In breve
- Il 3 settembre 2026 l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) e il Consiglio Nazionale del Notariato (CNN) hanno firmato un nuovo protocollo d’intesa per rafforzare il controllo di legalità nelle società a partecipazione pubblica.
- Il protocollo aggiorna e amplia il vademecum congiunto del 2022, finora dedicato soprattutto alle società in house, estendendolo ai profili più generali delle società partecipate.
- Tra le novità: maggiore interoperabilità tra la Banca dati nazionale dei contratti pubblici (ANAC) e gli studi del Notariato, e formazione comune per le stazioni appaltanti.
Quando un Comune, una Regione o un altro ente pubblico costituisce una società per gestire un servizio – la raccolta rifiuti, il trasporto pubblico, la gestione di un impianto – le regole da rispettare sono molto più rigide di quelle di una normale società privata. Il notaio che redige lo statuto deve verificare requisiti specifici, pensati per evitare che il ricorso a una società diventi un modo per aggirare le regole della concorrenza e degli appalti pubblici. Su questo fronte, ANAC e Consiglio Nazionale del Notariato hanno appena rinnovato la loro collaborazione.
Cosa sono le società in house e perché servono regole precise?
Le società “in house” sono società formalmente private ma sostanzialmente pubbliche: l’ente pubblico ne detiene il capitale, ne esercita un controllo analogo a quello che eserciterebbe su un proprio ufficio, e la società svolge la parte più rilevante della propria attività a favore dell’ente o degli enti soci. Solo rispettando questi requisiti l’ente pubblico può affidare alla società lavori, servizi o forniture senza una gara, come previsto dal Codice dei contratti pubblici. Se lo statuto non è scritto correttamente – per esempio se manca la clausola sul controllo analogo, o non è fissata la percentuale minima di fatturato verso l’ente pubblico – l’affidamento diretto può essere contestato, con conseguenze rilevanti per l’ente e per la società stessa.
Cosa cambia con il nuovo protocollo tra ANAC e notai?
Il protocollo, firmato il 3 settembre 2026 a Roma dai presidenti di ANAC (Giuseppe Busia) e del CNN (Vito Pace), ha una durata biennale rinnovabile e punta su tre linee: aggiornare il vademecum del 2022, estendendo l’analisi anche ai profili più generali delle società a partecipazione pubblica (non solo alle in house); favorire l’interoperabilità dei dati tra la Banca dati nazionale dei contratti pubblici gestita da ANAC e gli studi elaborati dal Notariato sul tema; sviluppare percorsi di formazione dedicati alle stazioni appaltanti, cioè agli enti pubblici che devono valutare quando e come costituire o utilizzare una società partecipata.
Perché questo protocollo riguarda anche i cittadini e le imprese?
Le società a partecipazione pubblica gestiscono servizi essenziali: acqua, rifiuti, trasporti, farmacie comunali, impianti sportivi. Uno statuto scritto bene, con i controlli giusti fin dall’inizio, riduce il rischio di contenziosi che possono paralizzare quei servizi o far perdere all’ente affidamenti già avviati. Per le imprese che partecipano a gare o collaborano con questi enti, sapere che gli statuti delle società pubbliche sono verificati secondo standard condivisi tra ANAC e Notariato è una garanzia in più sulla solidità giuridica dei loro interlocutori.
Cosa fa il notaio per una società partecipata pubblica
Redige lo statuto verificando i requisiti richiesti per il tipo di società (in house o partecipata in senso più ampio): composizione del capitale, clausola sul controllo analogo, limiti statutari sull’oggetto sociale e sulla percentuale di fatturato verso l’ente pubblico, regole di governance coerenti con la disciplina del testo unico sulle società a partecipazione pubblica. Un lavoro che richiede di conoscere sia il diritto societario sia le regole degli appalti pubblici.
Domande frequenti
Cosa cambia rispetto al vademecum ANAC-CNN del 2022?
Il vademecum del 2022 riguardava soprattutto le società in house; il nuovo protocollo estende il lavoro di approfondimento anche ai profili più generali delle società a partecipazione pubblica.
Una società partecipata pubblica può avere anche soci privati?
Dipende dal modello: le società in house richiedono di regola un controllo pubblico totalitario o quasi, mentre altre forme di partecipazione pubblica ammettono soci privati, con regole diverse sull’affidamento dei servizi.
Perché serve il controllo analogo nelle società in house?
Perché è uno dei requisiti che giustifica l’affidamento diretto, senza gara: l’ente pubblico deve poter esercitare sulla società un’influenza determinante, come su un proprio ufficio interno.
A chi si rivolge un Comune per costituire una società partecipata?
Al notaio, per la redazione dell’atto costitutivo e dello statuto, e ai propri uffici legali e finanziari per la verifica preventiva dei presupposti richiesti dal testo unico sulle società a partecipazione pubblica.
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Fonti per verificare
- CNN Notizie n. 154 del 4 settembre 2026, “Società partecipate, si rafforza la collaborazione tra ANAC e notai” (Consiglio Nazionale del Notariato)
- Autorità Nazionale Anticorruzione — anticorruzione.it
- Consiglio Nazionale del Notariato — notariato.it
- Decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175 (Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica) — normattiva.it
- Decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36 (Codice dei contratti pubblici) — normattiva.it
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