📅 Pubblicato il 18 settembre 2026🔄 Aggiornato il 18 settembre 2026 — perché: verifica sui nuovi materiali di studio (formule IVA per opzione e inversione contabile) e sulla vigenza delle agevolazioni dopo il D.Lgs. 23/2011 e il D.Lgs. 123/2025📁 Caso concreto n. 10

Come funziona questa rubrica

Situazioni che in Studio capitano davvero, raccontate come casi tipo: nomi, quartieri e cifre sono di fantasia, i passaggi e le regole sono quelli veri. Serve a farti vedere in anticipo cosa succede in una pratica come la tua. Il numero esatto per il tuo caso te lo diamo con un preventivo scritto. La guida completa sull’argomento è Comprare casa con IVA o da privato: cosa cambia.

Il nodo: «mio cugino dice che le imprese pagano l’1 per cento se rivendono entro tre anni»

Antonio ha una SRL che vende impianti idraulici e ha bisogno di un negozio con deposito. Lo trova a Casoria, al piano terra di una palazzina finita nel 2019 da un’impresa di costruzioni: sette appartamenti e due locali commerciali, prezzo 150.000 euro più IVA. Sua sorella Teresa, che vive in affitto, vuole comprare nello stesso palazzo un appartamento per 180.000 euro come prima casa. Il costruttore ha in vendita entrambi. Antonio arriva in Studio con tre convinzioni, sentite in giro: che il negozio si può comprare con l’imposta di registro all’1 per cento «perché è un’impresa e rivende entro tre anni»; che con il reverse charge «l’IVA non si paga»; e che alla sorella conviene lo stesso meccanismo. Erano sbagliate tutte e tre, per motivi diversi.

Cosa abbiamo trovato nei controlli

Abbiamo letto i titoli edilizi del palazzo, la data di fine lavori, la posizione IVA del venditore e quella della SRL di Antonio. Da lì escono le regole.

La soluzione, un pezzo alla volta

L’atto del negozio. Vendita dal costruttore alla SRL con opzione IVA e inversione contabile dichiarata in atto: fattura senza addebito d’imposta, obbligo della SRL di integrarla e registrarla. Le imposte d’atto sui fabbricati strumentali con IVA sono queste: registro fisso 200 euro (art. 40 D.P.R. 131/1986, oggi art. 44 D.Lgs. 123/2025), imposta ipotecaria 3 per cento (4.500 euro) e catastale 1 per cento (1.500 euro) sul prezzo, bollo 230 euro, tasse ipotecarie 90 euro. Totale 6.520 euro, oltre all’IVA in reverse charge (15.000 euro, neutrale se detraibile). Nell’atto anche le menzioni urbanistiche del permesso di costruire del 2016 e dell’agibilità del 2019, la conformità catastale e l’attestato di prestazione energetica.

L’atto dell’appartamento. Vendita dal costruttore a Teresa con opzione IVA al 4 per cento (7.200 euro, versati al venditore con la fattura) e dichiarazioni prima casa della nota II-bis; imposte di registro, ipotecaria e catastale fisse di 200 euro ciascuna (600 euro), bollo 230 euro, tasse ipotecarie 90 euro. Totale a carico di Teresa 8.120 euro, IVA compresa. Qui il prezzo-valore non esiste, perché la vendita è con IVA e la base è il prezzo.

Le tutele in più che il costruttore deve dare. Poiché l’immobile era già finito e agibile, non serviva la fideiussione del D.Lgs. 122/2005, che riguarda gli immobili da costruire; abbiamo però verificato l’assenza di ipoteche del cantiere non ancora frazionate e cancellate (una c’era: la banca del costruttore ha rilasciato l’assenso alla cancellazione per le due unità prima dell’atto) e la polizza decennale postuma.

Il preventivo. Per la SRL abbiamo anche fatto il confronto: se avesse comprato lo stesso negozio da un privato, avrebbe pagato il registro al 9 per cento (13.500 euro) e imposte fisse di 50 euro, senza IVA. Con l’IVA in reverse charge e le ipocatastali al 4 per cento complessivo, il conto era migliore, ma solo perché la SRL detrae: per un professionista in regime forfettario sarebbe stato il contrario.

Esito, tempi e costi

Esito. Due atti nello stesso giorno: il negozio alla SRL con IVA al 10 per cento in inversione contabile e ipocatastali al 4 per cento; l’appartamento a Teresa con IVA al 4 per cento prima casa e imposte fisse. Nessuna agevolazione «all’1 per cento», perché non esiste più; nessuna sorpresa in contabilità.

Tempi. Dalla prima telefonata ai rogiti: sette settimane. Due per i controlli sui titoli edilizi e sull’ipoteca del cantiere, tre per l’assenso della banca alla cancellazione parziale, il resto per bozze e agenda.

Costi. Onorario di massima dello Studio: per l’atto del negozio (150.000 euro, senza prezzo-valore perché con IVA) circa 1.630 euro; per l’atto dell’appartamento (180.000 euro) circa 1.630 euro; entrambi oltre IVA, contributi e imposte, che vanno a parte e si calcolano sulle norme (negozio: registro 200, ipotecaria 4.500, catastale 1.500, bollo 230, tasse ipotecarie 90; appartamento: IVA 4 per cento 7.200 al venditore, registro, ipotecaria e catastale 200 ciascuna, bollo 230, tasse ipotecarie 90). Visure e copie sono voci separate del preventivo scritto.

Nota deontologica. Le cifre di questo caso tipo sono stime orientative. L’onorario del notaio è libero (tariffe abrogate dal D.L. 223/2006, conv. L. 248/2006, e dal D.L. 1/2012, conv. L. 27/2012); i parametri del D.M. 140/2012 servono solo come riferimento per la stima; resta ferma la disciplina dell’equo compenso (L. 49/2023) nei rapporti con banche, assicurazioni e grandi imprese. Le imposte sono calcolate sulle norme (dal 1° gennaio 2026 riordinate nel D.Lgs. 123/2025). Stime indicative aggiornate a settembre 2026: il preventivo scritto, gratuito e senza impegno, lo dà lo Studio. Nessuna promessa di risultato, nessun confronto con altri colleghi.

Cosa puoi imparare da questo caso

Per i tecnici (geometri, ingegneri, architetti): in atto servono permesso di costruire, agibilità, attestazione dei requisiti Tupini (rapporto superfici) e conformità catastale; per le regole su stato legittimo e commerciabilità: stato legittimo e Salva Casa, conformità catastale e regolarità urbanistica.

Stai comprando dal costruttore, come impresa o come privato, e vuoi il conto giusto dell’IVA e delle imposte? Chiedi un preventivo scritto e gratuito, oppure prenota una consulenza online (agenda: calendar.app.google/9HHLD48jcFYP8ReK8) o scrivici su WhatsApp al +39 352 2737467. Per approfondire: comprare con IVA o da privato, comprare un ufficio o uno studio: IVA, registro e imposte, comprare al grezzo: categorie F, IVA o registro, comprare casa da costruire: le tutele del D.Lgs. 122/2005; i conti negli Strumenti notarili (in particolare il Preventivo automatico), le parole nel Glossario, gli altri Casi concreti.

Domande frequenti su questo caso

Il reverse charge si applica se compro casa da un costruttore?

No, se sei un privato. L’inversione contabile dell’art. 17, comma 6, lett. a-bis, D.P.R. 633/1972 riguarda solo le cessioni imponibili per opzione fatte a soggetti passivi IVA. Il privato paga l’IVA (4 o 10 per cento) al venditore in fattura.

Esiste ancora il registro all’1 per cento per chi compra e rivende entro tre anni?

No. Quella agevolazione, prevista per le imprese di rivendita, è stata soppressa dal 1° gennaio 2014 dall’art. 10, comma 4, D.Lgs. 23/2011. Il regime a imposte fisse del D.L. 34/2019 per demolizione e ricostruzione è scaduto il 31 dicembre 2021.

Perché sul negozio pago ipotecaria e catastale al 4 per cento e sull’appartamento no?

Perché per i fabbricati strumentali venduti con IVA la legge prevede l’ipotecaria al 3 per cento e la catastale all’1 per cento, mentre per le abitazioni con IVA le tre imposte sono fisse (200 euro ciascuna).

Fonti per verificare

Marco Fiorentino, notaio in Napoli dal 2011 (Viale Antonio Gramsci 19, Mergellina) · oltre 6.000 atti · 4,9/5 su 48 recensioni Google · verificato il 18 settembre 2026. Newsletter del giovedì: iscriviti.

Contenuto elaborato con il supporto dell’intelligenza artificiale e verificato dal notaio, che lo ha riletto e corretto.


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