📅 Pubblicato il 18 settembre 2026🔄 Aggiornato il 18 settembre 2026 — perché: verifica sul testo del D.L. 66/2026 convertito dalla L. 116/2026 (G.U. n. 152 del 3 luglio 2026) e sui decreti attuativi ancora attesi

In breve

  • Il Piano Casa (D.L. 7 maggio 2026, n. 66, conv. L. 2 luglio 2026, n. 116) riconosce all’assegnatario di una casa popolare un diritto di opzione per comprarla, se non è moroso e non possiede un’altra abitazione (art. 5). Le procedure arrivano con un decreto interministeriale: oggi non c’è ancora nulla da «prenotare».
  • Nasce la locazione di lunga durata con riscatto progressivo (art. 6): si abita in affitto calmierato e si diventa proprietari a tappe. La casa resta però legata a un atto d’obbligo trascritto a favore del Comune, con vincoli sul prezzo di rivendita.
  • Chi comprerà una di queste case negli anni a venire dovrà leggere convenzione e atto d’obbligo prima del preliminare: il vincolo, essendo trascritto, segue l’immobile.

Si chiama Piano Casa ed è il provvedimento sulla casa più discusso degli ultimi anni. Ne avrai sentito parlare per i numeri (centomila alloggi in dieci anni, secondo le stime circolate), ma la parte che cambia davvero qualcosa nella vita delle famiglie sta in due articoli di cui si è scritto poco: quello che permette a chi abita in una casa popolare di comprarla, e quello che introduce l’affitto lungo con riscatto progressivo. C’è poi una terza cosa, che riguarda chi comprerà queste case in futuro: un vincolo che si trascrive nei registri immobiliari. Se non lo si conosce prima, lo si scopre davanti al notaio.

Di quale norma stiamo parlando?

Il decreto-legge 7 maggio 2026, n. 66 (G.U. n. 104 del 7 maggio 2026, in vigore dall’8 maggio) è stato convertito con modificazioni dalla legge 2 luglio 2026, n. 116 (G.U. n. 152 del 3 luglio 2026, in vigore dal 4 luglio 2026). Il testo coordinato è su normattiva.it.

L’obiettivo dichiarato all’art. 1 D.L. 66/2026 è aumentare l’offerta di alloggi a prezzi accessibili: edilizia residenziale pubblica, sociale e integrata, destinata alla vendita o alla locazione a canone calmierato, anche attraverso sostituzione edilizia, recupero di immobili pubblici inutilizzati e rigenerazione urbana. I destinatari indicati dalla norma sono giovani, studenti universitari, lavoratori fuori sede, giovani coppie, genitori separati, anziani e persone con disabilità grave.

ArticoloChe cosa prevedeChe cosa manca ancora
art. 2Programma straordinario di recupero e manutenzione del patrimonio di edilizia pubblica (970 milioni nel periodo 2026-2030)Riparto e attuazione degli interventi
art. 4Fondo di garanzia per la morosità incolpevole nelle locazioni di edilizia pubblica (22 milioni nel 2026, 2 milioni nel 2027)Regole di funzionamento
art. 5Vendita degli alloggi pubblici e diritto di opzione dell’assegnatarioDecreto interministeriale con procedure ed elenco degli immobili vendibili
art. 6Locazione di lunga durata con riscatto progressivo; atto d’obbligo trascritto a favore del ComuneConvenzioni comunali (prezzi, scadenze del riscatto)
art. 7Fondo housing coesione presso INVIMIT SGR (100 milioni iniziali)Avvisi e progetti
art. 8Conferenza di servizi semplificata (art. 14-bis L. 241/1990) con tempi certi—

Chi abita in una casa popolare potrà comprarla?

È l’art. 5 D.L. 66/2026, ed è la novità che tocca più famiglie. La norma prevede che le procedure di vendita degli immobili di edilizia residenziale pubblica e sociale di Comuni, enti pubblici e aziende territoriali per l’edilizia residenziale siano approvate con decreto interministeriale (Infrastrutture, Economia, Affari regionali), previa intesa in Conferenza unificata.

Il punto chiave è il diritto di opzione all’acquisto riconosciuto all’assegnatario, con due condizioni scritte nella norma:

Lo stesso decreto attuativo stabilirà quali immobili, in base al valore di mercato, potranno essere messi in vendita: non tutto il patrimonio pubblico, quindi, ma una selezione. I proventi non restano nella libera disponibilità dell’ente: la legge li vincola prioritariamente alla riduzione del debito.

Attenzione alle «pratiche per prenotare il riscatto». Finché il decreto interministeriale non è pubblicato non esiste alcuna domanda da presentare né alcuna graduatoria. Chi ti propone, a pagamento, di «prenotare» l’acquisto della casa popolare ti sta vendendo un servizio che oggi non esiste. Quando le procedure usciranno, saranno gli enti proprietari (a Napoli, per esempio, il Comune e l’ACER Campania per il patrimonio ex IACP) a comunicarle agli assegnatari.

L’affitto lungo che diventa proprietà: come funziona?

L’art. 6 D.L. 66/2026 introduce una formula nuova: edilizia residenziale sociale destinata a locazione di lunga durata con facoltà di riscatto progressivo, a scadenze predefinite. In pratica si abita in affitto a canone sostenibile e, a tappe stabilite in partenza, si può riscattare la casa. Si applica ai progetti di recupero del patrimonio edilizio pubblico esistente (anche demolizione e ricostruzione senza consumo di suolo) e all’acquisto e trasformazione di edifici di proprietà unitaria di una certa dimensione. È pensata dichiaratamente per giovani, giovani coppie e genitori separati.

Assomiglia al rent to buy che conosciamo (art. 23 D.L. 133/2014), ma non è la stessa cosa: qui il quadro è pubblico-convenzionato, e la differenza sta tutta nel prossimo paragrafo.

Le tre strade del Piano Casa 2026 per le famiglie Tre colonne. Prima: assegnatario di casa popolare, diritto di opzione all’acquisto se non moroso e senza altra casa, in attesa del decreto attuativo. Seconda: locazione di lunga durata con riscatto progressivo, canone calmierato, riscatto a tappe, atto d’obbligo trascritto a favore del Comune e prezzo di rivendita vincolato. Terza: chi compra in futuro una di queste case deve leggere convenzione e atto d’obbligo prima del preliminare, perché il vincolo trascritto segue l’immobile. In basso, una riga di avvertenza: quasi tutto dipende dai decreti attuativi. Piano Casa 2026: tre strade, un vincolo che segue la casa 1. Casa popolare: riscatto art. 5 D.L. 66/2026 diritto di opzione dell’assegnatario se: non moroso e senza altra abitazione in attesa del decreto interministeriale oggi: niente da «prenotare» 2. Affitto lungo con riscatto art. 6 D.L. 66/2026 canone calmierato riscatto a tappe predefinite atto d’obbligo trascritto a favore del Comune prezzo di rivendita vincolato per giovani, coppie, genitori separati 3. Chi compra dopo il vincolo trascritto segue l’immobile da chiedere prima del preliminare: convenzione + atto d’obbligo il notaio li legge e li richiama in atto come nell’edilizia convenzionata Quasi tutto passa da decreti attuativi e convenzioni comunali Le cifre certe sono gli stanziamenti scritti nel testo; «100.000 alloggi» è una stima programmatica © Studio Notarile Marco Fiorentino · AI Claude
Infografica originale dello Studio sulle tre situazioni che il Piano Casa crea per le famiglie e per chi comprerà in futuro.

Il vincolo che resta attaccato alla casa: perché il notaio lo leggerà sempre?

Le unità destinate a questa formula sono assoggettate a un atto d’obbligo da trascrivere a favore del Comune, con l’impegno a mantenere la destinazione secondo le convenzioni stipulate con il Comune stesso. Le convenzioni definiscono anche i vincoli sul prezzo di cessione nel caso in cui l’originario inquilino, dopo il riscatto, decida di vendere.

Tradotto: chi riscatta la casa e un domani la rivende non è libero di fare il prezzo che vuole. È lo stesso meccanismo dell’edilizia convenzionata (art. 35 L. 865/1971 e convenzioni ex art. 18 D.P.R. 380/2001), dove il prezzo massimo di cessione ha generato negli anni molto contenzioso e molte sorprese al momento del rogito. Essendo trascritto (art. 2643 c.c. e seguenti), il vincolo è opponibile a chi acquista dopo: convenzione e atto d’obbligo sono documenti che si trovano in Conservatoria e in Comune, ma bisogna sapere che esistono e chiederli in tempo.

Il fondo per chi non riesce più a pagare l’affitto: che cosa copre?

L’art. 4 D.L. 66/2026 istituisce un Fondo di garanzia per la morosità incolpevole nei contratti di locazione di edilizia residenziale pubblica, con 22 milioni di euro per il 2026 e 2 milioni per il 2027. Copre il rischio di morosità e il deposito cauzionale quando il conduttore si trova nell’impossibilità sopravvenuta di pagare per cause non imputabili alla sua volontà. Non è un condono per chi non paga: è una rete per chi perde il lavoro o la salute.

Numeri e tempi: che cosa è certo e che cosa no?

Il decreto istituisce un programma straordinario nazionale di recupero e manutenzione del patrimonio di edilizia pubblica e sociale (art. 2, 970 milioni per il 2026-2030), affidato a un Commissario straordinario con mandato a termine (art. 3), e un Fondo housing coesione presso INVIMIT SGR con una dotazione iniziale di 100 milioni (art. 7). Sul fronte delle procedure, l’art. 8 prevede la conferenza di servizi semplificata con tempi certi. Le stime circolate dopo la conversione parlano di circa centomila alloggi in dieci anni e di una dotazione complessiva che, sommando altri fondi, arriverebbe a diversi miliardi entro il 2034: sono cifre programmatiche. Quelle certe, oggi, sono gli stanziamenti scritti nel testo.

Cosa fa il notaio

Quando una di queste case arriverà sul tavolo del rogito, il notaio: verifica in Conservatoria l’atto d’obbligo trascritto e ne richiama gli estremi in atto; legge la convenzione comunale e controlla i limiti di prezzo e di destinazione; informa per iscritto compratore e venditore di ciò che si può e non si può fare (prezzo massimo, requisiti soggettivi, durata del vincolo); coordina con la banca, perché anche il mutuo deve tenere conto del vincolo. Per gli assegnatari che eserciteranno l’opzione, l’atto di acquisto dall’ente pubblico seguirà le regole del decreto attuativo: ne parleremo appena sarà pubblicato. Per i requisiti prima casa e le agevolazioni fiscali valgono le regole ordinarie (oggi nel D.Lgs. 123/2025, in vigore dal 1° gennaio 2026).

Per i tecnici (geometri, ingegneri, architetti) e per gli amministratori: gli interventi del Piano Casa passano da conferenze di servizi semplificate e da vincoli di destinazione registrati; per la parte edilizia restano ferme le regole su stato legittimo e conformità: conformità urbanistica e stato legittimo · agibilità e commerciabilità.

Nota deontologica. Le cifre indicate sono stime orientative. L’onorario del notaio è libero (tariffe abrogate dal D.L. 223/2006, conv. L. 248/2006, e dal D.L. 1/2012, conv. L. 27/2012); i parametri del D.M. 140/2012 servono solo come riferimento per la stima; resta ferma la disciplina dell’equo compenso (L. 49/2023) nei rapporti con banche, assicurazioni e grandi imprese. Le imposte sono calcolate sulle norme. Il preventivo di massima, scritto e senza impegno, lo dà lo Studio: nessuna promessa di risultato, nessun confronto con altri colleghi.

Stai valutando una casa che viene da un programma di edilizia convenzionata o sociale? Portaci convenzione e atto d’obbligo prima di firmare il preliminare: ti diciamo che cosa puoi pagare oggi e a quanto potrai rivendere domani. Per i conti sulle imposte ci sono gli Strumenti notarili.

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Domande frequenti

Abito in una casa popolare da vent’anni: posso comprarla adesso? +

Non ancora. L’art. 5 riconosce il diritto di opzione, ma le procedure e l’elenco degli immobili vendibili sono demandati a un decreto interministeriale. Quando uscirà, i requisiti sono due: essere in regola con canone e oneri accessori e non possedere un’altra abitazione.

Se compro una casa nata da questi programmi, posso rivenderla al prezzo di mercato? +

Dipende dalla convenzione con il Comune, che può fissare un prezzo massimo di cessione. Il vincolo è in un atto d’obbligo trascritto, quindi vale anche per chi acquista dopo. È una verifica da fare prima del compromesso.

La locazione con riscatto progressivo è il rent to buy? +

Ha la stessa logica (si abita pagando un canone e poi si acquista), ma nasce dentro un programma di edilizia sociale convenzionata, con requisiti di accesso e vincoli di destinazione che il rent to buy ordinario dell’art. 23 D.L. 133/2014 non ha.

Il Piano Casa mi aiuta a comprare sul libero mercato? +

No: riguarda l’edilizia pubblica, sociale e integrata. Per l’acquisto sul mercato restano gli strumenti ordinari: agevolazione prima casa, detrazione degli interessi del mutuo e Fondo di garanzia Consap per la prima casa.

Fonti per verificare

Marco Fiorentino, notaio dal 2011 e a Napoli dal 2026 (Viale Antonio Gramsci 19, Mergellina) · oltre 6.000 atti · 4,9/5 su 48 recensioni Google · verificato il 18 settembre 2026. Lo Studio segue clienti a Napoli (Mergellina, Posillipo, Vomero, Fuorigrotta, Centro storico e tutti i quartieri), nei comuni vicini (Pozzuoli, Portici, Casoria, Giugliano, Torre del Greco, Castellammare) e nelle isole. Newsletter del giovedì: iscriviti.

Contenuto elaborato con il supporto dell’intelligenza artificiale e verificato dal notaio, che lo ha riletto e corretto.


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