In 30 secondi

  • Chi si sposa è in comunione dei beni, salvo scelta diversa; il regime si può cambiare con una convenzione dal notaio (articolo 162 del codice civile).
  • Fondo patrimoniale, vincolo di destinazione e trust proteggono la famiglia dai creditori futuri, non da quelli già esistenti.
  • Chi vuole scegliere in anticipo il proprio amministratore di sostegno lo designa con atto notarile (articolo 408 del codice civile).

Aggiornato al 14 ottobre 2026.

Le guide del notaio · Famiglia e patrimonio

Comunione o separazione dei beni, fondo patrimoniale, vincolo di destinazione, trust, amministrazione di sostegno, procure e disposizioni anticipate, la casa nella separazione e il passaggio ai figli: gli strumenti che il notaio usa per proteggere una famiglia e il suo patrimonio, spiegati uno per uno.

Pubblicata il 21 febbraio 2024 · Aggiornata il 13 settembre 2026 · Tempo di lettura: 13 minuti

Illustrazione: una famiglia sotto un grande ombrello protettivo, con casa, scudo e cassaforte, sul lungomare di Napoli
In breve
  • Sposandosi si entra in comunione dei beni salvo scelta diversa: si può cambiare regime in qualsiasi momento con una convenzione dal notaio (art. 162 c.c.).
  • Fondo patrimoniale, vincolo di destinazione (art. 2645-ter c.c.) e trust separano alcuni beni dal resto del patrimonio: proteggono la famiglia dai creditori futuri, non da quelli già esistenti.
  • Per chi non può più gestirsi c’è l’amministrazione di sostegno; chi la vuole scegliere in anticipo la designa con atto notarile (art. 408 c.c.). Le DAT regolano le cure future.
  • I trasferimenti di casa tra coniugi in sede di separazione o divorzio sono esenti da imposte (art. 19 legge 74/1987).
  • Per gli atti che riguardano minori e persone fragili, dal 2023 l’autorizzazione può darla direttamente il notaio (riforma Cartabia).

Comunione o separazione dei beni: cosa cambia davvero?

Chi si sposa, o costituisce un’unione civile, senza dire nulla entra nella comunione legale (art. 159 c.c.): tutto ciò che i coniugi acquistano durante il matrimonio, anche separatamente, diventa di entrambi a metà (art. 177 c.c.). Restano personali i beni avuti prima, quelli ricevuti per donazione o eredità, quelli di uso strettamente personale e gli strumenti di lavoro (art. 179 c.c.). Con la separazione dei beni (art. 215 c.c.), invece, ciascuno resta proprietario di ciò che compra.

Approfondisca: comunione o separazione dei beni: cosa cambia davvero

Nessuno dei due regimi è «migliore». La comunione tutela il coniuge che guadagna meno o si dedica alla famiglia; la separazione è più semplice da gestire e protegge il patrimonio di uno dai debiti dell’attività dell’altro. Con la comunione, invece, i creditori personali di un coniuge possono aggredire i beni comuni fino alla metà. Chi ha un’impresa o una professione a rischio sceglie di solito la separazione, e compensa con altri strumenti.

Come si cambia regime

La scelta si fa al momento del matrimonio, davanti all’ufficiale di stato civile, oppure in qualsiasi momento successivo con una convenzione matrimoniale per atto pubblico notarile, annotata a margine dell’atto di matrimonio (art. 162 c.c.). Nello stesso atto si può anche sciogliere la comunione e dividere i beni comuni. Un caso frequente a Napoli: l’acquisto di una casa da parte di un coniuge in comunione con denaro personale (per esempio ricevuto in donazione dai genitori); perché la casa resti solo sua, l’altro coniuge deve intervenire nell’atto e confermarlo (art. 179, comma 2, c.c.). È una dichiarazione che il notaio inserisce nel rogito, e che evita liti in caso di separazione.

Comunione convenzionale e beni esclusiSi può anche personalizzare la comunione, includendo o escludendo certi beni (art. 210 c.c.), ma non si possono derogare le regole sull’amministrazione paritaria né includere i beni strettamente personali.

Fondo patrimoniale e vincolo di destinazione: quando servono?

Gli strumenti per proteggere il patrimonio di famigliaQuattro strumenti a confronto: fondo patrimoniale, vincolo di destinazione, trust e polizza o patto di famiglia, con chi li può usare, cosa proteggono e il limite principale. Quattro modi per mettere un ombrello sul patrimonio Fondo patrimoniale Chi coniugi e unioni civili Cosa immobili, auto, titoli Limite non copre i debiti per bisogni familiari; finisce con il matrimonio Vincolo 2645-ter Chi chiunque, anche single Cosa immobili e beni registrati Limite serve un interesse meritevole (disabili, figli); max 90 anni Trust Chi chiunque, con un trustee Cosa ogni bene, anche quote Limite costi di gestione; imposta al passaggio ai beneficiari Patto di famiglia Chi imprenditori e soci Cosa azienda o quote Limite solo ai discendenti; gli altri legittimari vanno liquidati Tutti richiedono l’atto pubblico notarile e la trascrizione nei registri immobiliari per essere opponibili ai terzi.
Fondo patrimoniale, vincolo di destinazione, trust e patto di famiglia: chi li usa, cosa proteggono, dove finiscono.

Il fondo patrimoniale (artt. 167-171 c.c.) è un vincolo che i coniugi, o un terzo, mettono su determinati beni (immobili, beni mobili registrati, titoli di credito) per destinarli ai bisogni della famiglia. Si costituisce per atto pubblico e si annota a margine dell’atto di matrimonio, oltre a essere trascritto nei registri immobiliari. L’effetto principale: i creditori per debiti che sapevano estranei ai bisogni della famiglia non possono pignorare quei beni (art. 170 c.c.). Ha però tre limiti che vanno detti subito: non protegge dai creditori già esistenti (l’atto può essere revocato entro cinque anni se fatto in frode, art. 2901 c.c.); la distinzione tra debiti familiari e non è spesso fonte di cause; e cessa con la fine del matrimonio, salvo che ci siano figli minori.

Approfondisca: fondo patrimoniale e vincolo di destinazione: quando servono

Il vincolo di destinazione (art. 2645-ter c.c.) è più elastico: chiunque, anche una persona sola, può destinare immobili o beni registrati a un interesse meritevole di tutela (una persona con disabilità, i figli, un ente) per un massimo di novant’anni o per la vita del beneficiario. I beni vincolati possono essere pignorati solo per debiti contratti per quello scopo. Serve l’atto pubblico e la trascrizione.

Fiscalmente, la costituzione del fondo patrimoniale senza trasferimento paga imposte fisse; il vincolo di destinazione, dopo la riforma del d.lgs. 139/2024, è tassato con l’imposta di donazione solo quando c’è un effettivo arricchimento del beneficiario, con le stesse aliquote e franchigie della guida alle donazioni.

Il trust e il «Dopo di noi»: come funzionano e quanto si paga?

Il trust è un istituto di origine anglosassone, riconosciuto in Italia dalla Convenzione dell’Aja del 1985 (ratificata con legge 364/1989): il disponente trasferisce beni a un trustee, che li amministra secondo un programma scritto nell’atto istitutivo a favore di uno o più beneficiari, spesso sotto la vigilanza di un guardiano. I beni in trust formano un patrimonio separato: non rispondono dei debiti del disponente, del trustee né dei beneficiari. Si usa per proteggere un figlio fragile o per tenere unito un patrimonio familiare fino a una certa età dei nipoti. Serve anche a governare il passaggio dell’azienda o a separare i beni in vista di una seconda unione.

Approfondisca: il trust e il «Dopo di noi»: come funzionano e quanto si paga

Il punto debole è che richiede fiducia in chi amministra e un atto scritto con cura. Un trust vago o «autodestinato» senza un vero programma può essere dichiarato inefficace. Il punto forte, dal 2025, è la chiarezza fiscale: il nuovo art. 4-bis del d.lgs. 346/1990 (introdotto dal d.lgs. 139/2024) stabilisce che l’imposta di successione e donazione si paga quando i beni arrivano ai beneficiari, con aliquote e franchigie calcolate sul rapporto tra disponente e beneficiario; il disponente può però scegliere di pagarla subito, all’atto di dotazione, chiudendo la partita con il Fisco. Le imposte ipotecaria e catastale sugli immobili conferiti seguono la stessa logica.

Il «Dopo di noi»

Per le famiglie con una persona con disabilità grave (art. 3, comma 3, legge 104/1992) la legge 112/2016 ha creato un percorso dedicato: trust, vincoli di destinazione e fondi speciali istituiti a favore del disabile sono esenti dall’imposta di successione e donazione e pagano ipotecaria e catastale in misura fissa, a condizione che l’atto sia pubblico, indichi le finalità, i beni, i compiti del gestore e preveda che alla morte del beneficiario i beni tornino alla famiglia o vadano a un ente (art. 6). È lo strumento con cui i genitori organizzano, finché sono in vita, chi si occuperà del figlio e con quali risorse. Approfondimento: Dopo di noi: legge 112/2016, trust e vincolo di destinazione.

Amministrazione di sostegno, procura e DAT: chi decide se non posso più farlo io?

Una malattia, un incidente, la vecchiaia possono togliere la capacità di gestire i propri affari. La legge offre tre strumenti graduati, e conviene conoscerli prima.

Approfondisca: amministrazione di sostegno, procura e DAT: chi decide se non posso più farlo io
  • Procura. Finché si è capaci, si può incaricare una persona di fiducia con una procura notarile, generale o speciale. Serve, per esempio, per vendere una casa, gestire il conto, riscuotere la pensione. La procura però non è pensata per la fase in cui si perde la capacità: si estingue con l’interdizione e diventa fragile se chi l’ha data non è più in grado di controllare chi la usa, quindi va affiancata dagli strumenti successivi; per chi vive all’estero è lo strumento quotidiano (Procura speciale e generale dall’estero).
  • Amministrazione di sostegno (artt. 404-413 c.c.). Il giudice tutelare nomina un amministratore che affianca o sostituisce la persona negli atti indicati nel decreto, lasciandole tutto il resto. È la misura oggi più usata, molto più dell’interdizione. Il punto che pochi conoscono: chiunque può designare in anticipo il proprio futuro amministratore di sostegno con atto pubblico o scrittura privata autenticata (art. 408 c.c.), e il giudice deve rispettare la scelta salvo gravi motivi. Nella stessa sede si possono lasciare istruzioni su come gestire la casa, il denaro, l’azienda.
  • Disposizioni anticipate di trattamento (DAT), legge 219/2017. Ogni persona maggiorenne e capace può esprimere le proprie volontà sui trattamenti sanitari futuri e nominare un fiduciario che dialoghi con i medici. Le DAT si redigono per atto pubblico, scrittura privata autenticata dal notaio, oppure si consegnano di persona all’ufficio di stato civile del Comune; sono esenti da bollo e imposte (art. 4). Il notaio le può anche trasmettere alla banca dati nazionale del Ministero della Salute.

Per gli atti che coinvolgono un minore, un interdetto, un inabilitato o un beneficiario di amministrazione di sostegno (vendere una casa ereditata, accettare un’eredità, dividere), dal 28 febbraio 2023 l’autorizzazione può essere rilasciata direttamente dal notaio che riceve l’atto (art. 21 d.lgs. 149/2022), con tempi di poche settimane invece dei mesi del tribunale (Autorizzazioni per minori e persone fragili).

Separazione e divorzio: cosa succede alla casa e ai beni?

Con la separazione la comunione legale si scioglie (art. 191 c.c.) e i coniugi diventano comproprietari per quote dei beni comuni, che possono dividere. La casa familiare segue i figli: viene assegnata al genitore con cui vivono, indipendentemente da chi ne è proprietario (art. 337-sexies c.c.), e l’assegnazione si trascrive per essere opponibile a chi compra. Senza figli, resta a chi ne è proprietario.

Approfondisca: separazione e divorzio: cosa succede alla casa e ai beni

Spesso, con l’accordo di separazione o divorzio, un coniuge trasferisce all’altro o ai figli la propria quota della casa o un altro immobile. Lo fa per eseguire l’accordo economico. Questi trasferimenti sono esenti da imposta di registro, bollo e ogni altra tassa (art. 19 legge 74/1987, esteso alla separazione dalla Corte costituzionale con sentenza 154/1999): vale anche per i trasferimenti ai figli, purché siano parte dell’accordo omologato o della negoziazione assistita. L’atto si può fare in tribunale o, con maggiore precisione, dal notaio che verifica provenienze, ipoteche e conformità come in ogni compravendita.

Il mutuo cointestato, invece, non si divide da solo: la banca deve aderire all’accollo da parte del coniuge che tiene la casa e liberare l’altro. Altrimenti entrambi restano obbligati (ne parliamo nella guida al mutuo). Chi si risposa o inizia una nuova convivenza dovrebbe rivedere il regime patrimoniale, il testamento e le designazioni fatte in passato: sono le situazioni in cui i conflitti tra prima e seconda famiglia nascono più spesso, e in cui un contratto di convivenza aiuta.

Come si passa il patrimonio ai figli senza creare liti?

Il modo più semplice per passare i beni ai figli è non fare nulla e lasciare che sia la successione a distribuirli. Funziona, ma spesso male: i figli si ritrovano comproprietari di tutto, con l’obbligo di mettersi d’accordo su ogni vendita. Gli strumenti per fare ordine in vita sono quattro, e si combinano.

  1. Donazione con riserva di usufrutto. Il genitore dona la nuda proprietà e continua ad abitare o affittare la casa; alla sua morte l’usufrutto si estingue senza atti né imposte. Tra genitori e figli l’imposta di donazione è zero fino a un milione di euro per figlio. Dal 18 dicembre 2025, con la riforma dell’art. 563 c.c., la casa donata si può rivendere senza che il compratore rischi la restituzione. Tutto nella guida alle donazioni.
  2. Testamento. Per assegnare beni precisi a ciascun figlio (a uno la casa, all’altro il negozio) e evitare la comunione, rispettando la legittima. La divisione fatta dal testatore (art. 734 c.c.) è lo strumento specifico. Guida: Successioni e testamenti.
  3. Patto di famiglia (artt. 768-bis e seguenti c.c.). Per l’azienda o le quote sociali: l’imprenditore le trasferisce al figlio che continuerà l’attività e, nello stesso atto, gli altri figli e il coniuge vengono liquidati o rinunciano. Ciò che è assegnato con il patto non si può più contestare con la riduzione. Esente da imposta di donazione se il figlio prosegue per cinque anni (Il patto di famiglia).
  4. Contratto di mantenimento o rendita vitalizia. Per l’anziano che vuole cedere la casa a chi lo assiste, figlio o no, in cambio di assistenza per tutta la vita: è un contratto oneroso, non una donazione, e la Cassazione ne ha precisato i requisiti (Il contratto di mantenimento).

Quando la casa va comprata direttamente dal figlio con i soldi dei genitori, conviene farlo risultare nel rogito come donazione indiretta: non paga l’imposta di donazione e chiarisce a tutti da dove vengono i soldi. Il notaio lo fa con una riga nell’atto.

Quanto costano questi atti e quali documenti servono?

AttoFormaImposte principali
Convenzione matrimoniale (separazione dei beni, comunione convenzionale)Atto pubblico, annotato a margine dell’atto di matrimonioRegistro fisso 200 €, bollo
Fondo patrimoniale senza trasferimento di proprietàAtto pubblico, trascrizioneRegistro, ipotecaria e catastale fisse (200 € ciascuna), bollo
Vincolo di destinazione (art. 2645-ter)Atto pubblico, trascrizioneImposte fisse; imposta di donazione solo se c’è arricchimento di un beneficiario
Trust: atto istitutivo e dotazione di immobiliAtto pubblico, trascrizioneRegistro fisso; imposta di donazione e ipo-catastali proporzionali al passaggio ai beneficiari (o subito, su opzione); esenzione per il Dopo di noi
Designazione dell’amministratore di sostegnoAtto pubblico o scrittura privata autenticataRegistro fisso e bollo
DATAtto pubblico, scrittura autenticata o consegna in ComuneEsenti (art. 4, comma 6, legge 219/2017)
Trasferimenti in separazione o divorzioAccordo omologato, negoziazione assistita o atto notarileEsenti (art. 19 legge 74/1987)
Procura generale o specialeAtto pubblico o autenticaRegistro fisso 200 €, bollo

L’onorario del notaio dipende dal valore dei beni e dalla complessità dell’atto: un trust ben scritto è un lavoro di settimane. L’importo è indicato nel preventivo scritto. Per una procura o un’autentica l’utilità Costi di una procura o di un’autentica dà subito l’ordine di grandezza.

Approfondisca: quanto costano questi atti e quali documenti servono

I documenti da portare

  • documenti d’identità e codici fiscali; estratto dell’atto di matrimonio o dell’unione civile con le annotazioni;
  • per gli immobili: atto di provenienza, visure e planimetrie catastali, titoli edilizi (valgono le stesse regole di conformità della compravendita);
  • per il trust e il vincolo: il programma che si vuole realizzare, i nomi di trustee, guardiano e beneficiari, e per il Dopo di noi il certificato di disabilità grave;
  • per separazione e divorzio: il verbale omologato o l’accordo di negoziazione assistita;
  • per l’amministrazione di sostegno: il decreto di nomina del giudice tutelare, se già esistente.

L’elenco completo è nella pagina Documenti da portare in Studio. Molti di questi atti si preparano in una consulenza online, soprattutto quando i familiari vivono in città diverse.

Domande frequenti

Il fondo patrimoniale protegge la casa da tutti i debiti? +

No. Protegge dai creditori per debiti estranei ai bisogni della famiglia, se il creditore lo sapeva. Non protegge dai creditori che esistevano già quando è stato costituito: questi possono chiederne la revoca entro cinque anni. Le imposte e i debiti per la casa restano garantiti.

Posso scegliere ora chi sarà il mio amministratore di sostegno? +

Sì: con atto pubblico o scrittura privata autenticata dal notaio (art. 408 c.c.) può designare in anticipo la persona che preferisce e lasciare istruzioni su come gestire i suoi beni. Il giudice deve rispettare la scelta salvo gravi motivi.

Quanto si paga per intestare la casa alla moglie nella separazione? +

Nulla, se il trasferimento è previsto nell’accordo di separazione o divorzio omologato o nella negoziazione assistita: è esente da imposta di registro, bollo e ogni altra tassa (art. 19 legge 74/1987). Resta l’onorario del notaio se l’atto viene ricevuto in Studio.

Il trust paga l’imposta di donazione subito? +

Di regola no: dal 2025 l’imposta si paga quando i beni passano ai beneficiari, con le aliquote e le franchigie del loro rapporto con il disponente. Il disponente può scegliere di pagarla subito. I trust a favore di persone con disabilità grave (Dopo di noi) sono esenti.

Le DAT si fanno solo dal notaio? +

No. Si possono redigere per atto pubblico o scrittura privata autenticata dal notaio, oppure consegnare di persona all’ufficio di stato civile del Comune di residenza. Sono esenti da imposte. Il notaio è utile quando si vogliono istruzioni precise e un fiduciario ben individuato.

Ho comprato casa con i soldi dei miei genitori: è in comunione con mio marito? +

Se è in comunione legale, sì, salvo che nell’atto lei abbia dichiarato che il prezzo proviene da beni personali (per esempio una donazione) e suo marito abbia partecipato all’atto confermandolo (art. 179 c.c.). Per questo il notaio lo chiede prima del rogito.

Vuole parlarne con il notaio?

Ci racconti la Sua situazione familiare e cosa vuole proteggere: Le diciamo quali strumenti hanno senso nel Suo caso, quali no, e quanto costano, con un preventivo di massima scritto. La prima consulenza si può fare anche online.

Studio Notarile Marco Fiorentino · Via Cuma 6, 80132 Napoli · tel. e WhatsApp +39 352 2737467 · segreteria@notaiofiorentinomarco.com
Fonti consultate
  • Codice civile, artt. 159-230-bis (regime patrimoniale della famiglia, fondo patrimoniale, comunione legale e convenzionale), 337-sexies (assegnazione della casa familiare), 404-413 (amministrazione di sostegno), 734 (divisione del testatore), 768-bis ss. (patto di famiglia), 2645-ter (vincolo di destinazione), 2901 (azione revocatoria)
  • Legge 76/2016 (unioni civili e convivenze); legge 219/2017, art. 4 (disposizioni anticipate di trattamento); legge 112/2016, art. 6 (Dopo di noi: esenzioni fiscali)
  • Legge 364/1989 (ratifica della Convenzione dell’Aja del 1° luglio 1985 sui trust); d.lgs. 346/1990, art. 4-bis introdotto dal d.lgs. 139/2024 (tassazione di trust e vincoli di destinazione)
  • Legge 74/1987, art. 19 e Corte costituzionale, sentenza 154/1999 (esenzione degli atti relativi a separazione e divorzio)
  • D.lgs. 149/2022 (riforma Cartabia), art. 21 (autorizzazioni rilasciate dal notaio dal 28 febbraio 2023); legge 182/2025, art. 44 (riforma degli artt. 561 e 563 c.c.)
  • Consiglio Nazionale del Notariato, Guide per il cittadino «La terza età», «Dopo di noi e amministratore di sostegno», «Genitori e figli», «Volontaria giurisdizione» e «Patti di famiglia»

Questa guida ha finalità informative e non sostituisce la consulenza sul caso concreto. Aliquote, franchigie e termini sono quelli in vigore alla data di aggiornamento indicata in alto.

Per approfondire: le Guide per il cittadino del Consiglio Nazionale del Notariato, scritte insieme alle associazioni dei consumatori e scaricabili gratuitamente in PDF.

Contenuto elaborato con il supporto dell’intelligenza artificiale e verificato dal notaio.