📅 Pubblicato il 19 ottobre 2024🔄 Versione 1.1 · aggiornato il 12 settembre 2026

Il regolamento di condominio disciplina l’uso delle parti comuni, la ripartizione delle spese e il decoro dell’edificio. Ma non tutti i regolamenti hanno lo stesso valore: la distinzione tra regolamento assembleare e contrattuale ha conseguenze molto concrete, soprattutto quando si compra o si vende un immobile.

Quando è obbligatorio

Ai sensi dell’art. 1138 del Codice civile, il regolamento è obbligatorio quando i condomini sono più di dieci. Insieme al regolamento si adottano di norma le tabelle millesimali, che misurano il valore di ciascuna unità e servono a ripartire le spese e i voti in assemblea.

Regolamento assembleare

È approvato dall’assemblea a maggioranza e può disciplinare soltanto l’uso delle parti comuni e l’organizzazione del condominio. Non può limitare i diritti dei singoli sulle rispettive proprietà esclusive.

Regolamento contrattuale

È predisposto dall’originario costruttore (o unico proprietario) e accettato dai singoli acquirenti nei rispettivi atti, oppure approvato all’unanimità. A differenza di quello assembleare, può imporre limiti alle proprietà esclusive: ad esempio vietare di destinare l’appartamento a B&B, casa vacanze, studio professionale o altre attività.

Perché conta la trascrizione

I vincoli del regolamento contrattuale sono opponibili ai futuri acquirenti solo se richiamati nell’atto di acquisto o trascritti nei registri immobiliari (ispezioni ipotecarie, Agenzia delle Entrate). Per questo, prima di comprare, è fondamentale verificare l’esistenza e il contenuto del regolamento: un divieto nascosto può impedire l’uso che avevi in mente per l’immobile.

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Fonti per verificare

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