Pubblicato il 18 ottobre 2026Aggiornato il 24 ottobre 20264 minuti di lettura

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Guida rapida su Regali per nozze, lauree e compleanni: quando non si pagano imposte: In questa pagina trova i riferimenti di legge, i documenti necessari e le tutele operative per «Capire prima di firmare». Per ricevere senza impegno un preventivo di massima scritto suddiviso nelle 3 voci ex art. 147 L. Notarile, può utilizzare il calcolatore rapido dello Studio.

📅 Pubblicato il 21 ottobre 2026

In breve

  • Il regalo fatto secondo gli usi, per esempio per le nozze o la laurea, per la legge non è una donazione. Lo dice l’art. 770 del codice civile.
  • Dal 1° gennaio 2025 su questi regali non si paga l’imposta di donazione: lo dice ora l’art. 1 del testo unico sulle successioni e donazioni.
  • Il regalo deve essere proporzionato a chi lo fa e all’occasione. Una somma molto alta può diventare una donazione vera, con altre regole.

Un regalo non è sempre una donazione

Per la legge la donazione è un atto preciso. Chi dona si spoglia di un bene per spirito di liberalità, e di regola serve l’atto pubblico davanti al notaio, con due testimoni.

Il codice civile però conosce anche un’altra figura. È la liberalità d’uso: il regalo che si fa in certe occasioni, perché così si usa. L’art. 770, secondo comma, del codice civile dice che non è una donazione.

Pensi ai regali per le nozze, per la laurea, per una nascita, per un compleanno importante. Anche il denaro rientra in questa figura, se la somma è adeguata all’occasione.

Che cosa è cambiato con le imposte

Fino al 2024 la legge fiscale non parlava in modo chiaro di questi regali. Dal 1° gennaio 2025 il punto è scritto: l’imposta di donazione non si applica alle liberalità previste dagli articoli 742, 770, secondo comma, e 783 del codice civile.

In pratica restano fuori dall’imposta tre gruppi di spese e regali:

La regola vale per gli atti a titolo gratuito fatti dal 1° gennaio 2025. È una delle novità della riforma delle imposte sulle successioni e donazioni (decreto legislativo 139 del 2024).

La misura conta

Il punto delicato è la proporzione. Un regalo resta una liberalità d’uso se è in linea con le abitudini della famiglia, con il suo patrimonio e con l’occasione.

Mille euro dei nonni per le nozze del nipote, in una famiglia con un patrimonio medio, sono un regalo d’uso. Duecentomila euro per comprare casa, quasi mai lo sono. In quel caso si parla di donazione, anche se fatta con un bonifico.

Una donazione vera ha regole diverse. Serve la forma giusta. Il valore conta nella successione di chi dona, per le quote che spettano ai figli e al coniuge. E sopra le franchigie si paga l’imposta.

Un esempio a Napoli

Giuseppe e Anna, i nonni, regalano a Maria 3.000 euro per le nozze, con un bonifico e la causale «regalo di nozze». Hanno un patrimonio medio e hanno fatto lo stesso con gli altri nipoti. È una liberalità d’uso: non serve l’atto dal notaio e non c’è imposta.

Qualche anno dopo i nonni vogliono aiutare Maria a comprare casa con 150.000 euro. Qui la misura cambia tutto. È una donazione, e conviene scegliere con il notaio la strada giusta: donazione del denaro, pagamento diretto del prezzo al venditore o altre soluzioni. Ognuna ha effetti diversi su imposte e successione.

Che cosa conviene fare

Domande frequenti

Il regalo in denaro per il matrimonio paga l’imposta di donazione?

Se è un regalo d’uso, proporzionato all’occasione e al patrimonio di chi lo fa, no. Dal 1° gennaio 2025 l’imposta non si applica, come dice l’art. 1 del testo unico sulle successioni e donazioni.

Serve un atto dal notaio per un regalo di nozze?

No. La liberalità d’uso non è una donazione e non richiede l’atto pubblico. Serve invece per una donazione vera, salvo che sia di modico valore.

Quando un regalo diventa una donazione?

Quando la somma o il bene non sono più proporzionati all’occasione e al patrimonio di chi dona. In quel caso valgono le regole della donazione, anche sulle imposte e sulla successione.

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