In breve
- Oggi quasi otto italiani su dieci (78%) conoscono il lascito solidale: circa 35,4 milioni di persone, quasi 12 milioni in più rispetto ai 23,6 milioni del 2012.
- Tra gli over 50 la propensione resta stabile al 23% (2,5% lo ha già disposto, 5% lo farebbe certamente, 16% probabilmente): quasi il doppio rispetto al 12% del 2018. In numeri assoluti, circa 705.000 persone lo hanno già disposto e 5,9 milioni sono orientate a farlo.
- Cambia anche la percezione: oggi il 28% degli italiani pensa che il lascito solidale possa riguardare chiunque (contro il 13% del 2025), non solo chi non ha figli o ha grandi patrimoni.
Il tempo, per quasi un italiano su due, è la forma di generosità più vera: il 47% lo indica come il gesto che meglio rappresenta l’attenzione verso gli altri. È uno dei dati emersi dalla nuova ricerca Walden Lab per il Comitato Testamento Solidale, presentata a Roma il 10 settembre 2026 in occasione della Giornata Internazionale del Lascito Solidale (13 settembre), con il patrocinio del Consiglio Nazionale del Notariato. E se il tempo è dono nella vita di ogni giorno, per molti italiani lo diventa anche dopo, attraverso il lascito solidale.
Perché sempre più italiani pensano al lascito solidale?
Il lascito solidale è la scelta di destinare, con il testamento, un bene o una somma a un ente del Terzo Settore (associazione, fondazione, ONG) per una causa a cui si tiene: la ricerca scientifica, l’assistenza ai malati, la protezione degli animali, l’aiuto alle persone in difficoltà. La conoscenza di questo strumento è quasi raddoppiata rispetto al 2012, e la propensione a farlo è quasi raddoppiata rispetto al 2018. Un cambiamento culturale che il Comitato Testamento Solidale lega anche al modo in cui gli italiani intendono la generosità oggi: non solo come contributo economico, ma come presenza, tempo, vicinanza, valori che si vogliono trasmettere anche oltre la propria esistenza.
Cosa dicono davvero i numeri del 2026?
Alla diffusione della conoscenza non corrisponde però un’analoga sicurezza sulle procedure: oltre la metà degli italiani (52%) si dichiara poco o per nulla informata su come si fa concretamente un lascito solidale, e solo il 12% ritiene di conoscerle molto bene. Restano inoltre due luoghi comuni da sfatare: il 40% pensa ancora che il lascito solidale riguardi soprattutto chi non ha figli o eredi diretti, e il 32% lo associa a chi possiede grandi patrimoni. In realtà, come vedremo, la legge protegge sempre la quota di eredità riservata ai familiari (la “legittima”): il lascito solidale riguarda solo la parte disponibile, quella di cui chiunque può disporre liberamente.
Il lascito solidale toglie qualcosa alla famiglia?
No, se fatto bene. Il codice civile riserva sempre ai familiari più stretti (coniuge, figli, e in loro assenza gli ascendenti) una quota di eredità che nessun testamento può intaccare: la legittima. Il lascito solidale si scrive sulla quota disponibile, quella di cui il testatore può disporre liberamente. Nel nostro articolo dedicato spieghiamo passo per passo come si scrive un lascito solidale nel testamento, quanto si può destinare e perché gli enti del Terzo Settore non pagano imposte di successione sui beni ricevuti.
Cosa fa il notaio per chi valuta un lascito solidale
Spiega con chiarezza quanto si può destinare senza intaccare la legittima dei familiari, aiuta a formulare correttamente la disposizione testamentaria (specifica, senza ambiguità sull’ente beneficiario), verifica l’esistenza e la natura dell’ente scelto, e conserva il testamento pubblico nei propri repertori, così che al momento dovuto venga sempre rintracciato e rispettato.
Domande frequenti
Il lascito solidale è riservato a chi non ha figli?
No: riguarda la quota disponibile del patrimonio, quella su cui chiunque, con o senza figli, può disporre liberamente, senza toccare la legittima dei familiari.
Serve un grande patrimonio per fare un lascito solidale?
No: si può destinare anche una somma modesta o un singolo bene. Il valore del gesto non dipende dall’entità del lascito.
Il lascito solidale si può cambiare idea dopo averlo scritto?
Sì: il testamento è sempre revocabile e modificabile finché si è in vita, con le forme previste dalla legge.
Come si sceglie l’ente a cui destinare il lascito?
Secondo la ricerca 2026, gli italiani guardano soprattutto all’affidabilità nella gestione delle risorse, alla trasparenza e alla capacità di dimostrare risultati concreti: vale la pena informarsi sui bilanci sociali dell’ente prima di scegliere.
Stai valutando un lascito solidale o vuoi semplicemente mettere ordine nel tuo testamento? Richiedi un preventivo scritto e gratuito oppure prenota una consulenza online: scegli l’orario che preferisci, ti richiamiamo noi.
Leggi anche la nostra guida su cosa succede se non fai testamento e su come donare un immobile a un ente del Terzo Settore.
Fonti per verificare
- CNN Notizie n. 158 del 10 settembre 2026, “Lasciti solidali: propensione al lascito resta stabile (23%), boom dal 2018” (Consiglio Nazionale del Notariato)
- Comitato Testamento Solidale — testamentosolidale.org
- Consiglio Nazionale del Notariato — notariato.it
- Codice civile, artt. 536 e seguenti (quote di legittima) — normattiva.it
- Decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 (Codice del Terzo Settore), art. 82 (agevolazioni fiscali per gli ETS) — normattiva.it
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