In breve

Le delibere assembleari: incarichi e poteri dell’amministratore

In condominio la volontà collettiva si forma solo con una delibera assembleare. Lo ha ribadito il Tribunale di Bologna, sentenza n. 2984/2026: una società di ingegneria chiedeva oltre 42.000 euro per attività tecniche legate al Superbonus (CILA-S, rilievi, pratiche di sanatoria), ma l’assemblea aveva affidato un pacchetto «chiavi in mano» a un appaltatore che comprendeva già tutte le prestazioni professionali necessarie. Il giudice ha escluso il compenso: senza un incarico deliberato, l’avviso di parcella è «privo di un titolo giuridico che lo legittimi», anche se l’attività è stata svolta ed è risultata utile.

Lo stesso vale per la forma del verbale: la Cassazione (ordinanza n. 558/2026) ha chiarito che la delibera è nulla se il verbale non riporta nomi e quote di chi ha votato a favore, contro o si è astenuto. Per il Superbonus, dove gli incarichi tecnici e i poteri dati all’amministratore sono spesso ampi e articolati, una delibera generica che affida poteri generici all’amministratore è a rischio di nullità: ogni incarico va descritto nel suo oggetto e nel suo compenso.

Il dissenso dei condomini: millesimi, maggioranze e parti esclusive

Il Superbonus ha introdotto maggioranze agevolate per decidere alcuni lavori, ma non ha tolto ai condomini dissenzienti i diritti che il codice civile già riconosce loro. In seconda convocazione, un terzo dei millesimi non basta a far passare la delibera se i dissenzienti sono più numerosi: la Cassazione ha confermato che i millesimi di chi vota contro possono bloccare la maggioranza richiesta.

I motivi di impugnazione più frequenti riguardano: informazioni insufficienti ai condomini su subappaltatori, polizze e tempi dei lavori; interventi su parti di proprietà esclusiva (balconi, terrazzi) decisi senza il consenso di chi ne è proprietario; modifiche che alterano il decoro architettonico dell’edificio, come un cappotto termico installato senza tecniche che ne conservino l’aspetto originario. Una delibera viziata su uno di questi punti può essere impugnata e, se annullata, far perdere tempo e, in alcuni casi, il beneficio fiscale legato ai termini di decadenza.

Interventi che richiedono l’unanimità

Alcune scelte non si decidono a maggioranza, nemmeno con le regole speciali del Superbonus. Un impianto di riscaldamento centralizzato, o qualunque opera che occupi in modo stabile uno spazio comune costituendo un diritto reale a favore di alcuni condomini, richiede il consenso di tutti. Lo stesso vale per gli interventi antisismici qualificati come innovazioni gravose: in questi casi si applicano le maggioranze del codice civile per le innovazioni, non quelle agevolate del decreto Rilancio.

Anche il dissenso di un solo comproprietario su un’unità in comunione (non in condominio) può bloccare l’adesione ai lavori per quella porzione di immobile: senza l’accordo di tutti i comproprietari, l’amministrazione straordinaria del bene richiede l’unanimità.

Cessione del credito: crediti incagliati e frodi

Dopo le restrizioni alla cessione libera dei crediti da bonus edilizi, un credito può restare fermo nel «cassetto fiscale» di chi lo riceve se questo non ha capacità fiscale sufficiente per compensarlo (credito «incapiente»). Nei forum di settore sono frequenti le domande su crediti bloccati, su come verificare che il credito sia effettivamente presente e corretto, e su cosa fare quando un condomino è irreperibile e non firma la cessione.

Sul piano dei controlli, l’Agenzia delle Entrate può annullare il credito per dichiarazioni non veritiere o documentazione mancante (ad esempio asseverazioni antisismiche incomplete): la giurisprudenza tributaria ha confermato cancellazioni di crediti in questi casi. Sul piano penale, attestazioni false sull’inizio dei lavori, fatture per prestazioni non eseguite e crediti generati senza che i lavori siano stati realmente fatti sono stati qualificati dai giudici come truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Il fallimento di un condomino o dell’impresa esecutrice

Se un condomino viene dichiarato fallito durante i lavori, il curatore prende il suo posto nelle decisioni assembleari, ma non può approvare autonomamente le spese del Superbonus: serve l’autorizzazione del giudice delegato e, per le decisioni più rilevanti, del comitato dei creditori. Il curatore ha comunque un interesse a far procedere i lavori, perché aumentano il valore dell’immobile da liquidare a beneficio dei creditori.

Se l’impresa esecutrice fallisce, il cantiere si ferma e gli altri condomini restano temporaneamente esposti: devono spesso anticipare le somme necessarie a completare o mettere in sicurezza i lavori e recuperarle, con tempi lunghi e incerti, insinuandosi nel passivo della procedura fallimentare.

Imprese inadempienti, ritardi e risarcimento del danno

Quando l’impresa non finisce i lavori nei termini e il condominio perde il beneficio fiscale, il risarcimento non è automatico. I tribunali chiedono di provare il nesso causale esclusivo tra il comportamento dell’impresa e la mancata fruizione dell’agevolazione: non basta il ritardo, occorre dimostrare che senza quel ritardo il beneficio sarebbe stato ottenuto.

Anche il danno per «perdita di chance» (la possibilità di usare altre detrazioni residue) va dimostrato in concreto: il risarcimento si riduce se il condominio, dopo l’interruzione dei lavori, resta inattivo invece di attivarsi per limitare il danno.

Le parcelle dei professionisti

Il professionista che ha progettato o assistito il condominio mantiene il diritto al compenso anche se i lavori non sono mai partiti, a condizione che l’attività sia stata effettivamente svolta e risulti da una delibera che gliel’ha affidata. Il punto debole, come visto sopra, è proprio l’assenza di un incarico deliberato: senza quella delibera, anche un lavoro utile e documentato può restare senza titolo per essere pagato.

Cosa conviene fare in pratica

  1. Fare approvare in assemblea un oggetto preciso per ogni incarico tecnico, con compenso indicato, prima che il professionista o l’impresa iniziano a lavorare.
  2. Verbalizzare sempre nomi, quote e voto di ciascun condomino: un verbale incompleto rende la delibera impugnabile.
  3. Valutare in anticipo se un intervento tocca parti esclusive o il decoro dell’edificio, e informare per tempo tutti i condomini su imprese, subappaltatori, polizze e tempi.
  4. Verificare, prima di cedere un credito, la capacità fiscale di chi lo riceve e la completezza della documentazione tecnica (asseverazioni, attestazioni).
  5. Conservare tutta la documentazione dei lavori: è quella che, in caso di contenzioso, permette di provare chi ha causato un ritardo o una perdita del beneficio.

La costituzione di diritti reali sulle parti comuni, le modifiche al regolamento di condominio e, più in generale, la verifica della regolarità degli atti da sottoporre all’assemblea possono richiedere un atto notarile o una Consulenza online con il Notaio, da valutare caso per caso sui documenti.

Fonti

Nota: le sentenze citate sono riprese da stampa specializzata; i testi integrali vanno letti sulla fonte ufficiale prima di ogni uso in un parere o in un atto.


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Marco Fiorentino, notaio in Napoli, iscritto nel Ruolo dei Distretti Notarili Riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola. Partita IVA 00362508889. Scheda del Consiglio Nazionale del Notariato. Gli atti si firmano nello Studio a Napoli.

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