23/2011 (ipotecaria e catastale 50 euro ciascuna ed esenzione da bollo); Tabella A, parte II e III, D.P.R. 633/1972 (IVA 4% e 10%); art. 1, comma 497, legge 266/2005 (prezzo-valore); Agenzia delle Entrate, guida “L’acquisto della casa: le imposte e le agevolazioni fiscali”.
Quanto mi costa in totale comprare casa: prezzo, imposte, notaio, agenzia e mutuo
La domanda vera non è “quanto costa il notaio” ma “quanti soldi mi servono”. Qui sommi tutto: prezzo, imposte, notaio per la compravendita e per il mutuo (onorario, contributi e IVA compresi), provvigione dell’agenzia con IVA, imposta sostitutiva e spese della banca. Alla fine vedi la liquidità che devi avere oltre al mutuo.
Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).
Le imposte sono calcolate come nella scheda precedente; le voci del notaio sono la stima del preventivo completo (onorario sui parametri D.M. 140/2012, contributo Cassa, tassa Archivio, IVA, visure e bolli). Non sono comprese le spese per l’APE e i documenti a carico del venditore, l’assicurazione del mutuo e i lavori in casa. Ricorda le detrazioni: 19% degli interessi del mutuo (fino a 4.000 euro l’anno) e 19% della provvigione (fino a 1.000 euro) per l’abitazione principale.
Fonti: art. 1 della Tariffa, parte I, D.P.R. 131/1986 e art. 10 D.Lgs. 23/2011 (imposte sull’acquisto); Tabella A, parte II e III, D.P.R. 633/1972 (IVA 4% e 10%); artt. 15-18 D.P.R. 601/1973 (imposta sostitutiva sul mutuo); D.M. 140/2012 e D.M. 265/2012 (parametri dell’onorario, contributo Cassa e tassa Archivio); art. 15, comma 1, lett. b e b-bis, D.P.R. 917/1986 (detrazioni); Banca d’Italia, guida “Comprare una casa: il mutuo” per le spese della banca.
Prima casa o seconda casa: confronto delle imposte fianco a fianco
Quanto vale davvero l’agevolazione prima casa? Qui vedi le due colonne una accanto all’altra: registro al 2% invece del 9% (o IVA al 4% invece del 10%), imposta sostitutiva sul mutuo allo 0,25% invece del 2%. Stesse regole della scheda “Imposte acquisto casa”; per verificare se hai i requisiti usa lo strumento successivo.
Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).
La seconda casa paga anche l’IMU ogni anno (vedi lo strumento IMU) e, se la rivendi entro cinque anni, la plusvalenza. Chi compra la seconda casa da privato può comunque usare il prezzo-valore, cioè pagare il 9% sul valore catastale invece che sul prezzo.
Fonti: art. 1 della Tariffa, parte I, D.P.R. 131/1986 e nota II-bis (registro 2% prima casa, 9% altri immobili, minimo 1.000 euro); art. 10, comma 3, D.Lgs. 23/2011 (ipotecaria e catastale 50 euro); Tabella A, parte II e III, D.P.R. 633/1972 (IVA 4% e 10%); art. 1, comma 497, legge 266/2005 (prezzo-valore); art. 18 D.P.R. 601/1973 e art. 1-bis D.L. 168/2004 (imposta sostitutiva 0,25% e 2%).
Ho i requisiti per l’agevolazione prima casa? Verifica in 30 secondi (con la novità under 36)
Rispondi a sei domande e scopri se puoi chiedere la prima casa in atto e cosa devi dichiarare. Gli under 36 dal 2025 non hanno più l’esenzione totale: qui trovi cosa resta.
Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).
I requisiti si dichiarano in atto sotto la propria responsabilità: il notaio li verifica con te prima della firma. Se compri con il coniuge in comunione dei beni, i requisiti servono a entrambi per l’agevolazione piena. Le pertinenze (box, cantina, posto auto) seguono la casa, una per categoria.
Fonti: nota II-bis all’art. 1 della Tariffa, parte I, D.P.R. 131/1986 (requisiti; art. 1, comma 116, legge 207/2024 per i due anni; art. 2 D.L. 69/2023 per i residenti all’estero); art. 64, commi 6-8, D.L. 73/2021 e art. 3, comma 12-terdecies, D.L. 215/2023 (esenzione under 36 fino agli atti del 31 dicembre 2024, non prorogata); art. 1, comma 48, lett. c, legge 147/2013 (Fondo di garanzia prima casa, prorogato al 31 dicembre 2027); Agenzia delle Entrate, guida “L’acquisto della casa: le imposte e le agevolazioni fiscali”.
Calcolo imposte acquisto terreno: agricolo o edificabile
Per i terreni il conto cambia molto: agricolo o edificabile, venduto da un privato o da un’impresa, comprato da un coltivatore diretto o da chiunque altro. Qui vedi subito la differenza.
Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).
Per i terreni non vale il prezzo-valore: le imposte si calcolano sul prezzo. Con l’agevolazione per la piccola proprietà contadina il terreno non va rivenduto né dato in affitto per cinque anni, altrimenti si perde il beneficio. L’imposta di registro proporzionale non può comunque essere inferiore a 1.000 euro.
Fonti: art. 1 della Tariffa, parte I, D.P.R. 131/1986 (9% terreni edificabili, 15% terreni agricoli acquistati da chi non è coltivatore diretto o IAP); art. 2, comma 4-bis, D.L. 194/2009 (piccola proprietà contadina: registro e ipotecaria fisse, catastale 1%); art. 2, comma 3, lett. c, D.P.R. 633/1972 (terreni agricoli fuori campo IVA).
Calcolo imposte del preliminare (compromesso)
Il compromesso va registrato entro 30 giorni: si paga un’imposta fissa di 200 euro più lo 0,5% su caparra confirmatoria e acconti. Quello che paghi ora lo recuperi al rogito. Se il preliminare viene trascritto dal notaio, sei protetto anche se il venditore nel frattempo vende ad altri o subisce un pignoramento.
Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).
L’imposta proporzionale versata sul preliminare si scomputa da quella dovuta al rogito; se al rogito l’imposta è inferiore, la differenza si può chiedere a rimborso. Se il venditore è un’impresa con IVA, sugli acconti fatturati il registro è fisso; la caparra resta allo 0,5%.
Fonti: art. 10 della Tariffa, parte I, D.P.R. 131/1986 come modificato dall’art. 2 del D.Lgs. 139/2024 (dal 1° gennaio 2025: 0,5% su caparre e acconti, con tetto pari all’imposta del definitivo); art. 2645-bis c.c. (trascrizione del preliminare); Agenzia delle Entrate, guida “L’acquisto della casa”.
Caparra confirmatoria e acconto: quanto versare, cosa rischi e quanto costa registrarli
La caparra è la somma che chi compra versa alla firma del preliminare: se poi non compra la perde, se il venditore si tira indietro deve restituirla doppia. L’acconto invece è solo un anticipo sul prezzo. Qui vedi l’importo, le conseguenze e l’imposta di registro da pagare subito, che si recupera al rogito.
Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).
Caparra e acconti vanno pagati con assegno circolare o bonifico: gli estremi finiscono nell’atto per legge. Se il preliminare viene trascritto dal notaio, la caparra è protetta anche se il venditore vende ad altri o subisce un pignoramento. La caparra penitenziale (art. 1386 c.c.) è un’altra cosa: è il prezzo del diritto di recedere.
Fonti: artt. 1385, 1386 e 2932 c.c. (caparra confirmatoria, caparra penitenziale, esecuzione in forma specifica); art. 10 della Tariffa, parte I, D.P.R. 131/1986 come modificato dal D.Lgs. 139/2024 (registro fisso 200 euro e 0,5% su caparre e acconti, scomputo al definitivo); art. 35, comma 22, D.L. 223/2006 (mezzi di pagamento in atto); art. 2645-bis c.c. (trascrizione del preliminare).
Chi paga cosa al rogito: le spese del venditore e quelle dell’acquirente
La regola è semplice: le spese dell’atto le paga chi compra (art. 1475 c.c.), tutto il resto dipende da chi ha preso l’impegno. Qui metti i tuoi numeri e vedi le due colonne — imposte, notaio, agenzia, APE, tecnico, condominio — con il totale per ciascuna parte. Le voci si possono spostare per accordo scritto: quello che conta è che sia messo nero su bianco nella proposta o nel preliminare.
Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).
Sono stime: l’onorario del notaio è calcolato sui parametri ufficiali, non è il preventivo dello Studio. Il notaio lo sceglie chi compra, perché è chi paga l’atto: è un diritto, non una cortesia. Le voci qui sopra si possono ripartire diversamente, ma solo con un accordo scritto fra le parti.
Fonti: art. 1475 c.c. (le spese del contratto di vendita e le altre accessorie sono a carico del compratore, salvo patto contrario); art. 57 D.P.R. 131/1986 (le parti sono solidalmente obbligate al pagamento dell’imposta di registro); art. 1755 c.c. (il mediatore ha diritto alla provvigione da ciascuna delle parti); art. 6 D.Lgs. 192/2005 (l’attestato di prestazione energetica è a carico di chi vende); art. 40-bis D.Lgs. 385/1993 (cancellazione dell’ipoteca gratuita e telematica); art. 63, comma 4, disp. att. c.c. (spese condominiali); art. 1, comma 761, legge 160/2019 (IMU del mese di trasferimento); art. 5 D.L. 70/2011 (la registrazione dell’atto assorbe la comunicazione di cessione di fabbricato); D.M. 140/2012 e D.M. 265/2012 (stima dell’onorario e dei contributi).
Preventivo di massima dell’onorario, subito online
Una stima orientativa dell’onorario del notaio in trenta secondi, con il criterio che lo Studio usa per orientare chi chiede “più o meno quanto costa?”. Le imposte e le spese le calcoli negli altri strumenti; il preventivo di massima, scritto e senza impegno, resta l’unico documento che vale.
Preventivo di massima dell’onorario
Dal 2012 l’onorario del notaio è libero: non esiste più una tariffa obbligatoria. Per dare un ordine di grandezza partiamo dai parametri della Tabella A del D.M. 27 novembre 2012 n. 265 (quelli che la legge usa ancora per i contributi alla Cassa e agli Archivi notarili) e applichiamo il criterio dello Studio, che tiene conto del valore e del tipo di atto. È una stima di massima: il preventivo scritto tiene conto di verifiche, visure, adempimenti e complessità del caso.
Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).
Stima orientativa e non vincolante: l’onorario è libero (D.L. 223/2006 conv. L. 248/2006; D.L. 1/2012 conv. L. 27/2012) e va concordato nel preventivo scritto, che per legge deve essere chiaro e adeguato al lavoro (equo compenso, L. 49/2023). Non comprende imposte, tasse, bolli, visure, contributi e spese, che sono voci separate. Gli atti senza valore (procure, testamenti) hanno un onorario fisso che ti indichiamo nel preventivo.
Fonti: D.M. 27 novembre 2012 n. 265, Tabella A (parametri per oneri e contribuzioni dovuti a Casse e Archivi notarili, in vigore dal 1° aprile 2013); art. 2 D.L. 223/2006 conv. L. 248/2006 e art. 9 D.L. 1/2012 conv. L. 27/2012 (abrogazione delle tariffe); L. 21 aprile 2023 n. 49 (equo compenso).
Preventivo automatico completo: imposte, spese, contributi, onorario e IVA
Scegli l'atto, inserisci i numeri e il preventivo si compone da solo, voce per voce, nello stesso ordine del preventivo scritto dello Studio: imposte allo Stato, spese anticipate, contributi di legge, onorario (stimato con il criterio dello Studio a partire dai parametri della Tabella A del D.M. 265/2012), IVA. Lo scarichi in PDF con l'intestazione dello Studio o lo mandi in segreteria per averlo firmato.
Preventivo automatico: imposte, spese, contributi, onorario e IVA
Tutto in una schermata: la stessa struttura (A-E) del preventivo scritto. Le imposte sono calcolate sulle norme in vigore; l'onorario è stimato con il criterio dello Studio (con le riduzioni di legge per prezzo-valore e mutuo). Il documento che vale resta il preventivo scritto e firmato: qui hai il numero, subito.
Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).
Stima automatica non vincolante, aggiornata a settembre 2026. L'onorario è libero (tariffe abrogate: D.L. 223/2006 e D.L. 1/2012) e lo Studio lo stima a partire dai parametri della Tabella A del D.M. 265/2012, con le riduzioni di legge (−30% con il prezzo-valore, 50% per mutui e preliminari); Cassa del Notariato e Tassa Archivio sono percentuali di legge sugli stessi parametri; visure e bolli sono forfait. Il preventivo di massima, scritto e senza impegno, può discostarsi per verifiche, adempimenti e complessità del caso.
Fonti: D.M. 27 novembre 2012 n. 265 (Tabella A e B, artt. 2, 4, 6, 7: onorario repertoriale, Tassa Archivio 10%, contributo Cassa 22%/42%); art. 1, comma 497, L. 266/2005 (prezzo-valore e riduzione del 30%); D.P.R. 131/1986 e Tariffa (registro: 2%/9%/15%, minimo 1.000 euro; 200 euro fissi); art. 10 D.Lgs. 23/2011 (ipotecaria e catastale 50 + 50); D.P.R. 633/1972 (IVA 4%/10%/22%); D.P.R. 601/1973, artt. 15-18 (imposta sostitutiva sui mutui 0,25%/2%); D.Lgs. 346/1990, artt. 56-57 (imposta di donazione e successione, franchigie); D.Lgs. 347/1990 (ipotecaria 2%, catastale 1%); art. 69 L. 342/2000 (ipocatastali fisse prima casa); D.L. 1/2012, art. 3 (S.r.l.s.); art. 16 D.P.R. 633/1972 (IVA 22% su onorario e contributi); L. 49/2023 (equo compenso).
Quattro strumenti in più (16 settembre 2026, sera)
Le domande che arrivano più spesso in segreteria, trasformate in calcolo: quanto costa registrare il compromesso, quanto spetta per legge a coniuge e figli, quanto è la legittima che non si può toccare, quanto si recupera degli interessi del mutuo.
Registrare il compromesso: quanto costa e quanto recuperi al rogito
Il preliminare si registra entro 30 giorni dalla firma. Si paga l'imposta fissa di 200 euro, più lo 0,5% sulla caparra confirmatoria e sugli acconti di prezzo (dal 1° gennaio 2025), e i bolli. Come registrarlo da soli. Le imposte proporzionali si scalano da quelle del rogito: qui vedi il conto e quanto ti torna.
Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).
Se il preliminare è fatto dal notaio e trascritto, si aggiungono l'imposta ipotecaria di 200 euro, la tassa ipotecaria e i bolli della trascrizione: in cambio, per tre anni nessuno può vendere, ipotecare o pignorare la casa alle tue spalle (art. 2645-bis c.c.). Se il rogito non si fa, l'imposta sulla caparra e sugli acconti si può chiedere a rimborso entro tre anni.
Registrarlo da soli, online: come si fa
Sì, il compromesso lo potete registrare voi, con il servizio RAP web dell'Agenzia delle Entrate, entro 30 giorni dalla firma. Questi sono i passi indicati dall'Agenzia.
- Scrivete il contratto al computer e firmatelo: il sistema deve poterne leggere i dati, altrimenti la registrazione online non va a buon fine.
- Preparate un unico file PDF/A (oppure TIF) con: il contratto firmato, gli eventuali allegati (planimetrie, mappe) e la carta d'identità valida di tutte le parti.
- Entrate in RAP web con SPID, CIE o CNS (oppure con le credenziali Fisconline).
- Inserite i dati: il sistema calcola da solo imposta di registro e bollo.
- Pagate con addebito sul conto corrente, nello stesso momento.
- Conservate la ricevuta di registrazione e portatela al rogito: l'imposta proporzionale pagata ora si scala da quella del definitivo.
In alternativa, chi non è obbligato all'invio telematico può consegnare il modello RAP in un qualsiasi ufficio dell'Agenzia delle Entrate.
Attenzione: la sola registrazione non vi protegge se il venditore vende ad altri o subisce un pignoramento prima del rogito. Per questo serve la trascrizione, che richiede il preliminare fatto dal notaio (art. 2645-bis c.c.).
Fonti ufficiali (Agenzia delle Entrate e Normattiva)
- RAP web: registrare il preliminare online (servizio dell'Agenzia)
- Che cos'è il modello RAP, termini e imposte
- Guida operativa RAP web per i preliminari (PDF dell'Agenzia)
- Modello RAP e istruzioni, da consegnare in ufficio
- Trova l'ufficio dell'Agenzia delle Entrate
- D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131 (testo unico imposta di registro), Tariffa parte prima, art. 10 e nota
- Prenota un appuntamento in ufficio (Agenzia delle Entrate)
Letto sulle fonti ufficiali il 2 ottobre 2026. Dal 1° gennaio 2027 l'art. 10 della Tariffa è sostituito dal nuovo testo unico (D.Lgs. 1 agosto 2025, n. 123): prima di registrare, ricontrollate le pagine dell'Agenzia.
Fonti: art. 10 della Tariffa, Parte prima, D.P.R. 131/1986 e relativa nota (registro fisso; dal 1° gennaio 2025 0,5% su caparra confirmatoria e acconti, o la minore imposta del definitivo, D.Lgs. 139/2024; imputazione al rogito); Agenzia delle Entrate, pagina «Modello RAP – Contratto preliminare di compravendita» (agg. 22/12/2025); art. 6 e 7 D.P.R. 131/1986 (30 giorni); D.P.R. 642/1972 (bollo 16 euro ogni 4 facciate); art. 2645-bis c.c.; art. 77 D.P.R. 131/1986 (rimborso).
Quota di legittima e quota disponibile: quanto puoi lasciare a chi vuoi
La legge riserva a coniuge, figli e (se non ci sono figli) genitori una parte del patrimonio, la legittima: il resto è la quota disponibile, che puoi lasciare per testamento a chi vuoi. Qui vedi le quote e gli importi, partendo dal valore del patrimonio (al netto dei debiti, più le donazioni fatte in vita).
Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).
Le quote sono quelle degli artt. 536-548 c.c.: al coniuge spetta in ogni caso anche il diritto di abitare la casa familiare e di usare i mobili (art. 540 c.c.), che si calcola sulla disponibile. Fratelli, sorelle e altri parenti non sono legittimari: se non ci sono coniuge, figli e ascendenti, puoi disporre di tutto. Chi ha ricevuto meno della legittima può chiedere la riduzione entro dieci anni dall'apertura della successione.
Fonti: artt. 536-548 c.c. (legittimari e quote); art. 540 c.c. (diritti del coniuge sulla casa); art. 556 c.c. (riunione fittizia); artt. 553-564 c.c. (azione di riduzione); L. 76/2016 (unioni civili).
Senza testamento: chi eredita e in che quote
Se non c'è testamento decide il codice civile. Inserisci chi c'è in famiglia e vedi a chi va l'eredità e in che misura, con gli importi sul valore del patrimonio.
Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).
Regole degli artt. 565-586 c.c.: con i figli il coniuge prende 1/2 se il figlio è uno, 1/3 se sono più d'uno, e ha sempre il diritto di abitazione sulla casa familiare; senza figli il coniuge prende 2/3 e il resto va a genitori e fratelli; senza coniuge, tutto ai figli in parti uguali, altrimenti a genitori e fratelli, poi ai parenti fino al sesto grado, infine allo Stato. I fratelli unilaterali (di un solo genitore) prendono metà della quota dei germani.
Fonti: artt. 565-586 c.c. (successione legittima); art. 540 c.c. (diritto di abitazione del coniuge); artt. 467-469 c.c. (rappresentazione); L. 76/2016 (unioni civili); L. 219/2012 (parificazione dei figli).
Interessi del mutuo prima casa: quanto recuperi con il 730
Gli interessi passivi del mutuo per l'abitazione principale si detraggono dall'IRPEF al 19%, su un massimo di 4.000 euro l'anno (quindi fino a 760 euro di risparmio), compresi gli oneri accessori e le spese del notaio per l'atto di mutuo nel primo anno. Qui vedi il beneficio, anno per anno.
Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).
Condizioni: mutuo ipotecario per comprare l'abitazione principale, casa adibita a dimora entro un anno dall'acquisto e acquisto entro un anno dal mutuo; se il mutuo supera il costo dell'acquisto (prezzo più spese notarili e accessorie) gli interessi si detraggono in proporzione. La detrazione non si perde con un coniuge fiscalmente a carico: l'altro può detrarre anche la sua quota. Nel modello 730 la voce è il rigo E7.
Fonti: art. 15, comma 1, lett. b), D.P.R. 917/1986 (TUIR); Agenzia delle Entrate, circolare 7/E/2018 e istruzioni al modello 730 (rigo E7); art. 15, comma 1-ter, TUIR (mutui per costruzione).
Agevolazioni fiscali
Utilità fiscale: quanto risparmi con le agevolazioni
Scegli il tipo di atto, inserisci il valore e spunta le agevolazioni che ti spettano: lo strumento mette a confronto le imposte senza agevolazione e le imposte con agevolazione, e ti dice quanto resta in tasca. Qui si calcolano solo le imposte principali dell'atto (registro o IVA, ipotecaria, catastale, imposta sostitutiva, imposta di successione e donazione): sono quelle che le agevolazioni cambiano davvero.
Agevolazioni da applicare
Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).
Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).
Voci non calcolate qui: l'onorario del notaio (libero: le tariffe sono abrogate dal D.L. 223/2006, conv. legge 248/2006; i parametri del D.M. 140/2012 servono come riferimento per la stima, e resta ferma la disciplina dell'equo compenso della legge 49/2023 nei rapporti con banche, assicurazioni e grandi imprese), il contributo alla Cassa Nazionale del Notariato, la tassa Archivio notarile, i bolli, le tasse ipotecarie e le visure. Le trovi nella stima del preventivo completo e, con i numeri esatti, nel preventivo scritto dello Studio.
Fonti: D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131 (testo unico dell'imposta di registro) e relativa Tariffa.
Contenuto elaborato con il supporto dell'intelligenza artificiale e verificato dal notaio.