Pubblicato il 15 luglio 2026 · Aggiornato il settembre 2026

Quando un matrimonio finisce, quasi sempre bisogna spostare qualcosa: la casa a uno dei due, una somma a saldo, la quota di un immobile. La buona notizia è che la legge non ci mette sopra anche le imposte: gli atti relativi al procedimento di separazione o divorzio sono esenti da bollo, da imposta di registro e da ogni altra tassa.

La cattiva è che l’esenzione non scatta da sola. Serve che il collegamento con l’accordo omologato o con la sentenza sia scritto nell’atto, nero su bianco. Senza quella riga si torna al 9%, o al 2% con la prima casa.

In breve

  • Art. 19, legge 74/1987: esenzione totale da bollo, registro e ogni altra tassa per gli atti che eseguono una separazione o un divorzio. La Corte costituzionale l’ha estesa alla separazione con la sentenza 154/1999.
  • Mediazione (art. 17 d.lgs. 28/2010): tutti gli atti della procedura sono esenti da bollo, e il verbale di accordo è esente da registro fino a 100.000 euro di valore — limite raddoppiato dalla riforma Cartabia (d.lgs. 149/2022). Sopra quella soglia si paga solo sull’eccedenza.
  • Credito d’imposta: fino a 600 euro per l’indennità dell’organismo, 600 per il compenso dell’avvocato e 518 per il contributo unificato; per la negoziazione assistita fino a 250 euro.

Quanto vale l’esenzione della separazione, in euro?

Un esempio concreto. Casa coniugale a Posillipo, valore dichiarato 200.000 euro, rendita catastale 700 euro: nell’accordo di separazione Antonio trasferisce la sua metà a Luisa, che resta a vivere lì con i figli.

VoceTrasferimento “normale”In esecuzione della separazione
Imposta di registro (2% prima casa su 80.850 € di valore catastale)1.617 €0 €
Imposta ipotecaria e catastale100 €0 €
Imposta di bollodovutaesente
Totale imposte1.717 €0 €

Senza la prima casa la differenza sarebbe molto più alta: il 9% su 88.200 euro fa 7.938 euro, più le ipocatastali. Rifai il conto con i tuoi numeri nello strumento Utilità fiscale: quanto risparmi con le agevolazioni.

Imposte su un trasferimento immobiliare dentro e fuori la separazione Confronto fra tre casi: trasferimento ordinario al nove per cento 8.038 euro, trasferimento con prima casa 1.717 euro, trasferimento in esecuzione della separazione zero euro. Casa da 200.000 €: quanto cambia il contesto dell’atto Trasferimento ordinario, 9% 8.038 € Con agevolazione prima casa, 2% 1.717 € In esecuzione della separazione 0 € — esente
Barre in scala. L’esenzione dell’art. 19 non dipende dal valore: copre l’intero atto.

Quali atti copre l’esenzione e cosa deve esserci scritto?

L’esenzione copre tutto ciò che è funzionale alla sistemazione dei rapporti: il trasferimento della casa coniugale o di altri immobili da un coniuge all’altro, i trasferimenti a favore dei figli quando l’accordo li prevede, l’assegnazione, la divisione dei beni comuni, l’accollo del mutuo, le somme pattuite a saldo di ogni pretesa.

Perché funzioni, in atto deve comparire il richiamo esplicito all’accordo omologato dal tribunale, alla sentenza di divorzio o all’accordo di negoziazione assistita autorizzato dal pubblico ministero, con data e numero. Deve emergere che il trasferimento esegue quell’accordo e non è una vendita nata per conto proprio.

Documenti da portare: verbale di separazione con decreto di omologa o sentenza di divorzio (copia autentica), accordo di negoziazione assistita con il nulla osta o l’autorizzazione del PM, visure e atti di provenienza degli immobili, documenti d’identità e codici fiscali, eventuale conteggio del mutuo se c’è un accollo. L’elenco completo è in Documenti da portare in Studio.

E in mediazione, cosa si risparmia?

La mediazione civile ha un suo pacchetto fiscale, e non riguarda solo le liti di famiglia: vale per divisioni ereditarie, condominio, contratti, diritti reali.

Attenzione a una cosa che sfugge spesso: se l’accordo raggiunto in mediazione trasferisce un immobile, per trascriverlo nei registri immobiliari serve l’autentica delle firme da parte di un notaio (art. 11, comma 3, d.lgs. 28/2010). L’esenzione fiscale resta, ma senza autentica e trascrizione l’accordo non è opponibile ai terzi: ne abbiamo scritto in L’accordo di mediazione basta per intestarsi la casa?

Il caso: Antonio, Luisa e la riga che valeva 1.717 euro

Antonio e Luisa si separano consensualmente. L’accordo omologato dice che la casa di Posillipo passa a Luisa, che si accolla il mutuo residuo. Passano sette mesi, e arrivano in Studio con una bozza di «atto di compravendita» preparata altrove: prezzo simbolico, nessun riferimento alla separazione.

Scritto così, quell’atto era una vendita: imposta di registro, ipotecaria, catastale, bollo. Riscritto come trasferimento in esecuzione delle condizioni di separazione, con il richiamo al verbale e al decreto di omologa e la dichiarazione che l’atto dà attuazione a quegli accordi, le imposte sono scese a zero.

Stesso immobile, stesse persone, stesso effetto giuridico. Cambiava solo come veniva raccontato all’Agenzia delle Entrate — e raccontarlo nel modo giusto era anche il modo vero.

(Caso di Studio, nomi e dettagli di fantasia.)

Cosa fa il notaio

Domande frequenti

L’esenzione vale anche se la casa va ai figli e non al coniuge?

Sì, quando il trasferimento ai figli è previsto nell’accordo omologato o nella sentenza come parte della sistemazione dei rapporti familiari. È un orientamento consolidato, seguito anche dall’Agenzia delle Entrate: conta che l’atto esegua il contenuto del provvedimento, non chi sia il destinatario finale.

Vale anche per la negoziazione assistita senza giudice?

Sì. Gli accordi di separazione o divorzio raggiunti con la negoziazione assistita, una volta ottenuto il nulla osta o l’autorizzazione del pubblico ministero, producono gli stessi effetti dei provvedimenti giudiziali, e l’esenzione dell’art. 19 si applica allo stesso modo. Se c’è un immobile, serve comunque l’atto notarile per la trascrizione.

Quanto tempo ho per fare il trasferimento dopo l’omologa?

La legge non fissa un termine. Quello che conta è poter dimostrare che l’atto esegue l’accordo: più passa il tempo, più le circostanze cambiano (nuovi mutui, nuovi acquisti, nuovi conviventi) e più quel collegamento diventa fragile. In pratica conviene farlo entro pochi mesi.

In mediazione l’esenzione dal registro è fino a 50.000 euro?

Era così fino alla riforma Cartabia. Dal 30 giugno 2023 il limite è di 100.000 euro (art. 17 d.lgs. 28/2010 come modificato dal d.lgs. 149/2022). Oltre quella soglia l’imposta si paga solo sulla parte eccedente.

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Vedi anche: tutte le agevolazioni fiscali negli atti notarili · quanto risparmi con le agevolazioni · trasferire la casa in separazione o divorzio · negoziazione assistita e notaio · domande frequenti.

Fonti per verificare. legge 74/1987, art. 19 (esenzione) · Corte costituzionale, sentenza 154/1999 (estensione alla separazione) · d.lgs. 28/2010, artt. 11, 17 e 20 (mediazione: autentica, esenzioni, credito d’imposta) · Ministero della Giustizia, incentivi fiscali alla degiurisdizionalizzazione (d.m. 1° agosto 2023) · d.l. 132/2014 (negoziazione assistita) · Agenzia delle Entrate · Consiglio Nazionale del Notariato.
Contenuto divulgativo: non sostituisce l’esame del caso concreto.

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