Pubblicato il 13 ottobre 2026Aggiornato il 23 ottobre 20262 minuti di lettura
In breve. Una procura è di regola revocabile. Diventa irrevocabile solo quando è data anche nell’interesse di chi la riceve. In quel caso la revoca non produce effetti, salvo una giusta causa.
Che cos’è
Di solito chi dà una procura può ritirarla quando vuole. La procura irrevocabile è un’eccezione. Serve quando il procuratore, o un’altra persona, ha un interesse proprio nell’affare. La regola sta nell’articolo 1723 del codice civile, secondo comma.
Scrivere «irrevocabile» non basta. Deve esistere davvero un interesse di chi riceve la procura. Senza questo interesse la procura resta revocabile.
Un esempio
Luca ha già ricevuto il prezzo di un terreno da Andrea. Il trasferimento però si può fare solo più avanti. Luca dà ad Andrea una procura irrevocabile per firmare la vendita a sé stesso. Così Andrea è tutelato anche se Luca cambia idea.
Che cosa succede se chi l’ha data muore
La procura nell’interesse del procuratore non si estingue con la morte di chi l’ha data. Né con la sua incapacità sopravvenuta. Anche questo lo prevede l’articolo 1723 del codice civile.
Quando conviene parlarne prima
La procura irrevocabile toglie un potere importante a chi la firma. Per questo va usata solo quando serve davvero. Prima di firmarla conviene capire con il notaio se l’interesse c’è, e come scriverlo nell’atto.
Per le regole generali legga la guida sulla procura notarile. Per ritirare una procura normale, la guida sulla revoca della procura.
Norme: codice civile, articolo 1723.
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Pagina dello Studio Notarile Marco Fiorentino, notaio a Napoli: notaio dal 2011, dal 2026 a Napoli; avvocato dal 2003.
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