Pubblicata il 27 ottobre 2026 — Aggiornata al 27 ottobre 2026.
Questa pagina fa parte della Guida fiscale per i professionisti dello Studio Notarile Marco Fiorentino, Via Cuma n. 6 (Santa Lucia), 80132 Napoli.
L’IVA è il settore più ampio della rassegna: la raccolta interna dello Studio, estratta dai notiziari del Consiglio Nazionale del Notariato, conta 230 documenti di prassi riferibili agli atti immobiliari dal 2002 al 2026. In questa pagina ne abbiamo selezionati 56, privilegiando il quadriennio 2022-2026 e scartando i documenti superati, quelli di nicchia e quelli il cui oggetto, nella fonte, risulta troncato o illeggibile. Il nodo pratico ricorrente è sempre lo stesso: stabilire se la cessione rientri nel campo di applicazione dell’IVA e, se vi rientra, se sia imponibile per obbligo, imponibile per opzione o esente, perché da quella scelta dipendono l’alternatività con l’imposta di registro e il regime delle imposte ipotecaria e catastale. Di questi documenti, 25 riportano ora la conclusione dell’Agenzia nelle sue parole, ripresa dal testo integrale pubblicato nei notiziari del Consiglio Nazionale del Notariato fra il 2020 e il 2023; per altri cinque la conclusione resta riassunta dallo Studio sulla base dello stesso notiziario.
Due sotto-temi che la rassegna non copre: sul reverse charge nelle cessioni immobiliari e sulle rettifiche e variazioni non abbiamo documenti utilizzabili in questa raccolta, e preferiamo dirlo anziché riempire la pagina con richiami di seconda mano. Un secondo limite riguarda le conclusioni: per i documenti anteriori al 2020 e per quelli successivi al 2023 la conclusione dell’Agenzia non è riportata, perché la fonte da cui lavoriamo — i notiziari del Consiglio Nazionale del Notariato — ne pubblicava il testo integrale soltanto in quella finestra di anni; per quei documenti indichiamo soltanto il riferimento e l’oggetto.
Imponibilità ed esenzione nelle cessioni di fabbricati (art. 10 n. 8-bis e 8-ter D.P.R. 633/1972)
È il perno dell’intera materia. L’esenzione è la regola per i fabbricati abitativi e per quelli strumentali; l’imponibilità è l’eccezione, legata alla qualità del cedente (impresa costruttrice o che ha eseguito gli interventi) e al quinquennio dall’ultimazione, oppure all’opzione manifestata in atto.
- Interpello n. 232/2025 — Pignoramento immobiliare e decesso dell’imprenditore esecutato. Trattamento IVA della vendita del complesso immobiliare aziendale in sede di esecuzione forzata.
- Interpello n. 151/2025 — Contratto di concessione stipulato nell’ambito del partenariato pubblico privato. Rilevanza ai fini IVA dell’alienazione degli immobili a titolo di contributo.
- Interpello n. 405/2023 — Modalità di determinazione della base imponibile IVA della cessione di un fabbricato in seno ad un rapporto di leasing.
- Interpello n. 736/2021 — Cessione di un immobile, eccezione alle operazioni esenti da IVA come da art. 10, primo comma, n. 8-ter del D.P.R. 633/1972.
- Interpello n. 611/2020 — Regolarizzazione di opere edilizie realizzate in difformità dal titolo abilitativo. Regime IVA della cessione dell’immobile strumentale oggetto di regolarizzazione.
- Interpello n. 387/2021 — Pignoramento immobiliare: assolvimento degli obblighi IVA.
Conclusione dell’Agenzia: «Conseguentemente, l’istante, verificata la correttezza del versamento mediante compensazione, è legittimato a riversare al debitore esecutato l’IVA incassata con riguardo alla vendita degli immobili oggetto di pignoramento.» - Interpello n. 410/2020 — Modalità di trasferimento d’immobile staggito e relativa tassazione.
Conclusione dell’Agenzia: «Per le suesposte considerazioni si condivide la soluzione interpretativa formulata dall’istante, che prevede la tassazione dell’atto in esame della sola quota del 50% dell’immobile con la possibilità, qualora ricorrano tutti i requisiti previsti dalla citata disposizione, di fruire della c.d. agevolazione ‘prima casa’ per l’acquisto della quota dell’immobile che verrà trasferito tramite il decreto di aggiudicazione.»
Categorie catastali F e fabbricati non ultimati
Le categorie fittizie — F1 aree urbane, F2 fabbricati collabenti, F3 fabbricati in corso di costruzione, F4 fabbricati in corso di definizione, F5 lastrici solari — non hanno rendita e non si lasciano incasellare nelle definizioni dell’art. 10. Il regime va quindi ricostruito caso per caso, ed è un punto su cui conviene fermarsi prima di impostare l’atto.
L’approfondimento del Consiglio Nazionale del Notariato. Lo Studio del Consiglio Nazionale del Notariato n. 36-2026/T, «La cessione dei beni classificati nella categoria catastale F tra IVA e registro» (F. Raponi, pubblicato il 14 maggio 2026 e segnalato nel notiziario CNN dello stesso giorno), ricostruisce il regime delle singole categorie: per le aree urbane la sola classificazione catastale in F1 non è sufficiente a ritenere sussistente il presupposto oggettivo IVA, perché occorre guardare alla destinazione prevista dagli strumenti urbanistici; per i fabbricati in corso di costruzione (F3) e in corso di definizione (F4) la cessione è sempre imponibile; per i fabbricati collabenti (F2) e i lastrici solari (F5) la cessione è di regola esente ai sensi dell’art. 10 n. 8-bis del D.P.R. 633/1972 e imponibile soltanto se ne ricorrono i presupposti previsti da quella norma.
- Interpello n. 365/2022 — Trasferimento di immobili catastalmente individuati come terreni. Trattamento fiscale ai fini IVA.
Conclusione dell’Agenzia: «Ne consegue che il trasferimento in esame avente ad oggetto terreni edificabili, sarà soggetto ad IVA e, in ragione del principio di alternatività IVA/Registro, di cui all’articolo 40 del D.P.R. 26 aprile 1986, n, 131, ad imposta di registro, ipotecaria e catastale nella misura fissa di 200 euro ciascuna.» - Interpello n. 405/2023 — vedi sopra: cessione di un fabbricato in seno ad un rapporto di leasing, con la questione dell’inquadramento del fabbricato fra i collabenti (F/2) e della determinazione della base imponibile.
- Interpello n. 174/2021 — Superbonus: interventi «trainanti» e «trainati» su edificio condominiale composto anche da unità immobiliari di categoria catastale F/3. Utile perché mostra come l’Amministrazione tratta le F3 ai fini agevolativi, questione distinta ma vicina.
Conclusione dell’Agenzia: «Ne consegue che la fruizione del Superbonus, è preclusa per interventi eseguiti su unità immobiliari F/3 in quanto trattasi di unità in via di costruzione e non di unità immobiliari “esistenti”.»
Aree edificabili, terreni e urbanistica convenzionata
Il presupposto oggettivo si gioca sulla destinazione urbanistica, non sull’intenzione dell’acquirente: la cessione di terreno non suscettibile di utilizzazione edificatoria è fuori campo IVA (art. 2, terzo comma, lett. c, D.P.R. 633/1972), quella di area edificabile vi rientra. Il secondo fronte è quello delle cessioni al Comune in attuazione di convenzioni.
- Interpello n. 321/2025 — Cessione di un terreno classificato nell’ambito delle cosiddette «zone bianche». Trattamento ai fini IVA.
- Interpello n. 163/2024 — Cessioni di immobili da un Comune nei confronti di un Concessionario nell’ambito di un’operazione di permuta. IVA e imposta di registro.
- Interpello n. 92/2024 — Cessioni di opere di urbanizzazione e di aree necessarie alla loro realizzazione a scomputo degli oneri di urbanizzazione. Trattamento IVA.
- Interpello n. 326/2023 — Cessione al Comune da impresa di aree a titolo di compensazione urbanistica aggiuntiva. Tassazione IVA.
Conclusione dell’Agenzia: «Nel caso di specie, secondo quanto rappresentato, la cessione delle aree in esame a titolo di ”compensazione aggiuntiva” non avviene a titolo gratuito ma a prezzo convenzionale, né a scomputo degli oneri di oneri di urbanizzazione, ai sensi del citato articolo 51 della legge n. 342 del 2000 e, pertanto, in quanto posta in essere da un soggetto passivo Iva, risulterà rilevante ai fini del tributo.» - Interpello n. 326/2022 — Atto costitutivo di comunione di terreni tra colottizzanti. Applicazione dell’agevolazione ex art. 20 della legge 10/1977 ed effetti ai fini dell’IVA e delle imposte dirette.
Conclusione dell’Agenzia: «L’atto costitutivo della comunione, pertanto, non ha effetti traslativi e né permutativi, in quanto implica una sorta di surrogazione dei diritti già vantati da ogni compartecipe sulla superficie di pregressa rispettiva competenza con la quota di comproprietà su ciascun lotto interessato.» - Interpello n. 341/2021 — Applicazione del trattamento agevolativo di cui all’art. 20, comma 2, della legge 10/1977 ad un accordo transattivo per la cessione bonaria di immobili a definizione di procedura espropriativa.
Conclusione dell’Agenzia: «Torna in tale ipotesi, pertanto, applicabile l’ordinario regime impositivo previsto ai fini dell’imposta di registro e delle imposte ipotecaria e catastale.» - Interpello n. 311/2020 — Agevolazione relativa ai «piani urbanistici particolareggiati».
Conclusione dell’Agenzia: «Pertanto, si ritiene che non sia possibile rinunciare pro quota al beneficio e richiedere la riliquidazione delle imposte dovute per l’atto di acquisto, da parte di uno solo dei soggetti beneficiari del trattamento di favore.»
Diritto di superficie e diritti edificatori
La costituzione e il trasferimento del diritto di superficie hanno un trattamento proprio, che la prassi ha ripreso più volte negli ultimi anni, anche per i riflessi sulle imposte dirette.
- Interpello n. 129/2025 — Regime fiscale dei corrispettivi derivanti dalla costituzione del diritto di superficie.
- Interpello n. 224/2024 — Regime di tassazione dei corrispettivi derivanti dalla costituzione del diritto di superficie.
- Interpello n. 200/2020 — Trasferimento a titolo oneroso del diritto di superficie e della proprietà superficiaria su immobili strumentali (terreni e fabbricati). Quesiti IVA e imposte sui redditi.
Costruzione, demolizione e ricostruzione, aliquote
L’aliquota non segue il nome che le parti danno all’intervento, ma la qualificazione urbanistica che ne dà il Comune nel titolo abilitativo. È il punto su cui si concentrano gli interpelli in materia di appalti e di prima cessione.
- Interpello n. 70/2024 — Cooperativa edilizia (a proprietà divisa o a proprietà indivisa). Assegnazione di alloggi ai soci. Trattamento IVA.
- Interpello n. 261/2022 — Agevolazioni fiscali per l’acquisto della casa di abitazione da parte di giovani (cosiddetta «prima casa under 36»). Atto soggetto ad IVA.
- Interpello n. 564/2020 — Demolizione di edificio esistente e costruzione di un nuovo edificio residenziale con aumento della volumetria. Quesiti imposte dirette e IVA.
- Interpello n. 597/2021 — Contratto di godimento in funzione della successiva alienazione di immobili. Agevolazioni fiscali.
Conclusione dell’Agenzia: «Con riferimento ai canoni corrisposti nel periodo precedente all’esercizio del diritto di acquisto da parte del conduttore, rileva quindi l’effetto giuridico derivante dalla cessione in godimento dell’immobile e, dunque, ai fini fiscali, è applicabile la disciplina prevista per i contratti di locazione.»
Pertinenze e accessorietà
Per le pertinenze il problema è doppio: stabilire se il bene segua il regime del bene principale e stabilire se le prestazioni che accompagnano la vendita siano accessorie ai sensi dell’art. 12 del decreto IVA, con il regime dell’operazione principale.
- Interpello n. 640/2021 — Riscontro del nesso di accessorietà, ai sensi dell’art. 12 del D.P.R. 633/1972, di una serie di prestazioni di servizi rispetto all’operazione principale relativa alla vendita di unità immobiliari.
Conclusione dell’Agenzia: «Non è pertanto condivisibile quanto dichiarato dall’Istante, e cioè che la natura della spesa sottostante la redazione del regolamento di condominio da riaddebitare al cliente rappresenti un servizio che renda di per sé possibile l’acquisto dell’unità abitativa, poiché si ritiene che l’acquisto dell’immobile sarebbe avvenuto anche senza la redazione dello stesso.» - Studio CNN n. 36-2026/T — per le pertinenze appartenenti alle categorie fittizie lo Studio distingue: le aree urbane pertinenziali rientrano nel campo IVA secondo la natura del bene principale solo se suscettibili di utilizzazione edificatoria, altrimenti scontano l’imposta di registro; i fabbricati pertinenziali in corso di costruzione o di definizione possono risultare soltanto imponibili, perché ancora nel ciclo produttivo dell’impresa; i collabenti e i lastrici pertinenziali ricadono nell’art. 10 n. 8-bis se pertinenze di un’abitazione e nell’8-ter se pertinenze di un bene strumentale.
Cessioni d’azienda e di rami: il confine con la cessione di beni
Il confine è decisivo e non è nominalistico: fuori campo IVA (art. 2, terzo comma, lett. b) sta il trasferimento di un complesso idoneo a proseguire un’attività economica autonoma; dentro il campo IVA sta la cessione di beni, anche se numerosi. Dalla qualificazione dipende l’imposta di registro proporzionale.
- Interpello n. 207/2024 — Trattamento fiscale ai fini delle imposte indirette, IVA e imposta di registro, dell’operazione di trasferimento degli impianti di distribuzione di gas naturale.
- Interpello n. 171/2024 — Conferimenti in natura: base imponibile IVA e plusvalenza o minusvalenza ai fini IRES e IRAP.
- Interpello n. 438/2023 — Trasferimento di ramo d’azienda tra due stabili organizzazioni italiane, appartenenti a due distinti gruppi multinazionali esteri. Nozione di azienda, territorialità IVA e imposta di registro.
Conclusione dell’Agenzia: «Dunque, all’atto di cessione d’azienda l’imposta di registro trova applicazione in misura proporzionale secondo le aliquote previste in considerazione della natura dei beni che compongono il compendio aziendale (ad esempio al 9% in relazione agli immobili, al 3% in relazione ai crediti, etc…, compreso l’avviamento), purché siano individuati corrispettivi distinti.» - Interpello n. 91/2023 — Scissione di ramo di azienda tra soggetti stabiliti in un Paese UE, comprendente beni iscritti tra le rimanenze depositati presso un magazzino situato nel territorio dello Stato. Trattamento ai fini dell’IVA e dell’imposta di registro.
Conclusione dell’Agenzia: «Alla luce di quanto precede, si ritiene che, nel caso di specie, in sede di registrazione del verbale di deposito dell’atto estero in oggetto, debba essere corrisposta l’imposta fissa di registro nella misura fissa di 200 euro.» - Interpello n. 157/2023 — Fusione per incorporazione tra soggetti stabiliti in due diversi Paesi UE, comprendente uno stock di beni situati nel territorio dello Stato. Trattamento ai fini dell’IVA, art. 2, comma 3, lettera f), del D.P.R. 633/1972.
- Interpello n. 484/2022 — Diritti, obblighi e adempimenti IVA in ipotesi di scissione societaria. Art. 16, comma 11, della legge 537/1993.
- Interpello n. 432/2022 — Rimborso IVA. Soggetto legittimato a presentare la richiesta in ipotesi di cessione d’azienda. Art. 30-ter, comma 2, del D.P.R. 633/1972.
Conclusione dell’Agenzia: «I due anni entro i quali presentare la richiesta di rimborso dell’IVA non dovuta decorrono, infatti, dal momento in cui avviene la restituzione al cessionario/committente della medesima somma da lui versata per effetto di accertamento definitivo.» - Interpello n. 151/2022 — Cessione di ramo d’azienda. Plusvalenza ed esclusione dal campo di applicazione dell’IVA. Conclusione letta nel notiziario: richiamando la Corte di Giustizia UE (cause C-497/01 e C-444/10), l’Agenzia riconduce alla nozione di trasferimento di universalità totale o parziale di beni il complesso di elementi materiali e immateriali idoneo a proseguire un’attività economica autonoma, e non la mera cessione di beni quale la vendita di uno stock di prodotti.
- Interpello n. 108/2021 — Qualificazione della cessione di beni strumentali dai Gestori Uscenti al Gestore Entrante, affidatario del servizio di trasporto pubblico locale, come cessione di beni soggetta ad IVA e non come cessione di ramo d’azienda soggetta ad imposta di registro.
Conclusione dell’Agenzia: «Alla luce delle specifiche disposizioni normative sopra richiamate, della documentazione concernente il bando di gara per la concessione del servizio di TPL della Regione esaminata e del contesto pubblicistico in cui si svolgono le cessioni in esame, si può ritenere che nel caso di specie oggetto di cessione non sia un’azienda bensì singoli beni.» - Interpello n. 149/2021 — Trattamento fiscale ai fini IVA e ai fini dell’imposta di registro della cessione di elementi patrimoniali.
Conclusione dell’Agenzia: «In conclusione, nel caso di specie, si ritiene che l’operazione descritta dalla società istante sia qualificabile come cessione di singoli beni e non come cessione di ramo d’azienda.» - Interpello n. 536/2021 — Trattamento ai fini IVA della cessione di marchi registrati presso l’UIBM effettuata nell’ambito della cessione di un complesso aziendale situato in Svizzera.
Conclusione dell’Agenzia: «Conseguentemente, come sostenuto dall’istante, nel momento in cui si verifica il caso d’uso, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 6 del TUR, l’atto di cessione oggetto del quesito andrà registrato con l’applicazione dell’imposta fissa di registro.» - Interpello n. 78/2024 — Trasferimento di marchio sottoposto alla condizione sospensiva del saldo prezzo. Imposta applicabile.
- Interpello n. 633/2020 — Conferimento dell’intera azienda di una stabile organizzazione in Italia di un soggetto non residente a favore di un soggetto non residente. Trattamento ai fini dell’IRES, dell’IVA e dell’imposta di registro.
- Interpello n. 132/2021 — Legge 130/1999. Società di cartolarizzazione dei proventi da gestione immobiliare. IVA, IRES, IRAP, imposte ipotecaria e catastale.
- Interpello n. 171/2026 — Fusione di Società semplice in Fondazione ETS. Trattamento fiscale ai fini delle imposte dirette, dell’IVA e delle imposte di registro, ipotecaria e catastale.
- Interpello n. 555/2022 — Fusione riorganizzativa per incorporazione di enti religiosi. Trattamento ai fini dell’imposizione diretta e indiretta.
Conclusione dell’Agenzia: «Ne consegue che, in virtù del principio di alternatività IVA/registro recato dall’articolo 40 del D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, trova applicazione l’imposta di registro.» - Interpello n. 282/2021 — Abuso del diritto di cui all’art. 10-bis della legge 212/2000 ai fini delle imposte sui redditi e delle imposte indirette, IVA e registro, di un’operazione di riorganizzazione aziendale.
Conclusione dell’Agenzia: «Con riferimento all’imposta di registro, si ritiene che la complessiva operazione posta in essere dall’istante non costituisca un’operazione abusiva ai sensi dell’articolo 10-bis della legge 27 luglio 2000, n. 212, non consentendo la realizzazione di alcun vantaggio fiscale indebito.» - Interpello n. 303/2021 — Applicabilità delle agevolazioni di cui all’art. 35, comma 10-ter, del D.L. 223/2006 ad un atto di cessione in blocco di un portafoglio di crediti derivanti da contratti di leasing.
Somme che non sono corrispettivo: indennizzi, contributi, riaddebiti
Senza il nesso diretto fra prestazione e controprestazione non c’è operazione rilevante ai fini IVA. È il criterio che l’Agenzia applica a indennizzi, contributi pubblici e riaddebiti di spese.
- Interpello n. 189/2025 — Trattamento IVA di somme dovute a seguito di ordinanza di ingiunzione per riaddebito di costi comuni di studio professionale non costituito in associazione professionale.
- Risoluzione n. 39/2022 — Trattamento ai fini IVA applicabile all’erogazione delle risorse finanziarie per la compensazione dei prezzi dei materiali nei contratti pubblici (D.L. 73/2021). Articoli 2, 3 e 13 del D.P.R. 633/1972.
Conclusione dell’Agenzia: «Le medesime considerazioni sopra esposte valgono anche per le somme erogate alle stazioni appaltanti a valere sul medesimo Fondo di cui all’articolo 1-septies, comma 8, del decreto legge n. 73 del 2021, ai sensi dell’articolo 26 del decreto legge 17 maggio 2022, n. 50 (in corso di conversione).» - Interpello n. 860/2021 — Regime IVA dell’indennizzo connesso all’incremento del canone di locazione.
Conclusione dell’Agenzia: «L’indennizzo in questione, pertanto, si correla esclusivamente al dato obiettivo dell’incremento di valore del compendio immobiliare riconosciuto dalla società locatrice (e confermato dall’incremento del canone di locazione). Ne consegue che l’indennizzo in questione deve considerarsi escluso dall’ambito di applicazione dell’IVA per mancanza del presupposto oggettivo.» - Interpello n. 505/2021 — Qualificazione fiscale ai fini IVA di un contributo versato in esecuzione di una delibera dell’AGCM; profili fiscali della registrazione della delibera.
Conclusione dell’Agenzia: «Dunque, analogamente ai suddetti atti, si ritiene che anche per la citata delibera, che si qualifica come un provvedimento di interesse pubblico, non ricorra l’obbligo di registrazione.»
Locazioni, contratti di godimento e cessione del contratto
- Risoluzione n. 56/2025 — Tardiva registrazione dei contratti di locazione e sublocazione di immobili urbani di durata pluriennale soggetti a imposta di registro. Sanzioni.
- Interpello n. 676/2021 — Assolvimento degli obblighi derivanti dalla comunicazione della cessione del contratto di locazione, prevista dall’art. 17, comma 1, del D.P.R. 131/1986, nel caso di subentro ex lege di un nuovo proprietario che ha acquisito l’immobile in sede di asta fallimentare.
Conclusione dell’Agenzia: «Nel caso in esame, il subentro è del locatore e, pertanto, occorre compilare la sezione I del quadro B, indicando i dati del locatore che non è più parte del contratto (“cedente”) ed i dati del nuovo locatore (“subentrante”).» - Interpello n. 325/2022 — Cessione di navi a un fondo comune di investimento alternativo chiuso riservato, con contestuale retro-locazione al cedente. Trattamento ai fini dell’IVA, art. 8-bis, comma 1, lettera a), del D.P.R. 633/1972. Incluso perché la struttura dell’operazione di sale and lease back ricorre anche sugli immobili.
Soggetto passivo, gruppo IVA e adempimenti
- Principio di diritto n. 3/2023 — Gruppo IVA. Requisiti soggettivi per la partecipazione al Gruppo.
- Risoluzione n. 5/2023 — Registrazione di atti privati. Soggetti non residenti nel territorio dello Stato e privi di codice fiscale.
- Interpello n. 429/2022 — Soggetto non residente, apertura della partita IVA, domicilio fiscale nella sede di svolgimento dell’attività professionale in Italia. Art. 35 del D.P.R. 633/1972.
Conclusione dell’Agenzia: «Pertanto, la circostanza che nel territorio italiano venga costituito il domicilio fiscale, pur in presenza della residenza in un paese terzo (Regno Unito) non è di ostacolo a considerare l’istante quale soggetto passivo di imposta alla stregua di un soggetto residente.» - Interpello n. 757/2021 — Gruppo IVA. Delineazione del perimetro soggettivo e decorrenza dell’inclusione di società neocostituite.
Conclusione dell’Agenzia: «Si rileva, pertanto, che, nel caso in esame con l’operazione prospettata, non si producono sul piano sostanziale, i medesimi effetti di “continuità” riconosciuti in ipotesi di conferimento di ramo d’azienda da parte di una società già facente parte del Gruppo nei confronti di una newco o di scissione parziale a favore della beneficiaria neocostituita del Gruppo.» - Risoluzione n. 73/2020 e Risoluzione n. 9/2020 — Istituzione dei codici tributo per il versamento, tramite modello F24, delle somme dovute in relazione alla registrazione degli atti privati.
- Interpello n. 183/2021 — Trattamento tributario ai fini dell’imposta di registro e di bollo delle convenzioni tra enti pubblici e tra enti pubblici e soggetti privati.
Conclusione dell’Agenzia: «Pertanto, gli atti relativi a concessioni di beni, compravendite, locazioni, licitazioni, appalti, prestazioni di servizi, poiché riguardano la gestione patrimoniale sono soggetti alla normale imposizione in base alla normativa sull’imposta di registro e ciò indipendentemente dal soggetto, pubblico o privato, con cui la Provincia istante stipula la Convenzione.»
Fonti
- Agenzia delle Entrate — testo integrale di interpelli, risoluzioni, circolari e principi di diritto.
- Documentazione economica e finanziaria (Ministero dell’Economia e delle Finanze) — banca dati della prassi e della normativa tributaria.
- Consiglio Nazionale del Notariato — studi delle Commissioni e segnalazioni di CNN Notizie, da cui è tratta questa rassegna.
- Normattiva — testo vigente del D.P.R. 633/1972 e delle altre disposizioni citate.
Una risposta a interpello vincola soltanto il contribuente che l’ha chiesta, e soltanto sul caso prospettato. Non è una norma, non crea precedente e non impegna il giudice: serve a conoscere la posizione dell’ufficio sulla fattispecie esaminata.
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Rassegna a uso professionale. Non costituisce parere e non sostituisce l’esame del caso concreto: la stessa questione, cambiando un presupposto di fatto, riceve spesso una risposta diversa.
Capire prima di firmare.