Che cosa fa davvero un notaio lo hanno spiegato, molto meglio di noi, i giuristi che nei secoli hanno provato a definirne la funzione: in Italia, in Francia, in Spagna, in Germania, fino al Canada, al Messico, al Giappone e alla Cina. Accanto a loro, le parole della Corte costituzionale e della Corte di giustizia dell’Unione europea. Le abbiamo raccolte qui. Delle citazioni straniere trovi prima la traduzione italiana, poi il testo originale nella sua lingua e infine la fonte, perché ognuna si possa verificare. Sotto ciascuna, il riquadro «Chi lo disse, e perché conta» si apre con un clic e racconta la storia che c’è dietro.
«Il giudice giudica in presenza di un inconveniente che si è già verificato, mentre il notaio giudica affinché l’inconveniente non si verifichi.»
È la frase che spiega tutto il resto. Notaio e giudice fanno la stessa cosa — valutano, decidono, danno certezza — ma in due momenti diversi. Il giudice arriva quando il danno è fatto. Il notaio lavora prima, perché non accada.
Francesco Carnelutti (1879-1965), La figura giuridica del notaro, in Rivista del notariato, 1951, p. 8. Nasce come conferenza tenuta all’Academia Matritense del Notariado di Madrid il 17 maggio 1950. La grafia «notaro» è quella dell’epoca e si conserva nella citazione del titolo.
Chi lo disse, e perché conta +
L’autore
Francesco Carnelutti è uno dei tre o quattro nomi che chiunque abbia studiato giurisprudenza in Italia impara al primo anno. Avvocato e professore, fu il maggiore studioso italiano del processo civile del Novecento e fondò la Rivista di diritto processuale. Non era un notaio e non aveva interessi di categoria da difendere: è questo che rende la sua definizione tanto citata.
Il contesto
La frase nasce da una conferenza tenuta a Madrid il 17 maggio 1950, davanti all’Accademia del Notariato spagnolo, e fu pubblicata in Italia l’anno dopo. Carnelutti, che aveva passato la vita a studiare le liti, si trovò a spiegare a una platea di notai che il loro mestiere e il suo guardavano lo stesso problema da due lati opposti del tempo.
Cosa significa per te
Che i controlli prima del rogito non sono burocrazia. Quando verifichiamo ipoteche, provenienze, regolarità urbanistica e catastale, poteri di chi firma, stiamo facendo in anticipo il lavoro che altrimenti farebbe un giudice fra dieci anni, con in mezzo una causa, un avvocato e una casa bloccata.
Una precisazione
Di Carnelutti circola dappertutto la formula «tanto più notaio, tanto meno giudice». È un’ottima sintesi del suo pensiero, ma non risulta una sua frase testuale: per questo non la mettiamo tra virgolette.
Italia
Due voci del Novecento giuridico italiano, entrambe processualisti, entrambe interessate al notaio per la stessa ragione: perché somiglia a un giudice che arriva in tempo.
Italia · 1955
«Conoscere il volere che colui che vuole non conosce: ecco il dramma del notaio.»
Salvatore Satta (1902-1975), processualista e scrittore. In una riga c’è tutto il lavoro che precede un testamento o una donazione: chi entra in Studio sa che cosa desidera, quasi mai sa che cosa vuole in termini giuridici. Trovarlo insieme a lui è il mestiere.
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L’autore
Salvatore Satta è un caso raro: professore di procedura civile e insieme grande scrittore. Il suo romanzo Il giorno del giudizio, pubblicato dopo la sua morte e tradotto in mezzo mondo, racconta la Nuoro dei notabili sardi ed è considerato uno dei libri italiani più belli del secolo. Sapeva, insomma, quanto è difficile capire che cosa una persona voglia davvero.
La parola giusta: «dramma»
Satta non scrive «compito» né «dovere»: scrive dramma. Perché il notaio deve mettere per iscritto, in modo definitivo, una volontà che chi la esprime spesso non ha ancora messo a fuoco. È il motivo per cui l’art. 47 della legge notarile gli impone di indagare la volontà delle parti, non di limitarsi a raccoglierla.
Cosa significa per te
Che le domande che ti facciamo prima di un testamento o di una donazione non sono curiosità. «Voglio lasciare la casa a mia figlia» può voler dire cinque cose giuridicamente diverse, con conseguenze diverse sulle imposte, sulla legittima degli altri figli e sulla vendibilità futura di quella casa. Il nostro lavoro è capire quale delle cinque.
Fonte: S. Satta, Poesia e verità nella vita del notaio, in Vita notarile, 1955, p. 548.
Italia · 1996
«Il notaio non si fa giudice degli interessi privati, né del merito del negozio, ma suggerisce e predispone un testo conforme alla legge.»
Natalino Irti (n. 1936), civilista, accademico dei Lincei. Spiega il confine del nostro lavoro: se l’affare ti convenga lo decidi tu, non il notaio. Che quell’affare sia lecito, valido e destinato a reggere nel tempo, invece, è responsabilità sua.
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L’autore
Natalino Irti è tra i civilisti italiani viventi più autorevoli, accademico dei Lincei, noto anche fuori dal diritto per i suoi scritti di filosofia giuridica. Questa relazione la tenne a Napoli, il 24 novembre 1995.
La distinzione che fa
Irti separa due cose che i clienti spesso confondono: il merito dell’affare, cioè se conviene, e la sua realizzabilità giuridica, cioè se sta in piedi. Sul prezzo di una casa il notaio non ha voce: non è un perito e non è il tuo consulente commerciale. Su tutto il resto sì, e risponde in proprio di quello che scrive.
Cosa significa per te
Che se ci chiedi «notaio, faccio bene a comprare?» la risposta onesta è che non tocca a noi. Ma se chiedi «questa casa ha problemi?», allora sì: ipoteche, abusi edilizi, provenienze donative rischiose, vincoli, diritti di terzi. Quelli li cerchiamo, e se li troviamo te li diciamo prima di firmare, a te e alla controparte.
Fonte: N. Irti, Ministero notarile e rischio giuridico dell’atto, in Rivista del notariato, 1996, p. 335, da una relazione tenuta a Napoli il 24 novembre 1995.
Francia
La pagina che ha fondato il notariato moderno. La legge del 25 ventoso anno XI, cioè il 16 marzo 1803, è il modello su cui è costruita anche la legge notarile italiana del 1913.
Francia · 16 marzo 1803
«Accanto ai funzionari che conciliano e che giudicano le liti, la tranquillità reclama altri funzionari che — consiglieri disinteressati delle parti non meno che redattori imparziali della loro volontà, che fanno loro conoscere tutta la portata delle obbligazioni che assumono, che redigono quegli impegni con chiarezza, dando loro il carattere di un atto autentico e la forza di una sentenza definitiva, perpetuandone il ricordo e conservandone fedelmente il deposito — impediscono alle liti di sorgere fra gli uomini di buona fede e tolgono agli uomini avidi, insieme alla speranza del successo, la voglia di sollevare un’ingiusta contestazione. Questi consiglieri disinteressati, questi redattori imparziali, questa specie di giudici volontari che obbligano irrevocabilmente le parti contraenti, sono i notai; questa istituzione è il notariato.»
«À côté des fonctionnaires qui concilient et qui jugent les différends, la tranquillité appelle d’autres fonctionnaires qui, conseils désintéressés des parties, aussi bien que rédacteurs impartiaux de leur volonté, leur faisant connaître toute l’étendue des obligations qu’elles contractent, rédigeant ces engagements avec clarté, leur donnant le caractère d’un acte authentique et la force d’un jugement en dernier ressort, perpétuant leur souvenir et conservant leur dépôt avec fidélité, empêchent les différends de naître entre les hommes de bonne foi et enlèvent aux hommes cupides avec l’espoir du succès, l’envie d’élever une injuste contestation. Ces conseils désintéressés, ces rédacteurs impartiaux, cette espèce de juges volontaires qui obligent irrévocablement les parties contractantes, sont les notaires. Cette institution est le notariat.»
Pierre-François Réal (1757-1834), consigliere di Stato, nell’esposizione dei motivi della legge organica del notariato, seduta del 14 ventoso anno XI. Due secoli dopo, la formula «giudici volontari» resta la definizione più esatta: il notaio decide, ma solo perché le parti glielo chiedono, e la sua decisione le vincola.
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Il contesto storico
La Rivoluzione francese aveva smantellato il vecchio notariato d’antico regime, lasciando dietro di sé un decennio di atti incerti e di proprietà contestate. Fu Napoleone, ancora Primo Console, a volerne la ricostruzione: la legge del 25 ventoso anno XI — nel calendario rivoluzionario, il 16 marzo 1803 — rifonda la professione su basi nuove. Questo brano è la relazione con cui il consigliere di Stato Réal presentò la legge, il 14 ventoso.
Perché riguarda anche l’Italia
Perché la legge ventoso è il modello del notariato cosiddetto latino, quello diffuso oggi in una novantina di Paesi, Italia compresa. La nostra legge notarile del 1913, che è ancora in vigore, ne è discendente diretta: quando l’art. 1 definisce il notaio «ufficiale pubblico» incaricato di ricevere gli atti e attribuire loro pubblica fede, sta dicendo, in italiano e un secolo dopo, quello che Réal aveva detto in francese.
La formula da ricordare
«Giudici volontari». Non nel senso di gratuiti, ma di scelti volontariamente: nessuno è obbligato ad andare dal notaio come si è obbligati a comparire davanti a un tribunale. Ci si va di propria iniziativa, e proprio per questo ciò che ne esce vincola le parti in modo definitivo.
Una nota sulla traduzione
La traduzione italiana è nostra. Segnaliamo che l’originale francese dice «conseils désintéressés»: molte versioni in circolazione riportano «conseillers», che è una variante inesatta.
Fonte: testo riprodotto dalla Chambre des notaires de Paris — notairesdugrandparis.fr ↗. Traduzione italiana a cura dello Studio.
Francia · motto tradizionale
«È legge ciò che scriviamo.»
«Lex est quod notamus.»
Motto tradizionale della Camera dei notai di Parigi. Non significa che il notaio faccia le leggi: significa che ciò che scrive, se scritto bene, vale come legge tra le parti.
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Le tre parole
Lex, legge. Est, è. Quod notamus, ciò che annotiamo, che mettiamo per iscritto. Da notare, annotare, viene del resto la parola stessa «notaio»: nell’antica Roma il notarius era chi scriveva sotto dettatura, e il tabellio chi redigeva atti per i privati.
L’equivalente italiano
Lo stesso concetto sta nell’art. 1372 del codice civile: «il contratto ha forza di legge tra le parti». Il motto latino dice che il notaio è colui che dà forma a quella legge privata, e che una volta scritta nessuno dei due contraenti può più tirarsi indietro da solo.
Perché lo diamo per «tradizionale»
La locuzione è registrata nei repertori di latino giuridico come motto della Camera dei notai di Parigi, con la variante Lex est quodcumque notamus, ma non ne abbiamo trovato conferma su una fonte istituzionale diretta. Lo riportiamo perciò come motto tradizionale, non come testo ufficiale: preferiamo dirlo, invece di dare per certo ciò che non lo è.
Fonte: repertorio delle locuzioni latine, che lo registra come motto della Chambre des Notaires de Paris; variante attestata «Lex est quodcumque notamus».
Spagna
Il notariato spagnolo ha scelto come proprio motto un verso di un poeta latino, e ha sintetizzato in tre parole l’idea di giustizia preventiva.
Spagna · motto del Notariato
«Nulla prima della fede.»
«Nihil prius fide.»
È il motto degli Illustri Collegi Notarili di Spagna e compare nel sigillo notarile spagnolo, insieme al libro del protocollo. Deriva da un verso del poeta latino Properzio: «nil prius esse fide», nulla viene prima della parola data.
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Dalla poesia al sigillo
Properzio era un poeta elegiaco del I secolo avanti Cristo, contemporaneo di Virgilio e Orazio: scriveva d’amore, non di diritto. La sua «fides» era la lealtà verso la persona amata. Il notariato spagnolo ha preso quel verso e gli ha dato un altro significato, quello tecnico di fede pubblica. Il motto compare nel sigillo notarile spagnolo con la data del 28 maggio 1862, quella della loro legge organica del notariato.
Che cos’è la fede pubblica
È il potere, che lo Stato affida al notaio, di attestare fatti in modo che tutti debbano crederci: che quel giorno quelle persone erano davanti a lui, che erano loro, che hanno dichiarato quelle cose. In Italia lo dice l’art. 2700 del codice civile: l’atto pubblico fa piena prova fino a querela di falso. Vuol dire che per smentire un atto notarile non basta un’altra prova: occorre un procedimento apposito, che accusa il notaio di falso.
Cosa significa per te
Che l’atto che firmi in Studio non regge perché sei una brava persona o perché ti sei fidato della controparte. Regge perché un pubblico ufficiale ha attestato ciò che è avvenuto davanti a lui, e quell’attestazione vale davanti a chiunque, anche fra trent’anni, anche quando nessuno dei presenti ci sarà più.
Una nota di precisione
Le fonti consultate non concordano su libro ed elegia esatti da cui il verso è tratto: per questo indichiamo Properzio senza il riferimento puntuale.
Fonte: Consejo General del Notariado spagnolo e rivista El Notario del Siglo XXI.
Spagna · fine Ottocento
«Studio notarile aperto, tribunale chiuso.»
«Notaría abierta, juzgado cerrado.»
Detto attribuito a Joaquín Costa (1846-1911), giurista, storico e notaio. È la stessa idea di Carnelutti, detta in tre parole: dove si fanno atti solidi, le cause non nascono.
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L’autore
Joaquín Costa è una figura enorme nella Spagna di fine Ottocento: giurista, storico, economista, politico, fra i maggiori esponenti di quel movimento di riforma che nacque dopo la crisi del 1898. Nato povero in un paese dei Pirenei aragonesi, arrivò all’università e alla professione notarile con una tenacia che i suoi biografi raccontano come leggendaria. Al notariato dedicò uno studio intitolato Reforma de la fe pública, pubblicato a Madrid nel 1897.
Il senso della frase
Sta tutta nel contrasto fra due porte. Se la prima, quella dello studio notarile, viene varcata al momento giusto, la seconda, quella del tribunale, resta chiusa. Non è una battuta contro i giudici: è la constatazione che una gran parte delle cause civili nasce da accordi scritti male, o non scritti affatto.
Perché scriviamo «detto attribuito»
Perché la frase è ricondotta a Costa da tutta la letteratura notarile di lingua spagnola, compresa la rivista ufficiale del Notariato, ma nessuna delle fonti che abbiamo consultato indica l’opera o il discorso da cui è tratta. È una regola che ci siamo dati: quando non sappiamo da dove viene una frase, lo scriviamo.
Fonte: la frase è attribuita a Costa dalla rivista El Notario del Siglo XXI, del Consiglio Generale del Notariato spagnolo. Nessuna delle fonti consultate indica l’opera da cui è tratta.
Germania
Qui non c’è un aforisma ma qualcosa di più solido: una definizione di legge. Il diritto tedesco ha un nome per il mestiere del notaio, e quel nome dice tutto.
Germania · ordinamento notarile federale
«Con la giustizia preventiva i notai danno un contributo importante al funzionamento della comunità.»
«Sie leisten durch vorsorgende Rechtspflege einen wichtigen Beitrag zum Funktionieren des Gemeinwesens.»
La parola chiave è vorsorgende Rechtspflege: letteralmente «amministrazione preventiva della giustizia». In Germania la prevenzione delle liti non è una bella frase: è la definizione legale del mestiere.
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Una parola sola per un’idea intera
Il tedesco ha il vizio, utilissimo, di dare un nome preciso alle cose. Vorsorge è la previdenza, la cura anticipata; Rechtspflege è l’amministrazione della giustizia. Messe insieme: la giustizia che si amministra prima. In italiano ci vuole una perifrasi, in tedesco è una parola che sta nei manuali e nelle leggi.
Dove sta scritto
Nel paragrafo 1 della Bundesnotarordnung, l’ordinamento notarile federale, che nomina i notai «quali titolari indipendenti di un pubblico ufficio» proprio per la documentazione degli atti e per gli altri compiti nel campo della giustizia preventiva. La frase citata sopra è invece di come la Camera notarile federale tedesca spiega ai cittadini il proprio ruolo.
Perché l’abbiamo messa qui
Perché dimostra che l’idea di Carnelutti non è un’opinione dottrinale italiana: è il modo in cui un altro grande ordinamento europeo definisce, in una norma, che cosa sia un notaio. In Germania come in Italia il notaio è un pubblico ufficiale indipendente, non un dipendente dello Stato e non un semplice libero professionista.
Fonte: Bundesnotarkammer, la Camera notarile federale tedesca — bnotk.de ↗; paragrafo 1 Bundesnotarordnung. Traduzione italiana a cura dello Studio.
Canada, Quebec
Fuori dall’Europa la formula cambia lingua ma non contenuto: la prova che non si tratta di una tradizione locale.
Quebec · oggi
«L’approccio del notaio punta sulla prevenzione, sulla conciliazione e sulla soluzione dei conflitti fuori dal processo, più che sulla lite.»
«[The notary’s approach] focuses on prevention, conciliation and alternative conflict resolution rather than litigation.»
Così la Chambre des notaires du Québec presenta i notai ai cittadini, definendoli specialisti del diritto preventivo. Duecento anni dopo Réal, in un’altra lingua e in un altro continente, la definizione è rimasta la stessa.
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Un’isola di diritto civile
Il Quebec è un caso quasi unico: una provincia di lingua francese e di diritto civile dentro un Paese, il Canada, e un continente di tradizione anglosassone. Proprio per questo ha conservato il notaio nel senso che intendiamo noi — pubblico ufficiale che redige atti autentici — mentre nel resto del Nord America il notary public è tutt’altra cosa: un soggetto che si limita ad autenticare una firma, senza redigere l’atto e senza rispondere del suo contenuto.
Perché vale la pena saperlo
Se ti capita di ricevere un documento «notarizzato» negli Stati Uniti o nel Regno Unito, non dare per scontato che equivalga a un atto notarile italiano: nella grande maggioranza dei casi non lo è. È uno dei motivi per cui un documento straniero, prima di poter essere usato in Italia, ha spesso bisogno di passaggi ulteriori, dalla traduzione giurata all’apostille.
Il punto della citazione
Che duecento anni dopo Réal, in inglese e dall’altra parte dell’oceano, i notai si presentano ancora così: gente il cui mestiere è evitare che si finisca in tribunale.
Fonte: Chambre des notaires du Québec — cnq.org ↗. Traduzione italiana a cura dello Studio.
Altre voci italiane
Due giuristi che hanno guardato il notaio da punti di vista diversi: il diritto pubblico e il diritto che cambia con la società.
Italia · 1979
«Il notaio accerta il fatto e lo fissa in una rappresentazione, attraverso la quale soltanto vive e vale nell’ordinamento giuridico vincolando anche il giudice e il suo convincimento.»
Mario Nigro (1922-1988), amministrativista. È la spiegazione più chiara di che cosa significhi «fede pubblica»: quello che il notaio attesta come avvenuto davanti a lui vincola anche il giudice, che non può valutarlo liberamente come una qualsiasi altra prova.
Fonte: M. Nigro, Il notaio nel diritto pubblico, in Rivista del notariato, 1979, p. 1151 ss.
Italia · 1991
«[Il contributo creativo del notaio] non sarà caratterizzato dalla estemporaneità della soluzione particolarmente originale, ma extrasistematica, di un caso concreto, bensì piuttosto nell’elaborazione di prassi che consentano di passare dai vecchi paradigmi normativi alle nuove realtà sociali.»
Francesco Donato Busnelli (1937-2024), civilista. Spiega perché esistono le massime dei Consigli notarili: il notaio non inventa soluzioni fantasiose per il singolo cliente, ma costruisce prassi solide che aiutano il diritto a stare al passo con la società.
Fonte: F.D. Busnelli, Ars notaria e diritto vivente, in Rivista del notariato, 1991, p. 1 ss.
Nel mondo: dalla Cina al Messico
Il notariato di tipo latino oggi non è solo europeo. L’Unione Internazionale del Notariato riunisce 93 notariati, tra cui quello della Cina. Ecco come le leggi di alcuni Paesi lontani definiscono il notaio: parole diverse, stessa idea.
Unione Internazionale del Notariato · Roma, 2005
«Il notaio, professionista del diritto, è un pubblico ufficiale nominato dallo Stato per conferire autenticità agli atti giuridici e ai contratti contenuti nei documenti che redige e per consigliare le persone che si rivolgono al suo ministero.»
«Le notaire, professionnel du droit, est un officier public, nommé par l’État pour conférer l’authenticité aux actes juridiques et contrats contenus dans les documents qu’il rédige et pour agir comme conseiller en faveur des personnes faisant appel à son ministère.»
È il primo dei Principi della funzione notarile approvati dall’Unione Internazionale del Notariato, fondata nel 1948, che oggi riunisce 93 notariati. Il secondo principio aggiunge che il notaio, pur esercitando poteri pubblici, deve agire «in modo imparziale e indipendente, al di fuori di ogni gerarchia statale».
Fonte: UINL, Principes de la fonction notariale, Roma, 8 novembre 2005, n. 1 e n. 2 — uinl.org ↗; membri: uinl.org/about-us ↗. Traduzione italiana a cura dello Studio.
Cina · Legge sul notariato, 2005
«Il notariato è l’attività con cui l’ufficio notarile, su richiesta di una persona fisica, di una persona giuridica o di un’altra organizzazione e secondo il procedimento previsto dalla legge, attesta l’autenticità e la legalità di atti giuridici civili e di fatti e documenti aventi rilevanza giuridica.»
公证是公证机构根据自然人、法人或者其他组织的申请,依照法定程序对民事法律行为、有法律意义的事实和文书的真实性、合法性予以证明的活动。
Anche la Cina ha una legge sul notariato, approvata nel 2005 e in vigore dal 1° marzo 2006. L’art. 1 ne dichiara lo scopo con parole che Carnelutti avrebbe sottoscritto: il notariato serve anche a «prevenire le controversie» (预防纠纷). Autenticità e legalità: le stesse due parole della Corte di giustizia europea.
Fonte: Legge sul notariato della Repubblica Popolare Cinese (中华人民共和国公证法), artt. 1 e 2, testo vigente 2017 — testo cinese ↗; traduzione inglese della Corte suprema del popolo — english.court.gov.cn ↗. Traduzione italiana a cura dello Studio.
Turchia · Legge sul notariato, 1972
«Il notariato è un servizio pubblico. I notai documentano gli atti per garantire la sicurezza giuridica e prevenire le controversie, e svolgono gli altri compiti loro attribuiti dalla legge.»
«Noterlik bir kamu hizmetidir. Noterler, hukukî güvenliği sağlamak ve anlaşmazlıkları önlemek için işlemleri belgelendirir ve kanunlarla verilen başka görevleri yaparlar.»
In due righe la legge turca dice tutto: sicurezza giuridica e prevenzione delle liti.
Fonte: Noterlik Kanunu n. 1512 del 18 gennaio 1972, art. 1 — Grande Assemblea Nazionale turca ↗. Traduzione italiana a cura dello Studio.
Messico · Città del Messico, 2018
«Il notaio è il professionista del diritto investito dallo Stato della pubblica fede, che ha il compito di ricevere, interpretare, redigere e dare forma legale alla volontà delle persone che si rivolgono a lui, e di conferire autenticità e certezza giuridica agli atti e ai fatti avvenuti davanti a lui.»
«Notario es el profesional del Derecho investido de fe pública por el Estado, y que tiene a su cargo recibir, interpretar, redactar y dar forma legal a la voluntad de las personas que ante él acuden, y conferir autenticidad y certeza jurídicas a los actos y hechos pasados ante su fe…»
«Interpretare» la volontà: è il «dramma» di cui parlava Satta, scritto in una legge dall’altra parte dell’oceano.
Fonte: Ley del Notariado para la Ciudad de México, art. 44 — testo consolidato ↗. Traduzione italiana a cura dello Studio.
Giappone · Legge sui notai, 1908
«Il notaio, su incarico delle parti o di altri interessati, ha il potere di: redigere atti pubblici su atti giuridici e su altri fatti relativi a diritti privati; autenticare le scritture private.»
公証人ハ当事者其ノ他ノ関係人ノ嘱託ニ因リ左ノ事務ヲ行フ権限ヲ有ス 一 法律行為其ノ他私権ニ関スル事実ニ付公正証書ヲ作成スルコト 二 私署証書ニ認証ヲ与フルコト
Atto pubblico (公正証書) e autentica di firma (認証): gli stessi due strumenti che usiamo ogni giorno a Napoli, in una legge del 1908 ancora in vigore.
Fonte: 公証人法 (legge n. 53 del 1908), art. 1 — e-Gov ↗; traduzione inglese del Ministero della giustizia — japaneselawtranslation.go.jp ↗. Traduzione italiana a cura dello Studio.
Russia · Principi della legislazione sul notariato, 1993
«Il notariato […] ha il compito di assicurare […] la tutela dei diritti e degli interessi legittimi dei cittadini e delle persone giuridiche, mediante il compimento da parte dei notai, in nome della Federazione Russa, degli atti notarili previsti dalla legge.»
«Нотариат в Российской Федерации призван обеспечивать […] защиту прав и законных интересов граждан и юридических лиц путем совершения нотариусами предусмотренных законодательными актами нотариальных действий от имени Российской Федерации.»
Fonte: Основы законодательства Российской Федерации о нотариате, 11 febbraio 1993, n. 4462-1, art. 1 — КонсультантПлюс ↗. Traduzione italiana a cura dello Studio.
Le Corti
Non solo i giuristi: anche la Corte costituzionale e la Corte di giustizia dell’Unione europea hanno descritto che cosa fa il notaio. Qui riportiamo soltanto passi letti sul testo ufficiale delle decisioni, con il link per verificarli.
Corte costituzionale · 2003
«ricevere gli atti tra vivi e di ultima volontà, attribuire loro pubblica fede, conservarne il deposito, rilasciarne le copie, i certificati e gli estratti»
La Corte riprende la definizione dell’art. 1 della legge notarile: sono le funzioni che la legge affida al notaio in quanto pubblico ufficiale. Non è una formula nuova, ma la conferma, al livello più alto, di ciò che il notaio è.
Fonte: Corte costituzionale, ordinanza n. 52 del 2003 (decisione del 10 febbraio 2003) — cortecostituzionale.it ↗; art. 1 legge 89/1913 su Normattiva ↗.
Corte di giustizia UE · 2011
«il notaio deve rifiutarsi di autenticare un atto o una convenzione che non soddisfi i requisiti stabiliti dalla legge e ciò indipendentemente dalla volontà delle parti.»
È il cuore del controllo di legalità: prima di autenticare, il notaio verifica che ci siano tutte le condizioni richieste dalla legge. Se mancano, non firma, anche se le parti sono d’accordo. Nella stessa sentenza la Corte parla dell’obbligo di verificare, prima dell’autenticazione, «che tutte le condizioni richieste dalla legge per realizzare tale atto» siano soddisfatte (punto 94).
Fonte: Corte di giustizia UE, Grande Sezione, sentenza 24 maggio 2011, causa C-47/08, Commissione c. Belgio, punti 94 e 98 — eur-lex.europa.eu ↗.
Corte di giustizia UE · 2011
«la circostanza che le attività notarili perseguano obiettivi di interesse generale, miranti in particolare a garantire la legalità e la certezza del diritto degli atti conclusi tra privati, costituisce una ragione imperativa di interesse generale»
Legalità e certezza del diritto: sono le due parole con cui la Corte europea riassume lo scopo del lavoro notarile. Per correttezza: nella stessa sentenza la Corte ha escluso che, ai fini delle regole europee sulla libertà di stabilimento, l’attività notarile sia «esercizio dei pubblici poteri». Riportiamo il passo per quello che dice, senza fargli dire di più.
Fonte: Corte di giustizia UE, Grande Sezione, sentenza 24 maggio 2011, causa C-47/08, punto 97 — eur-lex.europa.eu ↗.
Corte di giustizia UE · 2017
«disposizioni nazionali che obblighino a verificare, avvalendosi di professionisti giurati, come i notai, l’esattezza delle annotazioni effettuate in un libro fondiario, contribuiscono a garantire la certezza del diritto quanto alle transazioni immobiliari e il buon funzionamento del libro fondiario»
Quando compri casa, la sicurezza che quello che risulta dai registri immobiliari sia vero dipende anche dal controllo del notaio. Nel punto precedente (58) la Corte collega questo controllo all’«amministrazione preventiva della giustizia»: la stessa idea di Carnelutti e della legge tedesca.
Fonte: Corte di giustizia UE, sentenza 9 marzo 2017, causa C-342/15, Piringer, punto 59 — eur-lex.europa.eu ↗.
La Corte di cassazione ha scritto molto sul notaio: il dovere di consiglio, le visure ipotecarie e catastali, la consulenza anche fiscale. Pubblicheremo quei passi dopo averli confrontati parola per parola con il testo ufficiale delle sentenze: è la stessa regola che vale per tutte le citazioni di questa pagina.
- M. Nigro, Il notaio nel diritto pubblico, in Rivista del notariato, 1979, p. 1151 ss.
- F.D. Busnelli, Ars notaria e diritto vivente, in Rivista del notariato, 1991, p. 1 ss.
- Legge sul notariato della Repubblica Popolare Cinese, artt. 1-2; UINL, Principi della funzione notarile (2005); Noterlik Kanunu 1512/1972, art. 1; Ley del Notariado CDMX, art. 44; 公証人法, art. 1; Основы законодательства о нотариате, art. 1 (link nelle schede).
- Corte costituzionale, ordinanza n. 52/2003 — cortecostituzionale.it.
- Corte di giustizia UE, sentenza 24 maggio 2011, C-47/08 — EUR-Lex.
- Corte di giustizia UE, sentenza 9 marzo 2017, C-342/15, Piringer — EUR-Lex.
Sui siti notarili circolano molte frasi belle e poche verificabili. Abbiamo applicato tre regole. Prima: si pubblica solo ciò di cui si conosce la fonte, e la fonte si scrive sotto. Seconda: quando una frase è soltanto attribuita a un autore, senza che sia noto da quale scritto provenga, lo diciamo — è il caso del detto di Joaquín Costa e del motto latino parigino. Terza: delle citazioni straniere si pubblica anche il testo originale, così chi vuole può giudicare da sé la traduzione, che è nostra.
Una frase l’abbiamo esclusa apposta: «tanto più notaio, tanto meno giudice», la più citata di tutte. È una sintesi efficace del pensiero di Carnelutti, ma non risulta una sua frase testuale, e non ci sembra corretto metterla tra virgolette.
Un atto fatto bene oggi è una causa che non ci sarà domani
È il filo che tiene insieme tutte queste pagine, dal 1803 a oggi. Se hai un atto da preparare, o solo una domanda, il primo confronto non costa nulla.
Studio Notarile Marco Fiorentino · Viale Antonio Gramsci 19, 80122 Napoli · tel. e WhatsApp +39 352 2737467 · segreteria@notaiofiorentinomarco.com- F. Carnelutti, La figura giuridica del notaro, in Rivista del notariato, 1951, p. 8.
- S. Satta, Poesia e verità nella vita del notaio, in Vita notarile, 1955, p. 548.
- N. Irti, Ministero notarile e rischio giuridico dell’atto, in Rivista del notariato, 1996, p. 335.
- P.-F. Réal, esposizione dei motivi della legge del 25 ventoso anno XI (16 marzo 1803), seduta del 14 ventoso anno XI; testo riprodotto dalla Chambre des notaires de Paris.
- Consejo General del Notariado spagnolo e rivista El Notario del Siglo XXI, per il motto «Nihil prius fide» e per il detto attribuito a Joaquín Costa.
- Bundesnotarkammer, bnotk.de, e paragrafo 1 della Bundesnotarordnung.
- Chambre des notaires du Québec, cnq.org.
- Legge 16 febbraio 1913 n. 89, legge notarile, art. 1; codice civile, art. 1372 e 2700 — normattiva.it.
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