Pubblicato il 23 settembre 2026Aggiornato il 23 settembre 2026Versione 1.0

In sintesi

  • Se l’atto trasferisce un terreno, al contratto va allegato il certificato di destinazione urbanistica (CDU), rilasciato dal Comune: dice come quel terreno è classificato dal piano urbanistico.
  • Se manca, l’atto è nullo e il notaio non lo può stipulare. La nullità si può far valere anche dalle parti stesse (art. 30 del testo unico dell’edilizia).
  • Non serve per i fabbricati, né per i terreni che sono pertinenza di un edificio quando la superficie complessiva è inferiore a 5.000 metri quadrati.
  • Il Comune deve rilasciarlo entro 30 giorni e il certificato vale un anno, salvo che nel frattempo cambi il piano urbanistico.
  • Se il Comune non risponde nei termini, il venditore può firmare una dichiarazione sostitutiva. Se l’atto è già stato firmato senza CDU, si può fare un atto di conferma.

Hai trovato l’acquirente per il terreno di famiglia, il prezzo è fatto, e il notaio ti chiede “il CDU”. Tre lettere che spesso spostano il rogito di due o tre settimane. Il certificato di destinazione urbanistica non è un adempimento formale da sbrigare all’ultimo: senza di lui l’atto non si può firmare, perché la legge lo dichiara nullo. La buona notizia è che si chiede al Comune e, nella maggior parte dei casi, arriva in fretta. Vediamo quando serve davvero, quando no, e che cosa si fa quando il Comune tarda.

Che cos’è il CDU e a che cosa serve

Il certificato di destinazione urbanistica è un documento con cui il Comune dichiara quali prescrizioni urbanistiche riguardano un determinato terreno: in che zona del piano ricade, che cosa ci si può costruire e in quale misura, quali vincoli lo gravano. Serve a una cosa semplice e importante: far sapere a chi compra che cosa sta comprando davvero. Un terreno che nel linguaggio comune è “edificabile” può risultare agricolo nel piano, oppure destinato a verde pubblico, oppure edificabile ma con un indice così basso da rendere impossibile la casa che l’acquirente aveva in mente.

Per questo il legislatore non si è accontentato di un obbligo di informazione: ha imposto l’allegazione del certificato all’atto e ha sanzionato la mancanza con la nullità. Il CDU resta così attaccato al contratto per sempre, e chiunque leggerà quell’atto in futuro saprà quale era la situazione urbanistica il giorno della firma.

Quando serve e quando non serve

L’obbligo riguarda gli atti tra vivi, sia in forma pubblica sia con scrittura privata autenticata, che trasferiscono, costituiscono o sciolgono la comunione di diritti reali su terreni. Quindi: vendita, donazione, permuta, divisione, costituzione di usufrutto o di diritto di superficie su un terreno. Non riguarda le successioni, che non sono atti tra vivi, né gli atti che hanno per oggetto un fabbricato.

L’eccezione più usata nella pratica è quella delle pertinenze: se il terreno è pertinenza di un edificio e la superficie complessiva resta sotto i 5.000 metri quadrati, il certificato non va allegato. È il caso del giardino della villetta, del cortile, dell’orto dietro casa. Attenzione però a due punti che generano quasi tutti gli errori: la superficie si valuta nel complesso di quanto si trasferisce, non particella per particella; e la pertinenza deve essere reale, non solo dichiarata. Un terreno grande, separato dalla casa e coltivato a parte non diventa pertinenza perché lo scriviamo nell’atto.

Serve il certificato di destinazione urbanistica? Atto tra vivi vendita, donazione, divisione Oggetto: un terreno Oggetto: un fabbricato È pertinenza di un edificio e in tutto sta sotto i 5.000 metri quadrati? Sì: niente CDU l’atto si firma No: serve il CDU da allegare, o l’atto è nullo Niente CDU come per le successioni Studio Notarile Marco Fiorentino – art. 30 D.P.R. 380/2001

Come si chiede, quanto ci vuole, quanto vale

Il certificato si chiede all’ufficio urbanistica del Comune dove si trova il terreno, indicando foglio, particella ed eventuali subalterni: quasi tutti i Comuni hanno oggi un modulo online, e in alcuni casi il rilascio è immediato in formato digitale. La legge dà al Comune trenta giorni dalla domanda. Il certificato conserva validità per un anno dalla data di rilascio, a meno che nel frattempo intervengano modifiche degli strumenti urbanistici: se il piano cambia, il certificato invecchia subito e va rifatto.

Se i trenta giorni passano senza risposta, la legge prevede un’uscita: l’atto si può fare allegando una dichiarazione dell’alienante in cui si attesta di avere presentato la domanda e si indica la destinazione urbanistica del terreno secondo gli strumenti in vigore. È una strada legittima, ma va usata con prudenza e con l’aiuto di un tecnico: la dichiarazione la firma chi vende e se il contenuto è sbagliato la responsabilità resta sua.

Se l’atto è già stato firmato senza CDU

Capita, soprattutto con atti di qualche anno fa o con scritture private autenticate. La nullità in questo caso non è irreparabile: la legge consente un atto di conferma, ricevuto o autenticato da un notaio, con cui le stesse parti (o i loro eredi o aventi causa) confermano il contratto allegando il certificato riferito alla data in cui il primo atto era stato stipulato. Serve la volontà di tutti, quindi conviene non arrivarci: è molto più semplice chiedere il certificato prima.

Un punto pratico che molti sottovalutano: il CDU dice come è classificato il terreno, non che sia tutto in ordine. La regolarità di quello che ci è stato costruito sopra si verifica a parte, con i titoli edilizi e lo stato legittimo dell’immobile. Sono due controlli diversi e servono entrambi.

Un esempio con i numeri

Numeri e nomi sono inventati, servono solo a far vedere il meccanismo. Renato vende ad Annamaria due particelle in un Comune della provincia di Napoli: una di 3.200 metri quadrati con un piccolo fabbricato, l’altra di 4.100 metri quadrati coltivata a orto, staccata dalla prima e raggiungibile da un’altra strada. Prezzo concordato: 90.000 euro.

La tentazione è dire: sono pertinenze del fabbricato, restiamo sotto soglia, niente certificato. Ma la superficie complessiva è di 7.300 metri quadrati, oltre i 5.000, e la seconda particella non è pertinenza di nulla: è un fondo autonomo. Serve dunque il CDU per entrambe. Renato lo chiede il 5 del mese; il Comune lo rilascia il 24. Dal certificato emerge che la particella coltivata non è agricola come tutti credevano, ma ricade in una fascia di rispetto stradale: non ci si può costruire. Annamaria, che voleva farci un deposito, rinegozia il prezzo a 74.000 euro. Senza quel foglio di carta avrebbe scoperto il vincolo dopo aver pagato.

Cosa fare in pratica

Devi vendere o comprare un terreno e non sai da dove partire? Chiedi un preventivo scritto oppure prenota una Consulenza online: guardiamo insieme i dati catastali, ti diciamo quali certificati servono e quanto tempo prevedere. Puoi scrivere a segreteria@notaiofiorentinomarco.com, chiamare il +39 352 273 7467 o fissare un appuntamento.

Domande frequenti

Il certificato serve anche per una donazione?

Sì. L’obbligo riguarda gli atti tra vivi che trasferiscono diritti reali su terreni, e la donazione è uno di questi. Vale anche per la permuta e per la divisione.

E per una successione?

No: la successione non è un atto tra vivi. Ma se dopo gli eredi vendono o si dividono il terreno, per quell’atto il certificato serve.

Quanto vale il certificato nel tempo?

Un anno dalla data di rilascio, salvo modifiche degli strumenti urbanistici: in quel caso perde efficacia prima e va richiesto di nuovo.

Serve anche per il giardino della villetta che stiamo comprando?

Se il terreno è davvero pertinenza dell’edificio e la superficie complessiva trasferita con l’atto resta sotto i 5.000 metri quadrati, non va allegato. Sopra quella soglia, sì.

Che succede se l’atto è stato firmato senza allegare il CDU?

L’atto è nullo, ma si può sanare con un atto di conferma davanti al notaio, allegando il certificato riferito alla data del primo atto. Occorre il consenso di tutte le parti.

Fonti per verificare

Questo articolo dà un’informazione generale e non è un parere sul tuo caso. Per il tuo terreno servono i dati catastali e i documenti: scrivici e ne parliamo.


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