Pubblicato il 5 settembre 2026Aggiornato il 19 ottobre 20268 minuti di lettura
In 30 secondi
- Chi compra, ristruttura e rivende entro cinque anni paga la plusvalenza: 26% con l’imposta sostitutiva chiesta al notaio, oppure IRPEF ordinaria. Il costo di acquisto si aumenta delle spese documentate, lavori compresi (artt. 67 e 68 TUIR).
- Se le operazioni sono ripetute e organizzate, il Fisco può considerarle attività d’impresa: IRPEF sul reddito d’impresa, IVA, contributi. Meglio deciderlo prima, magari con una società.
- Per l’impresa i lavori di ristrutturazione hanno l’IVA al 10% e la rivendita entro cinque anni dalla fine dei lavori è soggetta a IVA (10%, 4% prima casa); chi compra non può usare il prezzo-valore.
- Le vere trappole sono urbanistiche e catastali: abusi non sanabili, frazionamenti senza titolo, cambi d’uso, planimetrie non conformi, immobili con Superbonus (plusvalenza per dieci anni). Si scoprono prima del compromesso o si pagano dopo.
Il “flipping” – comprare una casa da sistemare, ristrutturarla e rivenderla in pochi mesi – è diventato popolare anche a Napoli, spinto dai programmi televisivi e da un mercato dove gli immobili vecchi del centro e delle zone collinari hanno margini interessanti. Il notaio vede queste operazioni due volte, all’acquisto e alla rivendita, e vede anche quelle che si incagliano. Questo articolo mette in fila le regole fiscali e, soprattutto, i controlli che decidono se l’affare esiste. Carnelutti spiegava che il compito del notaio è prevenire la lite: «il giudice giudica in presenza di un inconveniente che si è già verificato, mentre il notaio giudica affinché l’inconveniente non si verifichi» (La figura giuridica del notaro, in Riv. notariato, 1951, p. 8). Nel flipping vale il doppio, perché chi compra per rivendere paga due volte ogni errore.
Privato o impresa: la prima scelta
Il privato che rivende entro cinque anni un immobile comprato realizza un reddito diverso (art. 67, comma 1, lett. b, TUIR): la plusvalenza è la differenza tra prezzo di vendita e costo di acquisto aumentato delle spese inerenti, cioè imposte, notaio, agenzia e lavori documentati con fatture (art. 68). Nell’atto di vendita si può chiedere al notaio l’imposta sostitutiva del 26%, che il notaio versa per conto del venditore; altrimenti la plusvalenza si cumula con gli altri redditi in dichiarazione. Le regole di base, compreso il fatto che i cinque anni si contano fino al rogito e non fino al compromesso, sono nell’articolo su plusvalenza e cinque anni. Attenzione però: se le operazioni si ripetono (tre, quattro immobili in pochi anni, con organizzazione di mezzi e ristrutturazioni sistematiche), l’Agenzia delle Entrate può riqualificarle come attività d’impresa abituale, con IRPEF ordinaria sul reddito d’impresa, IVA sulle vendite e contributi. Chi vuole fare del flipping un mestiere fa bene a costituire una SRL o una ditta individuale dall’inizio: le regole sono più onerose sulla carta ma tutte deducibili e senza sorprese.
Le imposte dell’impresa che ristruttura e rivende
- Acquisto. Da un privato: imposta di registro 9% sul prezzo (il prezzo-valore sul catastale vale solo per gli acquirenti persone fisiche); da un’impresa: IVA se dovuta. Le imposte sono costo deducibile.
- Lavori. Gli interventi di restauro, risanamento e ristrutturazione edilizia (art. 3, lett. c e d, D.P.R. 380/2001) hanno l’IVA al 10% (n. 127-quaterdecies, Tabella A, parte III, D.P.R. 633/1972); i subappalti in edilizia vanno in reverse charge (art. 17, comma 6, lett. a). L’IVA si detrae.
- Rivendita. L’impresa che ha eseguito interventi di ristrutturazione e vende entro cinque anni dalla loro ultimazione applica obbligatoriamente l’IVA (art. 10, n. 8-bis, D.P.R. 633/1972): 10% per le abitazioni non di lusso, 4% se il compratore ha i requisiti prima casa, 22% per le categorie A/1, A/8, A/9; registro, ipotecaria e catastale fisse di 200 euro ciascuna. Dopo cinque anni la vendita è esente, salvo opzione per l’IVA nell’atto. Chi compra dall’impresa paga di più rispetto all’acquisto da privato con prezzo-valore, e questo va messo in conto nel prezzo: ne abbiamo scritto in comprare casa con IVA o da privato.
- Bonus edilizi. Le detrazioni per ristrutturazione spettano a chi paga i lavori su un immobile che possiede o detiene: nel 2026 il 50% per l’abitazione principale e il 36% per gli altri immobili (legge 207/2024, prorogata dalla legge 199/2025), in dieci anni. Per un’impresa che vende subito non hanno senso; per il privato che rivende, la detrazione residua passa all’acquirente salvo patto contrario (art. 16-bis, comma 8, TUIR), e diventa un argomento di trattativa.
Le trappole urbanistiche e catastali
Il margine del flipping si fa comprando a basso prezzo immobili con problemi. Alcuni problemi si risolvono, altri no, e la differenza va capita prima del compromesso.
- Stato legittimo. Chiedere sempre la relazione sullo stato legittimo (art. 9-bis D.P.R. 380/2001) e i titoli edilizi. Il Salva Casa (D.L. 69/2024) ha allargato le tolleranze e reso sanabili molte difformità parziali, ma gli abusi sostanziali (ampliamenti non sanabili, opere in area vincolata senza autorizzazione) restano tali e, oltre alla sanzione, bloccano la rivendita a un compratore con mutuo. Per gli edifici ante 1967 la dichiarazione del venditore non basta a proteggere: lo spiega la Cassazione 24226/2026 nel nostro articolo sulle case costruite prima del 1967.
- Frazionamenti e cambi d’uso. Dividere un appartamento in due o trasformare un magazzino in abitazione richiede un titolo (SCIA o permesso) e il rispetto di superfici minime, altezze, rapporti aeroilluminanti e regolamento edilizio di Napoli; il cambio d’uso tra categorie, anche senza opere, è stato semplificato dal Salva Casa (art. 23-ter) ma non è libero, soprattutto nel centro storico e nelle zone vincolate. Un frazionamento fatto “a occhio” produce due unità invendibili.
- Catasto. Dopo i lavori va aggiornata la planimetria (Docfa entro trenta giorni): la dichiarazione di conformità catastale nell’atto di rivendita è a pena di nullità e la Cassazione (sentenza 18005/2026) la considera nullità assoluta, rilevabile anche d’ufficio. Vedi l’articolo su conformità catastale e urbanistica.
- Agibilità, impianti, APE. Dopo una ristrutturazione rilevante serve la segnalazione certificata di agibilità (art. 24 D.P.R. 380/2001), le dichiarazioni di conformità degli impianti (D.M. 37/2008) e un nuovo attestato di prestazione energetica: chi compra li chiede, e la loro assenza abbassa il prezzo.
- Condominio e vincoli. Regolamento contrattuale (divieti di frazionamento o di certe destinazioni), lavori su facciate e terrazzi, autorizzazione paesaggistica nelle zone vincolate (a Napoli quasi tutta la fascia costiera e collinare) e parere della Soprintendenza per gli edifici tutelati.
- Superbonus a monte. Se l’immobile che compri ha avuto lavori al 110%, la plusvalenza sulla rivendita entro dieci anni dalla fine di quei lavori scatta anche per te che lo compri e lo rivendi, e le spese non le hai sostenute tu: vedi Superbonus e plusvalenza.
Un esempio con i numeri
Davide, privato, compra a gennaio un appartamento di 80 mq al Rione Sanità per 150.000 euro da un privato: con il prezzo-valore (valore catastale 78.000) paga 7.020 euro di registro e 100 euro di ipocatastali, più 2.600 euro di notaio e 4.500 euro di agenzia. Spende 62.000 euro di lavori (IVA al 10% inclusa), tutti fatturati, e 3.000 euro di pratiche tecniche, Docfa e APE. A marzo dell’anno dopo vende a 265.000 euro. Plusvalenza: 265.000 – (150.000 + 7.120 + 2.600 + 4.500 + 62.000 + 3.000) = 35.780 euro; con l’imposta sostitutiva del 26% chiesta nell’atto paga 9.303 euro e resta con un margine netto di circa 26.500 euro per quattordici mesi di lavoro e rischio. Se avesse pagato in nero 20.000 euro di lavori, la plusvalenza sarebbe salita a 55.780 euro e l’imposta a 14.503: il “risparmio” dell’IVA si sarebbe mangiato quasi tutto, senza contare i rischi. Se invece Davide facesse tre operazioni così in due anni, il Fisco potrebbe considerarlo imprenditore: allora, con una SRL, avrebbe pagato il 9% di registro senza prezzo-valore (13.500 euro) e venduto con IVA al 10%, ma avrebbe dedotto tutto e pagato il 24% di IRES sull’utile. Sono conti da fare con il commercialista prima del primo acquisto, non dopo il terzo.
Il metodo in cinque passi
- Prima dell’offerta: visura, atto di provenienza, regolamento di condominio, stato legittimo e planimetria; con un tecnico di fiducia.
- Nel preliminare: condizione sospensiva sulla regolarità urbanistica e sull’eventuale titolo edilizio per i lavori previsti; caparra proporzionata; preliminare trascritto se il rogito è lontano.
- Durante i lavori: titoli edilizi prima di iniziare, fatture per tutto, aggiornamento catastale a fine lavori.
- Alla rivendita: agibilità, conformità impianti, APE, relazione tecnica aggiornata; scelta tra imposta sostitutiva e IRPEF fatta con i numeri in mano.
- Sempre: un solo interlocutore per la parte giuridica, dall’acquisto alla rivendita, che conosca la storia dell’immobile.
Stai valutando un immobile da ristrutturare e rivendere? Prenota una consulenza online prima dell’offerta: leggiamo insieme i documenti e ti diciamo dove sono i rischi. Per l’acquisto, chiedi un preventivo.
Per approfondire
Fonti
- D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), artt. 16-bis, 55, 67, comma 1, lett. b) e b-bis), 68 – normattiva.it; legge 23 dicembre 2005, n. 266, art. 1, comma 496 (imposta sostitutiva) – normattiva.it
- D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 10, n. 8-bis, art. 17, comma 6, Tabella A, parte II n. 21 e parte III n. 127-quaterdecies e 127-undecies (IVA su lavori e cessioni di abitazioni) – normattiva.it
- D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, artt. 3, 9-bis, 23-ter, 24, 34-bis, 46, come modificati dal D.L. 29 maggio 2024, n. 69 (Salva Casa) – normattiva.it
- Legge 30 dicembre 2024, n. 207, art. 1, commi 54-56 – gazzettaufficiale.it e legge 30 dicembre 2025, n. 199 (bonus ristrutturazione 50%/36% nel 2026) – normattiva.it
- Agenzia delle Entrate, risposte a interpello n. 157 e n. 158 del 10 agosto 2026 (plusvalenze) – agenziaentrate.gov.it; Cassazione 24226/2026 e 18005/2026, Rassegne CNN n. 30 e 31/2026 – italgiure.giustizia.it
- Agenzia delle Entrate, visura e planimetria catastale online (verifiche prima dell’offerta) – agenziaentrate.gov.it; Comune di Napoli, Sportello Unico per l’Edilizia – comune.napoli.it
- F. Carnelutti, “La figura giuridica del notaro”, in Riv. notariato, 1951, p. 8 (conferenza tenuta all’Academia Matritense del Notariado, Madrid, 17 maggio 1950)
- Consiglio Nazionale del Notariato, Guida per il cittadino “Acquisto certificato” – notariato.it
Contenuto elaborato con il supporto dell’intelligenza artificiale e verificato dal notaio.
Pagina dello Studio Notarile Marco Fiorentino, notaio a Napoli: notaio dal 2011, prima nei Distretti notarili di Lecce e di Trani, dal 2026 a Napoli; avvocato dal 2003.
Scopri di più da Notaio Marco Fiorentino | Napoli
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.