Pubblicato il 31 agosto 2025Aggiornato il 17 ottobre 20263 minuti di lettura

In 30 secondi

  • Capannoni e opifici (categoria D) sono immobili strumentali per natura.
  • Restano strumentali anche se li compra un privato o restano vuoti.
  • Le imposte dipendono soprattutto da chi vende.

📅 Pubblicato il 31 agosto 2025🔄 Versione 1.1 · aggiornato il 12 settembre 2026

Chi acquista un capannone o un opificio industriale per la propria attività deve conoscere un regime fiscale diverso da quello della casa. Questi immobili rientrano tra i fabbricati strumentali, e la tassazione dipende soprattutto da chi vende. Vediamo, seguendo la Circolare n. 18/E del 2013 dell’Agenzia delle Entrate.

Capannoni e opifici: categoria catastale D

Capannoni, opifici e impianti industriali rientrano nella categoria catastale D e sono immobili strumentali per natura: non sono utilizzabili in modo diverso senza radicali trasformazioni. Da qui il loro specifico trattamento fiscale.

Acquisto da impresa (soggetto IVA)

La cessione da parte di un’impresa è di regola esente da IVA, con possibilità per il venditore di optare per l’imponibilità IVA in atto (spesso in reverse charge tra imprese). In ogni caso le imposte d’atto sono:

Acquisto da privato

Se il venditore è un privato si applica il regime ordinario: imposta di registro 9% (minimo 1.000 euro) e imposte ipotecaria e catastale di 50 euro ciascuna.

E se si usa il leasing?

Il leasing immobiliare è molto usato per capannoni e immobili d’impresa. In questo caso i canoni e la successiva quota di riscatto seguono, ai fini IVA, le stesse regole delle cessioni, mentre le imposte d’atto hanno una disciplina specifica. È una strada che può offrire vantaggi finanziari e fiscali, da valutare caso per caso.

Come per gli uffici, agli immobili strumentali non si applica il “prezzo-valore”: la base imponibile è il corrispettivo. Per un quadro d’insieme leggi la guida sui trasferimenti immobiliari.

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Fonti per verificare

Contenuto elaborato con il supporto dell’intelligenza artificiale e verificato dal notaio.

Pagina dello Studio Notarile Marco Fiorentino, notaio a Napoli: notaio dal 2011, prima nei Distretti notarili di Lecce e di Trani, dal 2026 a Napoli; avvocato dal 2003.


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Marco Fiorentino, notaio in Napoli, iscritto nel Ruolo dei Distretti Notarili Riuniti di Napoli, Torre Annunziata e Nola. Partita IVA 00362508889. Scheda del Consiglio Nazionale del Notariato. Gli atti si firmano nello Studio a Napoli.

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