📅 Pubblicato il 14 aprile 2026🔄 Aggiornato il settembre 2026

In breve

  • A Napoli «zona rossa» non vuol dire una cosa sola: c’è la zona rossa del Vesuvio, dove una legge regionale vieta la nuova edificazione residenziale, e c’è la zona rossa dei Campi Flegrei, che nasce dalla pianificazione di emergenza e dal rischio bradisismico.
  • Le due cose producono effetti diversi: la prima incide direttamente sugli strumenti urbanistici e ha inciso sui condoni; la seconda, allo stato, riguarda piani di emergenza, studi di vulnerabilità e contributi, non nuovi obblighi documentali per il rogito.
  • Sopra tutto questo corre il vincolo paesaggistico, che a Napoli copre Posillipo, la collina del Vomero, il litorale e gran parte del centro storico: dove c’è vincolo ogni difformità diventa «essenziale» e la sanatoria passa dall’art. 167 del Codice dei beni culturali.

«Ma casa mia sta in zona rossa?» È la domanda che arriva in Studio ogni volta che un telegiornale parla di bradisismo o di Vesuvio, e nasce da un equivoco comprensibile: con lo stesso nome si indicano cose molto diverse, che vengono da leggi diverse e producono effetti diversi su chi compra, vende o vuole sanare un’irregolarità. Questa guida mette ordine, zona per zona, con le fonti istituzionali dove controllare il proprio indirizzo.

Fa parte del percorso: Agibilità, regolarità urbanistica, commerciabilità e abusi: la guida 2026

Una mappa schematica per capire di che cosa parliamo

Schema indicativo del Golfo di Napoli con le principali aree a vincolo Disegno originale e non in scala del Golfo di Napoli. A sinistra, in ocra, l’area flegrea con Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Quarto, indicata come area della zona rossa dei Campi Flegrei definita dalla pianificazione nazionale di emergenza. Al centro, in azzurro, il promontorio di Posillipo e la collina del Vomero, indicati come aree di tutela paesaggistica, e il centro storico segnato come sito UNESCO. A destra, in rosso profondo, il cono del Vesuvio con l’area della zona rossa vesuviana dei comuni interessati dal piano nazionale di emergenza. In basso il mare del Golfo. Una legenda distingue cinque categorie: zona rossa vulcanica, tutela paesaggistica, parco, centro storico UNESCO, area urbana senza vincoli specifici. In basso l’avvertenza che si tratta di uno schema indicativo e che la verifica va fatta sul sistema informativo territoriale del Comune di Napoli e su Vincoli in rete. Golfo di Napoli: dove stanno i vincoli (schema indicativo, non in scala) Area flegrea Pozzuoli · Bacoli · Monte di Procida · Quarto più quartieri occidentali di Napoli, pro parte Zona rossa Campi Flegrei perimetro del Piano nazionale di emergenza Collina e costa Posillipo · Vomero · Camaldoli litorale e coste alte Tutela paesaggistica d.lgs. 42/2004, artt. 136 e 142 Parco delle colline parco urbano regionale Area vesuviana comuni del Piano nazionale Vesuvio Zona rossa 1 e Zona rossa 2 l.r. Campania 21/2003 · Parco nazionale Vesuvio Centro storico sito UNESCO · Variante al PRG 2004 Golfo di NapoliLegenda Zona rossa vulcanica (Vesuvio) Zona rossa vulcanica (Campi Flegrei) Tutela paesaggistica Parco (urbano regionale o nazionale) Centro storico UNESCO MareSchema indicativo, disegnato a mano libera: non è una mappa e non ha valore di perimetrazione Verifica sempre l’indirizzo sul SIT del Comune di Napoli, su Vincoli in rete e sui piani della Protezione civile
Disegno originale dello Studio. Serve a distinguere le categorie, non a individuare confini: quelli si leggono solo sulle cartografie ufficiali.

La zona rossa del Vesuvio: l’unica che vieta di costruire per legge

È la più antica e la più incisiva sul piano urbanistico. La legge regionale Campania 10 dicembre 2003, n. 21 («Norme urbanistiche per i comuni rientranti nelle zone a rischio vulcanico dell’area vesuviana») stabilisce all’art. 2 che gli strumenti urbanistici dei comuni della zona rossa non possono contenere disposizioni che consentono nuova edificazione a scopo residenziale, cioè che aumentano i volumi abitabili e il carico urbanistico. Non è un divieto di vendere: è un divieto di pianificare e assentire nuove costruzioni residenziali.

La perimetrazione è quella del Piano nazionale di protezione civile per il rischio vulcanico al Vesuvio, aggiornata negli anni: i diciotto comuni della prima perimetrazione sono oggi diventati venticinque, distinti in Zona rossa 1 (area esposta all’invasione di flussi piroclastici) e Zona rossa 2 (area a rischio di crollo delle coperture per accumulo di cenere), con le delimitazioni comunali recepite dalla Regione Campania (fra le altre, delibera di Giunta regionale n. 497 del 22 settembre 2016). La verifica dell’indirizzo si fa sulle cartografie della Protezione civile e della Regione, non a memoria.

Sul fronte dei condoni la zona rossa ha pesato molto. La legge regionale 18 novembre 2004, n. 10, che ha recepito il terzo condono (d.l. 269/2003, convertito dalla legge 326/2003), ha escluso dalla sanatoria gli abusi a destinazione residenziale nei comuni della zona rossa vesuviana, oltre alle aree demaniali e a quelle vincolate, e ha limitato gli ampliamenti al 10 per cento del volume originario o comunque a 150 metri cubi. Il blocco è stato in parte allentato dalla legge regionale 4 dicembre 2019, n. 26, che ha consentito la definizione delle pratiche di condono già pendenti ai sensi delle leggi 47/1985 e 724/1994 per immobili residenziali, e ha prorogato i termini di conclusione dei procedimenti.

Che cosa significa per chi compra o vende. Un immobile in zona rossa vesuviana si vende come tutti gli altri, purché sia regolare. Il problema nasce quando c’è un abuso residenziale successivo al 1993 o una domanda di condono 2003 su volumi residenziali: quella pratica, nella maggior parte dei casi, non può arrivare a buon fine. Il tecnico deve dirlo prima del compromesso, e nell’atto la situazione va descritta per quello che è.

La zona rossa dei Campi Flegrei: che cosa prevede davvero la legge

Qui bisogna essere precisi, perché circolano molte informazioni sbagliate. La zona rossa dei Campi Flegrei nasce dalla pianificazione nazionale di emergenza per il rischio vulcanico e comprende, secondo il Piano nazionale, i comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Quarto per intero, porzioni di Giugliano in Campania e Marano di Napoli, e diversi quartieri occidentali e collinari di Napoli (fra cui Bagnoli, Fuorigrotta, Soccavo, Pianura, e in parte Posillipo, Chiaia, Vomero, Arenella, Chiaiano): la perimetrazione è puntuale e va verificata indirizzo per indirizzo sulle cartografie ufficiali.

Sul bradisismo sono poi intervenuti due decreti. Il d.l. 12 ottobre 2023, n. 140, convertito dalla legge 7 dicembre 2023, n. 183, ha disposto un piano straordinario di analisi della vulnerabilità delle zone edificate coordinato dal Dipartimento della protezione civile, un piano di comunicazione alla popolazione a cura della Regione, l’aggiornamento del piano di emergenza con relativa esercitazione e la verifica di funzionalità delle infrastrutture. Il d.l. 2 luglio 2024, n. 91, convertito dalla legge 8 agosto 2024, n. 111, ha poi previsto interventi sull’edilizia pubblica e contributi per i proprietari privati i cui immobili, nei comuni di Pozzuoli, Bacoli e Napoli, sono stati sgomberati per i danni dell’evento sismico del maggio 2024.

Quello che questi decreti non hanno fatto. Alla data di aggiornamento di questa guida, dalla lettura dei testi pubblicati in Gazzetta Ufficiale e delle schede del Dipartimento della protezione civile non risulta introdotto alcun obbligo nuovo a carico delle parti di una compravendita: nessun «certificato di vulnerabilità» da allegare all’atto, nessuna dichiarazione obbligatoria specifica per gli immobili in zona rossa flegrea, nessuna causa di nullità aggiuntiva. Gli studi di vulnerabilità riguardano la pianificazione pubblica e i sopralluoghi si richiedono su istanza. Se e quando la disciplina cambierà, questa pagina verrà aggiornata: per ora, chi ti dice che «serve il certificato» ti sta dando un’informazione che non abbiamo trovato in nessuna fonte ufficiale.

Resta invece un profilo concreto e spesso sottovalutato: l’eventuale ordinanza comunale di sgombero o di inagibilità che colpisce un singolo edificio. Non è una causa di nullità dell’atto, ma è un’informazione decisiva sul valore e sull’uso del bene: va chiesta al Comune, va dichiarata in atto e, se c’è, va discussa con la banca prima del compromesso, perché incide sulla perizia.

Il vincolo paesaggistico: Posillipo, il Vomero, il litorale, il centro storico

È il vincolo che a Napoli incide di più sulla vita quotidiana delle pratiche edilizie. Il Codice dei beni culturali e del paesaggio (d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42) tutela sia le aree dichiarate di notevole interesse pubblico con appositi decreti (art. 136) sia le categorie tutelate per legge (art. 142): fra queste, i territori costieri per una fascia di 300 metri dalla linea di battigia, i territori contermini ai laghi, i fiumi, le montagne oltre una certa quota, i parchi e le riserve, i vulcani. Il promontorio di Posillipo, la collina del Vomero e dei Camaldoli, la fascia costiera, l’area vesuviana sono tutelati a più titoli.

Le conseguenze pratiche sono tre, e pesano.

Se poi l’immobile è dichiarato di interesse culturale, la vendita va denunciata al Ministero, che ha sessanta giorni per esercitare la prelazione (artt. 59 e seguenti del Codice): fino ad allora l’atto resta sospensivamente condizionato. È un adempimento che allunga i tempi e che va messo in conto fin dalla proposta d’acquisto. Il primo posto dove guardare è il portale Vincoli in rete del Ministero della Cultura.

Parchi, zone sismiche, centro storico: gli altri strati

Il Parco metropolitano delle colline di Napoli è un parco urbano regionale che copre Camaldoli, Selva Cangiani, Vomero alto e altre aree collinari, con un proprio regime di tutela; il Parco nazionale del Vesuvio, istituito nel 1995, aggiunge alla zona rossa vulcanica la disciplina delle aree protette (legge 394/1991), con il nulla osta dell’Ente parco per gli interventi nelle zone del piano. Nelle aree protette molte opere che altrove sono «minori» richiedono un passaggio ulteriore.

La classificazione sismica è un altro strato indipendente: tutti i comuni campani sono classificati in zona sismica, e per gli interventi strutturali serve il deposito o l’autorizzazione presso il Genio civile. Molte «sanatorie» fatte solo in Comune restano scoperte proprio su questo fronte: l’opera è regolarizzata urbanisticamente ma non lo è dal punto di vista antisismico, e la conformità strutturale resta un problema aperto, soprattutto dopo un sopralzo o un ampliamento.

Infine il centro storico. Il centro storico di Napoli è sito UNESCO dal 1995 e, sul piano urbanistico, è governato dalla Variante al Piano regolatore generale per il centro storico, la zona orientale e la zona nord-occidentale, approvata nel 2004, che detta prescrizioni puntuali per ogni tipologia edilizia. L’iscrizione UNESCO non è di per sé un vincolo giuridico autonomo, ma si accompagna quasi sempre a vincoli del Codice dei beni culturali e a una disciplina urbanistica molto rigida. Il posto dove verificare è il sistema informativo territoriale del Comune di Napoli, insieme allo Sportello unico per l’edilizia.

Un caso napoletano, con i numeri

Caso inventato a scopo esemplificativo: nomi e cifre non corrispondono a persone reali. Gennaro vende un appartamento con terrazzo a Posillipo. Il compratore ha il mutuo e la data è fissata. In sede di verifica emerge che il terrazzo è stato coperto nel 2011 con una struttura in legno e vetro di 22 metri quadrati, mai autorizzata. In una zona non vincolata si sarebbe ragionato di CILA tardiva o di SCIA in sanatoria, con poche migliaia di euro. A Posillipo, dove il vincolo paesaggistico c’è, la copertura ha creato superficie e volume: fuori dalle tre ipotesi dell’art. 167, quindi nessun accertamento di compatibilità possibile. Le strade erano due: rimuovere la struttura e tornare allo stato legittimo, oppure vendere dichiarando l’abuso e rinegoziando il prezzo. È stata scelta la prima: smontaggio, ripristino, nuova documentazione fotografica e attestazione del tecnico, circa 9.000 euro e due mesi. Il rogito si è fatto con un mese di ritardo, ma senza contenzioso e con la banca che ha erogato senza riserve.

Tabella: zona, vincolo, cosa cambia per vendere o sanare

Zona o areaVincolo o regimeCosa cambia per vendere o sanareDove verificare
Comuni della zona rossa vesuvianaL.r. Campania 21/2003; Piano nazionale Vesuvio; Parco nazionale del VesuvioVietata la nuova edificazione residenziale negli strumenti urbanistici; condono 2003 escluso per gli abusi residenziali (l.r. 10/2004); pratiche 1985 e 1994 pendenti definibili dopo la l.r. 26/2019Regione Campania, Protezione civile, Parco nazionale del Vesuvio
Zona rossa Campi FlegreiPianificazione nazionale di emergenza; d.l. 140/2023 (l. 183/2023) e d.l. 91/2024 (l. 111/2024)Nessun nuovo obbligo documentale per il rogito risultante dalle fonti ufficiali; rilevano invece eventuali ordinanze di sgombero o inagibilità sul singolo edificioProtezione civile, Comune di Napoli, Comune di Pozzuoli
Posillipo, Vomero, Camaldoli, litoraleVincolo paesaggistico, artt. 136 e 142 d.lgs. 42/2004; Piano paesaggistico regionaleAutorizzazione paesaggistica preventiva; sanatoria solo nelle tre ipotesi dell’art. 167; tolleranze dell’art. 34-bis non applicabili; ogni difformità è variazione essenzialeVincoli in rete, Soprintendenza ABAP per il Comune di Napoli
Centro storico di NapoliSito UNESCO; Variante al PRG 2004; vincoli monumentali diffusiPrescrizioni puntuali per tipologia edilizia; se il bene è dichiarato di interesse culturale, denuncia al Ministero e prelazione entro 60 giorniComune di Napoli, urbanistica e SIT, Ministero della Cultura
Parco metropolitano delle colline di NapoliParco urbano regionale (l.r. Campania)Nulla osta o parere dell’Ente per gli interventi; limiti di trasformazione nelle zone del pianoRegione Campania, Ente parco
Tutto il territorio comunaleClassificazione sismica; vincolo idrogeologico dove presenteDeposito o autorizzazione al Genio civile per gli interventi strutturali; la regolarizzazione urbanistica non copre il profilo antisismicoGenio civile regionale, Protezione civile, ISPRA

Cosa fa il notaio

Il notaio non perimetra le zone rosse e non rilascia nulla osta: quelle sono competenze di Comune, Regione, Soprintendenza ed Ente parco. Il notaio legge i titoli edilizi e gli atti di provenienza; verifica che le menzioni urbanistiche siano complete e vere; controlla la conformità catastale; quando l’immobile è dichiarato di interesse culturale cura la denuncia al Ministero e la gestione della prelazione; informa le parti in modo esplicito su vincoli, ordinanze e difformità emerse, e sulle conseguenze civili, amministrative e penali; e se la commerciabilità è dubbia si astiene e chiede la verifica di un tecnico prima di fissare la data.

Per il quadro completo delle irregolarità leggi la guida Agibilità, regolarità urbanistica, commerciabilità e abusi; per le situazioni più comuni veranda e sottotetto, condono pendente e Salva Casa. Per i conti ci sono gli Strumenti notarili; le parole difficili nel Glossario; le risposte brevi nelle Domande frequenti; l’elenco dei documenti in Documenti da portare in Studio; storie vere passo passo nei Casi concreti.

Sull’onorario, per chiarezza: l’onorario del notaio è libero (tariffe abrogate dal d.l. 223/2006, convertito dalla legge 248/2006); i parametri del D.M. 140/2012 servono solo come riferimento per la stima; resta ferma la disciplina dell’equo compenso (legge 49/2023) nei rapporti con banche, assicurazioni e grandi imprese. Le imposte sono calcolate sulle norme. Stime indicative aggiornate a settembre 2026: il preventivo scritto, gratuito e senza impegno, lo dà lo Studio.

La casa che stai comprando è in area vincolata o in zona rossa e non sai che cosa comporta? Chiedi il preventivo per la compravendita oppure prenota una consulenza online: guardiamo insieme titoli, visure e vincoli e ti diciamo che cosa chiedere al tecnico e al Comune. Studio Notarile Marco Fiorentino, Viale Antonio Gramsci 19, 80122 Napoli · segreteria@notaiofiorentinomarco.com.

Domande frequenti

Si può vendere una casa in zona rossa? +

Sì. Né la zona rossa vesuviana né quella flegrea impediscono di vendere: non esiste alcuna norma che renda incommerciabili gli immobili per il solo fatto di trovarsi in quelle aree. Quello che cambia è la possibilità di costruire e, nell’area vesuviana, la possibilità di sanare certi abusi residenziali. E cambia, spesso, il valore di mercato.

Serve un certificato speciale per vendere ai Campi Flegrei? +

Dalle fonti ufficiali consultate non risulta introdotto alcun obbligo di questo tipo. Il d.l. 140/2023 e il d.l. 91/2024, con le rispettive leggi di conversione, riguardano piani di emergenza, studi di vulnerabilità, verifiche sulle infrastrutture e contributi ai proprietari danneggiati: non prevedono certificati da allegare al rogito. Se il singolo edificio è colpito da un’ordinanza di sgombero o di inagibilità, quella va conosciuta e dichiarata.

Ho una veranda a Posillipo: posso sanarla? +

Dipende da che cosa ha creato. In area vincolata l’accertamento di compatibilità paesaggistica dell’art. 167 del d.lgs. 42/2004 è ammesso solo se non sono stati creati superfici utili o volumi, oppure se si tratta di materiali difformi o di manutenzione. Una chiusura che crea volume resta fuori: le alternative sono il ripristino o la vendita con dichiarazione dell’abuso e rinegoziazione del prezzo.

Dove controllo se il mio immobile ha un vincolo? +

Tre strumenti, in quest’ordine: il portale Vincoli in rete del Ministero della Cultura per i vincoli monumentali e paesaggistici; il sistema informativo territoriale e l’urbanistica del Comune di Napoli per la disciplina di piano; le cartografie della Protezione civile e della Regione Campania per le zone rosse vulcaniche. Il certificato di destinazione urbanistica, obbligatorio per i terreni, resta il documento più affidabile.

Fonti per verificare

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