Il conto del notaio ha tre parti: le imposte che il notaio versa allo Stato, le spese documentate e l’onorario. Le imposte sono quasi sempre la voce più alta, e il preventivo di massima le mette per iscritto voce per voce prima dell’incarico.
Qui stanno le domande su preventivo, onorario, somme per le imposte e modi di pagamento. Le dieci domande più frequenti restano sulla pagina Domande frequenti.
Le cifre che compaiono qui sotto e quelle dei calcolatori sono una stima indicativa, non è un preventivo: il preventivo di massima scritto arriva dopo aver visto i documenti (art. 37 dei Principi di deontologia professionale dei notai).
Preventivi, costi e pagamenti
Che fine fanno i soldi che verso al notaio per le imposte?
Finiscono su un conto corrente dedicato, separato dal patrimonio personale del notaio e per legge non aggredibile dai suoi creditori. Le somme restano lì finché non vengono versate all’erario. Su richiesta delle parti, sullo stesso conto può essere depositato anche il prezzo della compravendita fino alla registrazione e trascrizione dell’atto: è una tutela concreta contro il rischio di ipoteche o formalità pregiudizievoli che spuntino all’ultimo momento. Vedi il conto dedicato.
Posso pagare il notaio in contanti?
Entro i limiti di legge sull’uso del contante, ma in pratica si usano bonifico o assegno circolare: i pagamenti devono essere tracciabili e, per il prezzo della compravendita, le modalità vanno dichiarate espressamente in atto. Il mezzo di pagamento che preferiamo è il bonifico istantaneo, anche il giorno dell’atto, perché l’accredito è immediato e verificabile in Studio; verifica prima con la tua banca che sia consentito per quell’importo (alcune banche hanno limiti per gli istantanei): in alternativa assegno circolare non trasferibile o bonifico ordinario accreditato almeno 2 giorni prima. Mai contanti oltre i limiti di legge. Diffida di IBAN ricevuti da indirizzi diversi da quelli dello Studio: chiamaci per verificare. Portare con sé la documentazione dei bonifici già eseguiti è sempre una buona idea.
Quanto costano le visure e i certificati che il notaio richiede?
Molto meno di quanto si immagina, e in preventivo le riportiamo al costo. Le tasse ipotecarie sono fissate per legge: dal 1° gennaio 2025 un’ispezione per soggetto costa 8,00 euro allo sportello e 6,40 euro per via telematica, la copia di una nota 5,00 euro (4,00 telematica) e il certificato ipotecario 30,00 euro; la visura catastale è gratuita per chi la richiede sui propri immobili. Per una compravendita ordinaria l’insieme delle visure ipotecarie e catastali si colloca in genere fra 60 e 120 euro. È anche una delle ragioni per cui due preventivi possono sembrare diversi: qualcuno le include, qualcuno le aggiunge dopo. I dettagli sono in Visure ipotecarie ventennali.
Le domande che ci fanno in tutta Italia su costi e pagamenti
Chi paga il notaio: chi compra, chi vende, chi dona?
Nella compravendita le spese dell’atto sono a carico di chi compra, salvo accordo diverso (art. 1475 c.c.); nel mutuo di chi lo riceve; nella donazione, per prassi, di chi riceve il bene; nella successione degli eredi, in proporzione alle quote; negli atti societari della società. Chi vende paga invece i documenti che deve consegnare (atto di provenienza, APE, planimetrie, pratiche edilizie) e l’eventuale cancellazione della vecchia ipoteca. Se le parti vogliono dividere diversamente, basta scriverlo nell’atto.
Il preventivo è vincolante? E per quanto tempo vale?
L’onorario indicato nel preventivo scritto impegna lo Studio, a parità dei dati che ci hai fornito (tipo di atto, valore, rendita catastale, agevolazioni). Le imposte sono quelle previste dalla legge alla data dell’atto: se cambia una norma o cambia il tuo caso (per esempio scopriamo una provenienza per successione non trascritta o una difformità da sanare), te lo diciamo prima di andare avanti, mai il giorno della firma. Se dal preventivo alla stipula passa molto tempo, lo aggiorniamo senza costi prima dell’incarico.
Assegno circolare o bancario? Bonifico?
Per il prezzo e per le imposte chiediamo assegni circolari o bonifico già accreditato: l’assegno circolare è garantito dalla banca che lo emette, quello bancario può risultare scoperto e per il venditore è un rischio. Gli assegni vanno intestati come ti indichiamo nel promemoria che ricevi prima dell’atto, non come suggerisce l’agenzia: è il notaio che risponde della regolarità dei pagamenti dichiarati in atto.
Le altre domande frequenti dello Studio
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- Il preventivo del notaio: che cosa deve contenere
Che cosa vuole fare adesso?
- Preventivo di massima per il suo atto
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Testo redatto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dal Notaio Marco Fiorentino. Aggiornata il 28 settembre 2026.