📅 Pubblicato il 18 settembre 2026🔄 Aggiornato il 18 settembre 2026 — perché: importi calcolati con la regola dello Studio e ipotesi verificate sui nuovi materiali di studio (D.Lgs. 123/2025)📁 Caso concreto n. 8

Come funziona questa rubrica

Situazioni che in Studio capitano davvero, raccontate come casi tipo: nomi, quartieri e cifre sono di fantasia, i passaggi e le regole sono quelli veri. Serve a farti vedere in anticipo cosa succede in una pratica come la tua. Il numero esatto per il tuo caso te lo diamo con un preventivo scritto. La guida completa sull’argomento è Prezzo-valore: pagare le imposte sul valore catastale, non sul prezzo.

Il nodo: un prezzo di 210.000 euro e la paura delle imposte «sul prezzo»

Chiara e Marco, trentacinque anni in due case in affitto, trovano all’Arenella, tra via Domenico Fontana e il Cardarelli, un appartamento di quattro vani con un box al piano interrato e una cantina. Il venditore è un privato, il prezzo è di 210.000 euro: 195.000 per la casa e 15.000 per box e cantina. L’agenzia ha fatto un conto rapido sul prezzo: «imposta di registro al 2 per cento, 4.200 euro». Marco ci scrive perché sua sorella, che ha comprato tre anni prima, gli ha detto che lei aveva pagato molto meno. Ha ragione lei.

Cosa abbiamo trovato nei controlli

Prima di parlare di cifre abbiamo controllato le carte, perché il prezzo-valore e le agevolazioni prima casa si reggono su requisiti precisi, e ogni requisito va verificato prima dell’atto, non dopo.

La soluzione, un pezzo alla volta

La richiesta in atto. Il prezzo-valore non scatta da solo: gli acquirenti devono chiederlo espressamente al notaio nell’atto, e il prezzo va dichiarato per intero. Nell’atto Chiara e Marco hanno chiesto che la base imponibile fosse il valore catastale dell’abitazione e delle pertinenze, hanno dichiarato il prezzo effettivo di 210.000 euro e i mezzi di pagamento (due bonifici e un assegno circolare, con gli estremi), come impone la stessa norma. Se il prezzo fosse stato occultato anche in parte, l’agevolazione sarebbe saltata con sanzione dal 50 al 100 per cento della differenza.

Le dichiarazioni prima casa. Nell’atto sono entrate le dichiarazioni della nota II-bis: residenza a Napoli (Marco) e impegno a trasferirla entro diciotto mesi (Chiara), nessun’altra abitazione nel Comune, nessun altro immobile comprato con l’agevolazione, categoria catastale diversa da A/1, A/8, A/9. Per il box e la cantina è stata dichiarata la destinazione a servizio durevole dell’abitazione.

I conti, spiegati. Base imponibile: (650 + 90 + 25) × 115,5 = 88.357,50 euro. Imposta di registro al 2 per cento: 1.767,15 euro. Imposte ipotecaria e catastale: 50 euro ciascuna. Niente bollo e niente tasse ipotecarie, perché l’art. 10, comma 3, D.Lgs. 23/2011 le esclude per gli atti soggetti a registro proporzionale. Totale imposte: 1.867,15 euro, contro i 4.300 euro che sarebbero usciti calcolando sul prezzo. Senza l’agevolazione prima casa, con il coefficiente 126, il registro al 9 per cento sarebbe stato 8.675,10 euro.

Un effetto in più. Con il prezzo-valore l’Agenzia delle Entrate non può rettificare il valore dichiarato (art. 52, commi 4 e 5, D.P.R. 131/1986, oggi D.Lgs. 123/2025): il conto fatto in Studio è quello definitivo. E l’onorario del notaio, per legge, si riduce del 30 per cento.

Esito, tempi e costi

Esito. Atto stipulato con prezzo-valore e agevolazioni prima casa sull’appartamento, sul box e sulla cantina. Imposte totali 1.867,15 euro invece di 4.300. Residenza di Chiara trasferita dopo quattro mesi, ben dentro i diciotto.

Tempi. Dalla proposta al rogito: sei settimane, senza mutuo. Una settimana per visure e controlli, due per il preliminare registrato con la caparra, il resto per l’istruttoria dell’atto e l’agenda delle parti.

Costi. Onorario di massima dello Studio per l’atto di vendita, su un prezzo di 210.000 euro con prezzo-valore: circa 1.220 euro, oltre IVA, contributi e imposte, che vanno a parte e si calcolano sulle norme: imposta di registro 2 per cento su 88.357,50 euro = 1.767,15 euro; imposte ipotecaria e catastale 50 + 50 euro. Il preliminare registrato (200 euro di registro fisso più lo 0,5 per cento sulla caparra, che si recupera al rogito) e le visure sono voci separate del preventivo scritto.

Nota deontologica. Le cifre di questo caso tipo sono stime orientative. L’onorario del notaio è libero (tariffe abrogate dal D.L. 223/2006, conv. L. 248/2006, e dal D.L. 1/2012, conv. L. 27/2012); i parametri del D.M. 140/2012 servono solo come riferimento per la stima; resta ferma la disciplina dell’equo compenso (L. 49/2023) nei rapporti con banche, assicurazioni e grandi imprese. Le imposte sono calcolate sulle norme (dal 1° gennaio 2026 riordinate nel D.Lgs. 123/2025). Stime indicative aggiornate a settembre 2026: il preventivo scritto, gratuito e senza impegno, lo dà lo Studio. Nessuna promessa di risultato, nessun confronto con altri colleghi.

Cosa puoi imparare da questo caso

Stai comprando casa con box o cantina e vuoi sapere quanto pagherai davvero? Chiedi un preventivo scritto e gratuito, oppure prenota una consulenza online (agenda: calendar.app.google/9HHLD48jcFYP8ReK8) o scrivici su WhatsApp al +39 352 2737467. Per approfondire: prezzo-valore e valore catastale, prima casa: imposte e requisiti, agevolazioni per l’acquisto della casa nel 2026, calcolo del valore catastale; i conti negli Strumenti notarili (in particolare il Preventivo automatico), le parole nel Glossario, gli altri Casi concreti.

Domande frequenti su questo caso

Il prezzo-valore si applica anche se compro da un’impresa?

No. Vale solo per le vendite soggette a imposta di registro fatte da un privato a un privato, di abitazioni e pertinenze. Se il venditore è un’impresa e la vendita è con IVA, la base imponibile è il prezzo.

Posso avere l’agevolazione prima casa su due box?

No: l’agevolazione copre una sola pertinenza per ciascuna categoria C/2, C/6 e C/7. Il secondo box paga il 9 per cento, ma può comunque usare il prezzo-valore sulla sua rendita.

Cosa succede se dichiaro un prezzo più basso di quello vero?

Si perde il prezzo-valore, l’imposta si ricalcola sul prezzo effettivo e si applica una sanzione dal 50 al 100 per cento della differenza. Nell’atto vanno dichiarati il prezzo intero e i mezzi di pagamento.

Fonti per verificare

Marco Fiorentino, notaio in Napoli dal 2011 (Viale Antonio Gramsci 19, Mergellina) · oltre 6.000 atti · 4,9/5 su 48 recensioni Google · verificato il 18 settembre 2026. Newsletter del giovedì: iscriviti.

Contenuto elaborato con il supporto dell’intelligenza artificiale e verificato dal notaio, che lo ha riletto e corretto.


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