Pubblicato il 1 ottobre 2026 · Notaio Marco Fiorentino, Napoli

Dieci strumenti: costi di costituzione di una società, SRL o SRLS, cessione di quote, procure anche dall’estero, e gli strumenti per commercialisti, avvocati e agenti immobiliari. I conti si fanno sul tuo telefono: non parte nessun dato.

Fa parte delle Utilità notarili dello Studio, divise per argomento. Per il conto esatto del tuo atto chiedi il preventivo di massima scritto: arriva in tempi brevi.

Da leggere prima. Sono stime indicative, aggiornate alle norme in vigore a settembre 2026, pensate per farti capire l’ordine di grandezza e le voci che compongono il conto. Il numero esatto dipende dall’atto concreto e lo Studio te lo dà per iscritto, senza impegno.

Imprese e atti vari

Costi di costituzione di una SRL o SRLS: le spese fisse

Imposte e diritti che si pagano a Stato e Camera di Commercio per aprire una S.r.l., una S.r.l. semplificata o una società di persone, e sotto la stima del preventivo completo con l’onorario (per la S.r.l.s. con statuto standard è zero per legge).

La S.r.l.s. arriva al massimo a 9.999 euro
Spese fisse indicative
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Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).

Il diritto annuale della Camera di Commercio è indicato nella misura per le nuove imprese della Camera di Napoli (100 euro nel 2026, senza maggiorazione): cambia da una Camera all’altra e cresce con il fatturato dagli anni successivi. Con conferimenti di immobili o aziende si aggiungono le imposte proporzionali del caso. Per la S.r.l.s. l’esenzione riguarda bolli, diritti di segreteria e onorario del notaio; l’imposta di registro e la tassa sui libri sociali restano dovute.

Fonti: art. 4 della Tariffa, parte I, D.P.R. 131/1986 (registro fisso 200 euro); art. 1, comma 1-bis.1, Tariffa D.P.R. 642/1972 (bollo 156 euro atti societari); art. 23, nota 3, Tariffa D.P.R. 641/1972 (tassa di concessione governativa libri sociali 309,87 o 516,46 euro); art. 2463-bis c.c. e art. 3 D.L. 1/2012 (S.r.l.s. esente da bollo e diritti di segreteria); Camera di Commercio di Napoli, diritto annuale 2026.

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S.r.l. o S.r.l. semplificata: confronto dei costi di costituzione e delle regole

La S.r.l.s. costa meno alla partenza perché la legge azzera bollo, diritti di segreteria e onorario del notaio, ma ha uno statuto standard che non si può toccare e un capitale sotto i 10.000 euro. Qui vedi le due colonne fianco a fianco: costi di costituzione (imposte, diritti e stima del notaio) e differenze pratiche.

La S.r.l.s. arriva al massimo a 9.999,99 euro
Differenza di costo alla costituzione
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Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).

I costi ricorrenti (diritto annuale, bilancio, commercialista, PEC, firma digitale) sono uguali per le due forme. La S.r.l.s. può trasformarsi in S.r.l. ordinaria in seguito, con un atto notarile e le imposte fisse. Con più soci o clausole particolari (prelazione, diritti di voto, quote di categoria) serve la S.r.l. ordinaria.

Fonti: art. 2463-bis c.c. e art. 3 D.L. 1/2012 (S.r.l.s.: statuto standard del D.M. 138/2012, esenzione da bollo e diritti di segreteria, nessun onorario notarile); art. 4 della Tariffa, parte I, D.P.R. 131/1986 (registro 200 euro); art. 1, comma 1-bis.1, Tariffa D.P.R. 642/1972 (bollo 156 euro); art. 23, nota 3, Tariffa D.P.R. 641/1972 (tassa di concessione governativa); D.M. 140/2012 e D.M. 265/2012 (stima dell’onorario e dei contributi); Camera di Commercio di Napoli, diritto annuale 2026.

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Costi cessione quote SRL: imposte fisse e tassa sulla plusvalenza

L’atto di cessione paga imposte fisse, qualunque sia il prezzo: registro 200 euro, bollo 15 euro e diritti camerali. Il socio che vende, invece, paga il 26% sulla differenza tra prezzo e costo fiscale delle quote. In alternativa può rivalutare le quote pagando il 18% sul valore periziato: a volte conviene, a volte no. Qui li confronti.

Imposta sulla plusvalenza del socio
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Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).

La rivalutazione richiede una perizia giurata e il versamento dell’imposta sostitutiva del 18% (a regime dal 2025) prima della vendita. La cessione può essere firmata anche a distanza, con firma digitale e autentica notarile.

Fonti: art. 11 della Tariffa, parte I, D.P.R. 131/1986 (registro fisso 200 euro); art. 1, comma 1-bis.1, Tariffa D.P.R. 642/1972 (bollo 15 euro per le cessioni di quote); artt. 67 e 68 D.P.R. 917/1986 e art. 5 D.Lgs. 461/1997 (plusvalenza al 26%); art. 1, comma 30, legge 207/2024 (rivalutazione delle partecipazioni al 18%).

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Costi di una procura notarile o di un’autentica di firma

Procura speciale per vendere o comprare, procura generale, autentica di firma su una dichiarazione o su un contratto: sono atti con imposte piccole e fisse. Il grosso del costo è nel lavoro del notaio: sotto trovi la stima del preventivo completo.

Imposte e bolli
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Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).

Le procure si registrano solo “in caso d’uso”: di regola non si paga l’imposta di registro. Per l’estero l’apostille si chiede alla Procura della Repubblica ed è gratuita; se il Paese non aderisce alla Convenzione dell’Aja serve la legalizzazione. Per una procura a vendere o comprare casa il notaio ti chiederà i dati dell’immobile e la copia del documento di chi la riceve.

Fonti: art. 6 della Tariffa, parte II, D.P.R. 131/1986 (procure: registrazione in caso d’uso); art. 1, comma 1, Tariffa D.P.R. 642/1972 (bollo 16 euro per foglio sugli atti e sulle copie); Convenzione dell’Aja del 5 ottobre 1961 (apostille).

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Procura dall’estero: cosa serve, chi la riceve, quanto costa

Sei fuori dall’Italia e devi comprare, vendere o firmare un atto: serve una procura che in Italia sia valida. Due strade: il Consolato d’Italia, che redige l’atto in italiano e lo rende utilizzabile subito, oppure un notaio del posto, con apostille o legalizzazione e traduzione. Qui vedi la strada più adatta, la lista di quello che serve e i diritti consolari indicativi.

Conta solo se la procura la riceve un notaio straniero
Solo se la procura non è in italiano
Diritti consolari (stima)
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Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).

Il testo della procura lo prepara sempre il notaio italiano che stipulerà l’atto: è lui che sa quali poteri servono, come vanno descritti l’immobile, il prezzo e le condizioni, e quali dichiarazioni vanno inserite (prima casa, antiriciclaggio, mediazione). Una procura generica o scaricata da internet spesso non basta e costringe a rifare tutto.

Fonti: D.Lgs. 71/2011 (ordinamento e funzioni degli uffici consolari: il capo dell’ufficio consolare esercita funzioni notarili) e Tabella dei diritti consolari del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, aggiornata ogni trimestre — importi del tariffario in vigore nel 2026: procura generale 90,00 euro (art. 17a), procura speciale 60,00 euro (art. 18a), legalizzazione di firma 24,00 euro (art. 69), copia autentica 10,00 euro per foglio (art. 71), certificato di conformità della traduzione in italiano 13,00 euro per foglio (art. 72a); Convenzione dell’Aja del 5 ottobre 1961 (apostille); art. 33 D.P.R. 445/2000 (legalizzazione degli atti formati all’estero); art. 60 legge 218/1995 (legge applicabile alla rappresentanza volontaria); artt. 1392 e 2703 c.c. (forma della procura); art. 106, n. 4, legge notarile 89/1913 (deposito dell’atto estero presso un notaio italiano).

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Strumenti per professionisti: commercialisti, avvocati, agenti immobiliari e mediatori

Quattordici strumenti pensati per chi segue le pratiche dei clienti e ha bisogno di numeri, date e liste pronte da condividere. Anche questi calcolano nel browser: nessun dato viene inviato allo Studio.

Cessione di quote di SRL, SNC e SAS: imposte dell’atto e plusvalenza del socio

L’atto paga imposte fisse; il socio persona fisica che cede paga il 26% sulla differenza tra prezzo e costo fiscale. Per le società di persone il costo fiscale si corregge con i redditi imputati per trasparenza e con gli utili distribuiti; se le quote sono state rivalutate con perizia, il costo è il valore rideterminato. Qui il conto completo, voce per voce.

Prezzo pagato o conferito, più versamenti in conto capitale
Lascia 0 se le quote non sono state rivalutate
Somma dei redditi già tassati in capo al socio
Perizia, consulenze, imposte dell’atto a carico del cedente
Imposta sostitutiva del cedente (26%)
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Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).

La cessione di quote è esente da IVA. Per le S.r.l. l’atto può essere ricevuto dal notaio oppure firmato digitalmente e depositato da un commercialista abilitato: le imposte fisse non cambiano. Per le S.n.c. e S.a.s. la cessione è una modifica dei patti sociali e serve il consenso degli altri soci, salvo patto contrario. Il 26% vale per i soci persone fisiche fuori dall’impresa; per le società cedenti valgono le regole del reddito d’impresa (participation exemption).

Fonti: art. 11 della Tariffa, parte I, D.P.R. 131/1986 (registro fisso 200 euro); art. 1, comma 1-bis.1, Tariffa D.P.R. 642/1972 (bollo); art. 10, n. 4, D.P.R. 633/1972 (esenzione IVA); artt. 67, comma 1, lett. c e c-bis, e 68, comma 6, D.P.R. 917/1986 (plusvalenza e costo fiscale, con rettifica per redditi imputati e utili distribuiti nelle società di persone); art. 5 D.Lgs. 461/1997 e art. 3 D.L. 66/2014 (imposta sostitutiva 26%); art. 1, comma 30, legge 207/2024 (rideterminazione del valore al 18%); art. 36, comma 1-bis, D.L. 112/2008 (cessione di quote di S.r.l. con firma digitale).

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Cessione o conferimento d’azienda: imposta di registro con riparto delle passività

Nella cessione d’azienda l’imposta di registro si applica con l’aliquota propria di ciascun bene: 3% su avviamento e beni mobili, 0,5% sui crediti, 9% sui fabbricati e terreni edificabili, 15% sui terreni agricoli. Le passività trasferite si imputano a tutti i beni in proporzione al loro valore. Se in atto il prezzo non è ripartito, si applica l’aliquota più alta su tutto. Il conferimento in società, invece, paga imposte fisse.

Debiti risultanti dai libri contabili trasferiti con l’azienda
Totale imposte dovute allo Stato
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Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).

La cessione d’azienda è fuori campo IVA. Sugli immobili compresi nell’azienda si aggiungono ipotecaria 2% e catastale 1% sul valore lordo, senza scomputo delle passività. L’acquirente risponde dei debiti risultanti dai libri contabili obbligatori e, per i debiti tributari, in solido con il cedente nei limiti di legge, salvo il certificato dei carichi pendenti. Per il cedente la plusvalenza è reddito d’impresa, con tassazione separata possibile se l’azienda è posseduta da più di cinque anni.

Fonti: art. 23, commi 1 e 4, D.P.R. 131/1986 come modificato dall’art. 2 D.Lgs. 139/2024 (aliquote per tipologia di bene e imputazione proporzionale delle passività, dal 1° gennaio 2025); artt. 1, 2, 6 e 9 della Tariffa, parte I, D.P.R. 131/1986 (9% e 15% immobili, 3% beni mobili e avviamento, 0,5% crediti); art. 4, lett. a, n. 3, Tariffa, parte I (conferimento d’azienda: registro fisso); art. 4 Tariffa e art. 10, comma 2, D.Lgs. 347/1990 (ipotecaria e catastale fisse nel conferimento); art. 2, comma 3, lett. b, D.P.R. 633/1972 (esclusione IVA); artt. 2560 c.c. e 14 D.Lgs. 472/1997 (responsabilità per i debiti).

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Tabella usufrutto e nuda proprietà 2026: calcolo per età e tabella scaricabile

La versione per chi prepara perizie, atti e dichiarazioni: valore dell’usufrutto vitalizio in base all’età, usufrutto a tempo determinato, e la tabella completa delle fasce d’età da scaricare o stampare. I coefficienti sono quelli in vigore dal 1° gennaio 2026, calcolati al tasso minimo del 2,5% previsto dalla legge (il saggio legale 2026 è dell’1,6%).

Valore dell’usufrutto
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Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).

Per l’usufrutto a tempo determinato si usa il valore attuale dell’annualità al tasso del 2,5%; se l’usufruttuario è una persona fisica, il valore non può comunque superare quello dell’usufrutto vitalizio calcolato sulla sua età. Le stesse percentuali valgono per il diritto di abitazione e per le rendite vitalizie.

Tabella completa 2026 (18 fasce d’età)
Coefficienti per il calcolo dell’usufrutto vitalizio in vigore dal 1° gennaio 2026
Età dell’usufruttuarioCoefficienteUsufruttoNuda proprietà
Scarica la tabella (CSV)

Fonti: artt. 46 e 48 D.P.R. 131/1986 (valore di usufrutto, rendite e pensioni; comma 5-ter: saggio non inferiore al 2,5%, introdotto dal D.Lgs. 139/2024); art. 17 D.Lgs. 346/1990 (stesse regole per successioni e donazioni); prospetto dei coefficienti allegato al D.Lgs. 139/2024, confermato dal D.M. 24 dicembre 2025; D.M. 10 dicembre 2025 (G.U. 13 dicembre 2025) sul saggio legale 2026 all’1,6%.

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Successione con più eredi: imposta per ciascuno, ipocatastali e prima casa

La versione per chi prepara la dichiarazione: inserisci l’asse ereditario, le passività e fino a tre eredi con grado di parentela e quota. Il calcolatore applica la presunzione del 10% per denaro, gioielli e mobilia se non c’è inventario, la franchigia di ciascun erede e le imposte ipotecaria e catastale sugli immobili, fisse se un erede chiede la prima casa.

Esclusi titoli di Stato, TFR e polizze vita, che non si tassano
Debiti del defunto, spese mediche degli ultimi sei mesi e funerarie nei limiti di legge

Eredi (lascia “nessuno” per gli spazi vuoti; le quote devono sommare 100%)

Totale da versare in autoliquidazione
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Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).

La dichiarazione va presentata entro 12 mesi dal decesso; l’imposta autoliquidata si versa entro 90 giorni dal termine di presentazione, mentre ipotecaria, catastale, bollo e tasse si pagano al momento della presentazione. Il trasferimento di aziende e partecipazioni di controllo a coniuge o discendenti è esente se l’attività prosegue per almeno cinque anni. La presunzione del 10% si supera solo con l’inventario analitico.

Fonti: artt. 7, 9, comma 2, 20-24, 31, 33 e 37 D.Lgs. 346/1990 come modificati dal D.Lgs. 139/2024 (aliquote 4/6/8%, franchigie di 1.000.000, 100.000 e 1.500.000 euro, presunzione del 10%, passività deducibili, termini e autoliquidazione); artt. 1 e 10 D.Lgs. 347/1990 (ipotecaria 2% e catastale 1%, minimo 200 euro); art. 69, comma 3, legge 342/2000 (prima casa in successione: imposte fisse); Cassazione, ordinanza 31806/2019 (calcolo della presunzione); Agenzia delle Entrate, guida “Successioni e donazioni”.

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Provvigione dell’agente immobiliare: IVA, ritenuta d’acconto e detrazione del 19%

La provvigione matura quando l’affare si conclude, cioè con l’accettazione della proposta o il preliminare, non al rogito. Sulla fattura si applica l’IVA al 22%; se chi paga è un’impresa o un professionista, deve trattenere la ritenuta d’acconto. Chi compra la casa in cui andrà ad abitare detrae il 19% della provvigione fino a 1.000 euro.

Provvigioni complessive, IVA compresa
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Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).

Nell’atto di compravendita le parti dichiarano per legge se si sono avvalse di un mediatore, l’importo della provvigione, i mezzi di pagamento e i dati dell’agente (partita IVA e iscrizione). La detrazione spetta solo con pagamento tracciabile e si divide tra i comproprietari; per i redditi oltre 120.000 euro si riduce, e dal 2025 rientra nel tetto complessivo delle detrazioni per i redditi oltre 75.000 euro.

Fonti: artt. 1754-1755 c.c. (diritto alla provvigione alla conclusione dell’affare); art. 25-bis D.P.R. 600/1973 (ritenuta d’acconto sulle provvigioni: aliquota del primo scaglione IRPEF, 23%, sul 50% o sul 20% della provvigione); art. 15, comma 1, lett. b-bis, e commi 3-bis e 3-ter, D.P.R. 917/1986 (detrazione 19% fino a 1.000 euro, limiti di reddito); art. 16-ter D.P.R. 917/1986 introdotto dalla legge 207/2024 (tetto alle detrazioni oltre 75.000 euro); art. 1, comma 679, legge 160/2019 (pagamenti tracciabili); art. 35, comma 22, D.L. 223/2006 (dichiarazioni sulla mediazione nell’atto); legge 39/1989 (iscrizione dei mediatori).

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Studio Notarile Marco Fiorentino
Viale Antonio Gramsci 19, 80122 Napoli (Mergellina)
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Marco Fiorentino, notaio in Napoli, iscritto nel Ruolo dei Distretti Notarili Riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola. Partita IVA 00362508889. Scheda del Consiglio Nazionale del Notariato. Gli atti si firmano nello Studio a Napoli.

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