Pubblicato il 13 ottobre 2026Aggiornato il 23 ottobre 20263 minuti di lettura
In breve. Chi riceve le quote della società di famiglia senza imposta di donazione deve tenere il controllo per cinque anni. Nel 2026 l’Agenzia ha chiarito che una holding, una scissione o la vendita di una parte non fanno perdere il beneficio da sole. Conta che chi ha ricevuto le quote resti al comando, anche in modo indiretto. Attenzione però a chi vende quote donate entro cinque anni: c’è una regola fiscale a parte.
L’impegno dei cinque anni
L’esenzione per il passaggio dell’impresa ai figli è prevista dall’art. 3, comma 4-ter, del testo unico sulle successioni. Per le quote di s.r.l. e s.p.a. ha una condizione: i figli devono avere il controllo di diritto e tenerlo per cinque anni.
Controllo di diritto vuol dire la maggioranza dei voti in assemblea ordinaria. Lo dice l’art. 2359 del codice civile. Si contano anche i voti delle società controllate.
Nell’atto di donazione i figli firmano un impegno. Se non lo rispettano, perdono l’esenzione. Pagano l’imposta, la sanzione e gli interessi.
Primo caso: scissione e nuova holding
Due fratelli avevano ricevuto dai genitori, nel 2023, il 98% di una s.r.l., in comproprietà. Volevano fare una scissione e poi portare tutte le quote in una nuova holding.
Con la risposta n. 11 del 20 gennaio 2026 l’Agenzia ha detto che non c’è decadenza automatica. Serve però una condizione. I fratelli devono tenere, sempre insieme, il controllo della holding. E, tramite la holding, quello della società di partenza. Fino alla fine dei cinque anni.
La stessa regola vale per fusioni e trasformazioni. Chi ha ricevuto le quote deve restare al comando delle società che nascono dall’operazione.
Secondo caso: holding e vendita di una minoranza
Un figlio aveva ricevuto dai genitori, con più donazioni, il 100% di una società. L’ultima donazione, del 35%, era del 2025. Ora voleva portare il 70% in una holding personale e vendere a terzi fino al 30%.
Con la risposta n. 152 del 31 luglio 2026 l’Agenzia ha detto che anche qui non c’è decadenza automatica. L’impegno è tenere il controllo, non tutte le quote. Il figlio può vendere una parte, se resta al comando della holding e, tramite questa, della società. Fino a giugno 2030.
La regola a parte: vendere quote donate entro cinque anni
L’Agenzia ha ricordato un’altra norma, l’art. 16 della legge n. 383 del 2001. Chi vende quote ricevute in donazione entro cinque anni paga le tasse sul guadagno come se la donazione non ci fosse stata.
In pratica il guadagno si calcola dal costo pagato a suo tempo dal genitore. È una regola contro chi dona solo per vendere con meno tasse.
Un esempio
Andrea riceve dal padre il 60% della s.r.l. di famiglia, senza imposta. Dopo due anni porta le quote in una holding di cui ha il 100%.
Andrea non perde l’esenzione: comanda la holding e la holding comanda la società. Se invece vendesse il 20% a un socio esterno, scenderebbe al 40%. Perderebbe il controllo e l’esenzione.
Che cosa fare, in pratica
- Annoti la data di ogni donazione: i cinque anni corrono da ciascuna.
- Prima di scissioni, fusioni o holding, chieda una verifica del controllo dopo l’operazione.
- Se pensa di vendere quote donate, faccia calcolare le tasse sul guadagno con la regola della legge n. 383 del 2001.
- Conservi l’impegno firmato nell’atto di donazione.
Domande frequenti
Il controllo può essere di più fratelli insieme? Sì, se le quote sono in comproprietà e votano tramite un rappresentante comune con la maggioranza.
Se l’Agenzia contesta? Si paga l’imposta di donazione ordinaria, con sanzione e interessi dalla data della donazione.
Ha un caso simile? Chiami lo Studio al +39 352 2737467, prenoti in agenda oppure chieda il preventivo di massima.
Fonti
- Agenzia delle Entrate, risposta a interpello n. 11 del 20 gennaio 2026 – testo ufficiale (PDF)
- Agenzia delle Entrate, risposta a interpello n. 152 del 31 luglio 2026 – testo ufficiale (PDF)
- D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346, art. 3, comma 4-ter – normattiva.it
- Codice civile, art. 2359 – normattiva.it
- Legge 18 ottobre 2001, n. 383, art. 16, comma 1 – normattiva.it
Informazione generale, aggiornata al 12 ottobre 2026. Per il Suo caso servono i documenti.
Pagina dello Studio Notarile Marco Fiorentino, notaio a Napoli: notaio dal 2011, dal 2026 a Napoli; avvocato dal 2003.
Scopri di più da Notaio Marco Fiorentino | Napoli
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.