- Caso A — Vuole pagare il prezzo della casa che compra Suo figlio: Eviti un semplice bonifico bancario isolato (che rischia la nullità per mancanza di atto pubblico ex art. 782 c.c.). Intervenendo nel rogito di compravendita come terzo pagatore (art. 1180 c.c.) o enunciando la donazione indiretta (art. 809 c.c.), l’operazione è valida e totalmente esente da imposta di donazione (art. 1, comma 4-bis, D.Lgs. 346/1990).
- Caso B — Vuole donare un immobile a un figlio senza bloccare future vendite o mutui: Con la nuova formulazione dell’art. 563 c.c. (riformato dalla Legge n. 182/2025), chi acquista a titolo oneroso un immobile proveniente da donazione e la banca che concede il mutuo sono pienamente tutelati; gli altri figli legittimari conservano un diritto di credito in denaro verso il fratello donatario.
- Caso C — Vuole trasferire l’azienda o le quote della S.r.l. a uno dei figli: Lo strumento principe è il Patto di Famiglia (art. 768-bis c.c.), che liquida subito i fratelli non assegnatari e rende il trasferimento definitivamente esente da collazione e da azione di riduzione (art. 768-quater, comma 4, c.c.).
1. Collazione (art. 737 c.c.) e Dispensa: cosa cambia tra i fratelli
Per legge, tutto ciò che un genitore dona in vita a un figlio (sia una casa sia il denaro per comprarla) è considerato un “anticipo sulla futura eredità” e va conferito nella massa ereditaria (art. 737 c.c.). Il Notaio Sarto aiuta i genitori a scegliere se mantenere l’obbligo di collazione (per garantire la parità tra tutti i figli) o inserire la dispensa da collazione nei limiti della quota disponibile (art. 537 c.c. e art. 542 c.c.).
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