Pubblicato il 18 ottobre 20263 minuti di lettura
In breve
- L’IMU è dovuta dal defunto fino al giorno della morte e dagli eredi dal giorno dopo, ciascuno per la sua quota.
- Se il coniuge superstite ha il diritto di abitazione, l’IMU sulla casa familiare la deve lui, non i figli.
- Di regola gli eredi non presentano la dichiarazione IMU per i beni indicati nella dichiarazione di successione.
Chi paga e da quando
L’IMU si paga per mesi di possesso. Per il periodo fino alla morte resta a carico del defunto, e la pagano gli eredi con il suo codice fiscale. Dal giorno successivo diventano soggetti passivi gli eredi, ciascuno per la propria quota.
Se gli eredi sono tre fratelli con quote uguali, ciascuno paga un terzo dell’imposta sull’immobile ereditato.
La casa del coniuge superstite
C’è un caso particolare. Il coniuge superstite ha per legge il diritto di abitare la casa familiare (art. 540 del codice civile). Ai fini IMU è lui il soggetto che paga, perché è titolare del diritto di abitazione (art. 1, comma 743, della legge 160 del 2019).
Se la casa è la sua abitazione principale e non è di lusso, di regola non paga nulla. I figli, che hanno la nuda proprietà, non pagano l’IMU su quella casa.
Prima casa del defunto, seconda casa per gli eredi
La casa in cui viveva il defunto era spesso esente come abitazione principale. Per gli eredi che non ci vanno a vivere, di solito diventa una seconda casa: l’IMU è dovuta, con l’aliquota decisa dal Comune.
La dichiarazione IMU
Per gli immobili ricevuti in successione, di regola gli eredi non devono presentare la dichiarazione IMU. I dati arrivano al Comune con la dichiarazione di successione e la voltura catastale. Lo indicano le istruzioni ministeriali al modello di dichiarazione IMU.
La dichiarazione serve invece quando ci sono situazioni che il Comune non può conoscere da solo. Per esempio, la riduzione per una casa data in comodato a un figlio, che ha regole precise.
Un esempio
Mario muore il 10 marzo e lascia una casa a Napoli alla moglie Anna e ai figli Luca e Giovanna. Anna continua a viverci: ha il diritto di abitazione, la casa è la sua abitazione principale e non paga l’IMU. Lascia anche un piccolo appartamento ad Avellino: dall’11 marzo lo pagano i tre eredi, ciascuno per la propria quota.
Che cosa fare
- Controllare la situazione di ogni immobile al giorno della morte.
- Calcolare l’IMU per i mesi del defunto e per quelli degli eredi.
- Chiedere al Comune o a un professionista le aliquote e le eventuali riduzioni.
Domande frequenti
Chi paga l’IMU sulla casa ereditata?
Gli eredi, dal giorno successivo alla morte, ciascuno per la propria quota. Per il periodo precedente l’imposta resta a carico del defunto.
Il coniuge superstite paga l’IMU sulla casa familiare?
È lui il soggetto passivo, come titolare del diritto di abitazione. Se è la sua abitazione principale e non è di lusso, di regola non paga.
Gli eredi devono presentare la dichiarazione IMU?
Di regola no, per i beni indicati nella dichiarazione di successione. Serve per situazioni particolari, come alcune riduzioni.
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Fonti per verificare
- Legge 27 dicembre 2019, n. 160, art. 1, commi 738-783 (Normattiva)
- Codice civile, art. 540 (Normattiva)
- Dipartimento delle Finanze, IMU
Nomi e dati degli esempi sono inventati. Informazione di carattere generale: non è un parere sul caso concreto.
Contenuto elaborato con il supporto dell’intelligenza artificiale e verificato dal notaio.
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