Pubblicato il 1 ottobre 2026 · Notaio Marco Fiorentino, Napoli

Tredici strumenti per chi compra con il mutuo o possiede casa: imposta sul mutuo e surroga, rata, quanto mutuo chiedere, estinzione, credito d’imposta, scadenze della prima casa, spese e debiti condominiali, IMU, residenza, affitto, bonus casa, usufrutto. I conti si fanno sul Suo telefono: non parte nessun dato.

Fa parte delle Utilità notarili dello Studio, divise per argomento. Per il conto esatto del Suo atto chieda il preventivo di massima scritto: arriva in tempi brevi.

Da leggere prima. Sono stime indicative, aggiornate alle norme in vigore a settembre 2026, pensate per farLe capire l’ordine di grandezza e le voci che compongono il conto. Il numero esatto dipende dall’atto concreto e lo Studio glielo dà per iscritto, senza impegno.

Mutuo e prima casa

Calcolo imposta sostitutiva sul mutuo, surroga e cancellazione ipoteca

Sui finanziamenti di durata superiore a diciotto mesi la banca versa un’imposta che sostituisce registro, bollo e ipotecaria: 0,25% se è la prima casa, 2% se è una seconda casa. La trattiene dall’importo erogato, quindi la paga comunque Lei. La surroga è gratuita per legge; la cancellazione dell’ipoteca a mutuo estinto la fa la banca senza costi.

Imposta sostitutiva
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Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).

L’aliquota ridotta non è automatica: la dichiarazione di avere i requisiti prima casa va inserita nel contratto di mutuo. Vale la pena controllarlo prima di firmare. Se chiede il mutuo nello stesso giorno del rogito, il notaio riceve due atti: compravendita e mutuo.

Fonti: artt. 15-18 D.P.R. 601/1973 (imposta sostitutiva 0,25%; 2% per gli acquisti di abitazioni senza requisiti prima casa, art. 1-bis D.L. 168/2004); art. 120-quater D.Lgs. 385/1993 (surroga senza spese per il cliente); art. 40-bis D.Lgs. 385/1993 (cancellazione automatica dell’ipoteca).

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Calcolo rata del mutuo e detrazione degli interessi

Rata mensile a tasso fisso (ammortamento “alla francese”, quello usato da quasi tutte le banche), interessi totali e la detrazione IRPEF del 19% sugli interessi, se è la Sua abitazione principale.

Il tasso “nudo”, senza spese
Rata mensile
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Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).

La detrazione del 19% spetta sugli interessi (e oneri accessori) fino a 4.000 euro l’anno, quindi al massimo 760 euro l’anno, per il mutuo sull’abitazione principale. L’imposta sostitutiva sul mutuo la calcola nel riquadro qui sopra.

Fonti: art. 15, comma 1, lett. b, D.P.R. 917/1986 (detrazione 19% degli interessi passivi fino a 4.000 euro); formula della rata costante a tasso fisso.

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Quanto mutuo posso chiedere: rata sostenibile e limite dell’80%

Prima di cercare casa conviene sapere quanto la banca può prestarLe. La regola prudenziale è che la rata non superi un terzo del reddito netto mensile del nucleo; in più il mutuo fondiario non supera l’80% del valore dell’immobile. Qui ottiene l’importo massimo e quanto deve avere da parte.

Prestiti, auto, altri mutui
Un terzo è la soglia prudenziale usata da Banca d’Italia
0 se ancora non lo sa
Mutuo che può chiedere (stima)
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Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).

La rata sostenibile va calcolata sul reddito che resta stabile nel tempo. Le banche valutano anche l’età alla fine del mutuo, il contratto di lavoro e la storia creditizia; per gli under 36 con ISEE fino a 40.000 euro il Fondo di garanzia prima casa copre fino all’80% del mutuo (prorogato fino al 31 dicembre 2027). L’imposta sostitutiva e l’atto di mutuo li calcola nelle schede qui sopra.

Fonti: Banca d’Italia, guida “Comprare una casa: il mutuo” (rapporto rata/reddito e valutazione del merito creditizio); art. 38 D.Lgs. 385/1993 e delibera CICR 22 aprile 1995 (credito fondiario: finanziamento fino all’80% del valore dell’immobile); art. 1, comma 48, lett. c, legge 147/2013 (Fondo di garanzia prima casa); formula della rata costante a tasso fisso.

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Estinzione anticipata del mutuo: quanto risparmia, e il piano di ammortamento anno per anno

Ha una somma da parte e si chiede se conviene buttarla sul mutuo. Qui vede il debito residuo dopo le rate già pagate, quanti interessi risparmia versando in anticipo, e se conviene accorciare la durata o alleggerire la rata. Sotto trova il piano di ammortamento alla francese anno per anno, da stampare. Penale: zero, per i mutui sull’abitazione è nullo il patto che la prevede.

Il tasso del contratto, non il TAEG
Quante mensilità ha versato finora
Se è pari o superiore al debito residuo, estingue tutto
Risparmio di interessi
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Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).

Piano di ammortamento, anno per anno

Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).

Il calcolo usa l’ammortamento alla francese a tasso fisso, quello di quasi tutte le banche: rata costante, quota interessi che scende e quota capitale che sale. Con il tasso variabile la rata cambia nel tempo e i numeri sono solo indicativi. Prima di decidere, chieda alla banca il conteggio estintivo aggiornato: è gratuito.

Fonti: art. 120-ter D.Lgs. 385/1993 (è nullo il patto che prevede compensi o penali per l’estinzione anticipata dei mutui per l’acquisto o la ristrutturazione di immobili ad uso abitativo o per lo svolgimento dell’attività economica o professionale di persone fisiche; norma introdotta dall’art. 7 del D.L. 7/2007, convertito dalla legge 40/2007); art. 40-bis D.Lgs. 385/1993 (cancellazione dell’ipoteca gratuita e telematica); art. 15, comma 1, lett. b, D.P.R. 917/1986 (detrazione del 19% degli interessi passivi sull’abitazione principale); formula dell’ammortamento francese a rata costante.

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Calcolo credito d’imposta per chi ricompra la prima casa

Ha venduto (o sta per vendere) una casa comprata con l’agevolazione prima casa e ne ricompra un’altra entro un anno con la stessa agevolazione? L’imposta pagata la prima volta torna indietro come credito, fino a coprire quella dovuta ora.

Registro o IVA del vecchio rogito
Usi il calcolatore delle imposte
Credito che recupera
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Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).

Il credito va chiesto espressamente nel nuovo atto e non può superare l’imposta dovuta ora. Se avanza qualcosa, la parte residua si può usare in dichiarazione dei redditi o per altre imposte di registro. Vale anche se compra prima di vendere, purché la vecchia casa sia venduta entro due anni dal nuovo acquisto.

Fonti: art. 7 legge 448/1998 (credito d’imposta per il riacquisto); nota II-bis all’art. 1 della Tariffa, parte I, D.P.R. 131/1986 come modificata dall’art. 1, comma 116, legge 207/2024 (due anni per vendere la casa precedente).

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Scadenze prima casa: residenza, rivendita, riacquisto

L’agevolazione si perde per distrazione più che per scelta. Inserisca la data del rogito e segni queste date sul calendario. Se al rogito aveva ancora la vecchia prima casa, ha due anni per venderla.

Le Sue scadenze
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Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).

Se rivende entro cinque anni e riacquista un’altra prima casa entro un anno, l’agevolazione non si perde. Il credito d’imposta va chiesto espressamente nel nuovo atto.

Fonte: nota II-bis all’art. 1 della Tariffa, parte I, D.P.R. 131/1986 (residenza entro 18 mesi; decadenza se si rivende entro 5 anni senza riacquistare entro un anno; art. 1, comma 116, legge 207/2024 per i due anni).

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Spese condominiali al rogito: ripartizione tra venditore e acquirente e conguagli

Le spese ordinarie dell’anno si dividono in proporzione ai giorni di proprietà; i lavori straordinari li paga chi era proprietario quando l’assemblea li ha approvati. Verso il condominio, però, chi compra risponde anche dei debiti dell’anno in corso e di quello precedente: per questo prima del rogito si chiede l’attestazione dell’amministratore. Qui calcola il conguaglio da regolare alla firma.

Dal regolamento o dal bilancio: l’esercizio dura 12 mesi
Dal preventivo approvato (rate ordinarie)
Conguaglio al rogito
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Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).

La ripartizione a giorni delle spese ordinarie è la regola di prassi che le parti mettono nel preliminare e nell’atto: la legge non la impone, ma senza accordo si discute. Le rate già scadute restano a carico di chi era proprietario alla scadenza. Il fondo cassa e le riserve del condominio seguono l’unità e non si rimborsano, salvo patto.

Fonti: art. 63, comma 4, disp. att. c.c. (solidarietà dell’acquirente per l’anno in corso e il precedente); Cassazione, ordinanza 24236/2025 e sentenza 25839/2019 (lavori straordinari: conta la delibera che li approva); art. 1130, n. 9, c.c. (attestazione dell’amministratore); art. 1, comma 761, legge 160/2019 (IMU del mese di trasferimento).

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Debiti condominiali arretrati: di quali risponde chi compra

Il venditore non ha pagato le rate del condominio. Chi compra rischia di pagarle al posto suo: la legge lo rende obbligato in solido per l’anno in corso e per quello precedente. Qui inserisce gli importi che l’amministratore Le ha comunicato e vede quanto vale davvero l’esposizione — e quanto conviene trattenere dal prezzo al rogito.

Esposizione di chi compra
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Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).

La solidarietà vale verso il condominio: l’amministratore può chiedere l’intero a chi compra, che poi si rivale su chi vende. Fra le parti, invece, vale quello che c’è scritto nel preliminare e nell’atto. I lavori straordinari seguono una regola diversa: li paga chi era proprietario quando l’assemblea li ha approvati.

Fonti: art. 63, commi 1 e 4, disp. att. c.c. (l’amministratore può agire per la riscossione; chi subentra nei diritti di un condomino è obbligato in solido con lui per i contributi relativi all’anno in corso e a quello precedente); art. 1130, n. 9, c.c. (l’amministratore fornisce l’attestazione sullo stato dei pagamenti e delle liti in corso); Cassazione, ordinanza 24236/2025 e sentenza 25839/2019 (lavori straordinari: rileva la delibera che li approva).

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Calcolo IMU 2026: base imponibile dalla rendita e imposta annua

L’IMU non passa dal notaio ma è la prima spesa che arriva dopo l’acquisto di una seconda casa. Si parte dalla rendita catastale rivalutata del 5%, moltiplicata per il coefficiente della categoria; l’aliquota la decide il Comune ogni anno. L’abitazione principale non di lusso è esente.

Per i terreni: reddito dominicale
10,6 è il massimo di legge per gli altri immobili; per l’abitazione principale di lusso il massimo è 6. Controlli la delibera del Suo Comune
IMU annua (stima)
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Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).

Il mese conta per intero se il possesso dura più di 15 giorni: chi compra il 20 del mese non paga quel mese. Il pagamento avviene con F24 in due rate, il 16 giugno e il 16 dicembre; il saldo può tenere conto di aliquote deliberate dopo. Le pertinenze dell’abitazione principale (una per categoria C/2, C/6, C/7) sono esenti con la casa.

Fonti: art. 1, commi 740-741 (abitazione principale esente), 745 (base imponibile e moltiplicatori 160, 140, 80, 65, 55 e 135), 747 (riduzioni del 50%), 748-749 (abitazione principale di lusso: aliquota base 0,5% e detrazione 200 euro), 754 (altri immobili: aliquota base 0,86%, massima 1,06%), 760 (canone concordato: imposta ridotta al 75%) e 762 (versamento in due rate), legge 160/2019; Dipartimento delle Finanze, prospetto delle aliquote deliberate dai Comuni.

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Quanto vale la residenza: prima casa, IMU e plusvalenza a confronto

Prendere la residenza in una casa non è un dettaglio anagrafico: cambia le imposte del rogito, fa sparire l’IMU e, se un domani rivende, può azzerare la tassa sul guadagno. Inserisca il prezzo, la rendita catastale e l’aliquota IMU del Suo Comune e guardi le due colonne su tutti gli anni in cui terrà la casa.

Dalla visura catastale
La delibera è sul sito del Comune e sul portale del Dipartimento delle Finanze; il massimo di legge è 10,6
0 se compra senza mutuo
Quanto vale la residenza
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Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).

Il confronto usa il prezzo-valore quando conviene, cioè quando il valore catastale è più basso del prezzo: è la regola che si chiede al notaio in atto comprando da un privato. La residenza va trasferita entro diciotto mesi dal rogito e dichiarata nell’atto; l’aliquota IMU e le eventuali riduzioni le decide ogni Comune, quindi controlli la delibera.

Fonti: nota II-bis all’art. 1 della Tariffa, parte I, D.P.R. 131/1986 (agevolazione prima casa: registro 2% invece di 9%, residenza entro 18 mesi); art. 10, comma 3, D.Lgs. 23/2011 (ipotecaria e catastale di 50 euro); art. 1, comma 497, legge 266/2005 (prezzo-valore); art. 18 D.P.R. 601/1973 e art. 1-bis D.L. 168/2004 (imposta sostitutiva 0,25% e 2%); art. 1, commi 740-762, legge 160/2019 (IMU: esenzione dell’abitazione principale non di lusso, moltiplicatore 160, aliquota massima 10,6 per mille); art. 67, comma 1, lett. b, D.P.R. 917/1986 (niente plusvalenza se l’immobile è stato abitazione principale per la maggior parte del periodo); art. 15, comma 1, lett. b, D.P.R. 917/1986 (detrazione degli interessi solo per l’abitazione principale).

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Registrare un contratto di affitto: imposta di registro o cedolare secca

Il contratto di locazione va registrato entro 30 giorni. Con il regime ordinario si paga il 2% del canone annuo (minimo 67 euro) più il bollo, diviso a metà tra le parti, e il canone entra nell’IRPEF del proprietario; con la cedolare secca il proprietario paga un’imposta fissa del 21% (10% a canone concordato) e niente registro né bollo, ma rinuncia all’aggiornamento ISTAT. Qui confronta le due strade.

Serve solo per stimare l’IRPEF nel regime ordinario
Regime più conveniente per il proprietario
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Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).

La cedolare vale solo per le abitazioni locate da persone fisiche fuori dall’attività d’impresa e va scelta alla registrazione (o alla proroga). Per le locazioni brevi (fino a 30 giorni) l’aliquota è del 21% su un immobile e del 26% dal secondo. La stima IRPEF usa gli scaglioni 2026 senza addizionali; nel regime ordinario il canone concordato gode di un’ulteriore riduzione del 30% del reddito.

Fonti: art. 5 della Tariffa, parte I, e art. 17 D.P.R. 131/1986 (registro 2%, 1% per gli strumentali con IVA, 0,5% per i fondi rustici; minimo 67 euro; versamento annuale o per l’intera durata con detrazione pari alla metà del tasso legale per anno); art. 8 legge 431/1998 (base ridotta del 30% per il canone concordato); art. 3 D.Lgs. 23/2011 (cedolare secca 21% e 10%); art. 4 D.L. 50/2017 e art. 1, comma 63, legge 213/2023 (locazioni brevi 21% e 26%); art. 37, comma 4-bis, D.P.R. 917/1986 (reddito al 95% del canone); art. 1, comma 1, Tariffa D.P.R. 642/1972 (bollo 16 euro ogni 4 facciate); Agenzia delle Entrate, scheda “Registrazione di un nuovo contratto di locazione”.

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Bonus casa 2026: quanto Le torna indietro dalla ristrutturazione

Nel 2026 la detrazione per i lavori in casa è del 50% se l’immobile è la Sua abitazione principale e del 36% negli altri casi, su una spesa massima di 96.000 euro per unità, in dieci quote annuali. Il bonus mobili resta al 50% su 5.000 euro. Qui vede quanto rientra, quanto ogni anno, e se la Sua IRPEF basta a assorbirlo.

Il tetto è 96.000 euro per unità immobiliare
Solo se collegata ai lavori; il tetto è 5.000 euro
Serve a capire se la detrazione è capiente
Detrazione totale
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Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).

La detrazione abbatte l’IRPEF: se l’imposta dovuta è più bassa della quota annua, la parte eccedente si perde, perché non è rimborsabile e non si riporta agli anni dopo. Per i lavori che coinvolgono il notaio — acquisto di immobili ristrutturati da impresa, box pertinenziale, agevolazioni sugli acquisti — vale la pena parlarne prima della firma.

Fonti: art. 16-bis D.P.R. 917/1986 (detrazione per il recupero del patrimonio edilizio, dieci quote annuali); legge 30 dicembre 2025, n. 199 (legge di bilancio 2026), che per le spese del 2026 conferma il 50% per l’abitazione principale e il 36% per gli altri immobili, con il limite di 96.000 euro per unità immobiliare; art. 1, comma 22, della stessa legge e art. 16, comma 2, D.L. 63/2013 (bonus mobili ed elettrodomestici, 50% su un massimo di 5.000 euro); art. 16-bis, comma 3, D.P.R. 917/1986 (acquisto di immobili ristrutturati da impresa: detrazione sul 25% del prezzo); Agenzia delle Entrate, guida “Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali” (febbraio 2026).

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Famiglia e patrimonio

Calcolo usufrutto e nuda proprietà 2026

Quando si vende o si dona la nuda proprietà tenendo l’usufrutto, il valore si divide in base all’età di chi mantiene l’usufrutto: più è giovane, più vale l’usufrutto. I coefficienti sono quelli in vigore dal 1° gennaio 2026. Se l’usufrutto è congiuntivo (per esempio ai due coniugi, con accrescimento) conta l’età del più giovane.

Valore della nuda proprietà
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Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).

Il saggio legale per il 2026 è dell’1,6%, ma per questi calcoli la legge fissa un tasso minimo del 2,5%: per questo i coefficienti restano quelli del 2025. Le percentuali valgono anche per il diritto di abitazione e per la rendita vitalizia.

Fonti: art. 46 e art. 48 D.P.R. 131/1986; prospetto dei coefficienti allegato al D.Lgs. 139/2024 (tasso minimo 2,5%); D.M. 24 dicembre 2025 (G.U. n. 302 del 31 dicembre 2025) e D.M. 10 dicembre 2025 sul saggio legale 2026 all’1,6%.

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Comprare casa: imposte, prima casa e agevolazioni

Calcolo imposte acquisto casa 2026: prima casa e seconda casa

Il conto cambia radicalmente a seconda di chi vende (un privato o un’impresa con IVA) e se ricorrono i requisiti della prima casa. Con il sistema prezzo-valore, se compra da privato le imposte si calcolano sul valore catastale invece che sul prezzo: quasi sempre conviene, e va chiesto in atto. Inserisca la rendita e il valore catastale si calcola da solo.

Dalla visura. Se non la conosce, lasci 0 e inserisca il valore catastale
Si calcola dalla rendita; lo compili solo se la rendita è 0
Box, cantina o posto auto (una per categoria C/2, C/6, C/7)
Totale imposte dovute allo Stato
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Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).

Con l’imposta di registro proporzionale non si pagano bollo, tassa ipotecaria e tributi catastali. L’imposta di registro proporzionale non può comunque essere inferiore a 1.000 euro. Se compra da impresa con IVA si aggiungono le imposte fisse e il bollo. Il prezzo-valore vale solo per gli acquisti di abitazioni (e pertinenze) da parte di persone fisiche che non agiscono come imprenditori.

Fonti: art. 1 della Tariffa, parte I, D.P.R. 131/1986 (registro 2% prima casa, 9% altri immobili, minimo 1.000 euro); art. 10, comma 3, D.Lgs. 23/2011 (ipotecaria e catastale 50 euro ciascuna ed esenzione da bollo); Tabella A, parte II e III, D.P.R. 633/1972 (IVA 4% e 10%); art. 1, comma 497, legge 266/2005 (prezzo-valore); Agenzia delle Entrate, guida “L’acquisto della casa: le imposte e le agevolazioni fiscali”.

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Prima casa o seconda casa: confronto delle imposte fianco a fianco

Quanto vale davvero l’agevolazione prima casa? Qui vede le due colonne una accanto all’altra: registro al 2% invece del 9% (o IVA al 4% invece del 10%), imposta sostitutiva sul mutuo allo 0,25% invece del 2%. Stesse regole della scheda “Imposte acquisto casa”; per verificare se ha i requisiti usi lo strumento successivo.

Dalla visura; con 0 le imposte si calcolano sul prezzo
0 se compra senza mutuo
Risparmio con la prima casa
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Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).

La seconda casa paga anche l’IMU ogni anno (veda lo strumento IMU) e, se la rivende entro cinque anni, la plusvalenza. Chi compra la seconda casa da privato può comunque usare il prezzo-valore, cioè pagare il 9% sul valore catastale invece che sul prezzo.

Fonti: art. 1 della Tariffa, parte I, D.P.R. 131/1986 e nota II-bis (registro 2% prima casa, 9% altri immobili, minimo 1.000 euro); art. 10, comma 3, D.Lgs. 23/2011 (ipotecaria e catastale 50 euro); Tabella A, parte II e III, D.P.R. 633/1972 (IVA 4% e 10%); art. 1, comma 497, legge 266/2005 (prezzo-valore); art. 18 D.P.R. 601/1973 e art. 1-bis D.L. 168/2004 (imposta sostitutiva 0,25% e 2%).

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Ho i requisiti per l’agevolazione prima casa? Verifica in 30 secondi (con la novità under 36)

Risponda a sei domande e scopra se può chiedere la prima casa in atto e cosa deve dichiarare. Gli under 36 dal 2025 non hanno più l’esenzione totale: qui trova cosa resta.

Lo legge nella visura catastale
Esito
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Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).

I requisiti si dichiarano in atto sotto la propria responsabilità: il notaio li verifica con Lei prima della firma. Se compra con il coniuge in comunione dei beni, i requisiti servono a entrambi per l’agevolazione piena. Le pertinenze (box, cantina, posto auto) seguono la casa, una per categoria.

Fonti: nota II-bis all’art. 1 della Tariffa, parte I, D.P.R. 131/1986 (requisiti; art. 1, comma 116, legge 207/2024 per i due anni; art. 2 D.L. 69/2023 per i residenti all’estero); art. 64, commi 6-8, D.L. 73/2021 e art. 3, comma 12-terdecies, D.L. 215/2023 (esenzione under 36 fino agli atti del 31 dicembre 2024, non prorogata); art. 1, comma 48, lett. c, legge 147/2013 (Fondo di garanzia prima casa, prorogato al 31 dicembre 2027); Agenzia delle Entrate, guida “L’acquisto della casa: le imposte e le agevolazioni fiscali”.

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Interessi del mutuo prima casa: quanto recupera con il 730

Gli interessi passivi del mutuo per l’abitazione principale si detraggono dall’IRPEF al 19%, su un massimo di 4.000 euro l’anno (quindi fino a 760 euro di risparmio), compresi gli oneri accessori e le spese del notaio per l’atto di mutuo nel primo anno. Qui vede il beneficio, anno per anno.

Dalla certificazione annuale della banca
Onorario del notaio per il mutuo, perizia, istruttoria, imposta sostitutiva: solo nell’anno dell’atto
Detrazione IRPEF nell’anno
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Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).

Condizioni: mutuo ipotecario per comprare l’abitazione principale, casa adibita a dimora entro un anno dall’acquisto e acquisto entro un anno dal mutuo; se il mutuo supera il costo dell’acquisto (prezzo più spese notarili e accessorie) gli interessi si detraggono in proporzione. La detrazione non si perde con un coniuge fiscalmente a carico: l’altro può detrarre anche la sua quota. Nel modello 730 la voce è il rigo E7.

Fonti: art. 15, comma 1, lett. b), D.P.R. 917/1986 (TUIR); Agenzia delle Entrate, circolare 7/E/2018 e istruzioni al modello 730 (rigo E7); art. 15, comma 1-ter, TUIR (mutui per costruzione).

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Utilità fiscale: quanto risparmia con le agevolazioni

Scelga il tipo di atto, inserisca il valore e spunti le agevolazioni che Le spettano: lo strumento mette a confronto le imposte senza agevolazione e le imposte con agevolazione, e Le dice quanto resta in tasca. Qui si calcolano solo le imposte principali dell'atto (registro o IVA, ipotecaria, catastale, imposta sostitutiva, imposta di successione e donazione): sono quelle che le agevolazioni cambiano davvero.

Il prezzo scritto in atto
Serve per il prezzo-valore e per le imposte ipotecaria e catastale. La trova nella visura

Agevolazioni da applicare

Risparmio stimato
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Stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).

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Voci non calcolate qui: l'onorario del notaio (libero: le tariffe sono abrogate dal D.L. 223/2006, conv. legge 248/2006; i parametri del D.M. 140/2012 servono come riferimento per la stima, e resta ferma la disciplina dell'equo compenso della legge 49/2023 nei rapporti con banche, assicurazioni e grandi imprese), il contributo alla Cassa Nazionale del Notariato, la tassa Archivio notarile, i bolli, le tasse ipotecarie e le visure. Le trova nella stima del preventivo completo e, con i numeri esatti, nel preventivo scritto dello Studio.

Fonti: D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131 (testo unico dell'imposta di registro) e relativa Tariffa.

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Lo Studio

Studio Notarile Marco Fiorentino
Via Cuma n. 6, Santa Lucia, 80132 Napoli
Lunedi-venerdi, 9-18

Telefono +39 352 273 7467 · segreteria@notaiofiorentinomarco.com

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Marco Fiorentino, notaio in Napoli, iscritto nel Ruolo dei Distretti Notarili Riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola. Partita IVA 00362508889. Scheda del Consiglio Nazionale del Notariato. Gli atti si firmano nello Studio a Napoli.

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