Pubblicato il 27 ottobre 20266 minuti di lettura

Il testamento olografo è il più semplice che esista: lo scrive di suo pugno il testatore, per intero, lo data e lo firma. Non serve il notaio. Ed è proprio questa la sua forza e il suo punto debole.

Un foglio in un cassetto può essere perso in un trasloco, buttato per sbaglio da chi svuota la casa, o trovato da chi quel testamento non gradisce e fatto sparire. Finché nessuno lo presenta, per la legge quella volontà non esiste e la successione si apre come se non ci fosse testamento.

Da novembre 2023 il Notariato ha messo a disposizione uno strumento che riduce il rischio: il Registro Volontario dei Testamenti Olografi. Vediamo che cos’è, in che cosa è diverso dal registro ministeriale e che cosa conviene fare.

In breve

Il Registro Generale dei Testamenti: quello pubblico

È istituito presso l’Ufficio centrale degli archivi notarili del Ministero della Giustizia, a Roma, e previsto dalla legge 25 maggio 1981, n. 307. Dal 2020 l’iscrizione degli atti può avvenire anche per via telematica.

Ci finiscono d’obbligo i testamenti pubblici, quelli che il notaio riceve dettati dal testatore davanti a due testimoni, e i testamenti segreti depositati presso il notaio con le formalità di legge. Il notaio provvede all’iscrizione: non c’è nulla da chiedere.

Due precisazioni. Il Registro non conserva il contenuto del testamento: dice soltanto che esiste e presso quale notaio o archivio si trova. E non contiene gli olografi rimasti in casa, che per definizione nessuno ha iscritto. Su come si chiede il certificato, chi può farlo, documenti e costi trova la guida dello Studio Come si cerca un testamento dopo una morte.

Il Registro Volontario dei Testamenti Olografi: quello del Notariato

È operativo dal 6 novembre 2023, realizzato dal Consiglio Nazionale del Notariato tramite Notartel S.p.A., la società informatica del Notariato. È una banca dati nazionale che raccoglie i dati degli olografi depositati fiduciariamente presso i notai di tutta Italia.

Nasce da un’esigenza segnalata dai Consigli notarili: molti cittadini lasciano il proprio olografo in deposito dal notaio, ma se quel notaio va in pensione, si trasferisce o non è quello a cui gli eredi penseranno di rivolgersi, il testamento resta dove è senza che nessuno lo cerchi. Si colloca in un progetto più ampio del Notariato: i registri sussidiari digitali per dati di interesse pubblico privi di pubblicità legale.

Il nome va preso alla lettera. È volontario: nessuno è obbligato ad aderire, né il cittadino né il notaio. Ed è sussidiario: si affianca al registro generale, non lo sostituisce.

Come funziona l’annotazione

Chi deposita fiduciariamente il proprio olografo presso un notaio può autorizzarlo ad annotare i dati nel registro, prestando il consenso al trattamento dei dati personali. L’iniziativa è del testatore: l’annotazione avviene su sua richiesta e con il suo consenso.

Il notaio annota soltanto tre informazioni:

Il contenuto non entra nel registro: chi lo consulta può sapere solo che un testamento esiste e dove si trova, non che cosa dispone. Al testatore viene rilasciata la ricevuta del deposito.

L’annotazione non è definitiva. In qualsiasi momento il notaio depositario, con il consenso del testatore, può modificare la registrazione: se il testamento viene revocato o trasferito presso un altro notaio, per esempio per pensionamento. Da marzo 2024 il servizio permette anche di correggere i dati di un deposito già inserito.

Il Notariato ha comunicato che l’inserimento dei dati da parte del notaio depositario è gratuito, mentre la ricerca ha un costo di 5,00 euro. Il servizio è recente e le modalità operative possono essere aggiornate: lo Studio verifica caso per caso le condizioni in vigore al momento del deposito.

Come si cerca un olografo dopo la morte

La ricerca si può fare solo dopo la morte del testatore e solo attraverso un notaio: il registro è consultabile esclusivamente dai notai, in possesso di un certificato che attesti il decesso. Finché la persona è in vita nessuno può sapere se ha depositato un testamento: è il presidio di riservatezza su cui il sistema si regge.

I congiunti o le persone interessate, muniti del certificato di morte, possono rivolgersi a qualsiasi notaio in Italia. Non occorre indovinare quale notaio custodisca il testamento: la ricerca interroga i depositi annotati da tutti i notai italiani.

Se la ricerca va a buon fine, al notaio depositario arriva automaticamente la comunicazione che qualcuno, interessato alla pubblicazione, si è attivato e che il testatore è deceduto. Da lì si procede alla pubblicazione dell’olografo.

Che cosa conviene fare, in concreto

Il registro risolve un problema solo: far trovare il testamento. Non risolve la conservazione né la validità. Un olografo lasciato in casa e annotato in un registro è ancora un foglio che può bruciare.

Per questo la soluzione più sicura resta il deposito fiduciario presso il notaio, con l’annotazione nel registro come completamento naturale. Il testamento è custodito da un pubblico ufficiale: non si perde, non si distrugge, non può essere sottratto da chi ha interesse a farlo sparire. E si ritrova anche a distanza di trent’anni, da qualunque notaio.

Un’avvertenza sulla forma, perché il deposito non sana i vizi. L’olografo deve essere scritto per intero a mano dal testatore, datato e sottoscritto. La Cassazione è rigorosa: la data va indicata per giorno, mese e anno, e la sua omissione anche parziale rende il testamento annullabile, pure quando non cambia nulla nelle disposizioni (ordinanza 1 giugno 2026, n. 17356). E se un terzo guida la mano del testatore viene meno l’autografia, e il testamento non è valido (ordinanza 9 aprile 2025, n. 9319). Chi fa un olografo in casa farebbe bene a farlo leggere prima: altrimenti l’errore si scopre quando non si può più correggere.

Se sta pensando a come sistemare le sue cose, in Studio si valuta quale forma conviene al suo caso: olografo depositato, testamento pubblico o altro. Su chi dovrà dare esecuzione alle sue volontà può leggere L’esecutore testamentario: chi è e quando serve davvero; le altre pagine della materia sono in Successioni, testamenti e donazioni a Napoli. Il preventivo di massima è scritto e senza impegno, anche in Consulenza online.


Fonti

Contenuto divulgativo: non sostituisce l’esame del caso concreto.

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Marco Fiorentino, notaio in Napoli, iscritto nel Ruolo dei Distretti Notarili Riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola. Partita IVA 00362508889. Scheda del Consiglio Nazionale del Notariato. Gli atti si firmano nello Studio a Napoli.

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